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giovedì 11 giugno 2015

Diventare cittadini canadesi: cosa cambia da oggi


A partire da oggi (11 Giugno 2015), il governo canadese ha cambiato alcune regole relative alla cittadinanza. I cambiamenti fanno parte di un pacchetto di misure adottate dal Parlamento l'anno scorso, che hanno come obiettivo quello di assicurarsi che i nuovi cittadini canadesi abbiano una rapida e completa integrazione nella società canadese.

Alcune modifiche erano già state presentate l'anno scorso con l'intento di velocizzare il processo relativo alla cittadinanza. Le pratiche per i nuovi cittadini sono state quasi tutte smaltite nell'ultimo anno e le rimanenze dovrebbero essere finalizzate prima della fine dell'anno fiscale. Coloro che hanno inviato una richiesta di cittadinanza prima del primo Aprile 2015 dovrebbero ricevere una risposta entro il 31 Marzo del 2016.

Le novità che sono introdotte oggi riguardano:
1) Gli adulti che da adesso in poi devono essere fisicamente presenti in Canada almeno 4 anni (1,460 giorni) prima di poter fare una richiesta e devono essere presenti in Canada almeno 183 giorni all'anno per ognuno dei 4 anni che servono a qualificarsi per la cittadinanza. Questo per "rafforzare l'attaccamento al Canada" (prima ne servivano 3 di anni)
2) I richiedenti tra i 14 e i 64 anni devono avere le conoscenze di base e i requisiti linguistici per vivere a pieno la vita canadese.
3) La cittadinanza sarà automaticamente estesa ai "Lost Canadians" ossia coloro che alla data di oggi, sono nati prima del 1947 ma con il Canadian Citizenship Act del 1 Gennaio 1947 non hanno beneficiato della cittadinanza. La cittadinanza si applica anche ai figli di prima generazione che vivono fuori dal Canada. 
4) I richiedenti devono dichiarare di avere l'intento di risiedere in Canada dopo essere diventati cittadini e di impegnarsi nel pagamento delle tasse per essere considerati eleggibile per la cittadinanza.
5) Per aiutare a migliorare l'integrità del programma, le pene per frode e inganno sono state inasprite: si può arrivare a pagare fino a 100,000$ di multa e 5 anni di prigione. 

Se volete avere maggiori informazioni sulle differenze con la vecchia procedura di cittadinanza, qui potete trovare un utilissimo schema che fa una comparazione tra la vecchia e la nuova legge!

Buona giornata da Nerd in Canada :)

giovedì 16 ottobre 2014

La prima cosa da mettere in valigia: la pazienza.


Come alcuni di voi avranno letto sulla nostra pagina Facebook (che ammettiamolo: è aggiornata più frequentemente del nostro blog...!) è arrivato finalmente il mio permesso di lavoro e relativa residenza temporanea. Come promesso, vi racconto con qualche dettaglio in più.

Il titolo di questo post, scritto quasi a mezzanotte di una anomala serata di ottobre {dico: fanno 22 gradi e c'è un notevole tasso di umidità.. fortuna che c'è chi si lamenta delle temperature!} è "La prima cosa da mettere in valigia: la pazienza". Si perché da expat, soprattutto se volete mettere radici in quei Paesi che funzionano bene, è fondamentale pazientare.

Sono entrata in questo Paese da turista due volte: la prima per il nostro viaggio di nozze (esattamente 2 anni fa, più o meno in questi giorni). Il Canada si è presentato con massicce quantità di cannella, un foliage straordinario, il giusto grado di freddo per una che odia il caldo come me e ovviamente il clima da luna di miele. Non ho saputo resistere, così siamo tornati 5 mesi dopo, con l'intenzione di restare. (e siamo ancora qui.)

Se seguite il nostro blog, saprete anche che mio marito ha la doppia cittadinanza italiana e canadese ma di quest'ultima si era totalmente scordato perché l'ha ottenuta da bambino e per 15 anni ha vissuto lontano dal Quebec (tant'è che in luna di miele lui è entrato da turista..!)

Questa fortuna inaspettata è la base della nostra attuale situazione: ritornando qui a marzo, abbiamo sistemato le faccende basilari per la sopravvivenza (lavoro, casa, assestamenti vari) e abbiamo spedito la documentazione per il ricongiungimento familiare.
Il ricongiungimento familiare, lo dice il nome stesso, è la pratica che permette ad un cittadino o residente permanente canadese di ricongiungersi con la famiglia, facendo diventare residenti anche eventuali moglie e figli (no, sposando un canadese non divento canadese in automatico :D)

Ora, da brava, vi racconterò un po' la parte pratica nel caso serva anche a qualcuno di voi fare il ricongiungimento. Ci tengo a precisare che questo è un iter che è andato così inviando le pratiche l'8 luglio del 2013 ma seguite sempre con attenzione il sito ufficiale per immigrare in Canada perché le pratiche e i tempi sono in continuo cambiamento!
La preparazione dei documenti in realtà è partita già in Italia perché alcune pratiche è meglio farle in loco prima di partire. Potete comunque sempre tenere come riferimento l'Ambasciata Italiana per eventuali documenti mancanti (io ci devo andare in settimana e spero vada tutto bene...)
I documenti principali che ho preparato sono stati


  • certificato di nascita
  • certificato di matrimonio
  • certificato generale del casellario giudiziale
  • certificato dei carichi pendenti


Ho anche fatto la visita medica per l'espatrio che consiste in una visita generica con esami del sangue e radiografia al torace.
Una volta arrivati in Canada, abbiamo seguito le indicazioni per il ricongiungimento sul sito ufficiale: nell'insieme dei documenti c'è anche un utilissimo riepilogo che vi permette di controllare se avete preparato tutto. La prima cosa da fare è sempre una traduzione ufficiale dei documenti relativi alla vostra pratica: esistono dei traduttori certificati come ufficiali: basta una rapida ricerca online a seconda della zona del Canada dove vi trovate ed è obbligatorio fornire eventuali documenti ufficiali con la traduzione in inglese o francese (se in Quebec)

Altra cosa molto importante: dovete ricostruire la vostra vita negli ultimi 10 anni perché nelle pratiche per l'immigrazione è necessario spiegare i vostri spostamenti, lavori, indirizzi, fino ai 18 anni o i precedenti 10 anni se siete più grandi di 28 anni. Sembra semplice se ci si pensa (soprattutto se non siete come me che ho girato parecchio..) ma vi assicuro che ricostruire tutto può essere impegnativo! Quindi armatevi di sana pazienza (di nuovo...) e scrivete su un foglio tutto quello che secondo voi è importante menzionare (cambi di casa, cambi di lavoro, periodi di disoccupazione)

Nel nostro caso abbiamo anche dovuto rispondere a molte domande sul nostro matrimonio, compresa quella che chiedeva "I vostri genitori sono a conoscenza che vi siete sposati?" o "Avete delle prove della vostra relazione?" Ammetto di essermi fatta una bella risata insieme a mio marito ma in realtà questo è un problema particolarmente sentito: proprio nel periodo del nostro viaggio di nozze (auguri..) è stata infatti modificata la legge sul ricongiungimento familiare proprio in seguito all'abuso e a volte anche alle truffe relative ai matrimoni con finalità di immigrazione.


Il ricongiungimento familiare in realtà è una specie di secondo matrimonio: lo sponsor si prende l'impegno di occuparsi della persona che entra in Canada anche dal punto di vista economico perché il nuovo arrivato non può pesare sullo Stato in nessun modo.

