venerdì 28 giugno 2013

LufaFarms: è arrivato il nostro cestino :)

E' venerdì :D e ieri siamo andati a prendere il cestino di LufaFarms di cui vi parlavo qualche giorno fa!

Considerazioni!

# Devo dire la verità che sono rimasta piacevolmente colpita dalla cura con cui il cestino è preparato: le verdure sono davvero freschissime e mi è piaciuto tutto, addirittura la scatola stessa!

La nostra visione è quella di una città piena di fattorie sui tetti <3
Siete mejo voi!
#  A volte escono dei lati italiani che non ti aspetti. In particolare continua a sconvolgermi l'ingenuità dei canadesi. Ingenui in senso positivo, ovviamente, visto che uno dei motivi per cui amo vivere qui. Non sono abituata a tanta onestà. In particolare ieri siamo andati a ritirare le nostre verdure in un piccolo negozio sulla Fleury. Veramente piccino, tanto che ho pensato fosse stato creato al 90% per permettere di ritirare le scatole veg.
Una volta entrati abbiamo detto al tizio che avevamo acquistato online le verdure e lui, candidamente, ci ha detto "Lì ci sono le scatole: trovate quella con il vostro nome e prendetela.. Poi, gentilmente, segnate qui sul foglio che l'avete ritirata.. giusto per evitare nel caso persone della stessa famiglia vengano a prenderla, sapete." Ah giusto per quello? Avrei potuto tranquillamente uscire con un cestino ben più ricco del mio, senza nemmeno lasciare un documento...!

# Tornando al cestino. Le verdure sono splendide. Saporite e belle. Sono rimasta veramente soddisfatta
A livello economico siamo perfettamente in media con le verdure biologiche che si trovano in giro qui in Canada. Nota bene: il prezzo della verdura in Canada è più alto di quello italiano. Anche se ultimamente il sole si vede più qui che in Italia XD

Ad esempio: i broccoli.
450g di broccoli li ho pagati 3,50$
Su IGA (supermercato qui vicino) un generico "1 un" che ricorda "una unità" (?) è in offerta a 2,49$ ma quello biologico è a 3,49$. Per dire.
Controllando invece online Panorama (che era il supermercato dove compravamo in Italia) non posso dirvi la differenza perché loro non hanno lo store online.. ma solo pagine finte che portano ai volantini...! Di base però sicuramente la verdura costa di meno :D
Comunque mi sono portata a casa asparagi, pomodori in 3 varietà, broccoli, bieta, zucchine e ravanelli.
Più un assaggio di caffè buonissimo e di spezie pregiate, omaggio della ditta.

Alcuni dei prodotti :) Sullo sfondo il depliant dimostrativo
con spezie pregiate in omaggio :o niente male.
# La cosa che più mi piace di questo servizio è il sito internet: permette di lasciare un feedback, monitorare la carta di credito ed il pagamento e soprattutto scegliere le verdure per il cestino, cosa che ho potuto fare già 2 giorni prima di ritirarlo.

Insomma a conti fatti: non sono economiche, ma in linea con la spesa media qui. Costano un po' di più ma paga la freschezza che non ho MAI visto in un supermercato (grazie anche ai continui spostamenti e viaggi che si deve fare il cibo) e la salute... Il servizio è ultra curato, ben funzionante e di soddisfazione :)

Direi che settimana prossima ne prendo un altro !! ^^


giovedì 20 giugno 2013

Lufa Farms: verdure fresche dai tetti di Montreal


Ogni tanto la pubblicità su Facebook ha il suo perché: è grazie ad una inserzione online infatti che ho scoperto Lufa Farms ossia il primo progetto di agricoltura su tetto (!) che permette ai privati di acquistare direttamente online cestini di verdura fresca ogni settimana.
Come dice lo stesso fondatore in questo interessante intervento all'Università di Montreal, (è molto bello: vi consiglio di guardarlo!) non c'è niente di nuovo nell'agricoltura con vendita diretta (anche in Italia c'è) ma c'è molto da guadagnare in termini di consumo consapevole e qualità del mangiare.

Quello che mi colpisce di più di questo progetto è l'apparente semplicità: si ordina un cestino di verdura online che può variare di tre dimensioni (small, medium e large) e si sceglie un punto di raccolta dove il cestino viene consegnato.

