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domenica 8 settembre 2019

Tester di videogiochi in Canada: a Keywords Studios' story :)



DISCLAIMER: Questo post non è sponsorizzato da Keywords, tuttavia se venite a lavorare con me e dite che vi mando io, potrei ricevere un bonus :) Grazie! - Ilaria
Ben ritrovati sulle pagine di Nerd in Canada! Dopo diversi mesi (anni?!) di silenzio, stamattina, complice la pioggia e i cartoni animati con i bambini, ho deciso di condividere con voi alcune informazioni relativamente a.. come diventare un tester linguistico di videogiochi, ed in particolare, come farlo in Canada.
Da Marzo ho la fortuna di lavorare come tester italiana di videogiochi presso Keywords Studios qui a Montreal ed in questo periodo la mia azienda è alla ricerca di italiani! :)

Quindi, se siete appassionati di videogiochi come noi e state cercando una opportunità all’estero, le due cose potrebbero andare a braccetto!




Lavorare nei videogiochi in Canada
Montreal è un eccellente punto di riferimento per il mondo video ludico, in particolare è il quinto game hub del mondo per l'ambito. La città è infatti diventata la sede di molte aziende di sviluppo di videogames (più di 170!): girando per il centro, è possibile trovare nomi famosi del settore quali Electronic Arts, Gameloft, Warner Bros Games, Square Enix, Eidos, Behaviour Interactive ed ovviamente Ubisoft, che qui a Montreal ha il suo quartiere generale per il Nord America (con tanto di università). Ma non solo: molte aziende indipendenti stanno andando incredibilmente bene ed il mercato dei videogiochi in generale offre molto lavoro. Una carriera nel mondo del testing, potrebbe essere il trampolino di lancio per poi spostarsi a lavorare presso uno sviluppatore!

Ma in cosa consiste nel dettaglio fare il tester linguistico? L'uso del termine 'linguistico' potrebbe far subito pensare ad un lavoro squisitamente grammaticale (errori di battitura, grammaticali e di sintassi). Tuttavia, il lavoro di controllo di qualità va oltre:
  • testi non tradotti (con conseguente blocco di testo in inglese o giapponese..!)
  • terminologia utilizzata in maniera incoerente nell'interfaccia (ad esempio: se una armatura, una volta equipaggiata, aumenta la 'mobilità' del personaggio ma nella descrizione si parla di 'velocità')
  • alcune lingue hanno problemi di caratteri non correttamente visualizzati (pensate al russo o al cinese): i loro tester devono quindi assicurarsi che tutto sia visualizzato bene.
  • Referenze culturali non appropriate
  • Informazioni specifiche del proprio Paese che sono localizzate male (pensate ai CAP o al modo in cui scriviamo gli indirizzi in generale)
  • Errori in date, orari, conversioni, numeri o simboli monetari
  • Caratteri tagliati, stringhe incomplete o mal visualizzate
  • Probemi di interfaccia utente o di esperienza di gioco legate alla localizzazione
  • Elementi grafici non correttamente localizzati
  • e la lista potrebbe continuare per un bel po'... :D
È quindi un lavoro veramente di controllo della qualità e di amore per la propria lingua e cultura: cosa che, personalmente, me ne ha fatto innamorare.
Avere una buona padronanza di grammatica e sintassi è essenziale: al momento dell'application, infatti, si deve superare un test di conoscenza per la lingua che si andrà a testare. Bisogna, ovviamente, avere una notevole attenzione al dettaglio e posso assicurarvi che, con la pratica, quest'ultima viene molto allenata! (fun fact: troverete errori ovunque..)

Amare i videogiochi poi è un plus: è davvero emozionante partecipare attivamente allo sviluppo di un videogioco, vederlo crescere ad ogni nuovo aggiornamento, avere a volte la fortuna di proporre delle modifiche e di vederle poi in gioco pensando:"Cavolo! Questa cosa è tutta mia! L'ho proposta io!". È una sensazione meravigliosa!



Pro e contro di questo lavoro Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare e parliamo di lati positivi e negativi di questo tipo di lavoro:
Lati positivi
  • non c'è bisogno di una specializzazione particolare per lavorare nel campo del testing linguistico oltre, ovviamente, alla padronanza della propria lingua madre.
  • è un ottimo modo per avvicinarsi all'industria del gaming se, come me, avete voglia di crescere in ambito video ludico.
  • se lavorate per una azienda grossa come Keywords (di cui parlerò brevemente nel dettaglio più avanti) avrete la possibilità di spostarvi, permessi di lavoro permettendo, il che porta ovviamente a moltissime opportunità interessanti.
  • è un lavoro estremamente dinamico: non sarete mai sullo stesso progetto per troppo tempo (tranne rarissime eccezioni) il che, a volte, è un bene perché potrete sperimentare giochi di ogni tipo, e magari trovare titoli che vi faranno giocare anche la sera!
  • la sede di Montreal penso abbia sinceramente una selezione umana incredibilmente fortunata: i miei colleghi sono in gamba e fino ad ora ho avuto una esperienza così positiva nel lavorare con loro che non ho voglia di guardarmi intorno. #kwsfamily <3
  • è possibile fare carriera sia all'interno (verticalmente) in ambito di LQA sia in linee di servizio parallele (FQA ossia il controllo di qualità funzionale, Player Support se volete lavorare con i giocatori e molto altro) il che potenzialmente permette di fare un sacco di cose!
  • è una occasione più unica che rara di vedere come funzionano i giochi "dietro le quinte" e capire moltissime cose relative al loro sviluppo.
  • ultimo ma non ultimo (anzi per me motivo numero uno!) la soddisfazione di vedere i vostri cambiamenti nel gioco e sapere che avete collaborato, nel vostro piccolo, alla qualità magari di un videogioco che amate <3
Lati negativi (ci sono anche nelle migliori famiglie)
  • lo stipendio all'inizio è basso (ma poi sale, dovete solo avere pazienza). Basso da fare la fame? No se siete da soli o in due. Ma comunque 'entry level'.
  • a volte si lavora su progetti che non piacciono. E questo succede un po' ovunque direi :D
  • gli orari sono ballerini perché variano in base ai progetti (ma è possibile dare una preferenza di disponibilità se ad esempio avete un visto di studio e dovete avere degli orari liberi dal lavoro)
  • i permessi di lavoro sono un mondo ampio e complicato e potrebbe essere impossibile rimanere nell'azienda in Canada *ma* nulla vieta, se siete bravi, di spostarvi ad esempio in una sede europea per poi trovare il modo di tornare!
  • il lavoro, se fatto bene, non viene notato dal giocatore e non se ne può parlare a causa della riservatezza (nemmeno a gioco rilasciato) il che lo rende un po' ingrato :D
  • siamo gli ultimi a mettere le mani sul gioco e spesso i tempi sono brevi. Alcuni difetti potrebbero arrivare alla versione finale anche se segnalati: può essere frustrante, ma voi avrete comunque fatto un buon lavoro!
Affrontiamo l'elefante nella stanza: il permesso di lavoro Per lavorare a Keywords avrete bisogno di un permesso di lavoro. L'azienda non può sponsorizzare per motivi legati alle regole dell'immigrazione canadese. Ho parlato un po' con il team di recruitement interno ed il consiglio ricevuto è quello di applicare per il Working Holidays Visa o meglio l'International Experience Canada. 



