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venerdì 27 giugno 2014

Estate [e-stiamo!] a Montréal: pensieri in libertà su cultura, italianità e sole!


I giorni continuano a passare qui nella - calda! - Montréal.
Si: fa abbastanza impressione parlare di caldo quando ci aspetterà di nuovo la neve: ma comincio ad apprezzare il tempo qui (incredibile, vero?) anche se questa estate è ancora più marcatamente caratterizzata da cambi climatici improvvisi e incredibili! [piove - fa caldo - piove - fa freddo - piove - polline ovunque - caldo di nuovo - condizionatore on - off - metto la copertina] Piove anche in Italia e soprattutto a Roma da quello che vedo dai miei contatti italiani, e anche da queste parti abbiamo avuto molta più pioggia della scorsa estate.
Eh si: sono già due estati che siamo a Montréal! Io non metto piede in Italia da un anno e tre mesi: il mio permesso è in lavorazione (ma dovremmo davvero esserci vicini), così mi preparo psicologicamente al mio ingresso nel mondo del lavoro. E magicamente mi sembra di aver perso i miei ultimi 10 anni: sono di nuovo una ventenne che comincia ad orientrasi nell'età adulta. A chi mandare il curriculum? Cosa sarò qui in Canada? In più c'è la variante lingue: riuscirò ad essere professionale parlando una lingua che non è la mia? Problematiche più o meno sensate nascono e muoiono nel giro di poche ore, portandomi a cambiare umore facilmente come il tempo canadese....!!
Ma ormai siamo in ballo e dobbiamo ballare: ho deciso di cominciare a vivere la mia vita da expat in maniera spensierata: dopotutto è un regalo!
Non smetterò mai di ringraziare la buona sorte, il karma, Dio, chiunque sia lontanamente responsabile della fortuna che ho avuto a venire qui, soprattutto ora che l'Immigrazione Canadese ha fatto un bel giro di vite per quanto riguarda i lavoratori esterni (a questo proposito vi rimando all'articolo di Italiansinfuga).... Insomma!
Oggi ho voglia di condividere con voi alcuni pensieri, in ordine sparso.

Qualche settimana fa ho avuto una piacevole domenica sera in compagnia di alcuni amici italiani, anche loro qui in Canada. Camminando per il centro, siamo finiti nel Quartiere degli Spettacoli (durante la celebrazione delle FrancoFolies) dove abbiamo assistito al concerto - gratuito - di Marco Calliari, nato da genitori italiani a Montréal, canta in italiano alternando francese e italiano in uno spettacolo veramente emozionante.
Siamo rimasti poco, ma in quelle due tre canzoni ho assistito ad una bella scena: la piazza con tante persone che ballavano e cantavano. Bambini, anziani, giovani: una ragazza davanti a noi ha cominciato a ballare al ritmo della tarantella ed era contenta e sorridente. E questa ventata di italianità, nel senso puro e bello del termine, mi ha fatto tornare alla mente tutte le cose stupende che l'Italia mi ha dato: le mie passeggiate culturali con nonna in giro per i musei, le mie vacanze in campagna in Toscana per 12 anni della mia vita insieme ai miei zii e ai miei genitori, la bellezza del mare delle mie vacanze da bambina in Abruzzo, le mie fotografie ad ogni angolo di Roma tornando da lavoro, le ore passate a Villa Torlonia, l'aria tipicamente romana di quando scendevo dal treno durante le mie trasferte in giro per l'Italia.
Da quando sono qui, mi sto rendendo conto che sono a contatto con una versione italiana ferma nel tempo: gli italiani che incontro qui a Montréal sono fondamentalmente di due tipi: quelli che vengono dalle famiglie italiani e sono quindi italiani nati e cresciuti in Quèbec e poi noi. Noi siamo una nuova tipologia di italiani: quelli della nuova generazione di immigrati. Quelli che "siete italiani? E' tanto che non si vedono gli italiani qui!" e anche "Ma che bell'italiano che parlate! Siete italiani veri!?" Gli italiani di seconda o terza generazione, invece, sono magari figli o nipoti di italiani immigrati anni fa: parlano un tipo di italiano caratterizzato da inflessioni dialettali (dopotutto sono sicura che i miei figli parleranno un italiano MOLTO romano...!) e sono rappresentanti di un tipo di Italia che ormai non esiste più. E' l'Italia di mia nonna, quella dove le cose le facevi a mano, dove si facevano lunghi pranzi domenicali e dove l'essere italiano aveva tante sfumature, valori, caratteristiche che ormai sono finite un po' in disuso nell'Italia d'origine. Però è buffo, guardando dal di fuori, come siano in realtà ancora cristallizzate e presenti negli italiani qui. Il che, stranamente, sta cambiando anche la mia prospettiva dell'essere italiana. E' una cosa molto difficile da spiegare e può suonare presuntuoso ma.. adoro essere italiana. E' come se tutto quello che sono, tutto quello che la mia famiglia è, tutte le mie tradizioni, i miei ricordi: come se tutto acquistasse valore.
Forse è solo ora che sono così lontana da tutto che mi rendo conto di quanti aspetti meravigliosi ho avuto la fortuna di vivere nascendo in Italia. E solo ora che sono così lontana mi rendo conto di quanto ci sia da morire dentro per come il nostro Paese (che è davvero un Bel Paese) è diventato. Per questo sono contenta di vivere qui: dove tutto è cristallizzato, dove l'Italia ha il profumo dei miei ricordi e dove nessuno potrà mai portare via quello che sono.