Una volta spedite le pratiche si sono susseguiti, con notevole distanza temporale, due step fondamentali: l'ok da parte della Provincia dove viviamo (il Quebec) e quello del Canada.
Il Quebec ha dato il suo ok 20 giorni dopo l'invio della pratica. Il Canada ci ha messo, complessivamente, un anno e tre mesi. 

Cosa fare durante un lasso di periodo così lungo? Niente. Aspettare. Per un anno e tre mesi io sono stata una turista in attesa: non potevo assolutamente lavorare, pena l'espulsione, ed in realtà ho sempre guardato un po' la vita canadese dalla finestra perché qui la "prova di residenza" (che di solito corrisponde a qualsiasi tipo di comunicazione da parte del Canada o della banca che abbia l'indirizzo ed il tuo nome) apre le porte a molte cose.. dalla tessera della biblioteca all'iscrizione in palestra fino alle università che applicano tariffe differenti per canadesi e stranieri. Insomma!! Abbiamo pazientemente atteso :) Lasciare il Paese era fuori discussione (la pratica si ferma) e così sono rimasta qui in attesa.

Ammetto che questo è anche uno dei motivi principali dell'assenza di grosse novità pratiche relative al Canada da parte mia: non ho ancora lavorato nemmeno un giorno (e dopo un anno e mezzo mi sento anche particolarmente preoccupata all'idea :D) e quindi in realtà la mia esperienza expat *vera* comincia ora! (però ho giocato moltissimo a World of Warcraft ed i miei personaggi sono molto soddisfatti!)

Il 2 ottobre ho infatti ricevuto una email che mi informava che ero arrivata, finalmente, allo step successivo: residenza temporanea legata ad un permesso di lavoro (aperto) valido fino al 2017!
Vale la pena ricordare che qui il permesso di lavoro aperto è molto raro perché i permessi di lavoro, che autorizzano la persona a risiedere per l'appunto temporaneamente in Canada, sono di solito legati alle aziende che assumono l'immigrato. So many possibilities!!

Ora si apre la prossima "quest" ossia quella relativa al permesso di residenza permanente, il gradino inferiore a quello di cittadino canadese: ci vorranno almeno altri 9 mesi per la residenza permanente e 3 anni ancora per richiedere la cittadinanza ma il "grosso" è fatto perché ora, finalmente, posso provare a vivere veramente come una canadese :) Tra l'altro il permesso di residenza permanente prevede raccolta delle impronte digitali, una nuova visita medica (sigh.)  e di nuovo i documenti dei carichi pendenti perché, ovviamente, nel frattempo sono scaduti.


Un anno e tre mesi sono tanti, soprattutto quando da parte del Governo, per ovvi motivi, non arrivano comunicazioni e non c'è modo di verificare lo stato della pratica. Nel mio piccolo mi reputo fortunata: ieri ho letto questo articolo in cui si parla dei tempi di attesa di altre nazioni ed il mio annetto abbondante rispetto a tempi di attesa come 51 mesi per l'Algeria o anche i 31 dalla Germania (!) anche solo per guardare la pratica, mi hanno rincuorato.

In realtà in mano non ho ancora niente perché deve arrivare fisicamente il permesso da mettere nel passaporto... però il più è fatto ed il mio permesso è effettivamente attivo dal 2 ottobre :) Ora si attendono nuove per un colloquio che spero arrivi presto e prometto di raccontare un po' di più!

Come sempre: se volete venire in Canada (ma penso che la cosa si applichi a molti altri Paesei) siate pazienti e cominciate subito ad informarvi. E' un percorso lungo, bisogna rinunciare a molte cose ma l'importante è l'obiettivo finale :) Se siete veramente convinti che l'Italia non fa più per voi (come è successo a me e a mio marito) prendete davvero in considerazione l'idea di partire.

E mi raccomando la pazienza!


lunedì 10 marzo 2014

La mamma è pur sempre la mamma

Una cosa che continua a spiazzarci ogni tanto è la differenza di mentalità nei riguardi della sicurezza, informatica o reale. Per citare alcuni esempi, parliamo della macchina lasciata aperta mentre si va a ritirare al bancomat, dei contratti di locazione verbali, porte e finestre al piano terra spesso non rinforzate o inferriate e chiuse da serrature a cilindro comuni... quando sono chiuse. Il nostri precedenti padroni di casa lasciavano sbloccato lo scantinato, quelli prima non chiudevano a chiave direttamente la casa. E ad oggi è ancora lì.

 Trivia dal contesto palesemente limitato: La pagina wikipedia sulle serrature a cilindro in francese contiene spiegazioni sul funzionamento, in italiano su quanto siano vulnerabili; le tecniche di apertura delle serrature sono inquietantemente informative in italiano come quella sul key bumping con pagina dedicata, mentre in francese c'è il compitino delle medie.

Key bumping? Bitch please.

Come accennato tempo fa nei post sui documenti, il codice NAS (o SIN) è legato ad ognuno, necessario per ogni utenza o servizio importante, pertanto tutti si raccomandano di proteggerlo dato che è una sorta di fermata unica per fedina penale, stato di residenza, affidabilità creditizia e via dicendo. Il codice viene però chiesto per esempio da alcuni padroni di casa per poter fare controlli sugli aspiranti affittuari (previa autorizzazione firmata da voi ad ogni modo), quindi bisogna dar fiducia al prossimo in questi casi, ma sembrano tutti tranquilli che nessuno neanche pensi di approfittarsene, rimangono anzi sorpresi dei racconti di vita ordinaria italiana alla "Pacco, doppio pacco e contropaccotto" :P In particolare sembrano mettere la mano sul fuoco per i contratti verbali, e bisogna riconoscere che finora gli accordi con entrambi i padroni di casa sono stati di una precisione ineccepibile.

I token a chiave numerica variabile bancari qui sembrano non esistere, piuttosto è il sito della banca a raccomandarsi di controllare l'immagine e la frase corrispondano a quelle scelte per assicurarsi di non essere vittime di phishing.

Tanto per dimostrare che l'altro giorno spelling NATO e tutto il resto hanno ancora bisogno di un po' di lavoro, oggi ho deciso di aggiustare il nome sulla bolletta di internet, scritto per confusione "Edouardo", complice la somiglianza al nome in francese. Decido di usare la chat per evitare nuovi alfabeti improvvisati al telefono.

Product : Customer centre / videotron.com
Subject : My name is spelled incorrectly 
Hello and welcome to Videotron online customer service, my name is ***** and it will be my pleasure to help you.
Hello and good morning 
If I understand properly, your name is wrongly written, is that correct?
yes, it should be "Edoardo" instead of "Edouardo" 
No problem, I will change it for you. May I have your full name please?
Edoardo Facchinelli 
Thank you. To access your account, may I have your complete address or your telephone number, please?
[indirizzo] 
Thank you. I must also validate your identity. Can you please confirm your date of birth and your mother's maiden name?
[data di nascita e cognome da nubile di mia madre]

Ed il professore può aiutarmi con l'altra metà
Le mie prove di riconoscimento sono la mia data di nascita e il cognome da nubile di mia madre. Seriamente. E non sono io ad averlo scelto, è procedura standard, quindi è così per tutti. Roba che posso scoprire facilmente di buona metà dei miei contatti Facebook. Parola d'ordine: famose a fidà :D

sabato 22 febbraio 2014

Lontani da Ancona, Bologna e Como

Abbiamo parlato qualche volta di come nello sforzo necessario in Canada (come altrove nel mondo) per integrarsi siano importanti le lingue "straniere". Per renderci conto della complessità effettiva, vorrei fare una distinzione fra alcuni aspetti che bisogna imparare:
- conoscenza della lingua a livello scolastico: qualsiasi corso può aiutarvi, l'obiettivo è padroneggiare lessico, regole grammaticali, ortografia, pronuncia delle parole indigene. 
- cultura locale: partecipare alla discussioni, guardare la tv, leggere i giornali, aiuta a entrare nel discorso, capire cosa ci accade intorno e ridere alle barzellette :P
- gestire la vostra italianità: imparare a fare delle vostre origini un punto di forza, adattare e assimilare conoscenze e abitudini per il nuovo stile di vita. 

