Visualizzazione post con etichetta vivere in Canada. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vivere in Canada. Mostra tutti i post

domenica 8 settembre 2019

Tester di videogiochi in Canada: a Keywords Studios' story :)



DISCLAIMER: Questo post non è sponsorizzato da Keywords, tuttavia se venite a lavorare con me e dite che vi mando io, potrei ricevere un bonus :) Grazie! - Ilaria
Ben ritrovati sulle pagine di Nerd in Canada! Dopo diversi mesi (anni?!) di silenzio, stamattina, complice la pioggia e i cartoni animati con i bambini, ho deciso di condividere con voi alcune informazioni relativamente a.. come diventare un tester linguistico di videogiochi, ed in particolare, come farlo in Canada.
Da Marzo ho la fortuna di lavorare come tester italiana di videogiochi presso Keywords Studios qui a Montreal ed in questo periodo la mia azienda è alla ricerca di italiani! :)

Quindi, se siete appassionati di videogiochi come noi e state cercando una opportunità all’estero, le due cose potrebbero andare a braccetto!




Lavorare nei videogiochi in Canada
Montreal è un eccellente punto di riferimento per il mondo video ludico, in particolare è il quinto game hub del mondo per l'ambito. La città è infatti diventata la sede di molte aziende di sviluppo di videogames (più di 170!): girando per il centro, è possibile trovare nomi famosi del settore quali Electronic Arts, Gameloft, Warner Bros Games, Square Enix, Eidos, Behaviour Interactive ed ovviamente Ubisoft, che qui a Montreal ha il suo quartiere generale per il Nord America (con tanto di università). Ma non solo: molte aziende indipendenti stanno andando incredibilmente bene ed il mercato dei videogiochi in generale offre molto lavoro. Una carriera nel mondo del testing, potrebbe essere il trampolino di lancio per poi spostarsi a lavorare presso uno sviluppatore!

Ma in cosa consiste nel dettaglio fare il tester linguistico? L'uso del termine 'linguistico' potrebbe far subito pensare ad un lavoro squisitamente grammaticale (errori di battitura, grammaticali e di sintassi). Tuttavia, il lavoro di controllo di qualità va oltre:
  • testi non tradotti (con conseguente blocco di testo in inglese o giapponese..!)
  • terminologia utilizzata in maniera incoerente nell'interfaccia (ad esempio: se una armatura, una volta equipaggiata, aumenta la 'mobilità' del personaggio ma nella descrizione si parla di 'velocità')
  • alcune lingue hanno problemi di caratteri non correttamente visualizzati (pensate al russo o al cinese): i loro tester devono quindi assicurarsi che tutto sia visualizzato bene.
  • Referenze culturali non appropriate
  • Informazioni specifiche del proprio Paese che sono localizzate male (pensate ai CAP o al modo in cui scriviamo gli indirizzi in generale)
  • Errori in date, orari, conversioni, numeri o simboli monetari
  • Caratteri tagliati, stringhe incomplete o mal visualizzate
  • Probemi di interfaccia utente o di esperienza di gioco legate alla localizzazione
  • Elementi grafici non correttamente localizzati
  • e la lista potrebbe continuare per un bel po'... :D
È quindi un lavoro veramente di controllo della qualità e di amore per la propria lingua e cultura: cosa che, personalmente, me ne ha fatto innamorare.
Avere una buona padronanza di grammatica e sintassi è essenziale: al momento dell'application, infatti, si deve superare un test di conoscenza per la lingua che si andrà a testare. Bisogna, ovviamente, avere una notevole attenzione al dettaglio e posso assicurarvi che, con la pratica, quest'ultima viene molto allenata! (fun fact: troverete errori ovunque..)

Amare i videogiochi poi è un plus: è davvero emozionante partecipare attivamente allo sviluppo di un videogioco, vederlo crescere ad ogni nuovo aggiornamento, avere a volte la fortuna di proporre delle modifiche e di vederle poi in gioco pensando:"Cavolo! Questa cosa è tutta mia! L'ho proposta io!". È una sensazione meravigliosa!



Pro e contro di questo lavoro Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare e parliamo di lati positivi e negativi di questo tipo di lavoro:
Lati positivi
  • non c'è bisogno di una specializzazione particolare per lavorare nel campo del testing linguistico oltre, ovviamente, alla padronanza della propria lingua madre.
  • è un ottimo modo per avvicinarsi all'industria del gaming se, come me, avete voglia di crescere in ambito video ludico.
  • se lavorate per una azienda grossa come Keywords (di cui parlerò brevemente nel dettaglio più avanti) avrete la possibilità di spostarvi, permessi di lavoro permettendo, il che porta ovviamente a moltissime opportunità interessanti.
  • è un lavoro estremamente dinamico: non sarete mai sullo stesso progetto per troppo tempo (tranne rarissime eccezioni) il che, a volte, è un bene perché potrete sperimentare giochi di ogni tipo, e magari trovare titoli che vi faranno giocare anche la sera!
  • la sede di Montreal penso abbia sinceramente una selezione umana incredibilmente fortunata: i miei colleghi sono in gamba e fino ad ora ho avuto una esperienza così positiva nel lavorare con loro che non ho voglia di guardarmi intorno. #kwsfamily <3
  • è possibile fare carriera sia all'interno (verticalmente) in ambito di LQA sia in linee di servizio parallele (FQA ossia il controllo di qualità funzionale, Player Support se volete lavorare con i giocatori e molto altro) il che potenzialmente permette di fare un sacco di cose!
  • è una occasione più unica che rara di vedere come funzionano i giochi "dietro le quinte" e capire moltissime cose relative al loro sviluppo.
  • ultimo ma non ultimo (anzi per me motivo numero uno!) la soddisfazione di vedere i vostri cambiamenti nel gioco e sapere che avete collaborato, nel vostro piccolo, alla qualità magari di un videogioco che amate <3
Lati negativi (ci sono anche nelle migliori famiglie)
  • lo stipendio all'inizio è basso (ma poi sale, dovete solo avere pazienza). Basso da fare la fame? No se siete da soli o in due. Ma comunque 'entry level'.
  • a volte si lavora su progetti che non piacciono. E questo succede un po' ovunque direi :D
  • gli orari sono ballerini perché variano in base ai progetti (ma è possibile dare una preferenza di disponibilità se ad esempio avete un visto di studio e dovete avere degli orari liberi dal lavoro)
  • i permessi di lavoro sono un mondo ampio e complicato e potrebbe essere impossibile rimanere nell'azienda in Canada *ma* nulla vieta, se siete bravi, di spostarvi ad esempio in una sede europea per poi trovare il modo di tornare!
  • il lavoro, se fatto bene, non viene notato dal giocatore e non se ne può parlare a causa della riservatezza (nemmeno a gioco rilasciato) il che lo rende un po' ingrato :D
  • siamo gli ultimi a mettere le mani sul gioco e spesso i tempi sono brevi. Alcuni difetti potrebbero arrivare alla versione finale anche se segnalati: può essere frustrante, ma voi avrete comunque fatto un buon lavoro!
Affrontiamo l'elefante nella stanza: il permesso di lavoro Per lavorare a Keywords avrete bisogno di un permesso di lavoro. L'azienda non può sponsorizzare per motivi legati alle regole dell'immigrazione canadese. Ho parlato un po' con il team di recruitement interno ed il consiglio ricevuto è quello di applicare per il Working Holidays Visa o meglio l'International Experience Canada. 