Sempre per rimanere in tema di cultura: ieri sera mi sono fatta un giro per il portale del Turismo di Montréal e.. wow!! Ragazzi dateci un'occhiata perché oltre ad essere un bellissimo esempio di sito internet per la promozione del turismo, ha una quantità di eventi che fanno paura!!
Ecco alcune manifestazioni che ho trovato incredibili! Le condivido con voi per farvi anche rifare un po' gli occhi con i bellissimi video (alcuni sono stati fatti l'anno scorso ma sono comunque bellissimi e attuali!)!







Se invece siete amanti, come me, del cibo... perché non provare un pranzo in un Camion bouffe de rue? Io ancora devo sperimentarne uno.. A questo proposito vi linko questo bellissimo servizio di una televisione locale: è come sempre in francese ma l'ho trovato fatto molto bene :)!

E per finire, uno dei meravigliosi video di MTLMoments, sempre del Turisme Montréal... stavo considerando con un mio amico che il primo video di questo genere l'ho guardato mentre preparavamo il viaggio di nozze qui. Ed era pieno di cose incredibili, nuove, mai viste! Ora, ad ogni video che guardo, aumentano le cose che ho vissuto e visto .. e ogni giorno mi rendo conto che questa città è sempre più la MIA città <3

Grazie, come sempre, per seguire i nostri deliri e le nostre esperienze :)

giovedì 9 gennaio 2014

Poutine

Quando si dice "misunderstanding"...
Ciao a tutti NerdFollowers!
Oggi torniamo ad affrontare un argomento che ancora, dopo mesi di permanenza a Montréal, ancora non sono riuscita a comprendere a fondo: il cibo in Canada.
Ne abbiamo parlato altre volte, ci abbiamo girato intorno, abbiamo tergiversato ma è giunto il momento di parlarne: quale è il piatto "tipico" di Montréal?
Partiamo da un presupposto doveroso: la quantità incredibile di culture e tradizioni che si incrociano in questa città fa si che non esista una vera e propria cucina tipica. Puoi mangiare veramente tutte le cucine del mondo ma quando si parla di piatto tipico tipo il binomio "pizza - Italia" con il Quebec ti risulta difficile.
Lo stesso Wikipedia Italiano propone una corretta quanto furba descrizione di poche righe:

"La cucina canadese è tipicamente regionale, le sue origini sono legate al dominio inglese e alla cucina americana, ma sono presenti influenze o rinescenze della cucina francese.
Nell'ovest del paese, la cucina è stata influenzata, oltre da quelle già citate, anche dalla cucina italiana, ucraina, polacca e scandinava."

Il primo piatto di cui vorrei parlare può sembrare strano agli occhi degli italiani, soprattutto quando facciamo l'errore di comparare con i nostri piatti tipici regionali. Tuttavia qui in Quebec è un affare serio quando si parla di ... poutine.
E per carità attenzione alla pronuncia!! Si avvicina più al suono di "putin" (nemmeno a farlo apposta, il nome del presidente russo scritto in francese diventa effettivamente Poutine!) piuttosto che al suono di "putèn" (anzi attenti perché poi scoppia la rissa...) "putin" per dirlo alla francese (/pˈtn/) ma se volete fare i fighi che parlano con accento del Quebec [put͡sɪn] ( listen)) 

Sarò sincera: per scrivere questo articolo ho provato a cercare un aiuto su Google. Non perché non abbia idea di cosa ho mangiato, ma cercavo conforto nella descrizione magari di altri italiani. Si perché la poutine non può essere spiegata, sinceramente. A spiegarla così, nero su bianco, sembra onestamente una schifezza. Bisogna assaggiarla. E ve lo dice una che ad ottobre, quando siamo venuti in viaggio di nozze, l'ha assaggiata con fare MOLTO sospetto e non ne è rimasta particolarmente colpita. Ma ora non posso farne a meno e quando si può, una piccola in due, non ce le facciamo mancare.