Il pagamento può avvenire in due modi: o tramite pay-as-you-go una tantum a volta (se magari non si consuma la verdura settimanalmente) tramite carta di credito oppure ricaricando 300$ sul proprio conto e andando a scalare senza dover inserire la carta di credito ogni volta. Al momento dell'iscrizione viene comunque sottoscritto un abbonamento settimanale ma è possibile fermarlo o metterlo "in pausa" andando sulla propria pagina nel sito.

Le verdure sono libere da pesticidi (utilizzano insetti come le coccinelle), viene utilizzata energia rinnovabile senza utilizzare altro spazio nella città (perché è sui tetti), la verdura non vede il frigo fino a quando non arriva a casa tua ..!

E' possibile scegliere la dimensione del cestino, come dicevo prima, e questo ovviamente impatta sul costo. Io ho appena ordinato un cestino small che verrà consegnato tra una settimana: questo perché le verdure sono tagliate la mattina stessa in cui ritiri il cestino. E che verrà successivamente consegnato ad un punto di smistamento che ho scelto, tra i tanti sparsi sul territorio. 48 ore prima della spedizione, mi verrà inviato un link per personalizzare il mio cestino in base alle verdure di stagione.

Questo permette di saltare un bel po' di passaggi di trasporti, oltre al fatto che per 22$ si ha un cestino con 8 varietà di verdure, fresco, ecosostenibile, che supporta anche i coltivatori della zona.



Vi aggiornerò sugli sviluppi.. soprattutto quando arriverà il link per customizzare il cestino: sembra davvero un bel servizio :) ed il mio lato green è soddisfatto!



lunedì 17 giugno 2013

Arte e musei per nerd!

Uno degli aspetti che colpisce di Montreal è che come ti giri c'è qualche bella iniziativa, in qualche modo apprezzabile anche dai nerd che solitamente non amano troppo mischiarsi alla folla :P

Prima di scendere nel dettagli possiamo dire che senza neanche uscire dall'isola contiamo non meno di 38 musei spazianti dalla storia, alle arti, al cinema, alla natura, alla cultura e molto altro ancora per ogni palato. Lo scorso 26 maggio c'è stata la più recente Journée des musées montrealais, appuntamento annuale dalla grande affluenza anche stavolta in cui tutti i musei della città sono ad ingresso gratuito. Sono inoltre allestite speciali linee dell'autobus per facilitare lo spostamento dal'uno all'altro ed è forte ovviamente la partecipazione dall'esterno di Montreal.

Spostandoci più specificamente nell'ambito nerd, pochi giorni fa ho scoperto un artista di nome Brad Firmino (www.enjoyartwork.com) che risiede qui ed è autore di svariati esperimenti nel campo della pittura di cui alcuni notevoli. Come neanche i migliori aspiranti cuochi di MasterChef, qualche anno fa ha mollato tutto ed ha deciso di abbracciare la sua vera passione completamente, creando il suo marchio. Non ho le competenze per parlare di arte, ed i prezzi non sono adatti al mio portafoglio XD ma da profano mi sembrano interessanti le opere che ha esposte, soprattutto tra questi la collezione grazie alla quale sono capitato sul suo sito: PRESS START.



Come il nome lascia intuire, si tratta di quadri ispirati ai videogiochi, in particolare Super Mario, Street Fighter e Mortal Kombat, nelle quali usa diverse combinazioni fra tecniche al computer e dal vero. I risultati mi sembrano molto belli e conoscendomi ne appenderei fieramente qualcuno :P anche se mi chiedo cosa ne pensino Capcom, Nintendo e Midway ^^;

Un po' più accessibile a tutti, abbiamo un Museo dei Videogiochi, ospitato fino a giugno 2014 nel Museo della Civilizzazione a Québec, capitale della regione omonima a un 2-3 ore da Montreal. Una volta arrivati però, ad attenderci ci saranno (appena riusciremo a dedicargli un weekend) 40 anni di storia testimoniata da 80 videogiochi da Super Mario a Grand Theft Auto, da Street Fighter a God of War, quasi tutti sulle console originali, mantenute e perfettamente funzionanti. Fanno eccezione solamente un Pong del 1980 e I Puffi al castello di Gargamella su ColecoVision per la delicatezza delle console, mentre pare vengano utilizzati i controller d'annata.