Oggi voglio dire la mia sul terzo punto. Diventa più importante man mano che i primi due vengono assimilati, e rappresenta la differenza fra "cavarsela" e "padroneggiare". Una volta che si inizia a fare conversazione ci sorprenderemo spesso a preferire parole derivate dal latino di uso più frequente in italiano, rispetto alla nostra nuova seconda lingua che potrebbe avere altre preferenze, e a fare attenzione ai termini che sembrano comuni ad entrambe le lingue ma in realtà dai significati diversi. A patto di non lavorare nel campo linguistico questo non è un problema il più delle volte, e finisce per diventare un vostro particolare riconoscibile che personalmente trovo bello avere. Trovo bisogni fare attenzione però ad utilizzare la pronuncia locale del termine piuttosto che l'italiana. La pronuncia mista crea confusione in chi vi ascolta, il che è comprensibile dato che non la riconoscono e non se la aspettano. 

C'è tutta una serie di parole con cui convivere tutta la vita e particolari per la pronuncia: nomi e cognomi. Sebbene per i nomi storici vi troverete a sorridere per Cristophe Colomb, Jules César, Michel-Ange, Léonard de Vinci, Raphaël, Splinter, ricordate sempre che anche l'italiano è ricco di traduzioni nei nomi stranieri di nomicosecittàanimali. No, Donatello lo lasciano come l'originale, non mi chiedete perché. Solo buona volontà e preparazione ridurranno lo stress della pronuncia del proprio nome. Innanzi tutto, consiglio di mantenere la pronuncia italiana e aiutare i nuovi colleghi, amici e conoscenti a imparare, d'altra parte voi vi impegnate a pronunciare bene il loro, e ho sempre trovato persone ben disposte al riguardo. Se mantenete la pazienza e dedicate un po' di tempo alla questione con le persone che vedrete spesso potrà solo giovarvi e spesso divertire gli altri, pensate che solo a voi piaccia conoscere nuove parole? :P Periodicamente qualcuno vi farà una sorpresa e vi saluterà in italiano e il vostro nome in ottima pronuncia, studiato appositamente il giorno prima, ringraziate mi raccomando :D


Un momento di poca pazienza nella vita di Leonardo.


Potete scegliere anche di avere un soprannome o lo stesso nome proprio localizzato con cui presentarvi rapidamente alle persone, cui spiegherete per bene come scrivere "Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare" o "Guidobaldo Maria Riccardelli" all'occorrenza. È qualcosa che vediamo spesso anche in Italia negli immigrati ed è bene realizzare che non c'è niente di male nel farlo. 

Laddove sia spiegazioni che soprannome non possono aiutare è nella burocrazia. 
Ogni volta che dovete fornire le vostre generalità chiaramente dovrete fornirle reale ed esatte, e finché si va di persona ce la si cava facendo vedere un documento, ma al telefono?

Episodio di vita vera, per allacciare l'elettricità nel nuovo appartenento:
"Ho bisogno del suo nome completo, signore"
"Edoardo Facchinelli" rispondo facendo del mio meglio per scandire. 
"Mi scusi, potrebbe ripeterlo lettera per lettera?" 
Prevedibile, sempre meglio essere sicuri, d'altra parte capita molto spesso anche per i locali con una lingua piena di omofoni come il francese. Come quando fuori la mère du maire va à la mer chercher sa tante qui l'attend dans sa tente, insomma.
"Ef, a, se, se, ash..." Tento di pronunciare ogni lettera il meglio possibile ma in questi casi la mia pronuncia ancora lascia a desiderare. È come se un romano cercasse di imitare un milanese che parla napoletano :V
"Es, à?" Chiede infatti il mio interlocutore incerto. E provate voi a dirgli "F di Firenze"!
Temendo che abbia il mio stesso livello di Storia dell'Arte internazionale, ripiego con un doppio carpiato su un "F de... France!" per il quale si sarà fatto quattro risate meritate coi colleghi alla macchinetta del caffè, e mi metto a riflettere su come prepararmi meglio alla prossima volta. 

Mentre in Italia è di uso comune usare le città come riferimento per le iniziali, qui direi che il sistema più diffuso sia l'alfabeto fonetico NATO, derivato da quello radiotelefonico e che sentiamo nei telefilm per il gergo militare. In cui per la Q c'è Québec. Mica cotiche, parola di Eduardó Fascinellí :V




martedì 12 novembre 2013

FAQ, mon amour

Nuovamente benvenuti ai nostri lettori, recenti o meno, e possibilmente anche a qualche mio collega non italiano che ha "scoperto" il posto dopo l'articolo di domenica sul Fatto Quotidiano con l'ausilio di Google Translate :P In questi giorni come potete immaginare abbiamo ricevuto innumerevoli messaggi su ogni lido immaginabile e non (addirittura sull'account YouTube a mio nome che credo non abbia neanche video XD A questo proposito, facciamo presente che abbiamo recentemente aggiunto in alto la sezione "Scrivici", che contiene i nostri contatti.) Abbiamo ancora da rispondere a diversi messaggi, abbiate pazienza ^^;

Fa piacere ricevere così tante lettere, ognuna corredata dalla storia di chi scrive: impiegati, ingegneri, programmatori, scrittori, ricercatori, studenti, architetti, o anche solamente sognatori :) Testimonianze di chi già ha in programma di andarsene e di chi ci sta pensando, di esploratori dei cinque continenti che ci hanno preceduto, di sognatori che vorrebbero andarsene ma per via di situazioni personali difficili non riescono.

Molto spesso le domande che ci vengono poste hanno punti in comune, come prevedibile, abbiamo quindi pensato che fosse opportuno fare uno o più post con le cosidette FAQ, ossia le domande frequenti. Da quel che ci scriverete d'ora in avanti potremmo trarre spunto per aggiungere o modificare qualche cosa a beneficio anche degli altri lettori, naturalmente mantenendo la riservatezza dei lettori ;)