E infine.. una breve parentesi su Keywords Studios! Keywords Studios è una azienda nata in Irlanda che nel corso dell'ultimo periodo si è sviluppata incredibilmente grazie all'acquisizione di moltissime aziende in giro per il mondo. La sede di Montreal è un po' il punto di riferimento per l'America, mentre la sede di Dublino copre il mercato europeo, ma comunque Keywords è presente ovunque come ad esempio in India e in Giappone. L'obiettivo dell'azienda è quello di coprire diverse esigenze del settore tramite le specializzazioni in:
  • Art Services (design 2D e 3D, animazione, effetti speciali, cinematics)
  • Engineering (sviluppo software, realtà virtuale)
  • Audio Services (doppiaggio, effetti audio, post produzione)
  • Functionality QA (controllo qualità in ambito funzionale)
  • Localization (traduzione)
  • Localization QA (controllo qualità in ambito linguistico)
  • Player Support (social media management, community, assistenza ai giocatori)
     
Come potete facilmente intuire... c'è l'imbarazzo della scelta!

Nel caso abbiate la possibilità di lavorare qui in Canada, anche per un breve periodo, e amate i videogiochi prendete in considerazione di lavorare con noi di Keywords :) avrete la possibilità di conoscere tantissima gente simpatica, vedere come funziona il mondo dei videogiochi, rinforzare il vostro inglese (e francese) e vivere una esperienza che .. chissà.. potrebbe portare belissime novità!

Per maggiori informazioni potete lasciare un commento mentre, se volete provare ad entrare nella famiglia Keywords la mail di riferimento è jobs@keywordsstudios.com!

Edit: In molti avete chiesto un link più specifico :) https://www.keywordsstudios.com/careers/italian-video-game-tester-proofreader/ Non garantisco che le informazioni economiche siano aggiornate, ma è un buon punto di partenza per sapere qualche dettaglio :) Potete anche applicare tramite il link! Prima di applicare, informatevi per il visto!!! Il link è nell'articolo! In bocca al lupo e grazie per la lettura!



giovedì 11 giugno 2015

Diventare cittadini canadesi: cosa cambia da oggi


A partire da oggi (11 Giugno 2015), il governo canadese ha cambiato alcune regole relative alla cittadinanza. I cambiamenti fanno parte di un pacchetto di misure adottate dal Parlamento l'anno scorso, che hanno come obiettivo quello di assicurarsi che i nuovi cittadini canadesi abbiano una rapida e completa integrazione nella società canadese.

Alcune modifiche erano già state presentate l'anno scorso con l'intento di velocizzare il processo relativo alla cittadinanza. Le pratiche per i nuovi cittadini sono state quasi tutte smaltite nell'ultimo anno e le rimanenze dovrebbero essere finalizzate prima della fine dell'anno fiscale. Coloro che hanno inviato una richiesta di cittadinanza prima del primo Aprile 2015 dovrebbero ricevere una risposta entro il 31 Marzo del 2016.

Le novità che sono introdotte oggi riguardano:
1) Gli adulti che da adesso in poi devono essere fisicamente presenti in Canada almeno 4 anni (1,460 giorni) prima di poter fare una richiesta e devono essere presenti in Canada almeno 183 giorni all'anno per ognuno dei 4 anni che servono a qualificarsi per la cittadinanza. Questo per "rafforzare l'attaccamento al Canada" (prima ne servivano 3 di anni)
2) I richiedenti tra i 14 e i 64 anni devono avere le conoscenze di base e i requisiti linguistici per vivere a pieno la vita canadese.
3) La cittadinanza sarà automaticamente estesa ai "Lost Canadians" ossia coloro che alla data di oggi, sono nati prima del 1947 ma con il Canadian Citizenship Act del 1 Gennaio 1947 non hanno beneficiato della cittadinanza. La cittadinanza si applica anche ai figli di prima generazione che vivono fuori dal Canada. 
4) I richiedenti devono dichiarare di avere l'intento di risiedere in Canada dopo essere diventati cittadini e di impegnarsi nel pagamento delle tasse per essere considerati eleggibile per la cittadinanza.
5) Per aiutare a migliorare l'integrità del programma, le pene per frode e inganno sono state inasprite: si può arrivare a pagare fino a 100,000$ di multa e 5 anni di prigione. 

Se volete avere maggiori informazioni sulle differenze con la vecchia procedura di cittadinanza, qui potete trovare un utilissimo schema che fa una comparazione tra la vecchia e la nuova legge!

Buona giornata da Nerd in Canada :)

venerdì 27 febbraio 2015

[Prima parte] Domande e risposte sull'Express Entry!


Cari amici di Nerd in Canada!
Come promesso, eccoci qui a mettere un po' le cose in chiaro riguardo alle ultime novità relative all'immigrazione in Canada. Oggi parliamo dell'Express Entry, la nuova modalità di selezione per accedere ai vari programmi di immigrazione.
Di cose da dire ce ne sono veramente tante: cominceremo con alcune domande frequenti e relative risposte per ampliare, nei prossimi giorni, alcuni aspetti se necessario.

Che cosa è l'Express Entry?
Cominciamo subito con il dire che l'Express Entry non è un nuovo programma di immigrazione ma una procedura che facilita l'accesso e la selezione ai tradizionali programmi d'immigrazione:
1) Il Federal Skiller Worker Program
2) Il Federal Skilled Trades Program
3) Il Canadian Experience Class
4) e una parte dei Provincial Nomination Programs
(qui sopra vi ho messo il link a tutti i programmi e alle cose che sono richieste per potervi accedere)

Coloro che sono interessati a venire qui, esprimono una "expression of interest" iscrivendosi al sistema e, nel caso siano eligibili per alcuni programmi particolari o siano appetibili per alcuni datori di lavoro, passano alla selezione successiva (Express Entry Pool) in cui il Canada invita ufficialmente la persona a mandare una richiesta completa di immigrazione che verrà valutata più a fondo.
Fondamentalmente il Canada passa da una gestione "chi prima arriva, meglio alloggia" ad un sistema ad inviti: un sistema già adottato da Australia e Nuova Zelanda e che si spera abbia successo anche in Canada.

E' una procedura totalmente online, senza costi da parte del potenziale immigrato e non è l'unico modo per entrare in Canada bensì una facilitazione per accedere ai programmi di immigrazione che ho linkato sopra. (prossimamente vi metteremo anche le alternative :) )

Vi ricordo infine che per coloro interessati a immigrare in Quebec, l'Express Entry non è la soluzione migliore perché il Quebec utilizza una selezione differente (potete fare riferimento direttamente al sito dell'Immigrazione del Quebec)

Perché si chiama Express?
L'immigrazione Canadese mira a processare la pratica in circa sei mesi dalla data di invio, da cui il nome Express. Sia ben chiaro che non si tratta di sei mesi da quando il candidato esprime l'interesse per l'immigrazione ma la data di invio di tutta la documentazione per richiedere il permesso di residenza permanente (quindi dopo l'invito ufficiale)

Expression of interest
Prima di tutto bisogna iscriversi sul sito dell'Immigrazione Canadese a questo indirizzo.
Questo profilo riassume le informazioni che determineranno la vostra "appetibilità" (suona inquietante, lo so) come immigrati.
  • Capacità e abilità personali e lavorative
  • Lingue (ricordatevi che in Canada le lingue ufficiali sono due, francese e inglese, anche fuori dal Quebec.)
  • Esperienze Lavorative
  • Educazione
E' estremamente importante che mettiate, in qualsiasi step del percorso di immigrazione, informazioni vere e confermabili. Questo perché in Canada le cose funzionano un po' diversamente da come siamo abituati e il fornire informazioni false ha conseguenze pesanti tra cui l'essere totalmente esclusi da qualsiasi procedura di immigrazione per i successivi 5 anni.
Il profilo che compilate online è valido per 12 mesi, scaduti i quali è possibile crearne uno nuovo.