Cominciamo dalle basi: cosa c'è dentro la Poutine? Patatine fritte e sopra ci si mette formaggio e una salsa densa a base di brodo e farina. Seguite un mio consiglio: NON cercate le immagini della poutine. Vi farebbe passare la voglia di vivere. Ho fatto un giro e ve ne ho trovata una che secondo me rende bene ed è quasi appetitosa.

Paese che vai.. piatto tipico che trovi ...!
Sul sito La Cucina Nel Mondo, oltre a trovare questa bella foto ho trovato anche la ricetta che riporto qui... che magari aiuta meglio a mettere a fuoco il piatto. (E poi chissà.. magari volete provarla a casa :D!)

.:: Ingredienti ::.
300 grammi di "french fries" surgelate
100 grammi di cheese curds
Per la salsa:
1 quarto di litro di brodo di pollo o di vitello
50 grammi di farina
50 grammi di burro
sale e pepe a piacere
.:: Preparazione ::.
Fate bollire il brodo in un pentolino, aggiungete il burro e la farina e fate cuocere a fuoco alto per 2/3 minuti. Poi abbassate la fiamma e continuate a cuocerla per altri 35 minuti. Friggete le patatine in abbondante olio. Una volta pronte, mettete alcuni pezzetti di formaggio sul fondo, adagiate le patatine e poi ancora altro formaggio e da ultimo la salsa bella calda. Vi accorgerete che il formaggio comincerà a sciogliersi e vi assicuro che è un momento davvero piacevole soprattutto per il vostro palato.

Ora che ho cominciato a conoscere la poutine, e ad assaggiarla in diversi posti, posso sinceramente ammettere che si tratta di un piatto più complicato del previsto: tutti sono capaci a buttare sulle patatine una salsa fatta alla bene e meglio, ma effettivamente ci si mette poco a rovinare il piatto.. soprattutto nel rapporto con la sapidità del brodo.

Anche il formaggio è qualcosa a cui noi siamo difficilmente abituati: si tratta di un formaggio fresco chiamato cheese cure o anche squeky cheese perché tende a "cigolare" (*sigh*!) sotto i denti quando lo si mangia. Non ha un sapore particolarmente definito ma effettivamente con la salsa ci sta bene e dona un tocco di freschezza al piatto in generale.

Che per i canadesi l'argomento sia un affare serio è indubbio. A questo proposito vi segnalo un sito che ho trovato geniale nella sua professionalità amatoriale: The Poutine Pundit.
Si tratta del blog di un estimatore della poutine che ha deciso di visitare diversi locali nella zona del Quebec (qualcuno anche fuori, giusto per dargli una chance, ma basta leggere le FAQ per capire come la pensa a riguardo) ed ha creato una serie di review con classificone finale sulla base di criteri di selezione molto rigidi e, a mio avviso, ben spiegati a questo indirizzo
Devo dire che dopo aver letto l'attenzione che quest'uomo dedica ad ogni aspetto di un piatto così apparentemente semplice, mi si è rivalutato un po' tutto.

Nom nom nom.

Ancora un po' di curiosità:
Esistono delle varianti che non ho ancora avuto il coraggio di provare, sinceramente, ma anche perché io in cucina sono una amante della tradizione e perché soprattutto una Italian Poutine (variante con ragù alla bolognese o salsiccia) è un duro colpo alla tradizione emiliana della mia famiglia. Ma anche, per la gioia di tutti, la versione greca (con la feta) la New Jersey Poutine (con la mozzarella) la Poutine Persillade (con le patate con il prezzemolo) e così via.

Come tanti aneddoti in ambito culinario, anche la poutine pare sia nata per caso: dietro richiesta di un eccentrico cliente che chiese patatine fritte con salsa e formaggio ad uno chef di Warwick, che sconvolto dalla cosa se ne uscì con la frase "ça va faire une saudite poutine" ("finirà per essere un bel casino") e da lì il nome :)

Insomma per concludere: pur nella sua essenzialità, pur non avvicinandosi nemmeno lontanamente a tanti piatti che abbiamo la fortuna di mangiare in Italia, la Poutine ha comunque un suo carattere, una sua tradizione, delle sue regole ed è effettivamente qualcosa che almeno una volta, se siete da queste parti, va provata!!


venerdì 28 giugno 2013

LufaFarms: è arrivato il nostro cestino :)

E' venerdì :D e ieri siamo andati a prendere il cestino di LufaFarms di cui vi parlavo qualche giorno fa!

Considerazioni!

# Devo dire la verità che sono rimasta piacevolmente colpita dalla cura con cui il cestino è preparato: le verdure sono davvero freschissime e mi è piaciuto tutto, addirittura la scatola stessa!

