martedì 7 marzo 2017

Avere un bambino in Canada (Quebec)

Se potessi farvi vedere la quantità di bozze cominciate e mai pubblicate nella pagina di amministrazione di questo blog, vi fareste una bella risata.
Mettersi seduti al computer per fare un punto della situazione dopo più di un anno di assenza è difficile: è successo molto e se da una parte c'è una gran voglia di raccontarsi, dall'altra c'è anche la voglia di proteggere queste novità così personali.
In questo anno abbondante abbiamo cercato di mantenere attiva la pagina Facebook ma è giusto dedicare di nuovo un po' di tempo a questo angolo: mi piace pensare che a fronte di tanta gente odiosa che userà quello che scriviamo per darci fastidio, ci saranno anche persone che apprezzeranno la nostra storia e che magari avranno voglia di venire in questo splendido Paese.


Qualche giorno fa abbiamo festeggiato 4 anni che ci siamo trasferiti: sono decisamente volati ma si dice che il tempo passa velocemente quando ci si diverte, no? :) La buona notizia è che ancora abbiamo voglia di rimanere qui: anzi ci troviamo così bene che abbiamo messo radici più in profondità perché abbiamo comprato la nostra prima casa, abbiamo avuto un bambino ed ho anche cominciato una seconda attività da freelance per alzare qualche soldo in più (così di lavori ne ho due, giusto per non annoiarsi mai..!) Nel 2019, forse anche prima se il buon Trudeau metterà mano alla legge, potrò fare richiesta per diventare canadese come mio marito e mio figlio.

In molti mi hanno chiesto di raccontare la mia esperienza di gravidanza e parto in Canada: non sapendo come funziona in Italia è difficile per me fare paragoni. Sono anche stata particolarmente fortunata perché, a parte qualche acciacco e l'infinito nono mese, la gravidanza e il parto sono andati sostanzialmente bene: il nostro bimbo è nato una settimana prima del previsto, in buona salute ed è stata veramente una bella esperienza :)

Ad Aprile sarà già un anno che è con noi (a proposito di tempo che vola...) ed io sono ancora in congedo di maternità: questo è qualcosa che sento il dovere di sottolineare con profondo senso di gratitudine. Ho avuto la fortuna di poter rimanere in casa complessivamente 15 mesi insieme al nostro bambino: i primi 12 sono stati supportati economincamente dal governo, mentre gli ultimi sono rimasta senza paga (infatti tornerò a lavorare prima :D il nostro stile di vita è per fortuna migliorato da quando siamo arrivati ed ora stare con un solo stipendio è faticoso!)

Qui in Quebec (che fa sempre un po' caso a sè) il congedo si distingue in congedo per la madre, per il padre e per entrambi i genitori: mentre il congedo per madre e padre non può essere ceduto, quello per entrambi i genitori può essere preso dal padre o dalla madre. Nel nostro caso abbiamo scelto di farlo prendere interamente a me, più che altro per un discorso di inesperienza :) Chissà se con il prossimo magari decideremo di fare le cose diversamente :D (il fatto che qui si possa comunque dividere tra uomo e donna senza dare per scontato che in quanto donna i figli sono affare esclusivamente tuo è comunque una boccata d'ossigeno nel delirio sociale dell'ultimo periodo.. ma questa che parla è una Ilaria innamorata del Canada ogni giorno di più e molto preoccupata per quello che sta succedendo dai vicini in basso..!)

E' possibile scegliere tra due piani di benefit: uno più corto ma che viene retribuito di più ed uno che permette di stare più tempo a casa ma che viene giustamente pagato meno. Io ho scelto il secondo perché ho preferito passare più tempo con nostro figlio.

Le differenze tra i due piani relativi al congedo genitoriale in Quebec.


Per quanto riguarda la gravidanza e il parto: le visite mediche sono molto "tranquille" ma è da dire che questo mi sembra sia un approccio universale alla sanità.. i canadesi sono probabilmente molto meno preoccupati della salute di noi: durante una visita con il nostro medico di famiglia ci ha invitati a tornare l'anno successivo, senza pianificare ulteriori visite di controllo e prevenzione. Si siamo sicuramente giovani e fuori da casistiche che domandano screening, tuttavia sia io che la mia mamma siamo rimaste abbastanza colpite dai controlli molto "easy" fatti durante la mia gravidanza.
Non riesco a capire se siamo abituati molto bene in Italia o sono abituati molto male qui :D

Complessivamente comunque c'è molto supporto per le famiglie in questo Paese: abbiamo anche cominciato a ricevere un sussidio mensile (calcolato sulla base del numero di figli e del guadagno complessivo della famiglia) senza nemmeno chiedere niente :) e esistono davvero molte agevolazioni quando si hanno dei bambini piccoli.

Appena possibile (visto la lunga assenza non faccio promesse stavolta!) proverò a raccontare anche la mia esperienza da freelance :) Nel frattempo se avete voglia di mettere un mi piace anche alla pagina della mia attività, la trovate qui!

giovedì 11 giugno 2015

Diventare cittadini canadesi: cosa cambia da oggi


A partire da oggi (11 Giugno 2015), il governo canadese ha cambiato alcune regole relative alla cittadinanza. I cambiamenti fanno parte di un pacchetto di misure adottate dal Parlamento l'anno scorso, che hanno come obiettivo quello di assicurarsi che i nuovi cittadini canadesi abbiano una rapida e completa integrazione nella società canadese.

Alcune modifiche erano già state presentate l'anno scorso con l'intento di velocizzare il processo relativo alla cittadinanza. Le pratiche per i nuovi cittadini sono state quasi tutte smaltite nell'ultimo anno e le rimanenze dovrebbero essere finalizzate prima della fine dell'anno fiscale. Coloro che hanno inviato una richiesta di cittadinanza prima del primo Aprile 2015 dovrebbero ricevere una risposta entro il 31 Marzo del 2016.