Una volta dichiarato il vostro interesse, l'Immigrazione valuterà il vostro profilo e se soddisfatti i criteri principali, passerete all'interno dell'Express Entry Pool

Le informazioni che inserite in questo step, concorrono anche nella valutazione complessiva delle vostre capacità all'interno di un sistema chiamato Comprehensive Ranking System, una graduatoria che confronta le vostre abilità con altri e vi posiziona all'interno di una classifica di interesse.

Cosa è nel dettaglio il Comprehensive Ranking System? E' un meccanismo interno per la classificazione dei candidati sulla base del loro "capitale umano", determinato da fattori quali l'età, il livello di educazione e le capacità linguistiche. Aiuta l'immigrazione a decidere quale candidato può ricevere l'invito per l'applicazione come permanent resident. Ci sono complessivamente 600 punti disponibili nel sistema e altri 600 sono aggiunti se una persona ha un lavoro che aspetta in Canada.
E' possibile sapere il numero totale di punti (score) ma non il rank all'interno del pool. E' possibile anche sapere il numero di punti minimi da soddisfare per in modo che il candidato possa lavorare su alcuni aspetti della propria formazione e alzare il punteggio aumentando la possibilità di essere invitato in Canada (ad esempio: facendo un corso di lingua e prendendo punteggi più alti ai vari test necessari)

Express Pool: cosa è e come funziona? L'Express Pool è lo step successivo all'Expression of Interest: è il posto dove arrivano i candidati con i criteri necessari per passare la selezione.
Se siete stati accettati nel Pool, è necessario iscriversi alla Banca Dati Lavoro del Governo Canadese. Questo vi permette di avere un contatto anche con i datori di lavoro che possono attingere all'Express Pool per chiedere ad alcuni lavoratori specializzati di venire in Canada e lavorare con loro. Sulla base del Ranking System che abbiamo visto prima, gli applicanti con un ranking più alto verranno invitati ad iniziare la procedura per la residenza permanente.
Se si riceve un invito a fare l'applicazione, si hanno 60 giorni per preparare la pratica che verrà inviata in forma telematica: a quel punto l'immigrazione si impegna a fornire una risposta entro i successivi sei mesi.

[continua nella seconda parte dove affronteremo in dettaglio cosa serve dal punto di vista linguistico, cosa fare se avete già una pratica in corso, come funziona spostarsi con la famiglia e altro ancora!]

venerdì 23 gennaio 2015

"And i say just stay cool, stay humble, stay beautiful and just do the work.": Considerazioni lavorative e invernali.

Halloween? Davvero l'ultima volta che abbiamo scritto è stato HALLOWEEN?
Cari amici di Nerd in Canada: ben ritrovati e scusateci tanto.
Sono stati due mesi impegnativi che dire impegnativi è dire poco: sia per me che per la dolce metà.
Abbiamo tante, tantissime cose da raccontarvi: alcune pratiche, molte "di pancia" per comunicarvi cosa vuol dire vivere qui davvero. Si perché almeno per quanto riguarda me (Ilaria) la vita in Canada è cominciata veramente da un paio di mesi. "Ma come" diranno i miei lettori "ma tu ci sei andata a vivere due anni fa in Canada!"
Beh: devo dire la verità. Due mesi a lavoro, due mesi di vita vissuta da canadese, sono la mia personale vera esperienza e per questo vorrei raccontarvi tutte le sfumature.
Verranno altri articoli dopo questo, lo promettiamo.
Vorremmo parlarvi dell'Express Entry che è cominciata con l'anno nuovo.. (a proposito: Buon Anno a chi non è passato nella nostra pagina Facebook e si è beccato gli auguri con la data giusta)
Vorremmo parlarvi dei dettagli burocratici relativi al ricongiungimento familiare e di come procede la pratica per raccontarvi cosa aspettarsi nel caso vogliate intraprendere un percorso simile al nostro.
Vorremmo anche raccogliere alcune risposte che abbiamo dato ad alcuni di voi in privato (magari una rubrica di "lettera ai nerd" in cui un minimo diffondiamo le informazioni... sai mai che può tornare utile a qualcuno)
Insomma: di cose da fare ce ne sono tante e promettiamo maggiore assiduità.
C'è una buona motivazione per il ritardo di due mesi: come accennavo all'inizio, ho cominciato il lavoro nuovo. Che poi tanto nuovo non è perché lavoro di nuovo per la stessa azienda per cui lavoravo in Italia (e chi ha visto il nostro video di Italianinfuga sa di cosa sto parlando :D) con la piccola differenza che lo faccio full-time parlando 2 lingue.
Diciamo che è come fare lo stesso livello di un videogioco ma a versione super hard: sai di cosa si tratta, ti ricordi di averci giocato, ci sono dinamiche nuove e parlano tutti francese ed inglese.
A volte insieme: e non è una battuta. La gente qui comincia a parlare inglese e nella stessa frase (!) cambia lingua. Estremamente divertente. Terrificante all'inizio ma ora che comincio a capire il meccanismo ci si diverte.
Ora: quelle che scrivo qui sono le mie personali considerazioni. Se c'è una cosa che mi ha insegnato l'essere expat è che ognuno di noi expat è diverso dall'altro. Ci sono paure più o meno condivise ma le reazioni a queste paure sono diversissime.
Un esempio tipicamente canadese: il freddo.
Il freddo è uno di quei motivi per cui la maggioranza della gente che conosco è andata via volentieri o pianifica di andarsene. Un giorno in negozio ho avuto a che fare con una cliente russa (!) che mi ha candidamente confessato che qui fa troppo freddo, lei ci vive da quasi 20 anni e preferisce tornare in Russia piuttosto che passare un altro inverno in Canada.
Ok: magari non viene proprio dalla Siberia ma è stata una interazione abbastanza inquietante.
Mentre vi scrivo fuori fanno -1 gradi: sono uscita poco fa e non ho nemmeno messo i guanti. Anzi ho proprio pensato "uhm che caldo oggi!" ma ho avuto esperienza, circa 3 settimane fa, di una attesa di 20 minuti per l'autobus, con -23 gradi. Per la temperatura si è spento il telefono (subito dopo aver chiesto alla mia assistente vocale "Quanti gradi fa? Ho un po' freschino") ed il risultato è stata quasi una settimana di malattia, nel mezzo dei due week end di corso che dovevo seguire per il lavoro.
Insomma: con il freddo qui non si scherza. Una mattina ci siamo trovati con tutta Montréal sotto il ghiaccio.. E non per dire. Queste sono le fotografie fatte durante la grande gelata:
Il marciapiede subito fuori la porta di casa con la neve ricoperta di ghiaccio: subito dopo il marciapiede completamente ghiacciato..


Particolare del ghiaccio subito sopra la neve: notare lo spessore. TUTTO era ricoperto da questo strato di ghiaccio..
Il nostro amato albero completamente ricoperto da uno strato di ghiaccio.
Molto bello. Molto affascinante. Molto pericoloso. E' durato un giorno intero in cui per fortuna non lavoravamo ma il giorno dopo era già praticabile. Si esce di casa un po' prima, si cammina con cautela, si prendono le dovute precauzioni e si vive: si potrebbe riassumere così il tutto.
E' da dire anche che per una persona come me, che la neve l'ha sempre frequentata poco, è uno spettacolo continuo. La città è bellissima e a volte io per prima rimango senza parole per quello che si vede.
Per darvi una idea...


