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giovedì 5 marzo 2015

2 anni di Canada... ça va sans dire: considerazioni sparse!



Ieri sono stati 2 anni di Canada per noi (evviva evviva!)
In questi due anni (che sembrano a volte molto meno, a volte molto di più) abbiamo raggiunto molti traguardi e, come tutti i grandi anniversari, è tempo di fare un punto della situazione.

La prima cosa che mi viene in mente è: devo fare una rettifica su una cosa affermata qui sul blog mesi addietro.
Forse qualcuno di voi ricorderà il mio messaggio di qualche tempo fa dal titolo "Ma dove vai in Canada che fa freddo?" in cui affermavo baldanzosa "Eppure vi dirò una cosa: a me questo freddo incredibile non sta creando il minimo problema"
Beh. Era più facile dirlo stando in casa :D Questo inverno l'ho passato interamente "fuori" (dove per fuori non intendo che il marito mi ha gettata all'addiaccio, intendo che sono uscita ogni giorno per andare a lavoro) ed effettivamente l'ho sentito sulla mia pelle (soprattutto l'hanno sentito i miei giorni di malattia visto che me li sono usati tutti a ridosso di un mese per via di una fastidiosa e persistente infezione respiratoria). Posso dire che è stato il mio primo vero inverno vissuto e non visto da dietro una finestra e beh: è roba seria.

Per il resto confermo quanto detto nel post: l'efficienza della città è notevole per affrontare il freddo e quello che ne consegue (ghiaccio e neve) e l'organizzazione personale è essenziale.

Ho retto tutto l'inverno con un abbigliamento abbastanza "standard" e multistrato.. Pantacollant, jeans, calze di spugna ma alte (non i fantasmini, per intenderci), buone scarpe da neve, canottiera, maglietta a maniche corte e felpa più giaccone con cappuccio annesso. Niente di ultra tecnologico insomma ma sempre con guanti + berretto + sciarpa. Rispetto a Roma diciamo che ho messo una giacca più pesante, non i miei soliti anfibi ma delle scarpe più serie e uno strato in più (pantacollant + canottiera che non indossavo più o meno dai sei anni.) e grossi problemi non li ho avuti .. tranne un giorno che ho aspettato con non chalance un autobus per 26 minuti a -30 gradi e poi l'ho scontata.

Niente di non affrontabile e assolutamente accettabile visto i benefici del vivere qui, ma comunque non da sottovalutare.

Seconda cosa: ho finalmente ricevuto il mio permesso di residenza permanente :) Ho un bel timbrozzo sul passaporto che certifica che posso effettivamente rimanere qui: non ho più la data "di rientro" modello scadenza del latte. E sono in attesa del mio tesserino fotografia-munito che attesta la cosa ufficialmente!
In tutto la pratica del ricongiungimento familiare ci ha messo 1 anno e otto mesi: un anno e mezzo per il permesso di lavoro e pochi mesi per la residenza permanente (che abbia aiutato il fatto che una settimana dopo l'arrivo del permesso abbia iniziato a lavorare full time?)
Il giorno dell'appuntamento con l'immigrazione, ho trovato ad attendermi una stanza piena di
persone: tutte come me in attesa della residenza permanente ed alcuni dipendenti estremamente gentili e sinceramente contenti per il fatto che fossero con noi in un giorno così importante.
Personalmente mi sono commossa come una bambina: ho aspettato a lungo questa cosa e non vedo l'ora di poter richiedere anche la cittadinanza.. adoro l'idea di avere due cittadinanze di due Paesi che amo: uno per la mia origine e le tradizioni che porto dentro di me, uno per il mio futuro e che ho scelto per la mia famiglia e le mie speranze di benessere.
Oh insomma. Fa parte delle considerazioni il guardarsi indietro e fare bilanci: a distanza di due anni abbiamo entrambi un lavoro, siamo in affitto in una bella casa, io ci metto 15 minuti per andare a lavoro con un autobus diretto e mio marito ci va a piedi. Abbiamo una macchina (usata ma svolge il compito di portarci in giro) tutte le nostre cose sono arrivate da Roma, i nostri gatti sono tutti insieme qui. Abbiamo aperto i nostri due conti in banca, abbiamo telefono e internet, il nostro giro di amicizie ed i nostri posticini dove andare a mangiare. Io, personalmente, riesco a camminare agevolmente su neve e ghiaccio ed è qualcosa di importante.