Le novità che sono introdotte oggi riguardano:
1) Gli adulti che da adesso in poi devono essere fisicamente presenti in Canada almeno 4 anni (1,460 giorni) prima di poter fare una richiesta e devono essere presenti in Canada almeno 183 giorni all'anno per ognuno dei 4 anni che servono a qualificarsi per la cittadinanza. Questo per "rafforzare l'attaccamento al Canada" (prima ne servivano 3 di anni)
2) I richiedenti tra i 14 e i 64 anni devono avere le conoscenze di base e i requisiti linguistici per vivere a pieno la vita canadese.
3) La cittadinanza sarà automaticamente estesa ai "Lost Canadians" ossia coloro che alla data di oggi, sono nati prima del 1947 ma con il Canadian Citizenship Act del 1 Gennaio 1947 non hanno beneficiato della cittadinanza. La cittadinanza si applica anche ai figli di prima generazione che vivono fuori dal Canada. 
4) I richiedenti devono dichiarare di avere l'intento di risiedere in Canada dopo essere diventati cittadini e di impegnarsi nel pagamento delle tasse per essere considerati eleggibile per la cittadinanza.
5) Per aiutare a migliorare l'integrità del programma, le pene per frode e inganno sono state inasprite: si può arrivare a pagare fino a 100,000$ di multa e 5 anni di prigione. 

Se volete avere maggiori informazioni sulle differenze con la vecchia procedura di cittadinanza, qui potete trovare un utilissimo schema che fa una comparazione tra la vecchia e la nuova legge!

Buona giornata da Nerd in Canada :)

giovedì 5 marzo 2015

2 anni di Canada... ça va sans dire: considerazioni sparse!



Ieri sono stati 2 anni di Canada per noi (evviva evviva!)
In questi due anni (che sembrano a volte molto meno, a volte molto di più) abbiamo raggiunto molti traguardi e, come tutti i grandi anniversari, è tempo di fare un punto della situazione.

La prima cosa che mi viene in mente è: devo fare una rettifica su una cosa affermata qui sul blog mesi addietro.
Forse qualcuno di voi ricorderà il mio messaggio di qualche tempo fa dal titolo "Ma dove vai in Canada che fa freddo?" in cui affermavo baldanzosa "Eppure vi dirò una cosa: a me questo freddo incredibile non sta creando il minimo problema"
Beh. Era più facile dirlo stando in casa :D Questo inverno l'ho passato interamente "fuori" (dove per fuori non intendo che il marito mi ha gettata all'addiaccio, intendo che sono uscita ogni giorno per andare a lavoro) ed effettivamente l'ho sentito sulla mia pelle (soprattutto l'hanno sentito i miei giorni di malattia visto che me li sono usati tutti a ridosso di un mese per via di una fastidiosa e persistente infezione respiratoria). Posso dire che è stato il mio primo vero inverno vissuto e non visto da dietro una finestra e beh: è roba seria.

Per il resto confermo quanto detto nel post: l'efficienza della città è notevole per affrontare il freddo e quello che ne consegue (ghiaccio e neve) e l'organizzazione personale è essenziale.

Ho retto tutto l'inverno con un abbigliamento abbastanza "standard" e multistrato.. Pantacollant, jeans, calze di spugna ma alte (non i fantasmini, per intenderci), buone scarpe da neve, canottiera, maglietta a maniche corte e felpa più giaccone con cappuccio annesso. Niente di ultra tecnologico insomma ma sempre con guanti + berretto + sciarpa. Rispetto a Roma diciamo che ho messo una giacca più pesante, non i miei soliti anfibi ma delle scarpe più serie e uno strato in più (pantacollant + canottiera che non indossavo più o meno dai sei anni.) e grossi problemi non li ho avuti .. tranne un giorno che ho aspettato con non chalance un autobus per 26 minuti a -30 gradi e poi l'ho scontata.

Niente di non affrontabile e assolutamente accettabile visto i benefici del vivere qui, ma comunque non da sottovalutare.

Seconda cosa: ho finalmente ricevuto il mio permesso di residenza permanente :) Ho un bel timbrozzo sul passaporto che certifica che posso effettivamente rimanere qui: non ho più la data "di rientro" modello scadenza del latte. E sono in attesa del mio tesserino fotografia-munito che attesta la cosa ufficialmente!
In tutto la pratica del ricongiungimento familiare ci ha messo 1 anno e otto mesi: un anno e mezzo per il permesso di lavoro e pochi mesi per la residenza permanente (che abbia aiutato il fatto che una settimana dopo l'arrivo del permesso abbia iniziato a lavorare full time?)
Il giorno dell'appuntamento con l'immigrazione, ho trovato ad attendermi una stanza piena di
persone: tutte come me in attesa della residenza permanente ed alcuni dipendenti estremamente gentili e sinceramente contenti per il fatto che fossero con noi in un giorno così importante.
Personalmente mi sono commossa come una bambina: ho aspettato a lungo questa cosa e non vedo l'ora di poter richiedere anche la cittadinanza.. adoro l'idea di avere due cittadinanze di due Paesi che amo: uno per la mia origine e le tradizioni che porto dentro di me, uno per il mio futuro e che ho scelto per la mia famiglia e le mie speranze di benessere.
Oh insomma. Fa parte delle considerazioni il guardarsi indietro e fare bilanci: a distanza di due anni abbiamo entrambi un lavoro, siamo in affitto in una bella casa, io ci metto 15 minuti per andare a lavoro con un autobus diretto e mio marito ci va a piedi. Abbiamo una macchina (usata ma svolge il compito di portarci in giro) tutte le nostre cose sono arrivate da Roma, i nostri gatti sono tutti insieme qui. Abbiamo aperto i nostri due conti in banca, abbiamo telefono e internet, il nostro giro di amicizie ed i nostri posticini dove andare a mangiare. Io, personalmente, riesco a camminare agevolmente su neve e ghiaccio ed è qualcosa di importante.