E infine.. una breve parentesi su Keywords Studios! Keywords Studios è una azienda nata in Irlanda che nel corso dell'ultimo periodo si è sviluppata incredibilmente grazie all'acquisizione di moltissime aziende in giro per il mondo. La sede di Montreal è un po' il punto di riferimento per l'America, mentre la sede di Dublino copre il mercato europeo, ma comunque Keywords è presente ovunque come ad esempio in India e in Giappone. L'obiettivo dell'azienda è quello di coprire diverse esigenze del settore tramite le specializzazioni in:
  • Art Services (design 2D e 3D, animazione, effetti speciali, cinematics)
  • Engineering (sviluppo software, realtà virtuale)
  • Audio Services (doppiaggio, effetti audio, post produzione)
  • Functionality QA (controllo qualità in ambito funzionale)
  • Localization (traduzione)
  • Localization QA (controllo qualità in ambito linguistico)
  • Player Support (social media management, community, assistenza ai giocatori)
     
Come potete facilmente intuire... c'è l'imbarazzo della scelta!

Nel caso abbiate la possibilità di lavorare qui in Canada, anche per un breve periodo, e amate i videogiochi prendete in considerazione di lavorare con noi di Keywords :) avrete la possibilità di conoscere tantissima gente simpatica, vedere come funziona il mondo dei videogiochi, rinforzare il vostro inglese (e francese) e vivere una esperienza che .. chissà.. potrebbe portare belissime novità!

Per maggiori informazioni potete lasciare un commento mentre, se volete provare ad entrare nella famiglia Keywords la mail di riferimento è jobs@keywordsstudios.com!

Edit: In molti avete chiesto un link più specifico :) https://www.keywordsstudios.com/careers/italian-video-game-tester-proofreader/ Non garantisco che le informazioni economiche siano aggiornate, ma è un buon punto di partenza per sapere qualche dettaglio :) Potete anche applicare tramite il link! Prima di applicare, informatevi per il visto!!! Il link è nell'articolo! In bocca al lupo e grazie per la lettura!



sabato 1 novembre 2014

Considerazioni sparse e Halloween!

Con l'arrivo dell'agognato permesso di lavoro di cui vi ho parlato nel precedente post sul blog, ho finalmente avuto la possibilità di fare un colloquio di lavoro e di mettere il naso fuori dalla porta per un primo assaggio di "vero" Canada. [si il colloquio è andato bene :)]
Vi abbiamo raccontato spesso di come la nostra situazione sia un po' particolare, perché viviamo nella parte francofona del Canada (se volete rinfrescarvi la memoria, parlavo del francese canadese qui) ma adesso che ho avuto due intensi giorni fuori dalla tana (sabato e domenica) mi sono cominciata a rendere finalmente un po' conto di come funziona veramente.

Avevo notato la caratteristica dello switchare inglese e francese senza farci caso già durante il nostro viaggio di nozze: visitando uno dei negozi della catena Lush qui a Montréal {che io adoro <3} la commessa ci aveva approcciato chiedendo se preferissimo parlare inglese o francese. All'epoca abbiamo scelto il francese, buttandoci in una serie di botta e risposta con la ragazza. Fatalità ha voluto che venissimo interrotti (sempre molto garbatamente, in vero canadian style) da una collega che ha rivolto alla commessa una domanda in inglese. A quel punto lei, scusandosi, ha ricominciato a spiegare quello che aveva lasciato a metà ma senza rendersi conto aveva cambiato lingua e ora, in effetti, si stava parlando inglese.

Ammetto di aver un po' invidiato quella ragazza perché a me sembrava totalmente impossibile cambiare lingua così rapidamente.

Perché usare una lingua quando puoi usarne due?
Quella ragazza mi è tornata in mente domenica quando, durante il colloquio, si è accomodato un secondo responsabile del personale alla scrivania dove si svolgeva una conversazione in francese. Si è presentato chiedendomi in inglese alcune cose e da lì siamo passati a parlare in inglese. Solo che in quel momento la commessa di Lush ero io ed incredibilmente sono riuscita a swtichare la lingua con una non nonchalance che mi ha lasciato particolarmente perplessa.

Si perché io questo anno e mezzo che ho passato ad attendere l'arrivo del mio permesso di lavoro, sono rimasta chiusa in casa a giocare ai videogiochi insieme ad amici italiani fidati quasi tutto il giorno in cuffia oppure in compagnia di mia suocera o mio marito con cui parlo esclusivamente italiano. Non ho ben capito quando e come ho effettivamente migliorato sia il mio francese che il mio inglese e quando esattamente il mio cervello si sia reso conto della cosa.

Il lato positivo è che tutto questo è venuto fuori al momento giusto.. quindi forse, nelle prossime settimane, saprò qualcosa di più del mio lavoro (di cui potrò tuttavia parlare poco nel dettaglio) ma che mi permetterà di raccontarvi, finalmente, qualcosa di più concreto sulla vita quotidiana qui a Montréal :)

Tutta la premessa modello "storia del poro nonno" perché vi dico: se vi spaventa la lingua (cosa che oggi ancora spaventa molto anche me, visto che dovrò farlo quotidianamente) abbiate comunque fiducia del vostro cervello perché potrebbe fare come ha fatto il mio e farvi un regalo che proprio non vi aspettate.

Mentre vi sto scrivendo, tra l'altro, è appena passato il 31 sera ossia Halloween! Per la prima volta domani sera parteciperemo ad una festa in maschera (!) e questa cosa di Halloween, pur non essendo mia a livello culturale, è piacevolmente caratteristica e simpatica :) Questo, tecnicamente, sarebbe il nostro terzo Halloween qui: il primo in luna di miele (vale?), il secondo l'anno scorso nel pieno caos dell'organizzazione di tantissime cose (molte relative anche alla neve che è arrivata poco dopo!) e questo qui che invece fa da contorno ad un periodo molto propositivo e pieno di novità lungamente attese!

Si questo è un giardino di Montréal decorato per Halloween..
Direi che per il prossimo Halloween mi riprometto di comprare i dolcini per i bimbi e addobbare casa: lo sapevate che i bambini hanno un orario preciso per passare a prendere i dolcini (questo me l'ha detto la mia amica Fra, preziosa compagna di avventura qui in Canada e romana come me <3)? Dalle 6 alle 8 di sera! E di solito bussano solo alle case addobbate: in questo modo chi non vuole bambini alla porta, semplicemente, annuncia la cosa non addobbando l'esterno!

Oh beh prima o poi dovremo capire anche questa tra le tante cose nuove :) quindi l'anno prossimo bambini del vicinato sappiate che avrete anche dei dolcetti da parte nostra! :)

Concludo l'intervento con una cosa che mi fa piacere condividere con voi (e che c'entra poco con quanto detto fino ad ora..)
Come avrete saputo, il 22 ottobre c'è stato un incidente al Parlamento di Ottawa dove è stato ucciso un soldato canadese. Episodio analogo anche due giorni prima, proprio qui in Quèbec, dove un altro soldato è stato investito. Per entrambe le situazioni sono stati individuati come responsabili due canadesi convertiti all'Islam. Gli incidenti sono stati una cosa molto inaspettata qui in Canada e hanno scosso molto l'opinione pubblica.