E insomma: il freddo c'è, inutile negarlo.
C'è una seconda cosa di cui vorrei parlarvi ed è la bellezza dell'essere italiani all'estero.
Non so se i miei compagni di avventura sparsi per il mondo hanno la stessa percezione quando parlano con gli autoctoni ma quando dico che sono italiana la gente è contenta di avere a che fare con me. Sono contenti che io sia italiana e mi rendo conto che porto molto "valore aggiunto" nelle mie conversazioni grazie al fatto di essere italiana. Anche la pronuncia del mio francese ringrazia perché il francese parlato da me a volte è più comprensibile di quello dei miei colleghi inglesi che si buttano a parlare francese (incredibile ma vero.)
E poi c'è tutto il bagaglio culturale: una mia collega appena ha saputo che ero di Roma mi ha abbracciata dicendo "e tu lo dici così? Veni da ROMA!!!"
A volte ci si dimentica di quanto sia figo essere italiani e viaggiare aiuta a ricordarlo.
Il Canada poi amplifica moltissimo questa sensazione: la gente viene da tutto il mondo, parla lingue diverse e si è convenuto di palare inglese e francese. Ma ognuno di noi (e vi ricordo che gli immigrati sono 3 su 5...) porta la sua esperienza, il suo vissuto, le sue tradizioni, la sua lingua, la sua cultura. E questo miscelare continuamente tutte le vite di tante persone è una delle cose più belle che la città mi sta regalando: ogni giorno imparo qualcosa di incredibile, ci si scambiano ricette, ci si scambiano racconti però lo si fa tutti parlando la stessa lingua e aiutandoci a vicenda perché può capitare che ad uno di noi non venga una parola ed ecco che si trova il modo di capirsi.
Questa comunicazione spontanea, multiculturale, viva e potente è probabilmente la benzina delle mie giornate: è divertente vivere qui. Sono molto fortunata perché per molti il Canada non è stata la risposta giusta mentre per me è stata subito quella perfetta: sono perfettamente affine al modo di vivere di qui, mi piace il fatto che le cose si facciano per bene. Ci sono cose che non funzionano, come in tutti i Paesi del mondo, ma ci si lavora sopra e questo fa ben sperare.
E' un Paese che funziona ed è la più grande risposta pratica a tutti gli estremismi del mondo: una società dove persone di etnìe, culture, religioni, orientamenti sessuali ed esperienze diverse vivono insieme e vivono bene. E non è che lo dico tanto per dire. Lo dicono loro stessi: basta leggere sul sito ufficiale, in italiano, cosa dicono a proposito della Società e Cultura.

"La popolazione etnica e culturale del Canada si è sempre più diversificata nel corso degli ultimi 40 anni. Nel 1971, il Canada è diventato il primo Paese al mondo a adottare una politica multiculturale. Il Canada riconosce e valorizza la sua ricca diversità etnica e razziale: oltre 200 gruppi etnici convivono in Canada; più di 40 culture sono rappresentate nella stampa etnica canadese; l'immigrazione rappresenta attualmente oltre il 50% della crescita demografica del Canada."


Terza cosa: quali sono le difficoltà che sto incontrando.
Vivere qui, lavorare qui, è diverso dal mio anno precedente in cui fondamentalmente limitavo le conversazioni al pagamento della cassa del supermercato quando dovevo proprio uscire.
Adesso le mie otto ore le passo senza parlare una parola di italiano (se non con qualche cliente) e la mia difficoltà principale sta nel reagire in maniera normale quando sono stanca. Le parole non vengono, si capisce poco di quello che gli altri dicono, ma quando succede in Italia qualcosa ci si inventa. Quando succede qui a volte sento di rallentare moltissimo a livello cerebrale: abbastanza inquietante.
Anche la comprensione della vita di tutti i giorni non è da sottovalutare. Sono andata oggi, che era il mio giorno off, alla banca vicino casa nostra dove abbiamo entrambi i conti con mio marito. Al momento dell'apertura del mio conto ci ha seguiti una gentilissima consulente finanziaria che oggi mi ha spiegato un po' come funziona la vita di tutti i giorni. Tanto per cominciare in Canada è obbligatorio avere una assicurazione con il proprio datore di lavoro. Questo fa si che a volte nelle famiglie se ne abbiano due, come nel nostro caso e si rischia di pagare di più per qualcosa di cui non si usufruisce realmente.
In uno dei prossimi articoli vi spiegheremo anche come funziona il credito qui in Canada: che cosa è Equifax? Come funzionano le carte di credito e di debito? La storia è più complessa del previsto (almeno lo era per me, che a malapena seguivo il tutto in Italia e ora me lo sono fatto spiegare in francese).
Tutte le cose che pensavi di sapere le devi rimettere un po' in discussione: personalmente sto vivendo questo periodo come un nuovo ingresso nell'età adulta.

Insomma! Un post un po' generale che rientra nella categoria "di pancia" ma che da giorni mi frulla in testa: penso che oltre alle informazioni materiali a volte serva anche sapere come ci si trova a livello emotivo in un nuovo Paese e spero di aver raccontato alcune sfumature di questi miei primi due mesi lavorativi :)

Come scritto sopra, promettiamo qualche approfondimento su alcuni temi specifici: se avete richieste particolari, non esitate a scriverci :) ci mettiamo un po' a volte a rispondere ma leggiamo tutto! Vi ricordiamo anche la pagina Facebook di Nerd In Canada che aggiorniamo decisamente più di frequente :)

A presto!


sabato 1 novembre 2014

Considerazioni sparse e Halloween!

Con l'arrivo dell'agognato permesso di lavoro di cui vi ho parlato nel precedente post sul blog, ho finalmente avuto la possibilità di fare un colloquio di lavoro e di mettere il naso fuori dalla porta per un primo assaggio di "vero" Canada. [si il colloquio è andato bene :)]
Vi abbiamo raccontato spesso di come la nostra situazione sia un po' particolare, perché viviamo nella parte francofona del Canada (se volete rinfrescarvi la memoria, parlavo del francese canadese qui) ma adesso che ho avuto due intensi giorni fuori dalla tana (sabato e domenica) mi sono cominciata a rendere finalmente un po' conto di come funziona veramente.

Avevo notato la caratteristica dello switchare inglese e francese senza farci caso già durante il nostro viaggio di nozze: visitando uno dei negozi della catena Lush qui a Montréal {che io adoro <3} la commessa ci aveva approcciato chiedendo se preferissimo parlare inglese o francese. All'epoca abbiamo scelto il francese, buttandoci in una serie di botta e risposta con la ragazza. Fatalità ha voluto che venissimo interrotti (sempre molto garbatamente, in vero canadian style) da una collega che ha rivolto alla commessa una domanda in inglese. A quel punto lei, scusandosi, ha ricominciato a spiegare quello che aveva lasciato a metà ma senza rendersi conto aveva cambiato lingua e ora, in effetti, si stava parlando inglese.

Ammetto di aver un po' invidiato quella ragazza perché a me sembrava totalmente impossibile cambiare lingua così rapidamente.

Perché usare una lingua quando puoi usarne due?
Quella ragazza mi è tornata in mente domenica quando, durante il colloquio, si è accomodato un secondo responsabile del personale alla scrivania dove si svolgeva una conversazione in francese. Si è presentato chiedendomi in inglese alcune cose e da lì siamo passati a parlare in inglese. Solo che in quel momento la commessa di Lush ero io ed incredibilmente sono riuscita a swtichare la lingua con una non nonchalance che mi ha lasciato particolarmente perplessa.

Si perché io questo anno e mezzo che ho passato ad attendere l'arrivo del mio permesso di lavoro, sono rimasta chiusa in casa a giocare ai videogiochi insieme ad amici italiani fidati quasi tutto il giorno in cuffia oppure in compagnia di mia suocera o mio marito con cui parlo esclusivamente italiano. Non ho ben capito quando e come ho effettivamente migliorato sia il mio francese che il mio inglese e quando esattamente il mio cervello si sia reso conto della cosa.