Terza cosa: mi mancano i miei amici, mi mancano moltissimo i miei genitori e la mia famiglia rimasta in Italia. Mi manca il cibo buono, mi manca orrendamente la mozzarella che non riesco a trovare ed il prosciutto crudo che è illegale in Canada (!!) ma nello stesso tempo mi rendo conto che non ho la minima voglia di rimettere piede in Italia. Non so se è carattere, fortuna, soddisfazione personale ma vedo moltissimi italiani che non riescono a tagliare il loro rapporto con il Paese mentre io, francamente, non ho la minima intenzione di tornarci se non per riabbracciare gli affetti e rotolarmi nel buon cibo. (ottimi motivi, per carità.) e anche lì ho i miei dubbi.. Preferirei di gran lunga, in uno slancio di egoismo bieco, avere la possibilità di mostrare la bellezza di questo posto, le mille sfaccettature della mia nuova vita a chi amo piuttosto che tornare agli affanni e alle preoccupazioni condite con l'olio buono. Ma penso sia una questione molto personale che probabilmente con il tempo cambierà (dopotutto sono ancora ggggiovane. Dall'alto dei miei 33 anni che ancora vengono scambiati per 25 in qualsiasi Paese vada. Evidentemente essere geek e giocare molto ai videogiochi rende giovani più delle creme!)

Quarta cosa: quando ero fanciulla e mi piaceva fare la tipa profonda, una delle mie frasi preferite era "la felicità è un modo di vedere" ed effettivamente è rimasta una delle mie preferite e bene si adatta alla nostra esperienza in Canada. Continuo ad accorgermi che la gente rimane abbastanza colpita dalla nostra scelta, molti mi fanno i complimenti e mi dicono che siamo stati molto coraggiosi. Io penso che non sia un discorso di coraggio ma di modo di vedere le cose. A distanza di due anni mi rendo conto che abbiamo fatto la scelta giusta. Se avete in mente di andare via, se davvero avete le spalle al muro ma anche se "semplicemente" non siete soddisfatti di come vanno le cose, vorrei condividere con voi quello che ha fatto andare via me: abbiamo solo una vita da vivere su questa Terra e molte delle cose che ci capitano non sono direttamente legate alla nostra volontà. Ma molte altre si, compreso il dove vogliamo vivere. Se anche voi come me avete pensato "Ma voglio viverla così tutta la mia vita?" sapendo che fuori c'erano altre opportunità, altre persone, altre cose da scoprire.. allora aprite il browser e cominciate a cercare. Non partite senza un piano, documentatevi: è tutto online, basta cercare. E sempre sui siti ufficiali, indipendentemente se in Canada o meno.

Come sempre, auguro di cuore a tutti i nostri lettori che vogliono veramente cambiare vita, di finire tra due anni a dire "cavolo abbiamo fatto bene": non rinunciate a quello che volete, anche se ci vorrà del tempo. E non pensate che sono cose che vanno fatte a 20 anni e poi "è troppo tardi": il problema dell'età è qualcosa di squisitamente italiano. Qualsiasi cosa si voglia fare, ma per davvero, siamo solo noi quelli che pongono i limiti.

(sto diventando vecchia ma a volte sono ancora una tipa profonda.)

domenica 11 agosto 2013

Nerd in Italia?

Una parte ambientazione antica, una parte anacronismo inserito a forza, una parte computer graphics, stereotipi quanto basta: ecco la ricetta di Croods della Dreamworks. Il "cinema" a richiesta sul touch screen nel sedile di fronte mi da occasione, già che devo passare 8 ore seduto, di aggiornarmi su alcuni film che mi ero perso e sballarmi irrimediabilmente il fuso orario. 

Sulla playlist mentale che mi sono fatto si inizia con Bolt, poi i Croods, I 5 cereal... ehm Le 5 leggende e infine mi è venuta voglia di rivedere Wreck-it Ralph, così faccio 50-50 Disney e Dreamworks. Credo sia sintomatico che mi sia venuta voglia di scrivere questo post durante Croods... Shrek ed altri mi sono piaciuti, ma qui ho l'impressione si sia tirata un po' troppo la corda. Capisco che ormai sono argomenti "popolari", ma in un film di base per bambini bisogna per forza farcire con continue battute sul padre fissato, la suocera e l'adolescente ribelle? Tuttavia non mi ha impedito di farmi prendere il magone alla fine del film ç_ç (e tentare di nasconderlo agli altri senza il buio del cinema)