In seguito al fatto, è stato condotto un "esperimento sociale" in cui tre ragazzi canadesi hanno provato a testare lo stato di allerta nei confronti dei mussulmani o delle persone arabe in genere organizzando una messa in scena dove due di loro fingevano di essere un mussulmano e un ragazzo razzista che dichiarava apertamente ad una fermata del bus il proprio fastidio nei confronti del primo.

Condivido con voi il video della cosa per farvi vedere le reazioni degli altri canadesi alla fermata dell'autobus dove si svolgeva la scena. Io l'ho trovato molto emblematico e affascinante (saranno i trascorsi da studentessa di psicologia sociale? :D) e devo dire che sono molto curiosa di conoscere meglio il Paese ed i miei concittadini: per ora continuo ad avere la buona impressione della mia luna di miele. Durerà?

Buona visione del video!

I.

giovedì 24 luglio 2014

Bixi - il bike sharing di Montréal


Forse non tutti sanno che sono una inguaribile pigra.
Da brava nerd adoro passare gran parte del mio tempo al computer: lavorando in campo informatico, tra l'altro, spesso passo dal gioco al lavoro, aumentando considerevolmente le ore spese alla tastiera.
Mio marito, invece, ha preso un impegno interessante. Ha deciso di approfittare del bel tempo estivo e di andare a lavoro in bici. Ha così sottoscritto un abbonamento annuale al servizio pubblico di bike sharing di Montréal, che prende il nome di Bixi.



Bixi è nato nel 2008 proprio qui a Montréal e si è poi diffuso in tutto il mondo: servizi basati su Bixi si trovano infatti a Londra, Boston, Melbourne Minneapolis, Montreal, Ottawa, Toronto e Washington D.C.

Il sistema è interessante davvero e per quel poco che ho potuto vedere e che mi ha raccontato mio marito, funziona. Si basa su alcune ciclostazioni, presenti in tutta la città: si parla di 411 ciclostazioni e 5000 biciclette disponibili. Per usufruire del servizio si può sottoscrivere un abbonamento annuale, al costo di poco più di 80 dollari oppure un abbonamento occasionale: 15,00 $ per l'utilizzo di 72 ore, 7$ per 24 ore. Sul sito sono presenti anche alcune agevolazioni come uno sconto cumulativo che comprende l'abbonamento annuale dell'autobus o la possibilità di usufruire del car sharing cittadino.

Ebbene si alla fine
il marito ha convinto anche me..!
Una volta sottoscritto l'abbonamento annuale, in qualche giorno si riceve una chiavetta elettronica che va
attivata sul sito: dal momento dell'attivazione, l'abbonamento dura un anno solare. Se invece si vuole usare il servizio per un tempo limitato, occasionalmente, si paga con carta di credito direttamente alla ciclostazione.

Come funzionano i tempi di noleggio? Compresi nell'abbonamento ci sono 45 minuti per fare il proprio giro (30 per l'abbonamento occasionale). Dopo di che, se non si vuole pagare un surplus, bisogna riagganciare la bici in una delle altre ciclostazioni. La tariffa per l'utilizzo della bici oltre il tempo compreso nell'abbonamento (sia esso annuale o di 24/72 ore) è di 1,75$ dal 46esimo minuto al 60esimo, 3,50$ dal 61esimo al 90esimo. Superati i novanta minuti il costo è di 7 dollari in più ogni mezz'ora.

Il servizio è attivo da Aprile a Novembre: durante la stagione più fredda, le ciclostazioni vengono rimosse.
Si tratta di ciclostazioni molto tecnologiche: c'è una bicicletta difettosa? E' sufficiente premere un bottone apposito per mettere la bicicletta  "non disponibile" e  allertare in forma telematica l'assistenza clienti che provvederà alla sostituzione e riparazione. Stessa cosa quando una stazione raggiunge il massimo della capienza: vengono spostate le bici in stazioni meno affollate: le ciclostazioni comunicano tra di loro per avere sempre un numero di bici e di posti bilanciato.




Molto utile è anche il sistema di app relativo al servizio: grazie alla localizzazione è possibile vedere non solo le stazioni Bixi più vicine, ma anche se ci sono posti ed il numero preciso di bici disponibili, oltre ai percorsi ciclabili in zona.

Le regole per l'utilizzo della bici a Montréal sono basate in maggior parte sul buon senso: fa ridere come, nell'elenco stampato sulla mappa cartacea che si riceve insieme alla pennina, faccia capolino la regola "Riconoscete i gesti di cortesia. Un sorriso, un gesto o un saluto con la mano per ringraziare è sempre apprezzato!" Molto in stile canadese :)


giovedì 15 maggio 2014

Vita a Montréal: alla scoperta del mio lato sportivo (che ignoravo esistesse.), di un nuovo quartiere e di una Ilaria canadese che cresce prepotentemente.

E così le giornate si susseguono.
Oggi è il 15 Maggio e fanno 27 gradi a Montréal (33 percepiti): per rispondere a chi si lamentava del Grande Freddo, la città ha avuto la brillante idea di rispondere con il Grande Caldo e personalmente preferivo godermi ancora un po' di fresco visto che se ho scelto di venire qui è anche per il mio odio profondo per il caldo :p (della serie: se non vi piace il freddo cosa cavolo vi siete venuti a fare qui!?)

Fatto sta che ho poche scusanti ed ho cominciato a imparare a conoscere il quartiere dove abitiamo ora con un po' di uscite strategiche. (come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa, i primi di marzo abbiamo cambiato casa e non siamo più nella zona di Montréal Nord ma in quella Sud Ovest della città.)
Prima di tutto è pieno zeppo di negozietti dell'usato, cosa che sto imparando ad adorare di questo Paese. In Italia è ancora molto poco diffuso il concetto di usato ma qui in Canada è pieno di associazioni benefiche che sistemano e rivendono di tutto dai vestiti, alle cose per la casa, ai mobili agli oggetti più disparati (avevo parlato della cosa qui). E a volte capita di poter fare davvero degli affaroni, soprattutto se come me amate fare decorazione e restauro di materiale usato.

Nell'attesa del mio permesso di lavoro e di residenza permanente, infatti, ho cominciato diversi lavoretti di riciclo e decorazione e mi sto divertento veramente molto: cambiare Paese è sempre difficile ma mi ritengo fortunata di essere finita in un Paese molto più affine ai miei gusti e alle mie esigenze di quanto sperato.
(Giusto per fare un po' di pubblicità, comunque, questo è il mio nuovo sito personale, questa è la pagina Facebook di alcuni miei lavori di decorazione e questo il negozio di Etsy con cui sto cominciando a testare il tutto)

Abbiamo anche in progetto, il plurale è d'obbligo visto che sono stata ancora più fortunata ad avere una suocera creativa ed energica al mio fianco!, di cominciare a vendere in qualche mercatino della zona... vi racconterò!