Terza cosa: mi mancano i miei amici, mi mancano moltissimo i miei genitori e la mia famiglia rimasta in Italia. Mi manca il cibo buono, mi manca orrendamente la mozzarella che non riesco a trovare ed il prosciutto crudo che è illegale in Canada (!!) ma nello stesso tempo mi rendo conto che non ho la minima voglia di rimettere piede in Italia. Non so se è carattere, fortuna, soddisfazione personale ma vedo moltissimi italiani che non riescono a tagliare il loro rapporto con il Paese mentre io, francamente, non ho la minima intenzione di tornarci se non per riabbracciare gli affetti e rotolarmi nel buon cibo. (ottimi motivi, per carità.) e anche lì ho i miei dubbi.. Preferirei di gran lunga, in uno slancio di egoismo bieco, avere la possibilità di mostrare la bellezza di questo posto, le mille sfaccettature della mia nuova vita a chi amo piuttosto che tornare agli affanni e alle preoccupazioni condite con l'olio buono. Ma penso sia una questione molto personale che probabilmente con il tempo cambierà (dopotutto sono ancora ggggiovane. Dall'alto dei miei 33 anni che ancora vengono scambiati per 25 in qualsiasi Paese vada. Evidentemente essere geek e giocare molto ai videogiochi rende giovani più delle creme!)

Quarta cosa: quando ero fanciulla e mi piaceva fare la tipa profonda, una delle mie frasi preferite era "la felicità è un modo di vedere" ed effettivamente è rimasta una delle mie preferite e bene si adatta alla nostra esperienza in Canada. Continuo ad accorgermi che la gente rimane abbastanza colpita dalla nostra scelta, molti mi fanno i complimenti e mi dicono che siamo stati molto coraggiosi. Io penso che non sia un discorso di coraggio ma di modo di vedere le cose. A distanza di due anni mi rendo conto che abbiamo fatto la scelta giusta. Se avete in mente di andare via, se davvero avete le spalle al muro ma anche se "semplicemente" non siete soddisfatti di come vanno le cose, vorrei condividere con voi quello che ha fatto andare via me: abbiamo solo una vita da vivere su questa Terra e molte delle cose che ci capitano non sono direttamente legate alla nostra volontà. Ma molte altre si, compreso il dove vogliamo vivere. Se anche voi come me avete pensato "Ma voglio viverla così tutta la mia vita?" sapendo che fuori c'erano altre opportunità, altre persone, altre cose da scoprire.. allora aprite il browser e cominciate a cercare. Non partite senza un piano, documentatevi: è tutto online, basta cercare. E sempre sui siti ufficiali, indipendentemente se in Canada o meno.

Come sempre, auguro di cuore a tutti i nostri lettori che vogliono veramente cambiare vita, di finire tra due anni a dire "cavolo abbiamo fatto bene": non rinunciate a quello che volete, anche se ci vorrà del tempo. E non pensate che sono cose che vanno fatte a 20 anni e poi "è troppo tardi": il problema dell'età è qualcosa di squisitamente italiano. Qualsiasi cosa si voglia fare, ma per davvero, siamo solo noi quelli che pongono i limiti.

(sto diventando vecchia ma a volte sono ancora una tipa profonda.)

venerdì 27 febbraio 2015

[Prima parte] Domande e risposte sull'Express Entry!


Cari amici di Nerd in Canada!
Come promesso, eccoci qui a mettere un po' le cose in chiaro riguardo alle ultime novità relative all'immigrazione in Canada. Oggi parliamo dell'Express Entry, la nuova modalità di selezione per accedere ai vari programmi di immigrazione.
Di cose da dire ce ne sono veramente tante: cominceremo con alcune domande frequenti e relative risposte per ampliare, nei prossimi giorni, alcuni aspetti se necessario.

Che cosa è l'Express Entry?
Cominciamo subito con il dire che l'Express Entry non è un nuovo programma di immigrazione ma una procedura che facilita l'accesso e la selezione ai tradizionali programmi d'immigrazione:
1) Il Federal Skiller Worker Program
2) Il Federal Skilled Trades Program
3) Il Canadian Experience Class
4) e una parte dei Provincial Nomination Programs
(qui sopra vi ho messo il link a tutti i programmi e alle cose che sono richieste per potervi accedere)

Coloro che sono interessati a venire qui, esprimono una "expression of interest" iscrivendosi al sistema e, nel caso siano eligibili per alcuni programmi particolari o siano appetibili per alcuni datori di lavoro, passano alla selezione successiva (Express Entry Pool) in cui il Canada invita ufficialmente la persona a mandare una richiesta completa di immigrazione che verrà valutata più a fondo.
Fondamentalmente il Canada passa da una gestione "chi prima arriva, meglio alloggia" ad un sistema ad inviti: un sistema già adottato da Australia e Nuova Zelanda e che si spera abbia successo anche in Canada.