La nostra visione è quella di una città piena di fattorie sui tetti <3
Siete mejo voi!
#  A volte escono dei lati italiani che non ti aspetti. In particolare continua a sconvolgermi l'ingenuità dei canadesi. Ingenui in senso positivo, ovviamente, visto che uno dei motivi per cui amo vivere qui. Non sono abituata a tanta onestà. In particolare ieri siamo andati a ritirare le nostre verdure in un piccolo negozio sulla Fleury. Veramente piccino, tanto che ho pensato fosse stato creato al 90% per permettere di ritirare le scatole veg.
Una volta entrati abbiamo detto al tizio che avevamo acquistato online le verdure e lui, candidamente, ci ha detto "Lì ci sono le scatole: trovate quella con il vostro nome e prendetela.. Poi, gentilmente, segnate qui sul foglio che l'avete ritirata.. giusto per evitare nel caso persone della stessa famiglia vengano a prenderla, sapete." Ah giusto per quello? Avrei potuto tranquillamente uscire con un cestino ben più ricco del mio, senza nemmeno lasciare un documento...!

# Tornando al cestino. Le verdure sono splendide. Saporite e belle. Sono rimasta veramente soddisfatta
A livello economico siamo perfettamente in media con le verdure biologiche che si trovano in giro qui in Canada. Nota bene: il prezzo della verdura in Canada è più alto di quello italiano. Anche se ultimamente il sole si vede più qui che in Italia XD

Ad esempio: i broccoli.
450g di broccoli li ho pagati 3,50$
Su IGA (supermercato qui vicino) un generico "1 un" che ricorda "una unità" (?) è in offerta a 2,49$ ma quello biologico è a 3,49$. Per dire.
Controllando invece online Panorama (che era il supermercato dove compravamo in Italia) non posso dirvi la differenza perché loro non hanno lo store online.. ma solo pagine finte che portano ai volantini...! Di base però sicuramente la verdura costa di meno :D
Comunque mi sono portata a casa asparagi, pomodori in 3 varietà, broccoli, bieta, zucchine e ravanelli.
Più un assaggio di caffè buonissimo e di spezie pregiate, omaggio della ditta.

Alcuni dei prodotti :) Sullo sfondo il depliant dimostrativo
con spezie pregiate in omaggio :o niente male.
# La cosa che più mi piace di questo servizio è il sito internet: permette di lasciare un feedback, monitorare la carta di credito ed il pagamento e soprattutto scegliere le verdure per il cestino, cosa che ho potuto fare già 2 giorni prima di ritirarlo.

Insomma a conti fatti: non sono economiche, ma in linea con la spesa media qui. Costano un po' di più ma paga la freschezza che non ho MAI visto in un supermercato (grazie anche ai continui spostamenti e viaggi che si deve fare il cibo) e la salute... Il servizio è ultra curato, ben funzionante e di soddisfazione :)

Direi che settimana prossima ne prendo un altro !! ^^


giovedì 20 giugno 2013

Lufa Farms: verdure fresche dai tetti di Montreal


Ogni tanto la pubblicità su Facebook ha il suo perché: è grazie ad una inserzione online infatti che ho scoperto Lufa Farms ossia il primo progetto di agricoltura su tetto (!) che permette ai privati di acquistare direttamente online cestini di verdura fresca ogni settimana.
Come dice lo stesso fondatore in questo interessante intervento all'Università di Montreal, (è molto bello: vi consiglio di guardarlo!) non c'è niente di nuovo nell'agricoltura con vendita diretta (anche in Italia c'è) ma c'è molto da guadagnare in termini di consumo consapevole e qualità del mangiare.

Quello che mi colpisce di più di questo progetto è l'apparente semplicità: si ordina un cestino di verdura online che può variare di tre dimensioni (small, medium e large) e si sceglie un punto di raccolta dove il cestino viene consegnato.

Il pagamento può avvenire in due modi: o tramite pay-as-you-go una tantum a volta (se magari non si consuma la verdura settimanalmente) tramite carta di credito oppure ricaricando 300$ sul proprio conto e andando a scalare senza dover inserire la carta di credito ogni volta. Al momento dell'iscrizione viene comunque sottoscritto un abbonamento settimanale ma è possibile fermarlo o metterlo "in pausa" andando sulla propria pagina nel sito.

Le verdure sono libere da pesticidi (utilizzano insetti come le coccinelle), viene utilizzata energia rinnovabile senza utilizzare altro spazio nella città (perché è sui tetti), la verdura non vede il frigo fino a quando non arriva a casa tua ..!

E' possibile scegliere la dimensione del cestino, come dicevo prima, e questo ovviamente impatta sul costo. Io ho appena ordinato un cestino small che verrà consegnato tra una settimana: questo perché le verdure sono tagliate la mattina stessa in cui ritiri il cestino. E che verrà successivamente consegnato ad un punto di smistamento che ho scelto, tra i tanti sparsi sul territorio. 48 ore prima della spedizione, mi verrà inviato un link per personalizzare il mio cestino in base alle verdure di stagione.