Dintorni di Grenoble
Si ritorna in "patria" per una settimanella, giusto il tempo di risolvere alcune questioni burocratiche per le quali devo purtroppo ancora recarmi di persona. Dato che tornerò felinomunito e con una valigia di cose dall'Italia, sono contento visto che credo di aver già dato per il versante controlli antiterroristici. Ho promesso di non combinare casini in aeroporto, però ci si sono messi d'impegno :P

So che esistono controlli a campione dei passeggeri quando passano ai raggi X, anche se la macchina non è sicura, però mi sembravano decisamente paranoici :V Mentre brandiva la bacchetta magica alla ricerca di sgami, l'addetto sosteneva nell'ordine che il rilevatore poteva essere scattato per: 
- componenti metalliche nelle scarpe da tennis (che però hanno la suola visibilmente morbida, prova che lo ha convinto a non farle brillare dagli artificieri),
- la fede,
- i bottoni dei jeans (la prossima volta parto in tuta :|)
- infine che dei residui di alluminio dal deodorante spray potevano anche loro essere causa di rilevamenti.

E meno male che avevo promesso, altrimenti potevo suggerirgli la supercasseule prematurée avec échappellement à droite che notoriamente se oblurascata a dovere anziché no a coppie. Non soddisfatto dei controlli con lo scanner portatile sono stato pure portato ad una novità, almeno per me, lo scanner a "onde millimetriche" con rilevamento automatico. Si tratta di una camera delle dimensioni dell'ingresso delle banche in Italia, con tanto di orme su cui posizionarmi alla "Invito a cena con delitto". Il tizio pigia un tasto, girano le porte intorno alla stanza, per fortuna ci vuole meno tempo che a chiedere "Già fatto!?" e a monitor esce fuori l'esito "Non terrorista", lasciandomi finalmente libero. Alla faccia del controllo a campione casuale.

Tutto sto casino e poi a bordo abbiamo posate di plastica e cuffie che se uno ha mai giocato a Hitman è abituato a considerarli armi di distruzione di massa. Cuffie peraltro pulciosissime ma meglio che infilare le dita nei contatti. Il paio che mi sono portato a casa dopo l'ultimo viaggio l'ho usato a mo' di antenna dello stereo… se mai viaggiate con Air Canada (o Air France e altri del resto) avrete per le tratte di questo calibro il servizio di video/musica/TV/giochi on demand, la scelta è buona ma portatevi le vostre cuffiette e non vi aspettate siano tutti disponibili in italiano :P

"La qualità audio è come usare due lattine con uno spago, però..."


D'altra parte ho già avuto modo di confrontare qualche volta la sicurezza aeroportuale canadese e italiana, e la prima è sempre stata più severa, anche per via della vicinanza agli Stati Uniti. Quella americana dovrebbe essere ancora più paranoica, con buon motivo. Non ho gran voglia di provarla per il momento :P Di certo l'immigrazione con gatti al seguito sarebbe ancora più travagliata.

All'arrivo all'aeroporto subito mi sento in patria: restiamo in attesa 30 minuti in attesa di un terminal libero per lo sbarco, seguito da una fila alla Bozzetto ai controlli dei passaporti e l'ormai scontata attesa del bagaglio al nastro, appena quanto basta per pensare al furto. Questo intrecciarsi di macchine nelle corsie come fossero fili di un braccialetto, questi semafori ignorati, questo caldo aberrante d'agosto... sì, sono tornato a Roma XD

giovedì 1 agosto 2013

Guide du citoyen 2013-2014 di Montréal-Nord e considerazioni sparse



In questi giorni mi hanno gentilmente fatto pervenire (Grazie Ginette <3) la Guida del cittadino 2013-2014 di Montréal Nord.

Si tratta di un libretto ben organizzato, di circa una ottantina di pagine, che copre tutte le informazioni che un cittadino del nostro quartiere può trovare utili per vivere al meglio i servizi del quartiere e conoscerne le regole.

Inutile dire quanto per me sia una miniera di informazioni: non solo perché spiega cose solo all'apparenza ovvie ma anche perché permette di capire veramente come è organizzato il quartiere e che risorse offre.

Prima di procedere oltre, è doveroso fare una premessa. Montréal Nord era un nucleo abitativo indipendente da Montréal ed è stato inglobato nella città il 1° Gennaio del 2002.