E' una procedura totalmente online, senza costi da parte del potenziale immigrato e non è l'unico modo per entrare in Canada bensì una facilitazione per accedere ai programmi di immigrazione che ho linkato sopra. (prossimamente vi metteremo anche le alternative :) )

Vi ricordo infine che per coloro interessati a immigrare in Quebec, l'Express Entry non è la soluzione migliore perché il Quebec utilizza una selezione differente (potete fare riferimento direttamente al sito dell'Immigrazione del Quebec)

Perché si chiama Express?
L'immigrazione Canadese mira a processare la pratica in circa sei mesi dalla data di invio, da cui il nome Express. Sia ben chiaro che non si tratta di sei mesi da quando il candidato esprime l'interesse per l'immigrazione ma la data di invio di tutta la documentazione per richiedere il permesso di residenza permanente (quindi dopo l'invito ufficiale)

Expression of interest
Prima di tutto bisogna iscriversi sul sito dell'Immigrazione Canadese a questo indirizzo.
Questo profilo riassume le informazioni che determineranno la vostra "appetibilità" (suona inquietante, lo so) come immigrati.
  • Capacità e abilità personali e lavorative
  • Lingue (ricordatevi che in Canada le lingue ufficiali sono due, francese e inglese, anche fuori dal Quebec.)
  • Esperienze Lavorative
  • Educazione
E' estremamente importante che mettiate, in qualsiasi step del percorso di immigrazione, informazioni vere e confermabili. Questo perché in Canada le cose funzionano un po' diversamente da come siamo abituati e il fornire informazioni false ha conseguenze pesanti tra cui l'essere totalmente esclusi da qualsiasi procedura di immigrazione per i successivi 5 anni.
Il profilo che compilate online è valido per 12 mesi, scaduti i quali è possibile crearne uno nuovo.

Una volta dichiarato il vostro interesse, l'Immigrazione valuterà il vostro profilo e se soddisfatti i criteri principali, passerete all'interno dell'Express Entry Pool

Le informazioni che inserite in questo step, concorrono anche nella valutazione complessiva delle vostre capacità all'interno di un sistema chiamato Comprehensive Ranking System, una graduatoria che confronta le vostre abilità con altri e vi posiziona all'interno di una classifica di interesse.

Cosa è nel dettaglio il Comprehensive Ranking System? E' un meccanismo interno per la classificazione dei candidati sulla base del loro "capitale umano", determinato da fattori quali l'età, il livello di educazione e le capacità linguistiche. Aiuta l'immigrazione a decidere quale candidato può ricevere l'invito per l'applicazione come permanent resident. Ci sono complessivamente 600 punti disponibili nel sistema e altri 600 sono aggiunti se una persona ha un lavoro che aspetta in Canada.
E' possibile sapere il numero totale di punti (score) ma non il rank all'interno del pool. E' possibile anche sapere il numero di punti minimi da soddisfare per in modo che il candidato possa lavorare su alcuni aspetti della propria formazione e alzare il punteggio aumentando la possibilità di essere invitato in Canada (ad esempio: facendo un corso di lingua e prendendo punteggi più alti ai vari test necessari)

Express Pool: cosa è e come funziona? L'Express Pool è lo step successivo all'Expression of Interest: è il posto dove arrivano i candidati con i criteri necessari per passare la selezione.
Se siete stati accettati nel Pool, è necessario iscriversi alla Banca Dati Lavoro del Governo Canadese. Questo vi permette di avere un contatto anche con i datori di lavoro che possono attingere all'Express Pool per chiedere ad alcuni lavoratori specializzati di venire in Canada e lavorare con loro. Sulla base del Ranking System che abbiamo visto prima, gli applicanti con un ranking più alto verranno invitati ad iniziare la procedura per la residenza permanente.
Se si riceve un invito a fare l'applicazione, si hanno 60 giorni per preparare la pratica che verrà inviata in forma telematica: a quel punto l'immigrazione si impegna a fornire una risposta entro i successivi sei mesi.

[continua nella seconda parte dove affronteremo in dettaglio cosa serve dal punto di vista linguistico, cosa fare se avete già una pratica in corso, come funziona spostarsi con la famiglia e altro ancora!]

venerdì 23 gennaio 2015

"And i say just stay cool, stay humble, stay beautiful and just do the work.": Considerazioni lavorative e invernali.

Halloween? Davvero l'ultima volta che abbiamo scritto è stato HALLOWEEN?
Cari amici di Nerd in Canada: ben ritrovati e scusateci tanto.
Sono stati due mesi impegnativi che dire impegnativi è dire poco: sia per me che per la dolce metà.
Abbiamo tante, tantissime cose da raccontarvi: alcune pratiche, molte "di pancia" per comunicarvi cosa vuol dire vivere qui davvero. Si perché almeno per quanto riguarda me (Ilaria) la vita in Canada è cominciata veramente da un paio di mesi. "Ma come" diranno i miei lettori "ma tu ci sei andata a vivere due anni fa in Canada!"
Beh: devo dire la verità. Due mesi a lavoro, due mesi di vita vissuta da canadese, sono la mia personale vera esperienza e per questo vorrei raccontarvi tutte le sfumature.
Verranno altri articoli dopo questo, lo promettiamo.
Vorremmo parlarvi dell'Express Entry che è cominciata con l'anno nuovo.. (a proposito: Buon Anno a chi non è passato nella nostra pagina Facebook e si è beccato gli auguri con la data giusta)
Vorremmo parlarvi dei dettagli burocratici relativi al ricongiungimento familiare e di come procede la pratica per raccontarvi cosa aspettarsi nel caso vogliate intraprendere un percorso simile al nostro.
Vorremmo anche raccogliere alcune risposte che abbiamo dato ad alcuni di voi in privato (magari una rubrica di "lettera ai nerd" in cui un minimo diffondiamo le informazioni... sai mai che può tornare utile a qualcuno)
Insomma: di cose da fare ce ne sono tante e promettiamo maggiore assiduità.
C'è una buona motivazione per il ritardo di due mesi: come accennavo all'inizio, ho cominciato il lavoro nuovo. Che poi tanto nuovo non è perché lavoro di nuovo per la stessa azienda per cui lavoravo in Italia (e chi ha visto il nostro video di Italianinfuga sa di cosa sto parlando :D) con la piccola differenza che lo faccio full-time parlando 2 lingue.
Diciamo che è come fare lo stesso livello di un videogioco ma a versione super hard: sai di cosa si tratta, ti ricordi di averci giocato, ci sono dinamiche nuove e parlano tutti francese ed inglese.
A volte insieme: e non è una battuta. La gente qui comincia a parlare inglese e nella stessa frase (!) cambia lingua. Estremamente divertente. Terrificante all'inizio ma ora che comincio a capire il meccanismo ci si diverte.
Ora: quelle che scrivo qui sono le mie personali considerazioni. Se c'è una cosa che mi ha insegnato l'essere expat è che ognuno di noi expat è diverso dall'altro. Ci sono paure più o meno condivise ma le reazioni a queste paure sono diversissime.
Un esempio tipicamente canadese: il freddo.
Il freddo è uno di quei motivi per cui la maggioranza della gente che conosco è andata via volentieri o pianifica di andarsene. Un giorno in negozio ho avuto a che fare con una cliente russa (!) che mi ha candidamente confessato che qui fa troppo freddo, lei ci vive da quasi 20 anni e preferisce tornare in Russia piuttosto che passare un altro inverno in Canada.
Ok: magari non viene proprio dalla Siberia ma è stata una interazione abbastanza inquietante.
Mentre vi scrivo fuori fanno -1 gradi: sono uscita poco fa e non ho nemmeno messo i guanti. Anzi ho proprio pensato "uhm che caldo oggi!" ma ho avuto esperienza, circa 3 settimane fa, di una attesa di 20 minuti per l'autobus, con -23 gradi. Per la temperatura si è spento il telefono (subito dopo aver chiesto alla mia assistente vocale "Quanti gradi fa? Ho un po' freschino") ed il risultato è stata quasi una settimana di malattia, nel mezzo dei due week end di corso che dovevo seguire per il lavoro.
Insomma: con il freddo qui non si scherza. Una mattina ci siamo trovati con tutta Montréal sotto il ghiaccio.. E non per dire. Queste sono le fotografie fatte durante la grande gelata:
Il marciapiede subito fuori la porta di casa con la neve ricoperta di ghiaccio: subito dopo il marciapiede completamente ghiacciato..