Il lato positivo è che tutto questo è venuto fuori al momento giusto.. quindi forse, nelle prossime settimane, saprò qualcosa di più del mio lavoro (di cui potrò tuttavia parlare poco nel dettaglio) ma che mi permetterà di raccontarvi, finalmente, qualcosa di più concreto sulla vita quotidiana qui a Montréal :)

Tutta la premessa modello "storia del poro nonno" perché vi dico: se vi spaventa la lingua (cosa che oggi ancora spaventa molto anche me, visto che dovrò farlo quotidianamente) abbiate comunque fiducia del vostro cervello perché potrebbe fare come ha fatto il mio e farvi un regalo che proprio non vi aspettate.

Mentre vi sto scrivendo, tra l'altro, è appena passato il 31 sera ossia Halloween! Per la prima volta domani sera parteciperemo ad una festa in maschera (!) e questa cosa di Halloween, pur non essendo mia a livello culturale, è piacevolmente caratteristica e simpatica :) Questo, tecnicamente, sarebbe il nostro terzo Halloween qui: il primo in luna di miele (vale?), il secondo l'anno scorso nel pieno caos dell'organizzazione di tantissime cose (molte relative anche alla neve che è arrivata poco dopo!) e questo qui che invece fa da contorno ad un periodo molto propositivo e pieno di novità lungamente attese!

Si questo è un giardino di Montréal decorato per Halloween..
Direi che per il prossimo Halloween mi riprometto di comprare i dolcini per i bimbi e addobbare casa: lo sapevate che i bambini hanno un orario preciso per passare a prendere i dolcini (questo me l'ha detto la mia amica Fra, preziosa compagna di avventura qui in Canada e romana come me <3)? Dalle 6 alle 8 di sera! E di solito bussano solo alle case addobbate: in questo modo chi non vuole bambini alla porta, semplicemente, annuncia la cosa non addobbando l'esterno!

Oh beh prima o poi dovremo capire anche questa tra le tante cose nuove :) quindi l'anno prossimo bambini del vicinato sappiate che avrete anche dei dolcetti da parte nostra! :)

Concludo l'intervento con una cosa che mi fa piacere condividere con voi (e che c'entra poco con quanto detto fino ad ora..)
Come avrete saputo, il 22 ottobre c'è stato un incidente al Parlamento di Ottawa dove è stato ucciso un soldato canadese. Episodio analogo anche due giorni prima, proprio qui in Quèbec, dove un altro soldato è stato investito. Per entrambe le situazioni sono stati individuati come responsabili due canadesi convertiti all'Islam. Gli incidenti sono stati una cosa molto inaspettata qui in Canada e hanno scosso molto l'opinione pubblica.

In seguito al fatto, è stato condotto un "esperimento sociale" in cui tre ragazzi canadesi hanno provato a testare lo stato di allerta nei confronti dei mussulmani o delle persone arabe in genere organizzando una messa in scena dove due di loro fingevano di essere un mussulmano e un ragazzo razzista che dichiarava apertamente ad una fermata del bus il proprio fastidio nei confronti del primo.

Condivido con voi il video della cosa per farvi vedere le reazioni degli altri canadesi alla fermata dell'autobus dove si svolgeva la scena. Io l'ho trovato molto emblematico e affascinante (saranno i trascorsi da studentessa di psicologia sociale? :D) e devo dire che sono molto curiosa di conoscere meglio il Paese ed i miei concittadini: per ora continuo ad avere la buona impressione della mia luna di miele. Durerà?

Buona visione del video!

I.

martedì 12 agosto 2014

[Parte prima] Importazione: come funziona?

Un tema ricorrente nelle domande che ci vengono poste riguarda l'importazione degli effetti personali. È comprensibile che sia difficile selezionare ciò a cui si tiene di più e si vuole portare con sé nella nuova vita all'estero, ma ci sono diversi aspetti funzionali, economici e legali per cui vi invito a non prendere sottogamba la questione.

Innanzi tutto, a livello puramente venale, il costo non è affatto trascurabile, un paio di scatole per via aerea non vi manderà alla canna del gas (anche perché le cucine sono quasi tutte elettriche) ma il lavoro di selezione va iniziato settimane e mesi prima della partenza. Ogni oggetto che portate con voi è un nuovo costo, in pratica dovete acquistarlo una seconda volta per averlo con voi ovunque andiate, e il suo prezzo dipende dall'ingombro e dal peso; inoltre sarà già usato e se non è di qualche marchio globale come Apple ad esempio la garanzia può considerarsi nulla, dato che rispedirlo in Italia per farlo riparare e successivamente rientrare pagando per giunta la dogana è di certo proibitivo.

Parlando di dogana, quando ottenete la vostra residenza permanente in Canada o altrimenti siete accetti a rimanere nel Paese, avete il diritto di portare i vostri effetti personali senza dover pagare la dogana, mentre per ogni spedizione di valore superiore a circa 20$ al di fuori da questo c'è da considerare il dazio aggiuntivo che mi dicono non sia mica da ridere, fortunatamente non abbiamo dovuto scoprire quanto fosse.

Nel trasporto aereo il peso è la componente maggiore del prezzo, è più veloce e facile da gestire per le piccole spedizioni, mentre la via marittima richiede più tempo (circa 3 settimane) ma è il volume l'aspetto più cruciale e conviene per spedizioni più grandi. C'è chi si porta la macchina, chi la mobilia, chi montagne di libri, o ancora phon, videoregistratori, tv, e ogni altro tipo di cose. Andiamo per gradi.

Prima di poter avere un preventivo del prezzo, dovete avere una buona stima di volume e peso di ciò che volete trasportare, non è affatto facile, anche perché molte cose dovrete probabilmente usarle fino a poco prima della partenza (in caso contrario pensate bene se vi serve veramente), ma il trasportatore ne ha davvero bisogno. Inoltre dovete sapere con precisione la data del trasporto, luogo di consegna e contenuto della spedizione perché il prezzo fluttua continuamente. Fate una lista man mano che preparate, vi aiuterà infinitamente in fase doganale. Ad esempio se stimate di portare un metro cubo di effetti personali per un peso di 200 kg, da quel che abbiamo ricevuto i preventivi possono tranquillamente superare i 1000€, se non lo fanno assicuratevi che si occuperanno anche dello sdoganamento alla destinazione e della consegna a domicilio. Solo ai fini di esempio, vorrebbe dire che state riacquistando i vostri effetti personali a 5€ al kg, o 1€ al litro. Può sembrare poco ma si sale in fretta. Molto spesso conviene vendere prima di partire e ricomprare una volta stabiliti, i vantaggi sono molteplici: minor ingombro, minor spesa per il trasporto, maggiore disponibilità monetaria, maggior durata media degli oggetti ricomprati, massima compatibilità dove applicabile.

Per quanto riguarda la natura della spedizione stessa, dovete rientrare nelle categorie permesse dal paese di destinazione, devono essere effetti personali non a scopo di lucro, e non essere soggetti ad pericoli per l'ambiente, per arginare il rischio tutte le spedizioni vengono fumigate prima della partenza.

In poche parole: il prezzo totale di quel che trasportate dipende da volume, peso e periodo di spedizione, ed è costituito da imballaggio, ritiro, trattamento, spedizione, eventuale dogana, pratiche di sdoganamento (servono comunque) e consegna.

Ora avete una stima del prezzo. Con ogni probabilità, preparatevi a fare la seconda selezione, e non sarà l'ultima. Se anche la stima rientra nel vostro budget, vi invito a leggere i nostri consigli su cosa portare e cosa lasciare. Certo qualsiasi argomentazione impallidisce contro il valore affettivo, ma anche i soldi non scherzano :P

Automobile
Iniziamo dal più grosso :P portare l'automobile è una soluzione estremamente costosa, ma non inaudita. Conviene quando la macchina ha un alto valore economico e affettivo, inoltre deve essere adatta alla guida nel nuovo paese. Al di là della posizione del volante, ricordiamoci che qui il diesel è molto meno diffuso della benzina, che l'inverno la neve è all'ordine del giorno e la temperatura arriva tranquillamente a -30°C. Ignoro quanto costi l'omologazione ma è certamente un altro componente al prezzo totale. Se proprio non potete farne a meno preparatevi a prendere un container esclusivo da almeno 20 piedi (6x2,5x2,5 metri circa).