Consigliate di andare via dall'Italia?
No. L'emigrazione è sempre una scelta difficile, per alcuni necessaria, per molti impossibile. Andiamo per ordine (conto di tornare più avanti su ogni punto che necessiti approfondimenti):
1. Soldi: Innanzi tutto serve la possibilità economica di spostare sé stessi, eventuali familiari diretti e beni materiali essenziali, trovare affitto mentre si cerca lavoro e altri soldi per ogni evenienza, diciamo almeno 10.000€. Tenete presente che dovreste convincere l'immigrazione di avere i mezzi per tenervi in piedi nel prossimo futuro finché non vi stabilirete e non essere a carico dello stato a breve.
2. Affetti: è innegabile la presa che ha la famiglia, specialmente nella cultura italiana. Moltissimi sono legati fortemente ai propri cari, dopotutto è proprio il motivo per cui li chiamiamo così :) Secondo la mia personale opinione però, se è per un cambiamento in meglio oggettivamente visibile, molti per il vostro bene vi daranno la loro benedizione e l'augurio del successo, anche se in altri casi sappiamo che non la prendano così allegra purtroppo. Ogni famiglia è diversa e pertanto a voi di valutare. Dall'altro canto, il mondo di oggi permette di mantenere i contatti facilmente in diversi modi, invece di lentissime lettere o costose chiamate intercontinentali, oggi abbiamo Facebook, Skype, e-mail, e ogni altra forma sociale che ci permette di parlare e vedere la famiglia a migliaia di chilometri di distanza, di vedere alcuni canali italiani o anche solo di tenerci aggiornati sulla situazione con i giornali con una facilità che vent'anni fa era pura fantascienza.
3. Clima: mentre scrivo fuori nevica! È una nevicata molto timida al momento e non ne rimarrà traccia entro l'ora ma la temperatura è sotto allo zero e d'ora in poi fino ad aprile diventerà comune il paesaggio innevato. Non potete star qui senza aspettarvi di passare 6 mesi l'anno con freddo, neve, ghiaccio e tormente ad accompagnare le vostre giornate in ogni spostamento. Questo vale in modo e misura diverse per ogni paese che valuterete.
4. Lingua: In Canada è necessario sapere parlare fluentemente inglese, in Québec anche francese. Non è necessario saperli parlare immediatamente, ma impegnarsi a farlo nei tempi più brevi possibili, il governo ha anche dei corsi appositi per agevolare i nuovi arrivati ad integrarsi. Mentre per aspetti sociali quel che si vede in giro è l'unione di diversi mondi portati qui dagli immigrati, sono molti protettivi, a mio avviso a ragione, della propria identità nazionale. Per stare qui bisogna parlare le lingue nazionali, conoscere la storia, aderire agli ideali e vivere produttivamente, e non è certo l'unico paese a insistere molto su questo fronte.
5. Vari ed eventuali: la situazione personale di ognuno può includere complicazioni, mutui, età, difficoltà nelle lingue straniere, differenze culturali e quant'altro.
In breve no, l'emigrazione non è affatto semplice e non è per tutti. Detto ciò, alcuni provano uno spostamento da una zona all'altra d'Italia ad esempio, oppure reinventandosi con un nuovo mestiere o titoli di studio, è davvero una decisione che deve prendere ognuno per sé, l'importante secondo me è non arrendersi mai.

Sono convinto, il mio posto non è più qui, il Canada fa per me?
Mentre si mettono i soldi da parte se è un obiettivo raggiungibile, bisogna verificare di avere i requisiti per l'ingresso nel paese, il quale sia ben chiaro può benissimo non essere il Canada secondo le vostre personali opinioni, lingue conosciute, opportunità di lavoro e via discorrendo, ma capirete che noi dovendo parlare per esperienza lo portiamo come esempio :P Peraltro abbiamo ricevuto molte testimonianze da altri cosidetti expat, stabilitisi in Francia, Gran Bretagna, Messico, Norvegia, Australia, e altri ancora, quindi prendetevi il tempo di cercare il posto migliore per voi :)
Però mai e poi mai cercare di fare la furbata di arrivare qui in turismo, trovare un lavoretto da fare in nero e poi si vedrà. Se vi beccano potete iniziare a cercare un altro paese dove stare, il Canada ve lo siete bruciato. Non si arriva qui a sorpresa con un gommone urlando "aggiungi un posto a tavola che c'è un amico in più", anche i rifugiati hanno una trafila da fare e vengono esaminati.
La prima pagina da visitare sul sito dell'immigrazione canadese è certamente "Determina la tua eligibilità" (i link sono alla versione inglese, come tutti i siti canadesi è disponibile la versione francese se preferite). Come riportato, ci sono diversi controlli da fare prima di considerare la richiesta di immigrazione, che spaziano fra affiliazioni, sicurezza, criminalità, e parentela con individui cui è stata rifiutato l'ingresso nel paese per questi motivi, non escludendo altri vari ed eventuali che spuntino in fase di verifica. Insomma, i controlli si fanno all'ingresso. Spero non sia un problema per chi legge questo blog, ma preferiscono mettere le mani avanti.

Non ho problemi che mi impediscono di entrare in Canada, qual è il prossimo passo?
Supponendo di non aver intoppi per quanto sopra, ci sono varie strade possibili per entrare nel paese, attraverso le quali cerca di guidarvi il wizard "Venite in Canada" che spiega strada facendo in caso di necessità alcuni dei requisiti. Se invece preferite c'è l'elenco delle possibilità, ognuna con il suo kit di documenti da compilare accuratamente che potete scaricare online:
- Lavoratore in Canada nelle professioni ricercate (FSW), in cui si vedono i mestieri più richiesti al momento e per i quali si mira l'immigrazione principale, con un limite di 5000 richieste totali e 300 per categoria (eccetto medici che possono arrivare a 1000), limiti che in alcuni casi sono già stati raggiunti al momento in cui scrivo e salvo novità verranno reimpostati il 30 maggio 2014.
- Lavoratore in Québec nelle professioni ricercate (QSW), come sopra ma preapprovato dal Québec in particolare (CSQ), oppure Nominazioni provinciali, dove si chiede ad una provincia il permesso di stabilirsi in base alle sue richieste di lavoro. Il Québec spesso viene considerato caso a parte, questo è uno di quei casi.
- Canadian Experience Class (CEC), dove ci sono al momento 205 diversi mestieri richiesti in maniera minore rispetto al FSW, con un limite di 200 per specializzazione e 12000 in totale. Il limite di questa sezione è stato appena reimpostato il 09/11/2013 e pertanto aperto alle richieste. Si applica solamente a coloro che abbiano avuto esperienze di lavoro in Canada durante gli ultimi 3 anni.
- Imprenditori, investitori e lavoratori autonomi, di cui però per i primi due non vengono più accettate richieste fino a nuova comunicazione a causa del gran numero ancora in sospeso.
- Ricongiungimento familiare, soggetto a diversi inasprimenti negli ultimi anni per via dei furboni che cercavano di entrare nel paese con matrimoni di convenienza.
- Badanti a residenza fissa, che si occupano di bambini, anziani o persone che richiedono assistenza continua, vivendo assieme a loro.
- Rifugiati.

Non rientro nelle categorie richieste, c'è speranza?
Può darsi, se non ora magari più avanti, oppure cercate ancora altrove. Ad inizio 2013 ci fu l'International Experience Canada che permise a molti di richiedere un visto di 12 mesi per provare a vivere e lavorare in Canada. È il caso di far presente che abbiamo conosciuto persone di nazionalità diverse che hanno provato il Canada ma hanno deciso che non fa per loro ed hanno pertanto deciso di tornare indietro senza molti patemi per poi riprovare da un'altra parte magari. Il "ritorno a testa bassa" è un concetto molto, molto italiano, altri vedono l'uscita fuori porta come un'utile esperienza positiva. Quindi tenete d'occhio il sito dell'immigrazione ogni tanto, potrebbe esserci qualche novità da prendere al volo, o ancora fatevi un viaggio fuori stagione che costa meno (e vi fate un'idea dell'inverno così non dite che non vi avevamo avvertito :P)

Quali documenti sono necessari e come posso farmeli riconoscere?
Il passaporto fa le veci di ogni documento di identità locale senza bisogno di farlo tradurre, quindi visto che ad ogni modo è necessario per viaggiare risparmiate almeno su quello.
Saranno poi necessari i titoli di studio a disposizione, ma convertiti, una semplice traduzione è un "pezzo di carta" come un'altro che potete presentare come referenza ma non valido per posti di lavoro ambiziosi. Per maggiori informazioni sull'equiparazione del titolo di studio bisogna vedere la pagina dedicata della regione. In ambito di certificazioni, si consiglia in quelle pagine anche di contattare per informazioni specifiche l'ente o albo che regola il mestiere nel paese d'origine, che meglio saprà orientarvi.
Fra i documenti reperibili in comune, citiamo stato civile, estratto di nascita, certificato di matrimonio, e aggiungiamo dal commissariato il casellario giudiziale e certificato dei carichi pendenti. Per questi ed altri eventuali documenti sarà necessaria la traduzione giurata per la riconoscibilità all'estero.