Come si diceva alle elementari, confina ad ovest con i quartieri di Ahuntsic-Cartierville, a sud ovest con Villeray–Saint-Michel–Parc-Extension, a sud con Saint Leonard, a sud est con Anjou, e ad est con Rivière-des-Prairies–Pointe-aux-Trembles.
La zona di Montréal - Nord evidenziata all'interno dell'Isola di Montréal 
La superficie del quartiere è di 11mq2 e ci vivono 83,868 persone (dati del 2011) con densità 7,576.2/km2 (19,622/sq mi).

Per farvi capire la differenza: il quartiere di Monte Sacro a Roma, dove ho vissuto gran parte della mia adolescenza, ha una superficie 2,2629 km² abitanti 32 536 (dati del 2010) con densità 14 378,01 ab./km²

Quindi qui si sta decisamente più larghi XD soprattutto se si pensa che i due quartieri presi in considerazione hanno praticamente in comune solo che fanno parte della mia vita :D visto che dal punto di vista architettonico, in questa zona, ci sono pochissimi condomini e molte villette unifamiliari o bifamiliari... il che ovviamente incide sul concetto di densità (un conto è un palazzo di 5 piani con 4 famiglie a piano e un conto è dove viviamo noi ora che siamo 5 comprendendo i padroni di casa..)

Sulla guida al cittadino c'è una interessante coppia di pagine dedicata al profilo socio-demografico del quartiere. Fondamentalmente Montreal-Nord è un quartiere giovane (18% degli abitanti sono tra 0 e 14 anni mentre nel resto della città sono il 15%) ma c'è anche una bella percentuale di anziani (il 20% della popolazione ha oltre 65 anni) e di quello ce ne eravamo accorti andando a fare colazione la mattina nel nostro Dèli preferito: età media notevole!

Una delle cose che mi sta affascinando del Canada è la gestione degli immigrati: prima di arrivare ero rimasta colpita da un pdf scaricabile dal sito ufficiale che iniziava a spiegare come organizzare il proprio trasferimento nel Paese e cominciava dicendo "Cambiare Paese è una scelta difficile e noi ti ringraziamo di aver scelto il Canada"

L'eco delle polemiche relative agli immigrati in Italia arrivano fino a qui e mi verrebbe da rispondere: impariamo dai canadesi! Sono ormai quasi 5 mesi che abitiamo qui e mai una volta mi sono sentita emarginata, bistrattata, scrutata, sospettata di qualche cosa. La società canadese è fondata sull'immigrazione sana: entrare è difficile ma quando entri la valorizzazione della forza lavoro che porta una persona che viene da fuori è considerata fondamentale. E questo si capisce camminando per le strade, dove si sentono tante lingue diverse ma tutti cercano di comunicare con l'inglese ed il francese. Si capisce anche leggendo sempre le pagine della guida, quando viene fuori che il 40% degli abitanti del mio quartiere parla francese ed inglese, il 54% solo francese, il 6% né il francese né l'inglese o una terza lingua. Il 33% delle persone che vive qui è immigrata ma i dati sono un po' vecchi, del 2006 ma soprattutto di questo 33% il 30% viene da Haiti ma il 18,5% è italiano. Al punto tale che è la seconda lingua più parlata a Montréal e la terza più parlata a Montréal-Nord.

Dopo tutti questi numeri viene da chiedersi: ma è vero che l'immigrazione qui è trattata diversamente che da noi? SI. Gli italiani a volte si dimenticano da dove vengono ma qui troviamo la radice della nostra storia: qui ci sono i famosi italiani che sono partiti per trovare fortuna, generazioni fa, e molti l'hanno trovata. Sono italiani che hanno rischiato tutto ed ora i figli ed i nipoti ne beneficiano e molti si sentono più italiani di tanti compatrioti con cui ho avuto a che fare.

Ho vissuto per diversi anni in città diverse da Roma e soprattutto a Genova ho sempre sentito fortemente la necessità di farmi sentire una straniera. Nel mio Paese. È imbarazzante (e penso sia il termine giusto) rendersi conto di come siano molto più tolleranti ed empatici i canadesi che abbiamo incontrato fino ad ora di tanti italiani nei confronti di altri italiani. (!)

Lungi da me fare una ramanzina sull'argomento eh :) ma non si può non pensare queste cose vivendo qui. Dove l'unica volta che mi è stato fatto notare che ero italiana è stata per dire "Che bell'italiano che parlate" mentre ero in giro con le amiche. Mentre non si perdeva occasione a Genova di dirmi che ero romana e "ma sei venuta qui perché a Roma non c'era lavoro?!" ... (sic.)