Insomma: stamattina sono andata a correre lungo il canale di Lachine: 14.5 chilometri di area pedonale che partono dal Vecchio Porto fino ad arrivare al Lake Saint-Louis. E' veramente un posto bellissimo, pieno di verde ed un paradiso per gli amanti della corsa e della bicicletta. Vi allego un video che rende bene il percorso visto con gli occhi di un ciclista.



Ho anche avuto la piacevole sorpresa di fare la tessera della biblioteca sempre con la mia super suocera e di trovare alcuni libri interessantissimi.. prima di scoprire che la piscina che si trova di fronte alla biblioteca è gratuita e senza registrazione.. della serie "Questi sono gli orari, vieni, comportati bene e nuota."

Ecco si. E' tutto riconducibile a questo il vivere che sto sperimentando.. una versione più complessa del "Ama e fai quello che ti pare." in una città dove fino a quando ti comporti bene sei più che benvenuto.

Continuo a ripetere spesso e volentieri che la mia esperienza di vita in Italia è sicuramente molto influenzata dal fatto di essere cresciuta in una grande città come Roma e che molto probabilmente alcune cose possono sembrare strane a chi ha avuto la possibilità di avere un rapporto più umano e vicino con il suo paese perché nato e cresciuto in realtà più piccole.. probabilmente la mia prospettiva su affitti, parcheggi, vita sociale, città a misura d'uomo è ben diversa da quella degli altri.. proprio perché Roma, nel bene e nel male, è una città che fa un po' Paese a sé e pur avendo vissuto a Genova e Torino sicuramente la mia sensazione può differire dagli altri italiani. Ma continuo a stupirmi ogni giorno di come vanno le cose qui, di come le persone si fidino sinceramente del prossimo (al punto tale di dubitare ancora di più.. una sorta di "ma .. davvero?"), di come le cose funzionino e di come, purtroppo, per molti versi siano davvero tanto, troppo diverse dall'Italia.

Mi piacerebbe poter dire di voler tornare per cambiare le cose in un Paese che dovrebbe guardarsi di più intorno per capire veramente cosa non va e invece, molto egoisticamente, mi rendo conto che adoro essere lontano dall'Italia e di essere una delle poche, pochissime italiane che non ha nostalgia del Paese. Ho nostalgia delle persone, anzi delle Persone, che ho lasciato in Italia e vorrei poterle portare via tutte e farle vivere qui insieme a me, per rimanere nel tema dell'egoismo ma del Paese proprio no. In Italia non ho voglia di tornare, nemmeno in vacanza: mi terrorizza l'idea di scendere dall'aereo e avere da discutere già con il primo che incontro all'aereoporto. Se non direttamente sull'aereo. E nonostante io continui ad essere FIERA di essere italiana e felice delle cose che un domani potrò far vedere e vivere ai miei figli, sono anche incredibilmente grata di avere avuto l'opportunità e la fortuna di fare questa esperienza in Canada perché Montrèal, fino ad ora, è una città fatta su misura per me e per le mie esigenze e per la prima volta in vita mia controllo ogni ora se ci sono sviluppi per il mio permesso di lavoro perché ho una gran voglia di buttarmi fuori di casa (!) e scoprire il più possibile di questa meravigliosa e sfaccettata città :)

mercoledì 15 gennaio 2014

Montréal sotterranea

Essendo nata nella Capitale, mi è capitato spesso di sentire parlare di Roma Sotterranea ossia di quell'intricato sistema di catacombe, cunicoli e reperti che è possibile visitare e che spesso sono state meta di gite scolastiche durante la mia infanzia.
Esiste tuttavia una Montréal sotto terra che sto imparando a conoscere anche ora e ben diversa da quella romana che ho avuto modo di scoprire da bambina.
Sto parlando del famoso souterrain di Montréal o ville intérieure o ancora Réso: oltre 30 km di città sotterranea che permette agli abitanti di Montréal di godersi shopping e intrattenimento anche quando al di fuori ci sono -40 gradi.
Prima di tutto un chiarimento: per città sotterranea non si deve pensare ad una città completamente sotto terra (anche se il nome, effettivamente, fa pensare a quello!) bensì ad una serie di edifici in superficie e nel sottosuolo connessi tra di loro. Una rete multi livello di servizi che vanno dalle scuole alle palestre agli hotel agli uffici e ovviamente passando per i negozi. Il tutto connesso con tunnel e metropolitane che permettono di usufruire del downtown senza obbligo di uscita all'esterno.
E' importante anche distaccarsi subito dall'idea del grosso centro commerciale tipico italiano: il souterrain non è solo shopping ospita infatti anche uffici, unità abitative, 5 università, alberghi ed è attraversata da 11 stazioni della metropolitana. Ha ben 160 punti d'accesso sparsi per la città e più di 500.000 persone la attraversano ogni giorno anche solo per spostarsi durante il tragitto per andare a lavoro.
Il progetto è effettivamente bellissimo: l'iniziale idea claustrofobica di una parte di città interamente sottoterra viene letteralmente spazzata via appena ci si entra. Il tutto è studiato in maniera incredibile. E ancora più incredibile è pensare che si tratta di un progetto nato negli anni 60 ma con una carica di modernità ben percepibile.
L'ideatore della città sotterranea di Montréal è l'urbanista Vincent Ponte che nel 1962 lavora sulla costruzione del primo grattacielo di Montréal (Place-Ville Marie) che viene collegato con un tunnel fino alla Stazione Centrale. Quando poi la metropolitana di Montréal ha cominciato la sua attività nel 1966, lo sviluppo parallelo della città sotterranea con la metro ha fatto il resto ed ora questo capolavoro di urbanistica si sviluppa per km!  Per darvi una idea di quanto il Réso si sia evoluto nel corso degli anni, ecco una cartina.

Non sono riuscita a trovare una mappa più grande ma questa rende bene quanto il sotterraneo occupi rispetto alle varie fermate della metropolitana di Montréal
E ora alcune curiosità!
Una delle zone del Réso si chiama Les Cours Mont-Royal ed è attualmente uno dei punti di shopping più famoso ma in realtà, nei primi anni 20, era un albergo di lusso del centro di Montrèal. Gli antichi fasti sono ancora osservabili da alcuni bellissimi dettagli come uno dei lampadari dell'area.

Grazie al sito An Untapped Guide to Montréal's Underground City
Questa foto permette di vedere molto bene la struttura originaria dell'albergo :)
Girando per il sottosuolo, poche persone realizzano quello che accade a livello stradale. Per esempio l'area che prende il nome di Promenades Cathédrale è costruita sotto una chiesa. La storia ci racconta che la cattedrale stava affondando tempo fa e la diocesi non aveva i fondi necessari per sistemare i problemi strutturali. Un consorzio di costruttori ha deciso di provvedere alle spese di ristrutturazione della chiesa chiedendo la possibilità di realizzare al di sotto una serie di negozi. In questa foto potete vedere come i pilastri che ora danno stabilità alla cattedrale siano ormai parte integrante del negozio sottostante.