Lavoro nel campo [xyz], mi serve una proposta di lavoro per ottenere il visto di lavoro, conoscete qualcuno nel settore?
Può accadere, ma molto probabilmente no ^^; Quello che consigliamo è sia di farsi un'idea del mercato del lavoro del campo in questione, tramite siti come Jobboom, Workopolis o Emploi Québec, sia di contattare direttamente le aziende che vi interessano. L'impegno ad assumervi in futuro quando avrete passato la selezione dell'immigrazione non è da sottovalutarsi e non si improvvisa, tra le altre cose il datore di lavoro deve dimostrare che non è in grado di trovare il personale giusto all'interno del paese e per questo deve assumere all'estero.

giovedì 15 agosto 2013

Roma è bella... ma non ci vivrei (più)

Che il nostro posto non fosse più in Italia lo sapevamo almeno dal viaggio di nozze, quando Ilaria vide per la prima volta il Canada e io invece ebbi l'occasione di riscoprirlo con occhi diversi. Non per questo durante la mia breve visita il "bel Paese" si è risparmiata di metterci la briscola in modo da evitarmi ripensamenti al ritorno.

Premetto subito che tutti coloro cui ho chiesto informazioni, sia tra i cittadini che impiegati, sono stati cortesi con me, credo i ritmi rallentati della settimana di ferragosto abbiano calmato un po' tutti, ed è stata una bella impressione. Purtroppo ci fermiamo lì con gli aspetti positivi.

Ogni rapporto con le istituzioni pubbliche o private è lento e macchinoso, il migliore è stato decisamente quello con la motorizzazione. Mi sono recato nell'ufficio di via Salaria per ottenere il Permesso Internazionale di Guida (Ginevra 1949, Paesi aderenti), che consiglio a tutti coloro si vogliano trasferire per facilitare l'ottenimento della patente canadese.
Ha durata di un anno e non va confuso con la Patente Internazionale di Guida anche se hanno nomi simili. Quest'ultima infatti dura 3 anni e non ha valore in Canada dato che non ha aderito alla convenzione di Vienna 1968 (Paesi aderenti). Allo sportello vi verrà proposta una delle due, e almeno nel mio caso non mi è stato detto in che maniera differiscano oltre alla durata, informatevi quindi bene su quale sia giusto per il paese di destinazione. Entrambi sono documenti integrativi che devono accompagnare la patente originale italiana, la quale ovviamente non deve scadere nel frattempo. 
Dovrete poi fornire i seguenti documenti:
- Patente + fotocopia
- Marca da bollo da 16€
- 2 bollettini postali da 9€ e 16€ rispettivamente
- libretto scelto con pagina finale compilata
- 2 foto tessera formato patente
Una pura questione economica, risolta la quale in pochi minuti si ha subito il documento (se non c'è fila come in questi giorni), eccetto che non ci sono nelle vicinanze, tabaccai, poste, macchine per fototessere o fotocopie. L'autobus spesso e volentieri non passa e ad ogni modo senza tabaccaio bisognerebbe aver pronto il biglietto. Insomma per andare alla motorizzazione bisogna avere già la macchina pare.

Facciamo una parentesi per questo "fantastico" sito: http://www.patenteinternazionale.com/it.html
Si trova in cima ai risultati di google facendo ricerche sulla vera patente internazionale, ma si tratta di un documento non ufficiale che in realtà non è altro che una chiave di lettura in altre lingue della vostra patente e un'app riconosciuta nella provincia di Topolinia che tiene una copia digitale nello smartphone. Credo sia chiaro che tutto ciò ha la stessa valenza di una traduzione fatta da voi stessi, cioè prossima allo zero per i controlli stradali, dipende se il "vigile" è di buon umore e decide di crederci, ma non è tenuto a comprendere documenti in lingue diverse dal francese o inglese, né a credere a documenti non ufficiali. Raccomando, se non si viaggia con il permesso o la patente internazionale di cui sopra, di fare una traduzione giurata, con 20$ ve la cavate, dura 6 mesi come la vostra patente (a meno che scada) e siete sicuri che la capiscano, mentre i furboni per una traduzione valida 3 anni (??) chiedono 70$... 

Lui se la ride, ma non ve lo dico il perché...


Meno positivi entrambi i discorsi con società private cui avevamo mandato raccomandate, entrambe con ricevuta di ritorno, di cui una sostiene di non averla mai ricevuta, la seconda che i documenti erano incompleti, e che piuttosto che contattarci loro spiegando cosa non andava, io da cliente dovrei informarmi periodicamente piuttosto. Come dire che hanno di meglio da fare che tutelarci. Trovo che questo sistema di conferme di raccomandate non tuteli minimamente il cittadino, tutto quel che si ha è la conferma che dall'altra parte qualcuno ha ricevuto un plico, poi dentro potrebbe esserci la documentazione giusta, una busta vuota, i disegni del nipotino, foto osé o ritagli di giornale, non c'è modo di dimostrarlo, così quando la società ricevente vuole truffarvi... beh ci sono gli esempi molto reali di prima. Non so spiegarlo razionalmente ma qui chissà perché c'è sempre qualche cosa che non funziona, sembra la legge di Murphy inserita nella costituzione, mentre in Canada abbiamo l'impressione che facendo le cose per bene la maggior parte delle volte troverai qualcuno dall'altra parte che ha voglia di lavorar bene. E gli impiegati del call center italiani non hanno colpa, hanno anche loro cortesemente risposto alle domande, ma le regole sono bacate dall'alto...

Nelle notizie belle invece, ho ripreso un gatto che definire coccolone è un eufemismo, nonostante il caldo afoso di questo "bel tempo" italiano, mi si avvinghia specialmente mentre dormo... però è tanto carino :P

martedì 6 agosto 2013

Consigli per chi vuole immigrare: 5 mesi qui e ancora dovremo aspettare :D

Summer in Montréal
L'altro ieri sono stati 5 mesi per noi in Canada.
Cominciamo ad avere la nostra routine: è incredibile la capacità di adattamento degli esseri umani.
Nel mio piccolo comincio sempre di più ad avere l'orecchio allenato in inglese e francese e comincio a capire praticamente tutto quello che si dice, il che aiuta l'umore.

Le difficoltà non mancano, ma non ci aspettavamo di arrivare qui e trovare tutto pronto per una nuova vita: da che mondo è mondo si sa che le cose più importanti sono quelle più faticose.

Ma siamo insieme e questo basta.

Al momento lavora solo mio marito: molti non credono che si possa vivere con un solo stipendio e probabilmente altre persone si troverebbero strette a vivere così, ma a noi sta bene per il tipo di vita che conduciamo e quindi le cose vanno avanti.

Si fanno sacrifici ma dopotutto erano in preventivo: niente di nuovo sotto al sole.

Affermare che cambiare continente sia una cosa semplice sarebbe da stupidi: è difficile, complicato e a volte demoralizzante ma sono dell'idea che si debba sempre domandarsi "Ma dove vivo ora, sto bene?" e soprattutto "Ma da qui a 5-10 anni, come mi vedo?"