La visita prevede come immaginabile un percorso negli anni partendo dalle console in monocromo, per proseguire sul colore, 2D/3D, grafica ad alta definizione e chiudere idealmente il cerchio con i dispositivi portatili o da salotto in grado di avviare le vecchie glorie con la magia del retrogaming. Buona parte di tutto questo ben di Miyamoto deriva dall'associazione MO5.com, dedita alla conservazione dei patrimoni digitali dal 1996 e composta da ogni sorta di membri: collezionisti, goirnalisti, appassionati, studenti, e via discorrendo.

Ancora non basta? A Sherbrooke, a meno di due ore da qui, c'è il vero e proprio Musée du Jeu Vidéo du Québec, fondato nell'aprile 2012. Anche qui, similmente con la mostra a Québec, si tratta di un'esposizione all'interno dell'Institut Desgraff e composta dalla collezione di un privato. È pensato e dedicato alle famiglie, le scolaresche e gli appassionati di videogiochi: l'ingresso è solo su prenotazione ed è gratuito, prendendo accordi si potrà visitare il museo per una visita della durata prevista fra la mezzora e le due ore. Ma buttate un occhio all'opuscolo per le uscite scolastiche O_o


E anche le foto del sito fanno venire la scimmia di potere avere tutto questo un giorno, certo, ma siamo contenti anche della nostra collezione in crescita (e di cui la maggior parte deve arrivare dall'Europa ancora >_>) e fa piacere sapere che esiste questo genere di posti creati per il puro piacere di condividere una passione. Sicuramente un luogo che visiteremo prossimamente :D


giovedì 13 giugno 2013

Quando il troppo è Troppo :V

Il destino è bizzarro a volte. Stamattina sul giornale ho letto il post di un blog mirato a far vedere di ogni angolo del mondo video ed esperienze, in questo caso riguardante la nostrana pizza e che mi ha fatto accapponare la pelle, mentre stasera prima di saperlo Ilaria ce ne ha preparata una ottima! :D Riporto il capo di accus... l'articolo di cui sopra. (fonte glober.tv)

Viaggiare in capo al mondo per una pizza

La poutine è in Québec quel che il sushi è in Giappone... e quel che la pizza è in Italia! Un piatto simbolo, leggendario e che deve assolutamente essere assaporato sul posto per riuscire ad apprezzarne il reale valore. Non c'è niente come una pizza preparata da un italiano esperto per mangiare bene!

Che preferiate il prosciutto ai pepperoni o le zucchine ai peperoni, non è semplice trovare una combinazione di ingredienti che non metta l'acquolina in bocca. E se la curiosità è troppa, potreste farvi invitare nella cucina di un ristorante in modo da assistere ad ognuna delle tappe, dalla spettacolare preparazione dell'impasto al momento in cui sentirete gli aromi provenienti dal forno a legna. Tentante, no?

Ma cosa differenzia la pizza dell'Italia da quella del ristorante all'angolo? Il tocco locale. Senza ricadere nel luogo comune della mamma italiana col mattarello, basta pensare ai secoli di lavoro minuzioso, in cui ogni procedimento è affinato all'estremo, e dove ogni pizza è realizzata esclusivamente con gli ingredienti locali freschi. Senza dimenticare le ricette famigliari (e segrete) trasmesse di generazione in generazione. Un savoir faire unico al mondo, insomma! Questo è il segreto della pizza italiana.

Se siete delle buone forchette, una gita in Italia sarebbe senz'altro il viaggio culinario migliore della vostra vita. Buon appetito!

Guardate il video sullo stesso argomento: http://glober.tv/fr_CA/videos/bouffe/voyager-au-bout-du-monde-pour-une-pizza/422/

Blogger : Marie-Eve Vallières

video
Chissà perché mi è venuta in mente questa scena leggendo.