Ma tralasciando queste tristi parentesi del mio (per fortuna) lontano passato, torniamo alle informazioni della Guida. Sempre per fare parallelismi: le prime pagine della guida prendono il nome di "Gestione e democrazia" e presentano il Conseil d'arrondissement ossia i consiglieri che insieme al sindaco di Montréal-Nord sono a capo della politica dell'area e soprattutto rappresentano i cittadini di Montréal-Nord nel consiglio municipale, composto dal sindaco di Montréal e da 65 eletti provenienti da tutti i quartieri della città.

Si tratta di 5 signori sorridenti e 3 di esse sono donne. Esatto. Tre su cinque. Ognuno di essi si presenta con una breve descrizione della loro vita da politici e mi domando in una brochure del genere a Milano come verrebbe descritta la Minetti ... 

Dice la guida
"Avete delle domande, consigli, richieste? Vi invitiamo ad assistere alle assemblee pubbliche del consiglio del quartiere."
Si peccato che a queste assemblee pubbliche partecipino di persona anche i consiglieri: in questo modo è possibile esporre i propri problemi direttamente ad una persona che si prende la responsabilità nei confronti dei cittadini del suo quartiere.

Sempre nella guida è possibile trovare un dettaglio di dove sono finiti i soldi dati a Montréal-Nord oltre a quanto si decide di investire nel 2013 e perché (cito:"Il quartiere ha pianificato un investimento di più di 3,5M $ nella ristrutturazione dei parchi nel 2013. Segue il dettaglio di cosa si farà.") 

Mi rendo conto che la cosa sta prendendo una piega polemica e mi trovo solo a pagina 18....
Probabilmente scriverò ancora un articolo o due su altre cose che ho trovato (soprattutto sul regolamento per gli animali, visto che noi abbiamo i felini e molti di voi ci scrivono dicendo che vorrebbero venire qui con i loro animali) 

Vi lascio con un'ultima cosa che ho trovato particolarmente carina ossia il programma "Un Enfant, Un Arbre" (un bambino, un albero)
Cito:
"I futuri parenti biologici o addottivi di Montréal-Nord che desiderano piantare un albero a nome di un figlio si possono iscrivere sempre al nuovo programma gratuito. Le iscrizioni sono annuali (da maggio a maggio) e la cerimonia annuale della piantagione si terrà sempre a maggio, proclamato mese dell'albero e delle foreste."

Aw. <3

domenica 7 aprile 2013

Un peso e due misure

Teoria e tecnica di spannometria,
riferimenti di misura ufficiale di una
mia ex gilda di WoW 
A volte a Montreal ho l'impressione di trovarmi a metà fra l'immagine che ho dell'Europa e degli Stati Uniti, forse per la mescolanza quotidiana fra le lingue di ogni angolo del mondo ad esempio, ovviamente con francese e inglese in testa, ma non è così raro come si potrebbe pensare a prima vista trovare un altro italiano in giro per la città, e finora ci sono capitate persone contente di parlarlo, anche negozianti che l'Italia non l'hanno mai vista e sanno la lingua grazie ai genitori :) Moltissimi prodotti poi sono originari di altri paesi del mondo e poi importati oppure prodotti qui.

Da un altro canto, l'atmosfera generale di efficienza che respiro qui mi ricorda l'idea che ho degli americani nostri vicini a sud. Certamente capita che la metro si guasti, che la neve rallenti gli autobus, che qualcuno faccia ritardo, che faccia semplicemente un freddo ragguardevole XD, che esistano ladri, truffatori e bugiardi da cui stare alla larga, che dei politici intaschino soldi o non rispettino gli impegni... non è mica perfetto, ma la parola magica per me è che tutto comunque funziona. Cosa che non posso dire di ogni luogo del mondo purtroppo. Ma mi sto allontanando dal motivo per cui ho iniziato a scrivere oggi :V

Sistema universale di misura (stadio sperimentale)
La multiculturalità del paese induce oltre alla doppia lingua ufficiale anche la doppia misura, troviamo infatti qui sia il sistema metrico decimale (o sistema internazionale o ancora SI) che il sistema consuetudinario USA. Quest'ultimo è generalmente simile a quello imperiale britannico con qualche differenza complicata che può creare confusione specie sui volumi, questo mi aiuta a non sorprendermi che si sta tentando progressivamente di passare al sistema metrico... Non so se succederà mai, ma è assai più probabile rispetto a vedere un giorno tutto il mondo con lo stesso standard in elettricità :P