Oggi su Italiansinfuga ho letto l'intervista di Simone: lui si trova in una zona diversa dalla nostra in Canada (A Calgary per l'esattezza) ma mi ha molto colpito la parte relativa ai motivi che hanno spinto lui e sua moglie ad andare via

I motivi erano gli stessi di migliaia di altri giovani e non che stanno lasciando il Bel Paese da anni: una classe politica totalmente inadeguata alla difficile situazione economica e sociale italiana, il non vedere una direzione verso cui puntare per organizzare il proprio futuro, la perenne mancanza di soldi ogni fine mese, le difficoltà di una coppia che, pur lavorando entrambi con stipendi di tutto rispetto e senza figli, vedeva prosciugare i pochi risparmi per tasse (specialmente legate al nostro appartamento che avevamo comprato nel 2006), costo della vita eccessivo per l’area in cui vivevamo e per i problemi che sorgevano nel voler mantenere uno stile di vita “normale”, come avere un’auto a testa e andare in vacanza 2 settimane l’anno.
Sembrava scritto da noi e molti ancora ci scrivono le stesse cose nelle email che riceviamo.
E' una bella intervista, tra l'altro. Non si riferisce al Quebec ma ha comunque ottimi punti di riflessioni e vi invito a leggerla.



Oggi posso un po' aggiornarvi sulla questione immigrazione, sperando che la cosa sia utile ai più.
In tanti ci stanno scrivendo (e ci fa molto piacere! Grazie!) e stanno condividendo con noi i loro progetti per venire a vivere in Canada.

Siamo andati da un consulente per l'immigrazione per avere delucidazioni sui tempi relativi all'acquisizione del mio permesso di lavoro: per chi si fosse sintonizzato sul nostro blog solamente oggi, io sono turista in attesa di permesso sposata con un italiano che ha anche la cittadinanza canadese. Arrivati qui lui ha cercato (e trovato) lavoro ed abbiamo spedito le carte per il ricongiungimento familiare a luglio. Avendo già praticamente un lavoro che quasi mi attende, speravo di avere buone nuove sui tempi per poter lavorare anche io, ma mi hanno informata che prima di 8-12 mesi non arriverà niente.

 Quello che possiamo dirvi quindi questa sera è semplice: partite preparati. Noi lo eravamo e, nonostante tutto, dobbiamo aspettare.

Se volete venire qui insieme a qualcuno che amate e che è magari anche cittadino canadese, armatevi di santa pazienza :D (quello sempre..!) e cominciate prima di arrivare in Canada a ricostruire la vostra storia personale e di coppia: a me oggi hanno chiesto parecchi dettagli e fanno bene visto il boom di matrimoni combinati per ottenere la residenza.. E ancora meglio: cominciate a fare le pratiche fuori dal Canada perché i tempi sono inferiori (ma io senza mio marito non ci volevo stare :D)

Se invece volete venire in Canada "per buttare un occhio", calcolate che potete avere un visto turistico di 6 mesi e poi dovete tornare in Italia, salvo l'estensione del visto (nei prossimi giorni farò il mio e magari riuscirò a darvi alcune notizie) e durante il periodo qui non potete assolutamente lavorare.
Non rischiate! Se qualcuno vi offre lavoro sotto banco mentre siete qui da turisti rischiate di rovinare la vostra possibilità di rimanere legalmente in Canada. Non ne vale la pena.

Partite prima con l'organizzazione: preparatevi a parlare una o anche due lingue se volete venire in Quebec. E' notizia di pochi giorni fa che si sono inasprite le regole per il francese se volete immigrare in Quebec. Se non vi piace il francese, non avete intenzione di impararlo, non potrete fare carriera qui (e forse nemmeno trovare il primo lavoro) quindi indirizzate l'attenzione nelle zone angolofone del Canada.

Cercherò di aggiornarvi quanto più possibile per condividere informazioni utili in merito, fermo restando che le notizie le trovate sempre sul sito dell'immigrazione canadese e su quello dovete fare SEMPRE affidamento!

venerdì 22 marzo 2013

C'è posta per te!

Piccolo aggiornamento sui documenti :)

Ieri è arrivato il passaporto, a sorpresa in anticipo sui tempi (me lo aspettavo la settimana prossima), quando è arrivata la postina credevo fosse il bancomat, che invece è arrivato oggi, fornendomi così anche una prova di residenza appoggiata dalla banca che non guasta mai (utile per il telefonino o la tessera della biblioteca ora che ci penso).
Adesso rimangono da ottenere Assurance Maladie fra circa 3 settimane, e la patente con tempi ignoti eccetto l'esame di teoria ad inizio Aprile.

Dopo i vari giri di oggi, ora ci aspetta un fine settimana spero quasi tutto relax in cui scrivere magari qualcosa :V mi sta divertendo sto blog XD

lunedì 18 marzo 2013

Banca

Aprire il conto in banca è stato apparentemente "indolore", relativamente alla sua utilità: sono stati ovviamente necessari dei documenti di identità e dei chiarimenti sulla mia situazione attuale, storia dei miei spostamenti, eccetera, ma niente di livello FBI come per il passaporto, anche qui sono richiesti un paio di referenti fuori dal nucleo familiare, ma solo come riferimento in caso di bisogno. Una volta raccolti tutti i dati e compilato il modulo, passa circa una settimana in cui si occupano di controllarli e preparare la creazione definitiva del conto corrente, e se tutto è come si spera in regola si stabilisce un appuntamento con il rappresentante, che tra l'altro resta il vostro contatto all'interno dell'agenzia.
Una volta giunto il giorno dell'incontro, nel giro di 3 o 4 firme si ricevono i primi assegni, il numero della tessera, gli assegni "spécimen" (assegni finti contenenti le informazioni necessarie ad esempio per impostare il pagamento del lavoro) e una serie di opuscoli per le opzioni come le carte di credito in futuro. Segnalo strada facendo che rosico un pochino perché c'è un servizio di personalizzazione delle carte di credito, ma solo per gli studenti :P
Sempre durante l'appuntamento, imposteremo il codice segreto del "bancomat", però non ci sarà consegnata ed arriverà invece per posta nel giro di qualche giorno. Questo è utile anche perché costituisce una prova di residenza accettata da quelle procedure che la richiedono, come la procedura del passaporto o altre meno importanti come la tessera della biblioteca. Delle bollette o altre comunicazioni postali, di preferenza da parte del governo, sono anche queste forme accettate di prova di residenza.
Ho potuto attivare il conto online, in attesa della tessera. Non mi è stato consegnato il "token" cui ero abituato con Intesa SanPaolo, invece si usa un sistema di domande di sicurezza a scelta, a parte il consueto ID utente e password. 
Mi è stato consigliato di evitare i piccoli ATM non associati alle banche principali, e specialmente di non usare il bancomat per l'acquisto nei piccoli negozi poco trafficati e i dépanneur (una sorta di Jet Market/Kwik-E-Mart :V)

Punto della situazione dopo due settimane:
- Passaporto richiesto, in attesa, tempo stimato 2 settimane,
- Assurance Maladie, in attesa, tempo stimato 4 settimane,
- NAS, fatto,
- Banca, fatto, in attesa della tessera,
- Patente, tradotta l'italiana (valida per 6 mesi), in attesa dell'esame di teoria,
- Diploma, in attesa di traduzione, comprensibile con un po' di buona volontà ma è sperare un po' troppo... in attesa anche l'equivalenza di studi,
- Lavoro, dovrei aver dei colloqui in settimana e mercoledì proseguo l'adeguamento del CV e lettera di preparazione per buona precauzione.