Mobili
Come accennato, portare mobili è problematico, per evitare ogni sorta di bestiole che si annidano nel legno tutto viene fumigato, e la dogana si riserva di controllare accuratamente la vostra spedizione. Francamente, non mi vengono in mente situazioni per le quali converrebbe portarsi i mobili piuttosto che venderli o regalarli.

Libri
I libri generalmente sono pesanti e voluminosi per il loro valore, eventuali collane sono quasi impossibili da completare senza spendere il doppio per farsi spedire i mancanti, e probabilmente sarà qualcosa di cui solo voi potrete fruire.

DVD e affini
La stragrande maggioranza dei film è vincolata ad una regione, i sistemi per aggirare esistono ma sono scomodi e costosi, anche se non illegali finché ve li tenete per voi (li avete comprati voi dopotutto), e anche stavolta pochi dei vostri nuovi amici indigeni potrà giovarne. Potreste riuscire a cavarvela portandovi una console in grado di leggerli, ma con le dovute precauzioni, torneremo sull'argomento in una seconda parte.

Vestiti
Dato il clima, molti di noi prima di finire nel Great White North non avevano tutto il guardaroba adatto, ed a maggior ragione conviene fornirsi una volta arrivati (e già che ci siamo, possibilmente evitare di trasferirsi fra ottobre e marzo ^^;) Ci sono infinite occasioni di vestirsi sia dal nuovo che dall'usato, quindi non c'è motivo di non viaggiare leggero.

Ricordi ed effetti personali
Possibilmente la categoria più difficile da cui separarsi, non esistono regole per foto, soprammobili, regali, e tutto il resto... posso solo augurarvi buon senso e buona fortuna ;)

Per quel che riguarda elettricità, elettronica, e soprattutto le console, riparlerò tra qualche giorno.

giovedì 24 luglio 2014

Bixi - il bike sharing di Montréal


Forse non tutti sanno che sono una inguaribile pigra.
Da brava nerd adoro passare gran parte del mio tempo al computer: lavorando in campo informatico, tra l'altro, spesso passo dal gioco al lavoro, aumentando considerevolmente le ore spese alla tastiera.
Mio marito, invece, ha preso un impegno interessante. Ha deciso di approfittare del bel tempo estivo e di andare a lavoro in bici. Ha così sottoscritto un abbonamento annuale al servizio pubblico di bike sharing di Montréal, che prende il nome di Bixi.



Bixi è nato nel 2008 proprio qui a Montréal e si è poi diffuso in tutto il mondo: servizi basati su Bixi si trovano infatti a Londra, Boston, Melbourne Minneapolis, Montreal, Ottawa, Toronto e Washington D.C.

Il sistema è interessante davvero e per quel poco che ho potuto vedere e che mi ha raccontato mio marito, funziona. Si basa su alcune ciclostazioni, presenti in tutta la città: si parla di 411 ciclostazioni e 5000 biciclette disponibili. Per usufruire del servizio si può sottoscrivere un abbonamento annuale, al costo di poco più di 80 dollari oppure un abbonamento occasionale: 15,00 $ per l'utilizzo di 72 ore, 7$ per 24 ore. Sul sito sono presenti anche alcune agevolazioni come uno sconto cumulativo che comprende l'abbonamento annuale dell'autobus o la possibilità di usufruire del car sharing cittadino.

Ebbene si alla fine
il marito ha convinto anche me..!
Una volta sottoscritto l'abbonamento annuale, in qualche giorno si riceve una chiavetta elettronica che va
attivata sul sito: dal momento dell'attivazione, l'abbonamento dura un anno solare. Se invece si vuole usare il servizio per un tempo limitato, occasionalmente, si paga con carta di credito direttamente alla ciclostazione.

Come funzionano i tempi di noleggio? Compresi nell'abbonamento ci sono 45 minuti per fare il proprio giro (30 per l'abbonamento occasionale). Dopo di che, se non si vuole pagare un surplus, bisogna riagganciare la bici in una delle altre ciclostazioni. La tariffa per l'utilizzo della bici oltre il tempo compreso nell'abbonamento (sia esso annuale o di 24/72 ore) è di 1,75$ dal 46esimo minuto al 60esimo, 3,50$ dal 61esimo al 90esimo. Superati i novanta minuti il costo è di 7 dollari in più ogni mezz'ora.

Il servizio è attivo da Aprile a Novembre: durante la stagione più fredda, le ciclostazioni vengono rimosse.
Si tratta di ciclostazioni molto tecnologiche: c'è una bicicletta difettosa? E' sufficiente premere un bottone apposito per mettere la bicicletta  "non disponibile" e  allertare in forma telematica l'assistenza clienti che provvederà alla sostituzione e riparazione. Stessa cosa quando una stazione raggiunge il massimo della capienza: vengono spostate le bici in stazioni meno affollate: le ciclostazioni comunicano tra di loro per avere sempre un numero di bici e di posti bilanciato.




Molto utile è anche il sistema di app relativo al servizio: grazie alla localizzazione è possibile vedere non solo le stazioni Bixi più vicine, ma anche se ci sono posti ed il numero preciso di bici disponibili, oltre ai percorsi ciclabili in zona.

Le regole per l'utilizzo della bici a Montréal sono basate in maggior parte sul buon senso: fa ridere come, nell'elenco stampato sulla mappa cartacea che si riceve insieme alla pennina, faccia capolino la regola "Riconoscete i gesti di cortesia. Un sorriso, un gesto o un saluto con la mano per ringraziare è sempre apprezzato!" Molto in stile canadese :)


venerdì 27 giugno 2014

Estate [e-stiamo!] a Montréal: pensieri in libertà su cultura, italianità e sole!


I giorni continuano a passare qui nella - calda! - Montréal.
Si: fa abbastanza impressione parlare di caldo quando ci aspetterà di nuovo la neve: ma comincio ad apprezzare il tempo qui (incredibile, vero?) anche se questa estate è ancora più marcatamente caratterizzata da cambi climatici improvvisi e incredibili! [piove - fa caldo - piove - fa freddo - piove - polline ovunque - caldo di nuovo - condizionatore on - off - metto la copertina] Piove anche in Italia e soprattutto a Roma da quello che vedo dai miei contatti italiani, e anche da queste parti abbiamo avuto molta più pioggia della scorsa estate.
Eh si: sono già due estati che siamo a Montréal! Io non metto piede in Italia da un anno e tre mesi: il mio permesso è in lavorazione (ma dovremmo davvero esserci vicini), così mi preparo psicologicamente al mio ingresso nel mondo del lavoro. E magicamente mi sembra di aver perso i miei ultimi 10 anni: sono di nuovo una ventenne che comincia ad orientrasi nell'età adulta. A chi mandare il curriculum? Cosa sarò qui in Canada? In più c'è la variante lingue: riuscirò ad essere professionale parlando una lingua che non è la mia? Problematiche più o meno sensate nascono e muoiono nel giro di poche ore, portandomi a cambiare umore facilmente come il tempo canadese....!!
Ma ormai siamo in ballo e dobbiamo ballare: ho deciso di cominciare a vivere la mia vita da expat in maniera spensierata: dopotutto è un regalo!
Non smetterò mai di ringraziare la buona sorte, il karma, Dio, chiunque sia lontanamente responsabile della fortuna che ho avuto a venire qui, soprattutto ora che l'Immigrazione Canadese ha fatto un bel giro di vite per quanto riguarda i lavoratori esterni (a questo proposito vi rimando all'articolo di Italiansinfuga).... Insomma!
Oggi ho voglia di condividere con voi alcuni pensieri, in ordine sparso.