Come molte fermate della metropolitana, anche il sotterraneo di Montréal è ricco di opere d'arte. Ecco alcune fotografie che mostrano alcune installazioni permanenti che è possibile ammirare durante la lunga passeggiata!






L'area di Place des Arts ospita anche un museo di arte moderna con installazioni temporanee e permanenti.

Pierre Granche, Comme si le temps… de la rue, Place des arts

Film projections a l'Espace Culturel Georges-Émile Lapalme
E per finire alcuni video per farvi vedere dal "vivo" cosa è la città sotterranea di Montréal :)


Video in francese (francese di Quebec! Se volete divertirvi a sentire le differenze) che ben illustra il progetto della città sotterranea. Divertente anche vedere il ragazzetto che esce di casa in maglietta perché in realtà non uscirà mai all'aperto...!



Altro video che trovo fatto veramente bene che fa anche un bel giro per la metropolitana :)

martedì 6 agosto 2013

Consigli per chi vuole immigrare: 5 mesi qui e ancora dovremo aspettare :D

Summer in Montréal
L'altro ieri sono stati 5 mesi per noi in Canada.
Cominciamo ad avere la nostra routine: è incredibile la capacità di adattamento degli esseri umani.
Nel mio piccolo comincio sempre di più ad avere l'orecchio allenato in inglese e francese e comincio a capire praticamente tutto quello che si dice, il che aiuta l'umore.

Le difficoltà non mancano, ma non ci aspettavamo di arrivare qui e trovare tutto pronto per una nuova vita: da che mondo è mondo si sa che le cose più importanti sono quelle più faticose.

Ma siamo insieme e questo basta.

Al momento lavora solo mio marito: molti non credono che si possa vivere con un solo stipendio e probabilmente altre persone si troverebbero strette a vivere così, ma a noi sta bene per il tipo di vita che conduciamo e quindi le cose vanno avanti.

Si fanno sacrifici ma dopotutto erano in preventivo: niente di nuovo sotto al sole.

Affermare che cambiare continente sia una cosa semplice sarebbe da stupidi: è difficile, complicato e a volte demoralizzante ma sono dell'idea che si debba sempre domandarsi "Ma dove vivo ora, sto bene?" e soprattutto "Ma da qui a 5-10 anni, come mi vedo?"

Oggi su Italiansinfuga ho letto l'intervista di Simone: lui si trova in una zona diversa dalla nostra in Canada (A Calgary per l'esattezza) ma mi ha molto colpito la parte relativa ai motivi che hanno spinto lui e sua moglie ad andare via

I motivi erano gli stessi di migliaia di altri giovani e non che stanno lasciando il Bel Paese da anni: una classe politica totalmente inadeguata alla difficile situazione economica e sociale italiana, il non vedere una direzione verso cui puntare per organizzare il proprio futuro, la perenne mancanza di soldi ogni fine mese, le difficoltà di una coppia che, pur lavorando entrambi con stipendi di tutto rispetto e senza figli, vedeva prosciugare i pochi risparmi per tasse (specialmente legate al nostro appartamento che avevamo comprato nel 2006), costo della vita eccessivo per l’area in cui vivevamo e per i problemi che sorgevano nel voler mantenere uno stile di vita “normale”, come avere un’auto a testa e andare in vacanza 2 settimane l’anno.
Sembrava scritto da noi e molti ancora ci scrivono le stesse cose nelle email che riceviamo.
E' una bella intervista, tra l'altro. Non si riferisce al Quebec ma ha comunque ottimi punti di riflessioni e vi invito a leggerla.



Oggi posso un po' aggiornarvi sulla questione immigrazione, sperando che la cosa sia utile ai più.
In tanti ci stanno scrivendo (e ci fa molto piacere! Grazie!) e stanno condividendo con noi i loro progetti per venire a vivere in Canada.

Siamo andati da un consulente per l'immigrazione per avere delucidazioni sui tempi relativi all'acquisizione del mio permesso di lavoro: per chi si fosse sintonizzato sul nostro blog solamente oggi, io sono turista in attesa di permesso sposata con un italiano che ha anche la cittadinanza canadese. Arrivati qui lui ha cercato (e trovato) lavoro ed abbiamo spedito le carte per il ricongiungimento familiare a luglio. Avendo già praticamente un lavoro che quasi mi attende, speravo di avere buone nuove sui tempi per poter lavorare anche io, ma mi hanno informata che prima di 8-12 mesi non arriverà niente.

 Quello che possiamo dirvi quindi questa sera è semplice: partite preparati. Noi lo eravamo e, nonostante tutto, dobbiamo aspettare.

Se volete venire qui insieme a qualcuno che amate e che è magari anche cittadino canadese, armatevi di santa pazienza :D (quello sempre..!) e cominciate prima di arrivare in Canada a ricostruire la vostra storia personale e di coppia: a me oggi hanno chiesto parecchi dettagli e fanno bene visto il boom di matrimoni combinati per ottenere la residenza.. E ancora meglio: cominciate a fare le pratiche fuori dal Canada perché i tempi sono inferiori (ma io senza mio marito non ci volevo stare :D)

Se invece volete venire in Canada "per buttare un occhio", calcolate che potete avere un visto turistico di 6 mesi e poi dovete tornare in Italia, salvo l'estensione del visto (nei prossimi giorni farò il mio e magari riuscirò a darvi alcune notizie) e durante il periodo qui non potete assolutamente lavorare.
Non rischiate! Se qualcuno vi offre lavoro sotto banco mentre siete qui da turisti rischiate di rovinare la vostra possibilità di rimanere legalmente in Canada. Non ne vale la pena.

Partite prima con l'organizzazione: preparatevi a parlare una o anche due lingue se volete venire in Quebec. E' notizia di pochi giorni fa che si sono inasprite le regole per il francese se volete immigrare in Quebec. Se non vi piace il francese, non avete intenzione di impararlo, non potrete fare carriera qui (e forse nemmeno trovare il primo lavoro) quindi indirizzate l'attenzione nelle zone angolofone del Canada.

Cercherò di aggiornarvi quanto più possibile per condividere informazioni utili in merito, fermo restando che le notizie le trovate sempre sul sito dell'immigrazione canadese e su quello dovete fare SEMPRE affidamento!

giovedì 1 agosto 2013

Guide du citoyen 2013-2014 di Montréal-Nord e considerazioni sparse



In questi giorni mi hanno gentilmente fatto pervenire (Grazie Ginette <3) la Guida del cittadino 2013-2014 di Montréal Nord.

Si tratta di un libretto ben organizzato, di circa una ottantina di pagine, che copre tutte le informazioni che un cittadino del nostro quartiere può trovare utili per vivere al meglio i servizi del quartiere e conoscerne le regole.

Inutile dire quanto per me sia una miniera di informazioni: non solo perché spiega cose solo all'apparenza ovvie ma anche perché permette di capire veramente come è organizzato il quartiere e che risorse offre.

Prima di procedere oltre, è doveroso fare una premessa. Montréal Nord era un nucleo abitativo indipendente da Montréal ed è stato inglobato nella città il 1° Gennaio del 2002.