Un giorno finirò lo studio dei piani tariffari e me ne farò uno anche io :| è lunghina...

giovedì 14 marzo 2013

Re-immigrazione, parte 4: Assurance Maladie



L'Assurance Maladie è un sistema di assistenza alle spese mediche cui il beneficiario debba eventualmente far fronte. In Québec, tutti devono essere coperti da una forma assicurativa per medicine e sanità. Il servizio della Régie de l'Assurance Maladie du Québec (RAMQ) corrisponde al servizio pubblico e deve essere aderito da chiunque non abbia una forma di copertura aziendale/privata, di contro è fatto obbligo di aderire alle forme private quando queste sono offerte e di iscrivere anche eventuale consorte e figli, in modo da gravare il meno possibile sulla regione (e quindi sulle sue tasse). Laddove la forma privata sia solo complementare, si rimarrà anche legati alla parte pubblica esclusivamente per la medicina di base. Esistono alcune altre casistiche particolari ma il succo è quello.
Il costo del servizio pubblico viene percepito al momento della dichiarazione dei redditi ogni anno e varia a seconda delle entrate stesse da 0 a 600$ circa, mentre le forme private trattengono una cifra pattuita dallo stipendio ogni mese.
La tessera è un documento generalmente accettato per il riconoscimento del portatore, essendo correlata di foto e dei dati anagrafici essenziali. Questi sono il nome (compreso quello eventuale da nubile), data di nascita, il numero di carte simili emesse e la scadenza della presente, oltre ad un codice a barre e uno alfanumerico molto somigliante a quello fiscale italiano, infatti a differenza del NAS questo è derivato quasi completamente dai dati personali, ma più breve.
Le richieste di rinnovo si fanno online oppure telefonicamente, 5 giorni dalla chiamata è arrivata la lettera per posta con i dati da portare agli uffici CLSC, insieme al contratto di locazione come prova di residenza, due foto e prova di cittadinanza fotocopiata, ora bisogna aspettare circa 4 settimane, nel mentre c'è la copertura privata della Croix Bleue come se fossi turista che ho acquistato per qualche mese prima del viaggio.

Ho iniziato a scrivere una comparazione dei piani tariffari cellulari ma è una roba lunghissima XD prima o poi finisco :|

sabato 9 marzo 2013

Re-Immigrazione, parte 3: Passaporto


Entrare nel paese da Canadese, col passaporto Italiano su cui c'è scritto che sono nato in Brasile se non altro è stato interessante per essere riusciti a far alzare un sopracciglio all'ufficiale della polizia di frontiera, c'è da dire che appena ha visto la tessera/certificato plastificato di ottenuta cittadinanza Canadese s'è subito illuminato e ci ha spediti a spiegare il nostro caso all'immigrazione visibilmente convinto che non fossi un terrorista e che non l'avrei invitato a parlar del Signore alle 7 di mattina la domenica.

Per ottenere il passaporto locale ed evitare ulteriori scenette di incredulità, bisogna innanzi tutto compilare un formulario molto dettagliato. É disponibile in formato pdf autovalidante, vale a dire che una volta compilato in ogni parte richiesta e premuto il relativo pulsante si andranno automaticamente ad aggiungere del testo e dei codici a barre per facilitarne la digitalizzazione e relativo instradamento della pratica. É simile alla procedura ad esempio di convalida dei moduli alla posta, ma vista la quantità di informazioni richieste stavolta, venire avvertiti prima di stampare e consegnare di quali dati mancano e quindi bloccherebbero la pratica è inestimabile.

In alternativa ai moduli reperiti online, nei negozi Pharmaprix che si occupano di vari servizi dalla farmacia al minimarket passando dalle stampe sono presenti sportelli che espongono e consegnano gratuitamente i moduli prestampati da compilare, esattamente gli stessi reperibili online con tanto di busta da affrancare laddove predisposto allo stesso sportello.

Per effettuare la richiesta è necessario ovviamente avere la cittadinanza e quindi il sempre adorato tesserino aprifrontiere, poi 2 foto rispettanti determinati criteri di aspetto, colore e grandezza, facilmente ottenibili sempre al Pharmaprix. Al termine della compilazione sulla busta stessa c'è la lista delle cose che bisogna controllare di aver inserito all'interno salvo perdite di tempo immani. I documenti allegati in originale verranno successivamente restituiti via posta, ma se per timore di qualche disguido oppure per non dovermene separare visto che sicuramente mi serviranno ancora, piuttosto che spedire il tutto si può portare agli uffici dei passaporti. Un piano perfetto, con una sola pecca: tutti hanno avuto la stessa idea XD

L'ufficio passaporti ricorda la copia migliorata dell'ufficio delle entrate a Roma di cui mi sono purtroppo servito qualche volta: fila notevole all'accoglienza cui devi spiegare il tuo caso e ti assegna un numerino su una delle 6 possibilità, poi l'attesa del tuo turno sicuro almeno che stavolta se arriva mezzogiorno non ti rimandano a casa per chiedere un altro giorno di ferie se ancora non è arrivato il tuo turno, nonostante il tuo numerino ormai da bruciare... La coda nel suo complesso è stata di un po' più di due ore, ci aspettavamo peggio. Attualmente i tempi di preparazione del documento stimati sono di circa 3 settimane, salvo pagare una tassa variabile per urgenza che arriva fino ai 110$ per la consegna il giorno dopo. Il costo del passaporto, richiesto dall'interno del paese e senza urgenza, è di 87$

In Italia l'anno scorso la pratica richiedeva la compilazione dei documenti reperibili online da consegnare alla questura previo appuntamento a un mese di distanza e costi paragonabili, però poi in circostanze normali veniva stampato in mattinata. Non saprei bene a che livello differiscano i controlli per causare questa differenza di tempi di reazione.

Si tratta secondo quello che vedo del miglior documento di riconoscimento valido a livello nazionale ed accorpa le funzioni svolte in Italia da passaporto e carta d'identità, gli altri documenti non vengono accettati a volte, in particolare mi è capitato durante la ricerca del piano dati ideale per il telefonino (ne parlerò prima o poi, bella rogna quella), mentre la patente è un altro buon documento ma mi richiederà qualche mese ancora per la sua versione canadese.

venerdì 8 marzo 2013

Re-immigrazione, parte 2: Patente


Riprendo il giro dei documenti del nubbo italo-canadese con la patente.


Ad ogni visitatore o immigrato viene fortemente consigliato, per poter usare la propria patente estera, di farsi rilasciare un certificato di "Patente Internazionale". Vale la pena precisare che non è la stessa cosa della patente europea: si tratta di un documento complementare comprensibile nel mondo che accompagnerà l'originale e risparmierà molti problemi nel caso in cui si venga controllati. I dati della patente che non siano in francese o inglese saranno infatti di difficile comprensione e oltre questo evidente fatto le categorie stesse funzionano all'apparenza al contrario rispetto all'Italia. La mia patente B italiana infatti qui corrisponde ad una classe 5, in una scala che spazia da 8 per i trattori a 1 per i camion e altri veicoli pesanti, piuttosto che da A ad E (link). A ciò aggiungiamo l'accozzaglia di dati sul lato frontale etichettati da delle sigle spiegate in minuscolo sul lato posteriore, gli adesivi microscopici e soggetti ad usura per gli aggiornamenti tra cui il non indifferente "SCADENZA" se l'avete da più di 10 anni come me e si può comprendere come l'agente che vi fermerà per aver ignorato un "Arrêt" non ci capirà una mazza...

La patente estera ha una validità locale di 6 mesi dall'ingresso nel paese, dato che di norma il visto da visitatore dall'Italia dura ugualmente 6 mesi l'unica accortezza importante è di preparare prima la patente internazionale, dato che non è possibile richiederla al di fuori dal paese di origine. In alternativa ci si può servire di un traduttore ufficiale tramite il consolato e circolare con la patente Italiana.
Contattando il numero di telefono preposto, si verrà seguiti da un operatore che esporrà la procedura da seguire per la conversione della patente. Nel mio caso necessito di: 
- traduzione giurata della patente Italiana, 
- prove della residenza in Italia per sei mesi consecutivi (viene accettata la traduzione giurata del mio diploma di Maturità) successive all'emissione della patente, 
- prove della residenza in Canada (mi si suggerisce un estratto conto della banca canadese o bollette),
- documenti di cittadinanza Canadese. 