Qualche settimana fa ho avuto una piacevole domenica sera in compagnia di alcuni amici italiani, anche loro qui in Canada. Camminando per il centro, siamo finiti nel Quartiere degli Spettacoli (durante la celebrazione delle FrancoFolies) dove abbiamo assistito al concerto - gratuito - di Marco Calliari, nato da genitori italiani a Montréal, canta in italiano alternando francese e italiano in uno spettacolo veramente emozionante.
Siamo rimasti poco, ma in quelle due tre canzoni ho assistito ad una bella scena: la piazza con tante persone che ballavano e cantavano. Bambini, anziani, giovani: una ragazza davanti a noi ha cominciato a ballare al ritmo della tarantella ed era contenta e sorridente. E questa ventata di italianità, nel senso puro e bello del termine, mi ha fatto tornare alla mente tutte le cose stupende che l'Italia mi ha dato: le mie passeggiate culturali con nonna in giro per i musei, le mie vacanze in campagna in Toscana per 12 anni della mia vita insieme ai miei zii e ai miei genitori, la bellezza del mare delle mie vacanze da bambina in Abruzzo, le mie fotografie ad ogni angolo di Roma tornando da lavoro, le ore passate a Villa Torlonia, l'aria tipicamente romana di quando scendevo dal treno durante le mie trasferte in giro per l'Italia.
Da quando sono qui, mi sto rendendo conto che sono a contatto con una versione italiana ferma nel tempo: gli italiani che incontro qui a Montréal sono fondamentalmente di due tipi: quelli che vengono dalle famiglie italiani e sono quindi italiani nati e cresciuti in Quèbec e poi noi. Noi siamo una nuova tipologia di italiani: quelli della nuova generazione di immigrati. Quelli che "siete italiani? E' tanto che non si vedono gli italiani qui!" e anche "Ma che bell'italiano che parlate! Siete italiani veri!?" Gli italiani di seconda o terza generazione, invece, sono magari figli o nipoti di italiani immigrati anni fa: parlano un tipo di italiano caratterizzato da inflessioni dialettali (dopotutto sono sicura che i miei figli parleranno un italiano MOLTO romano...!) e sono rappresentanti di un tipo di Italia che ormai non esiste più. E' l'Italia di mia nonna, quella dove le cose le facevi a mano, dove si facevano lunghi pranzi domenicali e dove l'essere italiano aveva tante sfumature, valori, caratteristiche che ormai sono finite un po' in disuso nell'Italia d'origine. Però è buffo, guardando dal di fuori, come siano in realtà ancora cristallizzate e presenti negli italiani qui. Il che, stranamente, sta cambiando anche la mia prospettiva dell'essere italiana. E' una cosa molto difficile da spiegare e può suonare presuntuoso ma.. adoro essere italiana. E' come se tutto quello che sono, tutto quello che la mia famiglia è, tutte le mie tradizioni, i miei ricordi: come se tutto acquistasse valore.
Forse è solo ora che sono così lontana da tutto che mi rendo conto di quanti aspetti meravigliosi ho avuto la fortuna di vivere nascendo in Italia. E solo ora che sono così lontana mi rendo conto di quanto ci sia da morire dentro per come il nostro Paese (che è davvero un Bel Paese) è diventato. Per questo sono contenta di vivere qui: dove tutto è cristallizzato, dove l'Italia ha il profumo dei miei ricordi e dove nessuno potrà mai portare via quello che sono.

Sempre per rimanere in tema di cultura: ieri sera mi sono fatta un giro per il portale del Turismo di Montréal e.. wow!! Ragazzi dateci un'occhiata perché oltre ad essere un bellissimo esempio di sito internet per la promozione del turismo, ha una quantità di eventi che fanno paura!!
Ecco alcune manifestazioni che ho trovato incredibili! Le condivido con voi per farvi anche rifare un po' gli occhi con i bellissimi video (alcuni sono stati fatti l'anno scorso ma sono comunque bellissimi e attuali!)!







Se invece siete amanti, come me, del cibo... perché non provare un pranzo in un Camion bouffe de rue? Io ancora devo sperimentarne uno.. A questo proposito vi linko questo bellissimo servizio di una televisione locale: è come sempre in francese ma l'ho trovato fatto molto bene :)!

E per finire, uno dei meravigliosi video di MTLMoments, sempre del Turisme Montréal... stavo considerando con un mio amico che il primo video di questo genere l'ho guardato mentre preparavamo il viaggio di nozze qui. Ed era pieno di cose incredibili, nuove, mai viste! Ora, ad ogni video che guardo, aumentano le cose che ho vissuto e visto .. e ogni giorno mi rendo conto che questa città è sempre più la MIA città <3

Grazie, come sempre, per seguire i nostri deliri e le nostre esperienze :)

giovedì 27 marzo 2014

E' primavera a -12!! Tempo di bilanci!

E' passato il nostro "anniversario" canadese e non ho scritto niente!!
A mia giustificazione c'è che abbiamo cambiato casa! Come ogni marzo che si rispetti da 4 anni a questa parte, non posso non fare un trasloco! Questo ce lo siamo fatti con la neve .. e di certo è un tipo di esperienza che mi mancava.. ma che non vorrei ripetere: inoltre questa casa mi piace molto e spero di non dover cambiare a marzo prossimo :)

Domenica scorsa siamo usciti a fare due passi e ho sentito la primavera: tralasciamo che sabato ha fatto così tanta neve che una mia amica mi ha scritto "Buon Natale!" ..! Ma non importa! Domenica c'era il sole ed era una giornata bellissima, tipicamente canadese: cielo limpido e freddo..! Si sentiva la primavera nell'aria ed io ero felice e ho detto a mio marito "Non senti che caldo!?" .. Peccato che faceva -12 e a Roma +12 .. ed ho capito che qualcosa era cambiato: in 32 anni non ho mai avuto -12 a Marzo vivendo in una città dove le margherite inondano i giardinetti ben prima. Ma un anno qui ha già intaccato molto il mio modo di pensare e sento di essere cambiata.
Storie di vita vera!!
Ho superato indenne il primo lungo temibile inverno canadese: quello che chiunque ho incontrato non perdeva occasione di citare, quello che tutti pensavano "vedrai come scappa!", quello che ancora adesso viene citato come motivo principale per non mettere piede qui. In realtà l'inverno è alla fine ed io sono ancora qui, intenzionata a rimanerci a lungo. Che l'inverno canadese sia roba seria, soprattutto per chi come me viene da un posto dove la neve non cade mai e quando cade chiudono le scuole, è fuori dubbio. Ma io l'ho trovato anche affascinante e tutto da capire. L'anno scorso al nostro arrivo c'era ancora la neve ed io andavo in giro con un paio di scarpe da ginnastica perché, venendo da Roma, scarpe per la neve non erano proprio qualcosa che uno tiene nell'armadio. Così a settembre ci siamo presi degli scarponcini ottimi che mi hanno notevolmente aiutato a superare il tutto.