Questo permette di saltare un bel po' di passaggi di trasporti, oltre al fatto che per 22$ si ha un cestino con 8 varietà di verdure, fresco, ecosostenibile, che supporta anche i coltivatori della zona.



Vi aggiornerò sugli sviluppi.. soprattutto quando arriverà il link per customizzare il cestino: sembra davvero un bel servizio :) ed il mio lato green è soddisfatto!



giovedì 13 giugno 2013

Quando il troppo è Troppo :V

Il destino è bizzarro a volte. Stamattina sul giornale ho letto il post di un blog mirato a far vedere di ogni angolo del mondo video ed esperienze, in questo caso riguardante la nostrana pizza e che mi ha fatto accapponare la pelle, mentre stasera prima di saperlo Ilaria ce ne ha preparata una ottima! :D Riporto il capo di accus... l'articolo di cui sopra. (fonte glober.tv)

Viaggiare in capo al mondo per una pizza

La poutine è in Québec quel che il sushi è in Giappone... e quel che la pizza è in Italia! Un piatto simbolo, leggendario e che deve assolutamente essere assaporato sul posto per riuscire ad apprezzarne il reale valore. Non c'è niente come una pizza preparata da un italiano esperto per mangiare bene!

Che preferiate il prosciutto ai pepperoni o le zucchine ai peperoni, non è semplice trovare una combinazione di ingredienti che non metta l'acquolina in bocca. E se la curiosità è troppa, potreste farvi invitare nella cucina di un ristorante in modo da assistere ad ognuna delle tappe, dalla spettacolare preparazione dell'impasto al momento in cui sentirete gli aromi provenienti dal forno a legna. Tentante, no?

Ma cosa differenzia la pizza dell'Italia da quella del ristorante all'angolo? Il tocco locale. Senza ricadere nel luogo comune della mamma italiana col mattarello, basta pensare ai secoli di lavoro minuzioso, in cui ogni procedimento è affinato all'estremo, e dove ogni pizza è realizzata esclusivamente con gli ingredienti locali freschi. Senza dimenticare le ricette famigliari (e segrete) trasmesse di generazione in generazione. Un savoir faire unico al mondo, insomma! Questo è il segreto della pizza italiana.

Se siete delle buone forchette, una gita in Italia sarebbe senz'altro il viaggio culinario migliore della vostra vita. Buon appetito!

Guardate il video sullo stesso argomento: http://glober.tv/fr_CA/videos/bouffe/voyager-au-bout-du-monde-pour-une-pizza/422/

Blogger : Marie-Eve Vallières

Chissà perché mi è venuta in mente questa scena leggendo.

Ora, cercando di focalizzarmi sulla parte che è evidentemente ammirazione da parte della sua autrice, mi rendo ben conto che vuole rendere omaggio alla tradizione italiana, però ho avuto l'impressione si superasse un limite che credo di avere anche al di sopra dell'italiano medio, anzi mi sa qualcuno mi considererà eretico dopo questo articolo XD

Mi piace l'espresso ma anche il caffè americano da Starbucks. La pizza similtradizionale che fanno qui generalmente non ha gran che da invidiare a quella degli autogrill. Ci facciamo quattro risate al supermercato delle più fantasiose ricette "italiane" perché si sa che in realtà non c'entra una mazza. Insomma eravamo preparati a mangiare italiano vero solo preparando in casa e in realtà alcune cose made in Canada ci piacciono più del previsto, prese per quel che sono.

Ma paragonarmi la pizza alla poutine no.

La poutine è in Québec quel che il sushi è in Giappone... e quel che la pizza è in Italia! 

Dicesi poutine un piatto dalla pronuncia che soprassediamo e composto da patatine fritte ricoperte da salsa gravy (derivata da pollame o vitello magro in genere) e formaggio fuso, di cui svariati posti in Québec si bisticciano l'origine. Oltre a questi ingredienti base ognuno ha la sua variante con questa o quella aggiunta. Abbiamo visto anche la versione italiana. (sigh! NdIlaria) Con il sugo. Celeberrima, la vendevano anche in piazza di Spagna, no? :V La foto non ce la metto, se volete cliccate qui.