Fatto ciò potrò presentarmi il giorno dell'appuntamento fra un mese circa ed affrontare la prova teorica: 64 domande a risposta multipla di cui è necessario rispondere correttamente al 75% (48). Essere titolare della patente italiana a prima vista non mi serve a nulla dato che devo affrontare sia la prova teorica che la pratica, ma in realtà mi risparmia dal dovermi iscrivere ad una scuola guida ed ottenere il Permis d'Apprenti Conducteur, l'equivalente del foglio rosa italiano, e soprattutto di dover aspettare ben 10 mesi dal conseguimento di questo permesso per poter sostenere questi esami. Infatti deve passare questo lasso di tempo, durante il quale per guidare è necessario essere accompagnati da un detentore della patente della stessa categoria da almeno 2 anni, prima di essere ritenuti possibilmente idonei alle prove vere e proprie, probabilmente per dar modo al novello guidatore di guidare sia in estate che in inverno. Decisamente si invita a non correre neanche in ambito figurato :|


Esiste un sito internet ufficiale con le prove dei test con domande simili a quelle presenti nel test reale, un po' come il libro dei quiz in Italia, inoltre ci sono due manuali per imparare tutte le regole della strada, disponibile nelle biblioteche per consultazione o prestito (dovrò fare un articolo anche su quello prima o poi), oppure acquistabili in formato cartaceo a 19,95$ e in formato PDF a 14,95$.
Il codice della strada nella filosofia è simile a quello italiano tra cui la guida sul lato destro della strada, nella pratica ci sono forme e colori inediti, usanze specifiche del posto come il divieto di parcheggio settimanale per pulizia stradale di un determinato tratto di marciapiede, distanze specifiche di arresto da stazioni di polizia/incroci/passaggi pedonali/quant'altro, divieto assoluto di superare uno scuolabus quando si ferma e altri ancora. 
Ostacolo assolutamente non indifferente: la lingua francese. Può sembrare palese ma ad esempio qui i fari non si chiamano abbaglianti/anabbaglianti/fendinebbia e neanche una traduzione di questi termini, piuttosto si parla di Luci di Posizione (Feux de Position, fin qui tutto ok), Luci di Incrociamento (Feux de Croisement, sono gli anabbaglianti), Luci di Strada (Feux de Route, gli abbaglianti) e altri che bisogna imparare a memoria o rischiare di sbagliare il giorno del test. (link)

Mentre praticamente chiunque, presa la patente, rilassa molto il suo stile di guida, qui è importante muoversi con calma e rispettare continuamente il codice della strada: la regola che impone di fermarsi 3 secondi allo Stop ("Arrêt") è regolarmente difesa ed ignorarla porta ad una multa se visti dalla polizia, così come mancata precedenza ai pedoni, limite di velocità in città, attraversamento pericoloso fuori dalle strisce a piedi e via discorrendo. Può capitare di farla franca ma si viene beccati abbastanza spesso da fungere da deterrente efficace per la maggior parte delle persone. Un comportamento secondo le regole inoltre riduce grandemente gli incidenti in un paese dove quando meno te lo aspetti nella lunga stagione invernale si trovano neve, ghiaccio e altre simpatiche sorprese. 

Una volta ottenuto il famigerato Permis de Conduire canadese, è disponibile una versione "Plus" dello stesso che funge contemporaneamente anche da passaporto, relativamente soltanto con gli Stati Uniti via terra. Ha un costo inferiore ai due documenti ed è una comodità aggiuntiva interessante per tutti coloro che per lavoro o altro debbano spesso spostarsi in macchina oltre il confine. Del passaporto mi occuperò meglio più avanti.

mercoledì 6 marzo 2013

Re-immigrazione, parte 1: NAS


Tornare in patria dopo una discreta assenza, quale che sia, non è così immediato come possa sembrare… Mi auguro sia l'ultima volta che mi succede di cambiare tutto daccapo e trovarmi a combattere con documenti fondamentali ma ormai scaduti da anni oppure mai ottenuti qui. Apprezzo maggiormente gli sforzi dei miei vent'anni fa, quando hanno dovuto fare trafile peggiori in quanto non ancora naturalizzati e senza sapere inglese o francese. Durante questa fase sto scoprendo meglio il funzionamento di questi documenti ed alcune analogie con i documenti italiani. Spero di non scrivere strafalcioni, questo è quel che sto (ri)scoprendo del Canada passo dopo passo. 
Per la prima parte, iniziamo dall'apparentemente semplice (quanto subdolo!) NAS. 

Il Numéro d'Assurance Sociale (NAS), o per gli anglofoni Social Insurance Number (SIN): equivale all'incirca al codice fiscale, creato negli anni 60 per scopi demografici e lavorativi, viene poi utilizzato anche per dichiarazioni dei redditi e altri aspetti finanziari. Non ha foto, pertanto non è un documento di riconoscimento e normalmente non ha scadenza, però essendo necessario per ogni lavoratore, ai temporanei che si trovano in Canada per motivi di studio o lavoro (senza residenza o cittadinanza) viene fornito con un codice particolare facilmente riconoscibile e una durata spesso rapportata al permesso dell'individuo. Si tratta di un numero estremamente confidenziale, pare che scoprendo quello e il nome, dei malintenzionati possano riuscire a sfruttare l'identità del malcapitato.
É più breve di un codice fiscale ma non è ricavabile dai dati personali. Molti ricordano il proprio CF aiutandosi con lettere e numeri ben conosciuti del nome e data di nascita, lasciando alla memoria il resto, nel caso del NAS invece si tratta di un codice a 9 cifre in blocchi da 3 per comodità di lettura, la prima cifra corrisponde grosso modo alla provincia in cui si è fatta richiesta inizialmente ("9" se è un NAS temporaneo con scadenza) mentre il resto non ha significato particolare preso singolarmente. Possiede un criterio di controllo che verifichi la validità del numero per individuare la maggior parte degli errori di battitura, similmente all'ultima lettera del CF.
Trattandosi di una tessera senza scadenza ed avendola conservata, non ho bisogno di ottenerla ancora, però per la lunga assenza dal paese sono entrato nello status di "Dormiente", per uscirne mi sono dovuto recare agli uffici di Service Canada, l'ente che lo gestisce, dove ho dovuto rispondere ad un po' di domande anagrafiche, motivazionali e via discorrendo dei Pooh, e compilare dei moduli per la riattivazione della mia pratica, procedura che dovrebbe richiedere poche settimane. É stato fondamentale conservare sempre la tessera che attesta la mia cittadinanza Canadese, dalle reazioni di tutti i funzionari alla sua vista, si direbbe proprio che sarebbe stato tutto molto più difficile se avessi dovuto recuperare anche quella...

Lo stesso Service Canada si è sviluppato, in particolare dal 2005, come punto centrale per  l'incontro fra i cittadini e i servizi governativi e svolge anche funzione di ufficio di collocamento, laddove si possono chiedere informazioni, compilare le scartoffie necessarie e cercare impiego tramite numerosi appositi PC collegati con il sito internet dedicato. Una rapida consultazione in attesa del mio turno dimostra che ogni giorno diverse nuovi annunci di lavoro vengono aggiunti, è possibile selezionare quelli più consoni all'utente e stamparli per poi contattare il datore di lavoro.