Particolare del ghiaccio subito sopra la neve: notare lo spessore. TUTTO era ricoperto da questo strato di ghiaccio..
Il nostro amato albero completamente ricoperto da uno strato di ghiaccio.
Molto bello. Molto affascinante. Molto pericoloso. E' durato un giorno intero in cui per fortuna non lavoravamo ma il giorno dopo era già praticabile. Si esce di casa un po' prima, si cammina con cautela, si prendono le dovute precauzioni e si vive: si potrebbe riassumere così il tutto.
E' da dire anche che per una persona come me, che la neve l'ha sempre frequentata poco, è uno spettacolo continuo. La città è bellissima e a volte io per prima rimango senza parole per quello che si vede.
Per darvi una idea...


E insomma: il freddo c'è, inutile negarlo.
C'è una seconda cosa di cui vorrei parlarvi ed è la bellezza dell'essere italiani all'estero.
Non so se i miei compagni di avventura sparsi per il mondo hanno la stessa percezione quando parlano con gli autoctoni ma quando dico che sono italiana la gente è contenta di avere a che fare con me. Sono contenti che io sia italiana e mi rendo conto che porto molto "valore aggiunto" nelle mie conversazioni grazie al fatto di essere italiana. Anche la pronuncia del mio francese ringrazia perché il francese parlato da me a volte è più comprensibile di quello dei miei colleghi inglesi che si buttano a parlare francese (incredibile ma vero.)
E poi c'è tutto il bagaglio culturale: una mia collega appena ha saputo che ero di Roma mi ha abbracciata dicendo "e tu lo dici così? Veni da ROMA!!!"
A volte ci si dimentica di quanto sia figo essere italiani e viaggiare aiuta a ricordarlo.
Il Canada poi amplifica moltissimo questa sensazione: la gente viene da tutto il mondo, parla lingue diverse e si è convenuto di palare inglese e francese. Ma ognuno di noi (e vi ricordo che gli immigrati sono 3 su 5...) porta la sua esperienza, il suo vissuto, le sue tradizioni, la sua lingua, la sua cultura. E questo miscelare continuamente tutte le vite di tante persone è una delle cose più belle che la città mi sta regalando: ogni giorno imparo qualcosa di incredibile, ci si scambiano ricette, ci si scambiano racconti però lo si fa tutti parlando la stessa lingua e aiutandoci a vicenda perché può capitare che ad uno di noi non venga una parola ed ecco che si trova il modo di capirsi.
Questa comunicazione spontanea, multiculturale, viva e potente è probabilmente la benzina delle mie giornate: è divertente vivere qui. Sono molto fortunata perché per molti il Canada non è stata la risposta giusta mentre per me è stata subito quella perfetta: sono perfettamente affine al modo di vivere di qui, mi piace il fatto che le cose si facciano per bene. Ci sono cose che non funzionano, come in tutti i Paesi del mondo, ma ci si lavora sopra e questo fa ben sperare.
E' un Paese che funziona ed è la più grande risposta pratica a tutti gli estremismi del mondo: una società dove persone di etnìe, culture, religioni, orientamenti sessuali ed esperienze diverse vivono insieme e vivono bene. E non è che lo dico tanto per dire. Lo dicono loro stessi: basta leggere sul sito ufficiale, in italiano, cosa dicono a proposito della Società e Cultura.

"La popolazione etnica e culturale del Canada si è sempre più diversificata nel corso degli ultimi 40 anni. Nel 1971, il Canada è diventato il primo Paese al mondo a adottare una politica multiculturale. Il Canada riconosce e valorizza la sua ricca diversità etnica e razziale: oltre 200 gruppi etnici convivono in Canada; più di 40 culture sono rappresentate nella stampa etnica canadese; l'immigrazione rappresenta attualmente oltre il 50% della crescita demografica del Canada."