Non è certo malvagio, se ci si prepara psicologicamente alla botta calorica, e sembra incarnare l'american way in un piatto di patatine a un livello inquietante per la provincia francofona canadese, ma ce ne passa a metterla a paragone della pizza :P

In effetti di cose incredibili ce ne sono passate davanti nei menu e nelle pubblicità in questi mesi:

Pollo alla parmigiana, mi piace però non mi pare
tradizionalmente italiano come pubblicizzano...
Pepperoni? Sì, mi andava un piatto vegetariano...
Come? Non è vegetariano?
Per gli eterni indecisi, versione culinaria del biathlon.
Per non parlare dell'hamburger con il sugo, pizza con l'ananas (ARGH! NdIlaria), lasagna e pizza con il pollo, la salsa Alfredo, i beefaroni, e l'aglio su qualsiasi cosa non ci mangi per prima. Tutto rigorosamente traditionnel come gli ingredienti che il più delle volte sono pubblicizzati come italiani e in realtà prodotti in zona. Il vantaggio è che i prodotti arrivano più freschi e credo siano controllati seriamente, non mi pare ci siano state mucche pazze o mozzarelle blu, lo svantaggio è che le stesse mozzarelle "tradizionali" costano come se fossero davvero importate e fondamentalmente sanno di poco, il che è un ostacolo mica da ridere per ricreare i sapori dello stivale.

Tutto sembra portare alla conclusione che la gente del posto adora l'italiano, ma non lo sa cucinare. Un po' come il mio rapporto con la chitarra e i picchiaduro :V



domenica 21 aprile 2013

Scorte per il (lungo) inverno


Fare la spesa in Canada, almeno per i primi tempi, sembra un esercizio incrociato fra matematica, maratona e "cercate la differenza" della settimana enigmistica. Però ci si diverte :V

Non si può dire non ci sia varietà...
Come in Italia ci sono diverse scelte fra catene di supermercati e negozi isolati. Walmart, IGA, Super C, Maxi, Metro, Costco, Esposito, Tradition… ce n'è veramente a decine solo nelle nostre vicinanze. Quale sarà il migliore dove andare? La nostra risposta al momento è: tutti quanti.

Partiamo dal presupposto che per rendersi conto della spesa qui in Canada bisogna fare il callo ad una fondamentale differenza rispetto all'Italia: nessun prezzo esposto è IVA inclusa. Esercizio di "Matematica" come dicevamo, perché può essere imbarazzante trovarsi alla cassa con un carrello, fiduciosi del totale da pagare, dollaro più dollaro meno, e trovarsi a cercare in ogni dove le monetine per arrivare al vero montante che invece è più alto del 15% rispetto alle aspettative… 

Le etichette rosse sono esattamente quel
che ci si aspetta: gli sconti, e non si
tratta di un reparto isolato.
"Maratona" e "Cercate la differenza" invece perché di fatto non è conveniente comprare tutto in uno stesso supermercato. Molti prodotti, letteralmente a centinaia, sono ogni giorno in "offerta" con prezzi decisamente interessanti rispetto ad altri di pari categoria e fascia qualitativa, per poi tornare alla "normalità" qualche giorno dopo e vedere altri prodotti "abbassarsi". Le virgolette le uso perché sono convinto che quello scontato sia più vicino al prezzo giusto mentre quelli più alti siano un modo per pilotare il mercato verso questo o quello, incentivando anche un po' di varietà nel menù che non guasta per il morale. Personalmente finché i prodotti sono buoni, come pare sia il caso, non mi importa se veniamo pilotati o no, tanto poi se uno si affeziona ad una marca può pagare di più per mantenere la sua scelta. Parliamo di sconti che vediamo andare dal 20 fino a volte al 50% del prezzo normale, ma non penso proprio possano andare in deficit se si prendono solo prodotti in sconto :P 

Questo andamento insieme all'inclinazione del tempo atmosferico ai muri di neve nei mesi invernali favorisce la tendenza alle scorte, all'acquisto di frigoriferi voluminosi (abbiamo scelto uno da 550 litri circa, in confronto al nostro italiano da forse 200 litri sembra un armadio) e alla pianificazione della spesa. Sono infatti disponibili a volte sui volantini il programma degli sconti dei prossimi giorni, e di un livello abbastanza sensibile per cui conviene acquistare ben più del dovuto ed essere a posto per le prossime settimane.

Sconto "2/5.00$"
Il supermercato tipico a prima vista ricorda quello italiano medio, prestando attenzione in corso d'opera possiamo notare alcune differenze, qui segnalate in ordine sparso:

- frutta e verdura vengono sì imbustate da noi in sacchetti igienici, ma il prezzo è per unità, quindi non vengono pesate, inoltre non abbiamo visto da nessuna parte finora il guanto usa e getta per maneggiarle.

- si vedono spesso esposti dei prezzi in offerta come "3.99$ 2/5.00$" oppure "2.99$ 2/3.50$", che evocano da vicino la formula italiana del "2x3€", però in realtà sono solo suggerimenti (un po' subliminali, se vogliamo :P però facoltativi) per far di conto con cifre non tanto tonde, è del tutto corretto comprare un diverso numero di oggetti che sono prezzati singolarmente, nel primo caso a 2.50$ e nel secondo 1.75$ l'uno (Grazie a Domenico che ce l'ha fatto notare!), mentre in Italia lo sconto si attiverebbe soltanto acquistando il numero prestabilito di oggetti.