Come si diceva alle elementari, confina ad ovest con i quartieri di Ahuntsic-Cartierville, a sud ovest con Villeray–Saint-Michel–Parc-Extension, a sud con Saint Leonard, a sud est con Anjou, e ad est con Rivière-des-Prairies–Pointe-aux-Trembles.
La zona di Montréal - Nord evidenziata all'interno dell'Isola di Montréal 
La superficie del quartiere è di 11mq2 e ci vivono 83,868 persone (dati del 2011) con densità 7,576.2/km2 (19,622/sq mi).

Per farvi capire la differenza: il quartiere di Monte Sacro a Roma, dove ho vissuto gran parte della mia adolescenza, ha una superficie 2,2629 km² abitanti 32 536 (dati del 2010) con densità 14 378,01 ab./km²

Quindi qui si sta decisamente più larghi XD soprattutto se si pensa che i due quartieri presi in considerazione hanno praticamente in comune solo che fanno parte della mia vita :D visto che dal punto di vista architettonico, in questa zona, ci sono pochissimi condomini e molte villette unifamiliari o bifamiliari... il che ovviamente incide sul concetto di densità (un conto è un palazzo di 5 piani con 4 famiglie a piano e un conto è dove viviamo noi ora che siamo 5 comprendendo i padroni di casa..)

Sulla guida al cittadino c'è una interessante coppia di pagine dedicata al profilo socio-demografico del quartiere. Fondamentalmente Montreal-Nord è un quartiere giovane (18% degli abitanti sono tra 0 e 14 anni mentre nel resto della città sono il 15%) ma c'è anche una bella percentuale di anziani (il 20% della popolazione ha oltre 65 anni) e di quello ce ne eravamo accorti andando a fare colazione la mattina nel nostro Dèli preferito: età media notevole!

Una delle cose che mi sta affascinando del Canada è la gestione degli immigrati: prima di arrivare ero rimasta colpita da un pdf scaricabile dal sito ufficiale che iniziava a spiegare come organizzare il proprio trasferimento nel Paese e cominciava dicendo "Cambiare Paese è una scelta difficile e noi ti ringraziamo di aver scelto il Canada"

L'eco delle polemiche relative agli immigrati in Italia arrivano fino a qui e mi verrebbe da rispondere: impariamo dai canadesi! Sono ormai quasi 5 mesi che abitiamo qui e mai una volta mi sono sentita emarginata, bistrattata, scrutata, sospettata di qualche cosa. La società canadese è fondata sull'immigrazione sana: entrare è difficile ma quando entri la valorizzazione della forza lavoro che porta una persona che viene da fuori è considerata fondamentale. E questo si capisce camminando per le strade, dove si sentono tante lingue diverse ma tutti cercano di comunicare con l'inglese ed il francese. Si capisce anche leggendo sempre le pagine della guida, quando viene fuori che il 40% degli abitanti del mio quartiere parla francese ed inglese, il 54% solo francese, il 6% né il francese né l'inglese o una terza lingua. Il 33% delle persone che vive qui è immigrata ma i dati sono un po' vecchi, del 2006 ma soprattutto di questo 33% il 30% viene da Haiti ma il 18,5% è italiano. Al punto tale che è la seconda lingua più parlata a Montréal e la terza più parlata a Montréal-Nord.

Dopo tutti questi numeri viene da chiedersi: ma è vero che l'immigrazione qui è trattata diversamente che da noi? SI. Gli italiani a volte si dimenticano da dove vengono ma qui troviamo la radice della nostra storia: qui ci sono i famosi italiani che sono partiti per trovare fortuna, generazioni fa, e molti l'hanno trovata. Sono italiani che hanno rischiato tutto ed ora i figli ed i nipoti ne beneficiano e molti si sentono più italiani di tanti compatrioti con cui ho avuto a che fare.

Ho vissuto per diversi anni in città diverse da Roma e soprattutto a Genova ho sempre sentito fortemente la necessità di farmi sentire una straniera. Nel mio Paese. È imbarazzante (e penso sia il termine giusto) rendersi conto di come siano molto più tolleranti ed empatici i canadesi che abbiamo incontrato fino ad ora di tanti italiani nei confronti di altri italiani. (!)

Lungi da me fare una ramanzina sull'argomento eh :) ma non si può non pensare queste cose vivendo qui. Dove l'unica volta che mi è stato fatto notare che ero italiana è stata per dire "Che bell'italiano che parlate" mentre ero in giro con le amiche. Mentre non si perdeva occasione a Genova di dirmi che ero romana e "ma sei venuta qui perché a Roma non c'era lavoro?!" ... (sic.)

Ma tralasciando queste tristi parentesi del mio (per fortuna) lontano passato, torniamo alle informazioni della Guida. Sempre per fare parallelismi: le prime pagine della guida prendono il nome di "Gestione e democrazia" e presentano il Conseil d'arrondissement ossia i consiglieri che insieme al sindaco di Montréal-Nord sono a capo della politica dell'area e soprattutto rappresentano i cittadini di Montréal-Nord nel consiglio municipale, composto dal sindaco di Montréal e da 65 eletti provenienti da tutti i quartieri della città.

Si tratta di 5 signori sorridenti e 3 di esse sono donne. Esatto. Tre su cinque. Ognuno di essi si presenta con una breve descrizione della loro vita da politici e mi domando in una brochure del genere a Milano come verrebbe descritta la Minetti ... 

Dice la guida
"Avete delle domande, consigli, richieste? Vi invitiamo ad assistere alle assemblee pubbliche del consiglio del quartiere."
Si peccato che a queste assemblee pubbliche partecipino di persona anche i consiglieri: in questo modo è possibile esporre i propri problemi direttamente ad una persona che si prende la responsabilità nei confronti dei cittadini del suo quartiere.

Sempre nella guida è possibile trovare un dettaglio di dove sono finiti i soldi dati a Montréal-Nord oltre a quanto si decide di investire nel 2013 e perché (cito:"Il quartiere ha pianificato un investimento di più di 3,5M $ nella ristrutturazione dei parchi nel 2013. Segue il dettaglio di cosa si farà.") 

Mi rendo conto che la cosa sta prendendo una piega polemica e mi trovo solo a pagina 18....
Probabilmente scriverò ancora un articolo o due su altre cose che ho trovato (soprattutto sul regolamento per gli animali, visto che noi abbiamo i felini e molti di voi ci scrivono dicendo che vorrebbero venire qui con i loro animali) 

Vi lascio con un'ultima cosa che ho trovato particolarmente carina ossia il programma "Un Enfant, Un Arbre" (un bambino, un albero)
Cito:
"I futuri parenti biologici o addottivi di Montréal-Nord che desiderano piantare un albero a nome di un figlio si possono iscrivere sempre al nuovo programma gratuito. Le iscrizioni sono annuali (da maggio a maggio) e la cerimonia annuale della piantagione si terrà sempre a maggio, proclamato mese dell'albero e delle foreste."