Terza cosa: quali sono le difficoltà che sto incontrando.
Vivere qui, lavorare qui, è diverso dal mio anno precedente in cui fondamentalmente limitavo le conversazioni al pagamento della cassa del supermercato quando dovevo proprio uscire.
Adesso le mie otto ore le passo senza parlare una parola di italiano (se non con qualche cliente) e la mia difficoltà principale sta nel reagire in maniera normale quando sono stanca. Le parole non vengono, si capisce poco di quello che gli altri dicono, ma quando succede in Italia qualcosa ci si inventa. Quando succede qui a volte sento di rallentare moltissimo a livello cerebrale: abbastanza inquietante.
Anche la comprensione della vita di tutti i giorni non è da sottovalutare. Sono andata oggi, che era il mio giorno off, alla banca vicino casa nostra dove abbiamo entrambi i conti con mio marito. Al momento dell'apertura del mio conto ci ha seguiti una gentilissima consulente finanziaria che oggi mi ha spiegato un po' come funziona la vita di tutti i giorni. Tanto per cominciare in Canada è obbligatorio avere una assicurazione con il proprio datore di lavoro. Questo fa si che a volte nelle famiglie se ne abbiano due, come nel nostro caso e si rischia di pagare di più per qualcosa di cui non si usufruisce realmente.
In uno dei prossimi articoli vi spiegheremo anche come funziona il credito qui in Canada: che cosa è Equifax? Come funzionano le carte di credito e di debito? La storia è più complessa del previsto (almeno lo era per me, che a malapena seguivo il tutto in Italia e ora me lo sono fatto spiegare in francese).
Tutte le cose che pensavi di sapere le devi rimettere un po' in discussione: personalmente sto vivendo questo periodo come un nuovo ingresso nell'età adulta.

Insomma! Un post un po' generale che rientra nella categoria "di pancia" ma che da giorni mi frulla in testa: penso che oltre alle informazioni materiali a volte serva anche sapere come ci si trova a livello emotivo in un nuovo Paese e spero di aver raccontato alcune sfumature di questi miei primi due mesi lavorativi :)

Come scritto sopra, promettiamo qualche approfondimento su alcuni temi specifici: se avete richieste particolari, non esitate a scriverci :) ci mettiamo un po' a volte a rispondere ma leggiamo tutto! Vi ricordiamo anche la pagina Facebook di Nerd In Canada che aggiorniamo decisamente più di frequente :)

A presto!


sabato 1 novembre 2014

Considerazioni sparse e Halloween!

Con l'arrivo dell'agognato permesso di lavoro di cui vi ho parlato nel precedente post sul blog, ho finalmente avuto la possibilità di fare un colloquio di lavoro e di mettere il naso fuori dalla porta per un primo assaggio di "vero" Canada. [si il colloquio è andato bene :)]
Vi abbiamo raccontato spesso di come la nostra situazione sia un po' particolare, perché viviamo nella parte francofona del Canada (se volete rinfrescarvi la memoria, parlavo del francese canadese qui) ma adesso che ho avuto due intensi giorni fuori dalla tana (sabato e domenica) mi sono cominciata a rendere finalmente un po' conto di come funziona veramente.

Avevo notato la caratteristica dello switchare inglese e francese senza farci caso già durante il nostro viaggio di nozze: visitando uno dei negozi della catena Lush qui a Montréal {che io adoro <3} la commessa ci aveva approcciato chiedendo se preferissimo parlare inglese o francese. All'epoca abbiamo scelto il francese, buttandoci in una serie di botta e risposta con la ragazza. Fatalità ha voluto che venissimo interrotti (sempre molto garbatamente, in vero canadian style) da una collega che ha rivolto alla commessa una domanda in inglese. A quel punto lei, scusandosi, ha ricominciato a spiegare quello che aveva lasciato a metà ma senza rendersi conto aveva cambiato lingua e ora, in effetti, si stava parlando inglese.

Ammetto di aver un po' invidiato quella ragazza perché a me sembrava totalmente impossibile cambiare lingua così rapidamente.

Perché usare una lingua quando puoi usarne due?
Quella ragazza mi è tornata in mente domenica quando, durante il colloquio, si è accomodato un secondo responsabile del personale alla scrivania dove si svolgeva una conversazione in francese. Si è presentato chiedendomi in inglese alcune cose e da lì siamo passati a parlare in inglese. Solo che in quel momento la commessa di Lush ero io ed incredibilmente sono riuscita a swtichare la lingua con una non nonchalance che mi ha lasciato particolarmente perplessa.

Si perché io questo anno e mezzo che ho passato ad attendere l'arrivo del mio permesso di lavoro, sono rimasta chiusa in casa a giocare ai videogiochi insieme ad amici italiani fidati quasi tutto il giorno in cuffia oppure in compagnia di mia suocera o mio marito con cui parlo esclusivamente italiano. Non ho ben capito quando e come ho effettivamente migliorato sia il mio francese che il mio inglese e quando esattamente il mio cervello si sia reso conto della cosa.

Il lato positivo è che tutto questo è venuto fuori al momento giusto.. quindi forse, nelle prossime settimane, saprò qualcosa di più del mio lavoro (di cui potrò tuttavia parlare poco nel dettaglio) ma che mi permetterà di raccontarvi, finalmente, qualcosa di più concreto sulla vita quotidiana qui a Montréal :)

Tutta la premessa modello "storia del poro nonno" perché vi dico: se vi spaventa la lingua (cosa che oggi ancora spaventa molto anche me, visto che dovrò farlo quotidianamente) abbiate comunque fiducia del vostro cervello perché potrebbe fare come ha fatto il mio e farvi un regalo che proprio non vi aspettate.