Estratto del listino online di IGA
- le birre costano più che in Italia, e i prezzi per unità variano in modi che ancora non riesco a capire per lo stesso formato in confezioni dal numero differente, ad esempio le stesse bottiglie da 33 sembrano costare un terzo in meno se comprate in pacchi da 24 piuttosto che da 6 (per esempio 0.70$ contro 0.44$ al litro). Il formato "66" di vetro sembra non esistere, mentre le lattine sono presenti in formati insoliti per me come quelle da 473 o 710ml. Inoltre tutte le lattine che mi è capitato di vedere sono vuoti a rendere, e per incentivarne raccolta e riciclaggio al momento del passaggio in cassa al totale viene aggiunto una sorta di deposito che varia a seconda del contenitore.



Lo scontrino evidenzia il deposito che verrà poi restituito
alla raccolta del contenitore.

- Vicino all'ingresso di praticamente tutti i supermercati sono presenti macchine per la raccolta dei contenitori (alcolici, bibite gassate e affini opportunamente segnalati) che "pagheranno" per l'avvenuta raccolta (in realtà una restituzione dell'obolo versato in precedenza, ma tant'è).

- È possibile in vari supermercati, pagando alla cassa mediante carta di debito ("bancomat"), unire alla spesa un ritiro in contanti per evitare una sosta allo sportello della banca. Selezionando la relativa opzione si sceglierà un importo da aggiungere al montante dello scontrino da prelevare dal conto corrente, che vi verrà poi consegnato a mo' di resto. Gli sportelli e le banche non sono rari, ma resta un'opzione utile per fare un giro al centro commerciale e ritirare contemporaneamente dei contanti che possono far comodo per le piccole operazioni.

- Le tasse sono un discorso che ancora non ho ben capito, non mi sembrano regole ferree ma generalmente si fa prima a pensare che ci siano 15% di spese nascoste e rimanere sorpresi a volte che non ci siano :P Per quanto mi pare di capire, si applicano quasi sempre TPS (Tasse su Prodotti e Servizi, Federali, pari al 5%) e TVQ (Tassa sulle Vendite in Quebec, regionali, pari al 9.975%). Non mi dilungo sul poco che so delle differenze sulle tasse nel resto del Canada. Non si dovrebbero applicare sui beni non elaborati come pane, latte, uova, carne, frutta verdura e via discorrendo, così come specifici formati di alcuni prodotti (ad esempio confezioni da almeno 600 ml di succo di frutta contenente almeno il 25% di frutta... è una bella lista, andatevela a vedere :V). Sono invece tassati gli alimenti pronti per la consumazione e quelli non appartenenti alle precedenti categorie, eccetto quando forniti nel contesto dell'educazione o assistenza sanitaria. Gli alcolici di ogni tipo sono soggetti ad una tassazione aggiuntiva, non visibile sullo scontrino e dipendente dalla destinazione di consumazione. Simpaticissima, la questione delle tasse, davvero. Personalmente preferisco mettere le mani avanti e considerare 10$ in più sullo scontrino per ogni 50$...

giovedì 21 marzo 2013

Cafè au lait.

Da brava mangiatrice e amante della cucina, una delle cose che mi sta incuriosendo di più in Canada è proprio l'aspetto del cibo. Sembra un luogo comune ma qui si trova veramente di tutto. Si capisce quanto la società canadese sia piena di stranieri mettendo piede in un food court qualsiasi in un centro commerciale qualsiasi: si spazia dal thailandese al giapponese passando per italiano, fast food, cibi macrobiotici e vegetariani. Esiste veramente l'imbarazzo della scelta ed è difficile fare 20 metri lungo una strada senza incontrare un posto che offre cibo o bevande.
Ho deciso quindi di inaugurare una serie di post che parlano del mangiare: dalla spesa alle usanze ... Più avanti proverò anche a pubblicare alcune ricette (magari prima le faccio anche!)

Oggi cominciamo con qualcosa che ai più potrà sembrare una bestemmia: il caffè!
Il caffè qui è caffè americano (abbè.): lungo. MOLTO lungo. A volte anche troppo XD Pur essendo consumatrice di caffè americano da tanti anni (ebbene sì..) devo dire che a volte sono rimasta colpita dalla quantità abnorme di caffè che si beve qui! Chiedi un caffè e ti sparano un bibitone modello cocacola media del McDonald e ti domandi "come fanno a rimanere tutti calmi?"