Aw. <3

venerdì 12 luglio 2013

Trasporti

Proviamo oggi a stilare un profilo dei trasporti pubblici e alternativi a Montreal. Molti sono infatti automuniti, tra cui noi stessi, ma il centro città non ha nulla da invidiare alle metropoli italiane in termini di spazi a disposizione, costo del parcheggio e traffico urbano, ragione del successo della STM, Societé de transport de Montréal. Accompagnano l'articolo le cartine trovate raccolte nell'ottimo sito Montreal-Facile.com :P Ce ne sono altre disponibili in PDF tra cui quella

Mappa generale dei trasporti di Montreal

Metropolitana al centro di Montreal
Autobus e metro: i primi coprono quasi tutto il terreno dell'isola con 196 linee diurne e 23 notturne per un territorio di 365 km², categorizzate in locali, frequenti, express, shuttle e taxibus, mentre i secondi asservono bene soltanto la parte centrale dell'isola. Alcuni autobus sono disponibili solo in alcune fasce orarie, come la mattina dei giorni lavorativi o il weekend. La tariffa normale è di 3$ per viaggio, composto a bisogno di una combinazione di bus e metro nella stessa direzione. C'è tutta una serie di tariffe come prevedibile con forfait famiglia, weekend, mese o anno per nominarne alcuni, inoltre esistono promozioni temporanee, sconti per aziende che aderiscono a convenzioni e altro ancora che diventa complicato trattare qui. Mi limito a citare per ora l'abbonamento mensile, per ovvi motivi il "preferito" dei lavoratori d'ufficio in centro: costa 77$, mentre due tratte al giorno al mese costerebbero 130$ in media, e risiede nella carta OPUS, calembour (come amano tanto i francesi e cui ogni immigrante dovrebbe abituarsi :V) che richiama il suo essere una tessera con chip (cioè aux puces) ricaricabile anche per più titoli contemporaneamente, ad esempio un piano mensile metro/bus, un altro per il treno e dei biglietti singoli, che mi sono trovato a dover sfruttare una volta che avevo dimenticato di rinnovare :P (è possibile farlo dal 20 del mese per ridurre le code agli sportelli)
Dai primi anni del 2000 vengono gestiti esclusivamente dalla STM, separatamente dalla AMT che invece si occupa dei treni.
Rimando all'articolo di qualche tempo fa di Ilaria sulla metro: permalink
Treni di periferia


Treno: Non abbiamo ancora avuto occasione di provarli, sono il mezzo di trasporto principale per le medie distanze, in particolare verso i comuni nel raggio di una trentina di chilometri. Biglietti e abbonamenti possono risiedere anche loro sulla OPUS in collaborazione con STM e costano un po' di più che per bus e metro a seconda della tratta. Ci sono molte variabili e non avendo ancora toccato con mano possiamo solo rimandare al sito di AMT. Comunque sia abbiamo sentito pareri poco soddisfatti del servizio, e allontanandoci dalla città andando in giro per la provincia o peggio ancora fuori i prezzi diventano salati. Un viaggio a Québec con ViaRail economy costa 60$ in economy (circa Roma-Firenze), a Toronto 127$ (Roma-Genova). Per comparazione, andare a New York (Roma-Milano) con Amtrak, società in partnership con ViaRail per il treno negli USA, costa 72$, 73$ con l'autobus Greyhound e 500 e rotti con l'aereo... vabbè :V



Bicicletta: Nei mesi in cui non è coperta da neve, Montreal è accessibile alle bici abbastanza facilmente e non è raro in questo periodo estivo vedere diverse biciclette incatenate in centro o gente filare con pattini, skate o longboard. Per chi non avesse una bicicletta esiste la rete Bixi, in espansione, tramite la quale prendere bici in prestito percorrendo tratte fra i punti di deposito. Le tariffe vanno dai 5$ al giorno, 31$ al mese o 82 l'"anno". Le bici private possono essere parcheggiate anche ai parchimetri delle auto, purché ci si ricordi di bloccare per bene le ruote... :|

Taxi: quest'opzione mi pare più abbordabile di quanto non abbia visto nei viaggi di lavoro prima di trasferirmi, a Milano da Malpensa a Linate se non vado errato c'è la favolosa tariffa convenzionata a 100€ :V Anche qui, per fortuna o purtroppo, non abbiamo avuto modo di provare ancora ma ho chiesto ad alcuni colleghi e conoscenti e viene considerata una buona alternativa per spostamenti brevi o occasionali. Andando a prendere l'autobus la mattina vedo dei taxi che aspettano fino alle 9 circa potenziali clienti, e non mi trovo in centro o vicino a qualche stazione della metro o del treno.
Le tariffe a quanto vedo sono le seguenti: Tariffa iniziale 3.30$, 1.60$ al chilometro, 0.60$ per ogni minuto nel traffico (36$ l'ora). Ricordarsi che è buona creanza aggiungere il 10% di mancia però. C'è una tariffa standard dalla città all'aeroporto Trudeau di 38$.
Dalle opinioni sentite rispondono alle chiamate entro 5 o 10 minuti, offrono un buon servizio professionale. 

lunedì 17 giugno 2013

Arte e musei per nerd!

Uno degli aspetti che colpisce di Montreal è che come ti giri c'è qualche bella iniziativa, in qualche modo apprezzabile anche dai nerd che solitamente non amano troppo mischiarsi alla folla :P

Prima di scendere nel dettagli possiamo dire che senza neanche uscire dall'isola contiamo non meno di 38 musei spazianti dalla storia, alle arti, al cinema, alla natura, alla cultura e molto altro ancora per ogni palato. Lo scorso 26 maggio c'è stata la più recente Journée des musées montrealais, appuntamento annuale dalla grande affluenza anche stavolta in cui tutti i musei della città sono ad ingresso gratuito. Sono inoltre allestite speciali linee dell'autobus per facilitare lo spostamento dal'uno all'altro ed è forte ovviamente la partecipazione dall'esterno di Montreal.

Spostandoci più specificamente nell'ambito nerd, pochi giorni fa ho scoperto un artista di nome Brad Firmino (www.enjoyartwork.com) che risiede qui ed è autore di svariati esperimenti nel campo della pittura di cui alcuni notevoli. Come neanche i migliori aspiranti cuochi di MasterChef, qualche anno fa ha mollato tutto ed ha deciso di abbracciare la sua vera passione completamente, creando il suo marchio. Non ho le competenze per parlare di arte, ed i prezzi non sono adatti al mio portafoglio XD ma da profano mi sembrano interessanti le opere che ha esposte, soprattutto tra questi la collezione grazie alla quale sono capitato sul suo sito: PRESS START.



Come il nome lascia intuire, si tratta di quadri ispirati ai videogiochi, in particolare Super Mario, Street Fighter e Mortal Kombat, nelle quali usa diverse combinazioni fra tecniche al computer e dal vero. I risultati mi sembrano molto belli e conoscendomi ne appenderei fieramente qualcuno :P anche se mi chiedo cosa ne pensino Capcom, Nintendo e Midway ^^;

Un po' più accessibile a tutti, abbiamo un Museo dei Videogiochi, ospitato fino a giugno 2014 nel Museo della Civilizzazione a Québec, capitale della regione omonima a un 2-3 ore da Montreal. Una volta arrivati però, ad attenderci ci saranno (appena riusciremo a dedicargli un weekend) 40 anni di storia testimoniata da 80 videogiochi da Super Mario a Grand Theft Auto, da Street Fighter a God of War, quasi tutti sulle console originali, mantenute e perfettamente funzionanti. Fanno eccezione solamente un Pong del 1980 e I Puffi al castello di Gargamella su ColecoVision per la delicatezza delle console, mentre pare vengano utilizzati i controller d'annata.