Mentre vi sto scrivendo, tra l'altro, è appena passato il 31 sera ossia Halloween! Per la prima volta domani sera parteciperemo ad una festa in maschera (!) e questa cosa di Halloween, pur non essendo mia a livello culturale, è piacevolmente caratteristica e simpatica :) Questo, tecnicamente, sarebbe il nostro terzo Halloween qui: il primo in luna di miele (vale?), il secondo l'anno scorso nel pieno caos dell'organizzazione di tantissime cose (molte relative anche alla neve che è arrivata poco dopo!) e questo qui che invece fa da contorno ad un periodo molto propositivo e pieno di novità lungamente attese!

Si questo è un giardino di Montréal decorato per Halloween..
Direi che per il prossimo Halloween mi riprometto di comprare i dolcini per i bimbi e addobbare casa: lo sapevate che i bambini hanno un orario preciso per passare a prendere i dolcini (questo me l'ha detto la mia amica Fra, preziosa compagna di avventura qui in Canada e romana come me <3)? Dalle 6 alle 8 di sera! E di solito bussano solo alle case addobbate: in questo modo chi non vuole bambini alla porta, semplicemente, annuncia la cosa non addobbando l'esterno!

Oh beh prima o poi dovremo capire anche questa tra le tante cose nuove :) quindi l'anno prossimo bambini del vicinato sappiate che avrete anche dei dolcetti da parte nostra! :)

Concludo l'intervento con una cosa che mi fa piacere condividere con voi (e che c'entra poco con quanto detto fino ad ora..)
Come avrete saputo, il 22 ottobre c'è stato un incidente al Parlamento di Ottawa dove è stato ucciso un soldato canadese. Episodio analogo anche due giorni prima, proprio qui in Quèbec, dove un altro soldato è stato investito. Per entrambe le situazioni sono stati individuati come responsabili due canadesi convertiti all'Islam. Gli incidenti sono stati una cosa molto inaspettata qui in Canada e hanno scosso molto l'opinione pubblica.

In seguito al fatto, è stato condotto un "esperimento sociale" in cui tre ragazzi canadesi hanno provato a testare lo stato di allerta nei confronti dei mussulmani o delle persone arabe in genere organizzando una messa in scena dove due di loro fingevano di essere un mussulmano e un ragazzo razzista che dichiarava apertamente ad una fermata del bus il proprio fastidio nei confronti del primo.

Condivido con voi il video della cosa per farvi vedere le reazioni degli altri canadesi alla fermata dell'autobus dove si svolgeva la scena. Io l'ho trovato molto emblematico e affascinante (saranno i trascorsi da studentessa di psicologia sociale? :D) e devo dire che sono molto curiosa di conoscere meglio il Paese ed i miei concittadini: per ora continuo ad avere la buona impressione della mia luna di miele. Durerà?

Buona visione del video!

I.

giovedì 16 ottobre 2014

La prima cosa da mettere in valigia: la pazienza.


Come alcuni di voi avranno letto sulla nostra pagina Facebook (che ammettiamolo: è aggiornata più frequentemente del nostro blog...!) è arrivato finalmente il mio permesso di lavoro e relativa residenza temporanea. Come promesso, vi racconto con qualche dettaglio in più.

Il titolo di questo post, scritto quasi a mezzanotte di una anomala serata di ottobre {dico: fanno 22 gradi e c'è un notevole tasso di umidità.. fortuna che c'è chi si lamenta delle temperature!} è "La prima cosa da mettere in valigia: la pazienza". Si perché da expat, soprattutto se volete mettere radici in quei Paesi che funzionano bene, è fondamentale pazientare.

Sono entrata in questo Paese da turista due volte: la prima per il nostro viaggio di nozze (esattamente 2 anni fa, più o meno in questi giorni). Il Canada si è presentato con massicce quantità di cannella, un foliage straordinario, il giusto grado di freddo per una che odia il caldo come me e ovviamente il clima da luna di miele. Non ho saputo resistere, così siamo tornati 5 mesi dopo, con l'intenzione di restare. (e siamo ancora qui.)

Se seguite il nostro blog, saprete anche che mio marito ha la doppia cittadinanza italiana e canadese ma di quest'ultima si era totalmente scordato perché l'ha ottenuta da bambino e per 15 anni ha vissuto lontano dal Quebec (tant'è che in luna di miele lui è entrato da turista..!)

Questa fortuna inaspettata è la base della nostra attuale situazione: ritornando qui a marzo, abbiamo sistemato le faccende basilari per la sopravvivenza (lavoro, casa, assestamenti vari) e abbiamo spedito la documentazione per il ricongiungimento familiare.
Il ricongiungimento familiare, lo dice il nome stesso, è la pratica che permette ad un cittadino o residente permanente canadese di ricongiungersi con la famiglia, facendo diventare residenti anche eventuali moglie e figli (no, sposando un canadese non divento canadese in automatico :D)

Ora, da brava, vi racconterò un po' la parte pratica nel caso serva anche a qualcuno di voi fare il ricongiungimento. Ci tengo a precisare che questo è un iter che è andato così inviando le pratiche l'8 luglio del 2013 ma seguite sempre con attenzione il sito ufficiale per immigrare in Canada perché le pratiche e i tempi sono in continuo cambiamento!
La preparazione dei documenti in realtà è partita già in Italia perché alcune pratiche è meglio farle in loco prima di partire. Potete comunque sempre tenere come riferimento l'Ambasciata Italiana per eventuali documenti mancanti (io ci devo andare in settimana e spero vada tutto bene...)
I documenti principali che ho preparato sono stati


  • certificato di nascita
  • certificato di matrimonio
  • certificato generale del casellario giudiziale
  • certificato dei carichi pendenti