Ci sono anche moltissime caffetterie in giro, di diverse catene e i canadesi spesso girano per il caffè da asporto .. come nei telefilm americani XD (ma siamo in America dopotutto..!)
Attenti agli scoiattoli nel caffè!
E' da dire che non ti puoi ritenere un wannabe canadian se non te ne vai in giro con una tazza di caffè in mano. Possibilmente senza ustionarti ma è difficile: i bicchieri apparentemente di carta dove versano il caffè da asporto hanno una capacità di mantenimento del calore veramente invidiabile. La prima volta momenti ci lascio la bocca.



Sei mejo te!
I mejo canadesi girano con caffè nella mano destra, telefono nella sinistra, quintali di neve/ghiaccio sulla strada e tornano a casa vivi. Io oggi, per la prima volta, sono riuscita ad arrivare fino alla fermata della metro senza versare caffè ovunque.. anche se qualche goccia è uscita e ancora cerco di spiegarmi il perché la fisica canadese si comporti in modo diverso se applicata su una italiana. Comunque sò soddisfazioni. *lacrimuccia*

I più pro girano anche con apposite tazze termiche.. ce ne sono veramente di tutti i tipi! Oggi una mia compagna di corso ne aveva una con una specie di cannuccia. Roba da impazzire. Sarebbe da collezionarne a centinaia se non fossi già piena di sensi di colpa per la quantità abnorme di cose da comprare.

Ovviamente la cultura della "bevanda calda da passeggio" si applica molto bene anche all'ambito dei tea e non è difficile trovare negozi dedicati al tea: il mio preferito (nonché il primo che ho visto) rimane David's tea.

La cosa che mi sta sinceramente creando più problemi qui è la scelta. Per ogni tipo di cibo o bevanda c'è una tale quantità di cose da scegliere che spesso finisco per prendere la cosa più semplice. Come le prime volte che mettevo piede in qualche caffetteria e me ne uscivo con un cappuccino. Dico. Un cappuccino. La prima cosa che ti viene da ordinare. Ma tu vieni dall'Italia. Te pare che prendi un cappuccino? E invece si. Il caldo, schiumoso, caro, vecchio sicuro cappuccino. E vi dirò: lo fanno anche buono. Si paga caro, come tutto quello che ricorda l'Italia. Però almeno è buono.

Oggi ho provato a buttarmi in un dialogo con la ragazza al bancone di Second Cup (tra l'altro mi sono buttata in francese e devo dire che la soddisfazione di ordinare qualcosa di diverso da "un cafè svp" è qualcosa di incredibilmente gustoso...) ed ho chiesto una variante con la cannella. Inutile dire che la ragazza è stata di una gentilezza imbarazzante: non solo s'è messa a spiegarmi cosa c'era (e stavo in un negozio del centro..) ma ha anche creato una variante di caffè con sciroppo di cannella praticamente solo per me :')

Veramente grazie ragazza-del-Second-Cup. Il caffè era delizioso e la mia autostima ne é uscita felice <3

Altra cosa interessante che si ricollega al discorso caffè è il latte. In Italia, essenzialmente, abbiamo 3 tipologie di latte: intero, parzialmente scremato e scremato. A parte troviamo le alternative tipo la panna montata o da montare.. la panna da cucina.. e così via.

Qui in Quebec il latte è Whole Milk (si usa per ricette di dolci o per macchiare il caffè.. per fare zuppe e altri piatti saporiti. ), Partly Skimmed Milk (è il latte più popolare e viene usato per tutti i giorni. Esiste con scrematura all'1 e al 2%), lo Skim Milk (che penso equivalga al nostro scremato), il Buttermilk (è latte fresco con l'aggiunta di culture batteriche {copio da un sito..!} un po' come lo yogurth che dona un gusto più deciso e ricco alle varie ricette. Ottimo anche per le zuppe e le insalate (!) ) e tutta una serie di latte "modificato" tra cui vale la pena citare Calcium Fortified Milk Beverage, Filtered Milk, Milk with DHA (omega 3), Organic Milk, Prebiotic Fibre Milk Beverage, Evaporated Milk e varianti conosciute anche da noi come il latte condensato o in polvere.
Insomma: in parole povere voi andate a prendere il latte serenamente e vi trovate davanti due o tre vetrine come questa.
Questo sempre perché in questo Paese c'è scelta. Sempre. Tanta. Su tutto. Pure sul latte.
Oh, boy.
Ma io volevo solo un po' di latte...

Di particolare interesse, tra l'altro, è l'esistenza del latte in busta.
Il latte in busta, oggetto di molte vignette umoristiche da parte degli americani, altro non è che un enorme bustone di latte da posizionare dentro una caraffa. Bada bene. Non da versare: si taglia l'angolino della busta e si usa il latte. Semplicemente.
La cosa ha notevoli vantaggi: prima di tutto inquina di meno perché l'unica cosa usata è la busta che può essere lavata ed usata per impacchettare ad esempio dei panini.
Ma ovviamente gli americani non ci arrivano e li prendono in giro.
Amen.

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