 Quest'anno, invece, ho scoperto il ghiaccio: roba seria, di livello successivo. Quando c'è un abbassamento della temperatura dopo un disgelo, i marciapiedi
diventano lastroni di ghiaccio ben poco user-friendly che mettono paura: l'unico momento che vorrei dimenticare dell'inverno. In realtà ho scoperto dell'esistenza di rampini da mettere sotto le scarpe: si applicano con degli elastici e aiutano la stabilità. Sarà il mio prossimo acquisto per l'inverno che verrà. E così: avanti di inverno in inverno! Auspico di raggiungere anche il traguardo "prendi la patente (che non ho) e guida in mezzo alla neve" ma con calma: per ora aver portato a casa il mio primo inverno canadese è già un gran bel punto :)

Adoro questi paesaggi :)
Abbiamo finalmente trovato un giapponese no-stop di nostro interesse! Ok: sembra una cosa stupida. Ma noi a Roma avevamo un ristorantino giapponese di fiducia e ammetto senza vergogna che era una cosa che mi mancava parecchio. Abbiamo risolto anche quella. Questo per dire che, ad un anno di distanza, stiamo ricreando una nostra quotidianità! I nostri locali, i nostri amici (anche se ci mancano tanto quelli in Italia: insostituibili!) le nostre serate. Comincia a cambiare anche il mio modo di cucinare: non molto, per fortuna, ma mi rendo conto di aver inserito nel mio "repertorio" piatti diversi da quelli che ero abituata a preparare in Italia.

La nostra prima cena a casa nuova :)
Il mio inglese e francese sono in corso d'opera: in compenso sto dimenticando l'italiano corretto! Niente di gravissimo ma mi rendo conto che il mio cervello sta facendo più fatica ad esempio a scrivere questo post. In compenso a volte leggo o ascolto cose in inglese e francese e non mi rendo conto che si tratta di una lingua diversa dalla mia. Non sono ancora in grado di arrabbiarmi in inglese (devo sembrare molto buffa..) ma il francese mi sta piacendo molto: se la mia povera professoressa di francese del liceo sapesse che sono finita a vivere in Quebec .... Ho voglia di usare altre lingue e questo penso sia un bene per la mia futura carriera professionale..!

Insomma questo primo anno in Canada è stato come me lo aspettavo: ricco di novità ma anche "soft" perché il non poter (ancora) lavorare mi ha sicuramente permesso di capire con calma cosa mi circondava... il che per alcuni aspetti è una fortuna, per altri un po' meno (c'è pur sempre uno stipendio in meno in casa!)
A livello umano è un posto meraviglioso, molto affine a me. La gente è educata, gentile, discreta, la vita è gestibile, ottimizzata. Il mio "mal di pancia da burocrazia" si fa sentire, purtroppo, solo quando interagisco a distanza con l'Italia e si, lo so, è brutto dirlo.

Con l'arrivo del bel tempo ho in mente piani di conquista del Canada armata di macchina fotografica!

Stay tuned!!

Neve a Marzo in giro per Montréal :) 






sabato 22 febbraio 2014

Lontani da Ancona, Bologna e Como

Abbiamo parlato qualche volta di come nello sforzo necessario in Canada (come altrove nel mondo) per integrarsi siano importanti le lingue "straniere". Per renderci conto della complessità effettiva, vorrei fare una distinzione fra alcuni aspetti che bisogna imparare:
- conoscenza della lingua a livello scolastico: qualsiasi corso può aiutarvi, l'obiettivo è padroneggiare lessico, regole grammaticali, ortografia, pronuncia delle parole indigene. 
- cultura locale: partecipare alla discussioni, guardare la tv, leggere i giornali, aiuta a entrare nel discorso, capire cosa ci accade intorno e ridere alle barzellette :P
- gestire la vostra italianità: imparare a fare delle vostre origini un punto di forza, adattare e assimilare conoscenze e abitudini per il nuovo stile di vita. 

Oggi voglio dire la mia sul terzo punto. Diventa più importante man mano che i primi due vengono assimilati, e rappresenta la differenza fra "cavarsela" e "padroneggiare". Una volta che si inizia a fare conversazione ci sorprenderemo spesso a preferire parole derivate dal latino di uso più frequente in italiano, rispetto alla nostra nuova seconda lingua che potrebbe avere altre preferenze, e a fare attenzione ai termini che sembrano comuni ad entrambe le lingue ma in realtà dai significati diversi. A patto di non lavorare nel campo linguistico questo non è un problema il più delle volte, e finisce per diventare un vostro particolare riconoscibile che personalmente trovo bello avere. Trovo bisogni fare attenzione però ad utilizzare la pronuncia locale del termine piuttosto che l'italiana. La pronuncia mista crea confusione in chi vi ascolta, il che è comprensibile dato che non la riconoscono e non se la aspettano. 

C'è tutta una serie di parole con cui convivere tutta la vita e particolari per la pronuncia: nomi e cognomi. Sebbene per i nomi storici vi troverete a sorridere per Cristophe Colomb, Jules César, Michel-Ange, Léonard de Vinci, Raphaël, Splinter, ricordate sempre che anche l'italiano è ricco di traduzioni nei nomi stranieri di nomicosecittàanimali. No, Donatello lo lasciano come l'originale, non mi chiedete perché. Solo buona volontà e preparazione ridurranno lo stress della pronuncia del proprio nome. Innanzi tutto, consiglio di mantenere la pronuncia italiana e aiutare i nuovi colleghi, amici e conoscenti a imparare, d'altra parte voi vi impegnate a pronunciare bene il loro, e ho sempre trovato persone ben disposte al riguardo. Se mantenete la pazienza e dedicate un po' di tempo alla questione con le persone che vedrete spesso potrà solo giovarvi e spesso divertire gli altri, pensate che solo a voi piaccia conoscere nuove parole? :P Periodicamente qualcuno vi farà una sorpresa e vi saluterà in italiano e il vostro nome in ottima pronuncia, studiato appositamente il giorno prima, ringraziate mi raccomando :D


Un momento di poca pazienza nella vita di Leonardo.


Potete scegliere anche di avere un soprannome o lo stesso nome proprio localizzato con cui presentarvi rapidamente alle persone, cui spiegherete per bene come scrivere "Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare" o "Guidobaldo Maria Riccardelli" all'occorrenza. È qualcosa che vediamo spesso anche in Italia negli immigrati ed è bene realizzare che non c'è niente di male nel farlo. 

Laddove sia spiegazioni che soprannome non possono aiutare è nella burocrazia
Ogni volta che dovete fornire le vostre generalità chiaramente dovrete fornirle reale ed esatte, e finché si va di persona ce la si cava facendo vedere un documento, ma al telefono?

Episodio di vita vera, per allacciare l'elettricità nel nuovo appartenento:
"Ho bisogno del suo nome completo, signore"
"Edoardo Facchinelli" rispondo facendo del mio meglio per scandire. 
"Mi scusi, potrebbe ripeterlo lettera per lettera?" 
Prevedibile, sempre meglio essere sicuri, d'altra parte capita molto spesso anche per i locali con una lingua piena di omofoni come il francese. Come quando fuori la mère du maire va à la mer chercher sa tante qui l'attend dans sa tente, insomma.
"Ef, a, se, se, ash..." Tento di pronunciare ogni lettera il meglio possibile ma in questi casi la mia pronuncia ancora lascia a desiderare. È come se un romano cercasse di imitare un milanese che parla napoletano :V
"Es, à?" Chiede infatti il mio interlocutore incerto. E provate voi a dirgli "F di Firenze"!
Temendo che abbia il mio stesso livello di Storia dell'Arte internazionale, ripiego con un doppio carpiato su un "F de... France!" per il quale si sarà fatto quattro risate meritate coi colleghi alla macchinetta del caffè, e mi metto a riflettere su come prepararmi meglio alla prossima volta. 

Mentre in Italia è di uso comune usare le città come riferimento per le iniziali, qui direi che il sistema più diffuso sia l'alfabeto fonetico NATO, derivato da quello radiotelefonico e che sentiamo nei telefilm per il gergo militare. In cui per la Q c'è Québec. Mica cotiche, parola di Eduardó Fascinellí :V