Ho anche fatto la visita medica per l'espatrio che consiste in una visita generica con esami del sangue e radiografia al torace.
Una volta arrivati in Canada, abbiamo seguito le indicazioni per il ricongiungimento sul sito ufficiale: nell'insieme dei documenti c'è anche un utilissimo riepilogo che vi permette di controllare se avete preparato tutto. La prima cosa da fare è sempre una traduzione ufficiale dei documenti relativi alla vostra pratica: esistono dei traduttori certificati come ufficiali: basta una rapida ricerca online a seconda della zona del Canada dove vi trovate ed è obbligatorio fornire eventuali documenti ufficiali con la traduzione in inglese o francese (se in Quebec)

Altra cosa molto importante: dovete ricostruire la vostra vita negli ultimi 10 anni perché nelle pratiche per l'immigrazione è necessario spiegare i vostri spostamenti, lavori, indirizzi, fino ai 18 anni o i precedenti 10 anni se siete più grandi di 28 anni. Sembra semplice se ci si pensa (soprattutto se non siete come me che ho girato parecchio..) ma vi assicuro che ricostruire tutto può essere impegnativo! Quindi armatevi di sana pazienza (di nuovo...) e scrivete su un foglio tutto quello che secondo voi è importante menzionare (cambi di casa, cambi di lavoro, periodi di disoccupazione)

Nel nostro caso abbiamo anche dovuto rispondere a molte domande sul nostro matrimonio, compresa quella che chiedeva "I vostri genitori sono a conoscenza che vi siete sposati?" o "Avete delle prove della vostra relazione?" Ammetto di essermi fatta una bella risata insieme a mio marito ma in realtà questo è un problema particolarmente sentito: proprio nel periodo del nostro viaggio di nozze (auguri..) è stata infatti modificata la legge sul ricongiungimento familiare proprio in seguito all'abuso e a volte anche alle truffe relative ai matrimoni con finalità di immigrazione.


Il ricongiungimento familiare in realtà è una specie di secondo matrimonio: lo sponsor si prende l'impegno di occuparsi della persona che entra in Canada anche dal punto di vista economico perché il nuovo arrivato non può pesare sullo Stato in nessun modo.

Una volta spedite le pratiche si sono susseguiti, con notevole distanza temporale, due step fondamentali: l'ok da parte della Provincia dove viviamo (il Quebec) e quello del Canada.
Il Quebec ha dato il suo ok 20 giorni dopo l'invio della pratica. Il Canada ci ha messo, complessivamente, un anno e tre mesi. 

Cosa fare durante un lasso di periodo così lungo? Niente. Aspettare. Per un anno e tre mesi io sono stata una turista in attesa: non potevo assolutamente lavorare, pena l'espulsione, ed in realtà ho sempre guardato un po' la vita canadese dalla finestra perché qui la "prova di residenza" (che di solito corrisponde a qualsiasi tipo di comunicazione da parte del Canada o della banca che abbia l'indirizzo ed il tuo nome) apre le porte a molte cose.. dalla tessera della biblioteca all'iscrizione in palestra fino alle università che applicano tariffe differenti per canadesi e stranieri. Insomma!! Abbiamo pazientemente atteso :) Lasciare il Paese era fuori discussione (la pratica si ferma) e così sono rimasta qui in attesa.

Ammetto che questo è anche uno dei motivi principali dell'assenza di grosse novità pratiche relative al Canada da parte mia: non ho ancora lavorato nemmeno un giorno (e dopo un anno e mezzo mi sento anche particolarmente preoccupata all'idea :D) e quindi in realtà la mia esperienza expat *vera* comincia ora! (però ho giocato moltissimo a World of Warcraft ed i miei personaggi sono molto soddisfatti!)

Il 2 ottobre ho infatti ricevuto una email che mi informava che ero arrivata, finalmente, allo step successivo: residenza temporanea legata ad un permesso di lavoro (aperto) valido fino al 2017!
Vale la pena ricordare che qui il permesso di lavoro aperto è molto raro perché i permessi di lavoro, che autorizzano la persona a risiedere per l'appunto temporaneamente in Canada, sono di solito legati alle aziende che assumono l'immigrato. So many possibilities!!

Ora si apre la prossima "quest" ossia quella relativa al permesso di residenza permanente, il gradino inferiore a quello di cittadino canadese: ci vorranno almeno altri 9 mesi per la residenza permanente e 3 anni ancora per richiedere la cittadinanza ma il "grosso" è fatto perché ora, finalmente, posso provare a vivere veramente come una canadese :) Tra l'altro il permesso di residenza permanente prevede raccolta delle impronte digitali, una nuova visita medica (sigh.)  e di nuovo i documenti dei carichi pendenti perché, ovviamente, nel frattempo sono scaduti.


Un anno e tre mesi sono tanti, soprattutto quando da parte del Governo, per ovvi motivi, non arrivano comunicazioni e non c'è modo di verificare lo stato della pratica. Nel mio piccolo mi reputo fortunata: ieri ho letto questo articolo in cui si parla dei tempi di attesa di altre nazioni ed il mio annetto abbondante rispetto a tempi di attesa come 51 mesi per l'Algeria o anche i 31 dalla Germania (!) anche solo per guardare la pratica, mi hanno rincuorato.

In realtà in mano non ho ancora niente perché deve arrivare fisicamente il permesso da mettere nel passaporto... però il più è fatto ed il mio permesso è effettivamente attivo dal 2 ottobre :) Ora si attendono nuove per un colloquio che spero arrivi presto e prometto di raccontare un po' di più!

Come sempre: se volete venire in Canada (ma penso che la cosa si applichi a molti altri Paesei) siate pazienti e cominciate subito ad informarvi. E' un percorso lungo, bisogna rinunciare a molte cose ma l'importante è l'obiettivo finale :) Se siete veramente convinti che l'Italia non fa più per voi (come è successo a me e a mio marito) prendete davvero in considerazione l'idea di partire.

E mi raccomando la pazienza!