Ora, cercando di focalizzarmi sulla parte che è evidentemente ammirazione da parte della sua autrice, mi rendo ben conto che vuole rendere omaggio alla tradizione italiana, però ho avuto l'impressione si superasse un limite che credo di avere anche al di sopra dell'italiano medio, anzi mi sa qualcuno mi considererà eretico dopo questo articolo XD

Mi piace l'espresso ma anche il caffè americano da Starbucks. La pizza similtradizionale che fanno qui generalmente non ha gran che da invidiare a quella degli autogrill. Ci facciamo quattro risate al supermercato delle più fantasiose ricette "italiane" perché si sa che in realtà non c'entra una mazza. Insomma eravamo preparati a mangiare italiano vero solo preparando in casa e in realtà alcune cose made in Canada ci piacciono più del previsto, prese per quel che sono.

Ma paragonarmi la pizza alla poutine no.

La poutine è in Québec quel che il sushi è in Giappone... e quel che la pizza è in Italia! 

Dicesi poutine un piatto dalla pronuncia che soprassediamo e composto da patatine fritte ricoperte da salsa gravy (derivata da pollame o vitello magro in genere) e formaggio fuso, di cui svariati posti in Québec si bisticciano l'origine. Oltre a questi ingredienti base ognuno ha la sua variante con questa o quella aggiunta. Abbiamo visto anche la versione italiana. (sigh! NdIlaria) Con il sugo. Celeberrima, la vendevano anche in piazza di Spagna, no? :V La foto non ce la metto, se volete cliccate qui.

Non è certo malvagio, se ci si prepara psicologicamente alla botta calorica, e sembra incarnare l'american way in un piatto di patatine a un livello inquietante per la provincia francofona canadese, ma ce ne passa a metterla a paragone della pizza :P

In effetti di cose incredibili ce ne sono passate davanti nei menu e nelle pubblicità in questi mesi:

Pollo alla parmigiana, mi piace però non mi pare
tradizionalmente italiano come pubblicizzano...
Pepperoni? Sì, mi andava un piatto vegetariano...
Come? Non è vegetariano?
Per gli eterni indecisi, versione culinaria del biathlon.
Per non parlare dell'hamburger con il sugo, pizza con l'ananas (ARGH! NdIlaria), lasagna e pizza con il pollo, la salsa Alfredo, i beefaroni, e l'aglio su qualsiasi cosa non ci mangi per prima. Tutto rigorosamente traditionnel come gli ingredienti che il più delle volte sono pubblicizzati come italiani e in realtà prodotti in zona. Il vantaggio è che i prodotti arrivano più freschi e credo siano controllati seriamente, non mi pare ci siano state mucche pazze o mozzarelle blu, lo svantaggio è che le stesse mozzarelle "tradizionali" costano come se fossero davvero importate e fondamentalmente sanno di poco, il che è un ostacolo mica da ridere per ricreare i sapori dello stivale.

Tutto sembra portare alla conclusione che la gente del posto adora l'italiano, ma non lo sa cucinare. Un po' come il mio rapporto con la chitarra e i picchiaduro :V



domenica 9 giugno 2013

Il twitter di Nerdincanada e una bella riflessione

Oggi ho preso coraggio e ho cercato di concretizzare un'idea che rimuginava per la testa da qualche tempo. Spesso infatti vediamo articoli sul giornale, pubblicità e altre piccole cose che non sentiamo coprire un articolo, finché ho realizzato che twitter esiste da un pezzo, semplicemente non l'ho mai saputo usare :P 
È quindi con grande impegno per me che abbiamo creato l'account twitter di @nerdincanada, che cercherò di imparare ad utilizzare :)

Con l'occasione voglio tradurre un articolo di Hassan Serraji, giornalista locale originario del Marocco, cui spero non dispiaccia traduca il suo pensiero che ho avuto modo di leggere pochi giorni fa (fonte journalmetro):