La visita prevede come immaginabile un percorso negli anni partendo dalle console in monocromo, per proseguire sul colore, 2D/3D, grafica ad alta definizione e chiudere idealmente il cerchio con i dispositivi portatili o da salotto in grado di avviare le vecchie glorie con la magia del retrogaming. Buona parte di tutto questo ben di Miyamoto deriva dall'associazione MO5.com, dedita alla conservazione dei patrimoni digitali dal 1996 e composta da ogni sorta di membri: collezionisti, goirnalisti, appassionati, studenti, e via discorrendo.

Ancora non basta? A Sherbrooke, a meno di due ore da qui, c'è il vero e proprio Musée du Jeu Vidéo du Québec, fondato nell'aprile 2012. Anche qui, similmente con la mostra a Québec, si tratta di un'esposizione all'interno dell'Institut Desgraff e composta dalla collezione di un privato. È pensato e dedicato alle famiglie, le scolaresche e gli appassionati di videogiochi: l'ingresso è solo su prenotazione ed è gratuito, prendendo accordi si potrà visitare il museo per una visita della durata prevista fra la mezzora e le due ore. Ma buttate un occhio all'opuscolo per le uscite scolastiche O_o


E anche le foto del sito fanno venire la scimmia di potere avere tutto questo un giorno, certo, ma siamo contenti anche della nostra collezione in crescita (e di cui la maggior parte deve arrivare dall'Europa ancora >_>) e fa piacere sapere che esiste questo genere di posti creati per il puro piacere di condividere una passione. Sicuramente un luogo che visiteremo prossimamente :D


giovedì 13 giugno 2013

Quando il troppo è Troppo :V

Il destino è bizzarro a volte. Stamattina sul giornale ho letto il post di un blog mirato a far vedere di ogni angolo del mondo video ed esperienze, in questo caso riguardante la nostrana pizza e che mi ha fatto accapponare la pelle, mentre stasera prima di saperlo Ilaria ce ne ha preparata una ottima! :D Riporto il capo di accus... l'articolo di cui sopra. (fonte glober.tv)

Viaggiare in capo al mondo per una pizza

La poutine è in Québec quel che il sushi è in Giappone... e quel che la pizza è in Italia! Un piatto simbolo, leggendario e che deve assolutamente essere assaporato sul posto per riuscire ad apprezzarne il reale valore. Non c'è niente come una pizza preparata da un italiano esperto per mangiare bene!

Che preferiate il prosciutto ai pepperoni o le zucchine ai peperoni, non è semplice trovare una combinazione di ingredienti che non metta l'acquolina in bocca. E se la curiosità è troppa, potreste farvi invitare nella cucina di un ristorante in modo da assistere ad ognuna delle tappe, dalla spettacolare preparazione dell'impasto al momento in cui sentirete gli aromi provenienti dal forno a legna. Tentante, no?

Ma cosa differenzia la pizza dell'Italia da quella del ristorante all'angolo? Il tocco locale. Senza ricadere nel luogo comune della mamma italiana col mattarello, basta pensare ai secoli di lavoro minuzioso, in cui ogni procedimento è affinato all'estremo, e dove ogni pizza è realizzata esclusivamente con gli ingredienti locali freschi. Senza dimenticare le ricette famigliari (e segrete) trasmesse di generazione in generazione. Un savoir faire unico al mondo, insomma! Questo è il segreto della pizza italiana.

Se siete delle buone forchette, una gita in Italia sarebbe senz'altro il viaggio culinario migliore della vostra vita. Buon appetito!

Guardate il video sullo stesso argomento: http://glober.tv/fr_CA/videos/bouffe/voyager-au-bout-du-monde-pour-une-pizza/422/

Blogger : Marie-Eve Vallières

Chissà perché mi è venuta in mente questa scena leggendo.

Ora, cercando di focalizzarmi sulla parte che è evidentemente ammirazione da parte della sua autrice, mi rendo ben conto che vuole rendere omaggio alla tradizione italiana, però ho avuto l'impressione si superasse un limite che credo di avere anche al di sopra dell'italiano medio, anzi mi sa qualcuno mi considererà eretico dopo questo articolo XD

Mi piace l'espresso ma anche il caffè americano da Starbucks. La pizza similtradizionale che fanno qui generalmente non ha gran che da invidiare a quella degli autogrill. Ci facciamo quattro risate al supermercato delle più fantasiose ricette "italiane" perché si sa che in realtà non c'entra una mazza. Insomma eravamo preparati a mangiare italiano vero solo preparando in casa e in realtà alcune cose made in Canada ci piacciono più del previsto, prese per quel che sono.

Ma paragonarmi la pizza alla poutine no.

La poutine è in Québec quel che il sushi è in Giappone... e quel che la pizza è in Italia! 

Dicesi poutine un piatto dalla pronuncia che soprassediamo e composto da patatine fritte ricoperte da salsa gravy (derivata da pollame o vitello magro in genere) e formaggio fuso, di cui svariati posti in Québec si bisticciano l'origine. Oltre a questi ingredienti base ognuno ha la sua variante con questa o quella aggiunta. Abbiamo visto anche la versione italiana. (sigh! NdIlaria) Con il sugo. Celeberrima, la vendevano anche in piazza di Spagna, no? :V La foto non ce la metto, se volete cliccate qui.

Non è certo malvagio, se ci si prepara psicologicamente alla botta calorica, e sembra incarnare l'american way in un piatto di patatine a un livello inquietante per la provincia francofona canadese, ma ce ne passa a metterla a paragone della pizza :P

In effetti di cose incredibili ce ne sono passate davanti nei menu e nelle pubblicità in questi mesi:

Pollo alla parmigiana, mi piace però non mi pare
tradizionalmente italiano come pubblicizzano...
Pepperoni? Sì, mi andava un piatto vegetariano...
Come? Non è vegetariano?
Per gli eterni indecisi, versione culinaria del biathlon.
Per non parlare dell'hamburger con il sugo, pizza con l'ananas (ARGH! NdIlaria), lasagna e pizza con il pollo, la salsa Alfredo, i beefaroni, e l'aglio su qualsiasi cosa non ci mangi per prima. Tutto rigorosamente traditionnel come gli ingredienti che il più delle volte sono pubblicizzati come italiani e in realtà prodotti in zona. Il vantaggio è che i prodotti arrivano più freschi e credo siano controllati seriamente, non mi pare ci siano state mucche pazze o mozzarelle blu, lo svantaggio è che le stesse mozzarelle "tradizionali" costano come se fossero davvero importate e fondamentalmente sanno di poco, il che è un ostacolo mica da ridere per ricreare i sapori dello stivale.

Tutto sembra portare alla conclusione che la gente del posto adora l'italiano, ma non lo sa cucinare. Un po' come il mio rapporto con la chitarra e i picchiaduro :V