Quando la nostra anima se ne va


    Nella primavera del 1986, ero uno studente di letteratura moderna al liceo, l'equivalente del cégep in Québec. Un giorno, un addetto ha fatto il giro di tutte le aule del primo anno per distribuire un formulario. Senza spiegazioni o consulenza di uno specialista, ci ha intimato di scegliere un indirizzo per i nostri futuri studi.
    Di ritorno a casa, dovevo arrangiarmi a scegliere tre indirizzi in ordine di preferenza. A tavola, chiesi a mia madre un aiuto per dare forma al mio avvenire. Spiazzata, mi ha detto di chiedere a qualcun altro. Non voleva dover sopportare il risentimento di un eventuale fallimento professionale. In quel caso, l'avrei tormentata per tutta la vita.
    Messo all'angolo, chiesi consiglio ai fratelli maggiori di quartiere. Uscendo da casa mia incontrai un vicino, uno dei più brillanti studenti della città. Un secchione, come diremmo qui. Lo interpellai per mettere fine alla tortura di quel maledetto formulario. La sua risposta è stata concisa: chi non ha problemi di impiego dopo gli studi universitari? Il laureato in scienze economiche! La scelta fu rapida come la risposta del mio vicino. A mia insaputa, la mia carriera fu dettata dal mercato. In suo onore, avevo sacrificato il mio amore della letteratura e della storia.
    A quei tempi, qual era la paura dei futuri studenti? Impegnarsi in un corso di laurea considerati fuori moda, perciò le facoltà letterarie venivano largamente evitate. Non è un caso se nel mio vecchio mondo le facoltà di filosofia sono state chiuse in tempo record.
    Un quarto di secolo più tardi, molta acqua è passata sotto ai ponti. Grazie al mio baccalaureato in economia, sono riuscito ad ottenere una carriera di successo. Però non mi era mai andata giù la mia vocazione abbandonata. C'è voluto l'effetto di un'immigrazione per farmi riprendere. A 35 anni, la mia vita ha fatto un'inversione. Ho iniziato dei corsi serali per ottenere un certificato in giornalismo. A 40 anni ho fatto un salto nel vuoto. Era audace cambiare carriera con la responsabilità di una famiglia. È stata la decisione giusta.
    Qui come altrove, il giorno in cui si comincia a pianificare il nostro futuro sulla base del mercato, la nostra anima se n'è andata dalla porta sul retro. Ci si indebita per investire in un diploma che renda economicamente. Dopodiché si fanno i salti mortali con ogni mezzo per ripagare il debito il più velocemente possibile.
    Ci si prende gusto. Ci si indebita per avere una grande casa in un quartiere "in", lontano dai perdenti, quelli che non riescono a seguire il ritmo sfrenato della corsa al debito. In seguito è per la macchina, i vestiti, i club privé, la seconda e così via. Più si è indebitati, più si è asserviti.

mercoledì 5 giugno 2013

Immigrare in Canada: un rapido punto della situazione.



L'immigrazione canadese ricorda molto da vicino quella americana: entrare in questo Paese è relativamente rapido per noi italiani ma rimanere a viverci e soprattutto trovare lavoro se non si ha un piano concreto è orrendamente difficile.

Fondamentalmente per entrare in Canada ora come ora potete seguire queste strade (vi metto anche direttamente i link alle varie sezioni del sito ufficiale dell'immigrazione)



Il sito di riferimento per il Quebec relativo all'immigrazione è http://www.immigration-quebec.gouv.qc.ca/ dove trovate praticamente tutte le informazioni a riguardo.
Mettetevi subito l'anima in pace se pensate di trovare qualcuno a cui scrivere: non é possibile. E' tutto scritto sul sito: è vero ma è anche molto difficile trovare le risposte se avete una situazione non standard.


Se siete cittadini italiani potete entrare nel Paese con un visto turistico che ha durata sei mesi e può essere rinnovato per altri sei mesi a patto che venga chiesto almeno un mese prima della partenza. (la mia attuale situazione) Come turista non potete lavorare ed è molto importante che non ci proviate nemmeno perché qui il lavoro in nero equivale all'espulsione dal Paese senza possibilità di rimetterci piede. Idem se restate qui oltre i sei mesi come turista.

Esiste una sezione del sito dell'immigrazione dedicata alle ricerche di impiego: sono un paio di giorni che butto un occhio ma personalmente non so se mi sento pronta per andare a lavorare visto il mio attuale livello di francese ed inglese.

Personalmente sto seguendo la strada dell'immigrazione tramite ricongiungimento familiare perché mio marito, per fortuna nostra, ha la cittadinanza canadese. Prossimamente cercherò di spiegare più nel dettaglio questa strada :)