Per quanto riguarda l'utilizzo di ogni giorno, appare comunque predominante il sistema metrico, il secondo lo accompagna spesso ma laddove ce ne sia solo uno dei due mi pare sia sempre il nostro caro vecchio SI. Ad esempio dal benzinaio si vedono i prezzi espressi in centesimi al litro (negli Stati Uniti in dollaro al gallone invece), oggi si attestano a 138,7¢/l per la benzina e 142,3¢/l. Al cambio di oggi sono 1,0495€/l e 1,0767€/l rispettivamente. Mi pare si stiano lamentando per i prezzi stratosferici. Fate voi. Oggi divago troppo facilmente XD

Nonostante la prevalenza apparente del sistema metrico, spesso pero è una facciata: troviamo sia dimensioni difformi ma abbastanza plausibili per beni che conosciamo (pacchi di pasta da 375 grammi anziché un più "pratico" 500) sia misure all'apparenza arbitrarie che tradiscono l'origine del sistema USA (come nella foto a fianco)

Unità di misura multiple
Le ricette sono spesso in formato US, per questo molti libri di cucina che vediamo c'è una tabella comparativa per facilitarne l'uso ed evitare di appesantire il testo. Questo è specialmente utile quando i libri sono più datati oppure ancora di altre regioni che usano le stesse parole per quantità differenti. Un contenitore graduato nei vari formati è abbastanza fondamentale per evitare di impazzire :P

È comunque consigliato di trovarsi dei punti di riferimento per fare dei conti approssimativi e avere almeno un'idea di quel che si ha davanti :V

Alcuni esempi che uso personalmente, molto approssimati:

- una libbra vale quasi mezzo chilo (1 lb = 0,454 kg).
- un pollice vale 2,5 cm (1 in = 2,54 cm).
- una yard vale 3 piedi che a loro volta sono quasi 1 metro, però 10 piedi sono esattamente 3 metri (1 ft = 0,305 m).
- un miglio è un chilometro e mezzo (1 mi = 1,609 km).
- 10 piedi quadrati equivalgono a 1 metro quadro (1 sq ft = 0,092 mq l'uno), utile per guardare gli annunci degli affitti, anche se non tutti lo indicano :P
- un'oncia vale 30, che siano millilitri per i fluidi (1 fl. oz. = 29,6 ml) o grammi per i pesi (1 oz. = 28,3 g).
- un gallone è una cosa brutta e scomoda che vale dai 3,8 ai 4,5 litri a seconda dei casi :|
- la tonnellata è un'infame che varia a seconda della lettera muta che può avere >_> (1 ton "US" = 1 "short ton" = 2000 lb = 907 kg; 1 ton "metric" = 1 "long ton" = 1 tonne = 1000 kg).
- i Fahrenheit sono dei gradi incredibilmente utili per spaventarsi guardando il termometro digitale, es. "Ommioddio, 102 gradi!" ma per il resto, se proprio serve, ricordarsi che 0°C = 32°F, 36°C = 97°F, 100°C = 212°F, per la cucina approssimo 180°C = 350°F, 250°C = 500°F, 325°C = 600°F.

Faranno pure arricciare il naso a qualcuno magari, ma fanno discretamente il loro lavoro :V

mercoledì 27 marzo 2013

Merci de choisir le transport collectif!


Piccolo disclaimer: l'argomento in questione si basa sul confronto Italia-Quebec. O meglio ancora. Roma-Montreal ed il trasporto pubblico di queste due città. Probabilmente sono stata fino ad ora fortunata. Non ve lo so dire. Prendetela come una analisi 1.0 .. tra qualche mese vi saprò confermare o meno quanto scritto qui.

"Grazie per aver scelto di usare il trasporto pubblico" lo trovi scritto un po' ovunque in giro per Montreal. Ovviamente lo trovi scritto soprattutto nella metropolitana e sugli autobus. E ti verrebbe da rispondere "Ma grazie a voi!"

Io non ho la patente. Sono 31 anni che mi sposto con i mezzi pubblici e quindi questo è un argomento che conosco bene.

Sono qui a Montreal da 23 giorni ed ho avuto modo di cominciare a girare con l'autobus e la metro.. prima con l'approccio "turistico" ma da una settimana buona con l'approccio "lo uso perché in questo posto ci vivo"

In particolare lo uso per andare al corso di francese 3 volte a settimana che è a circa 11 km di distanza da dove vivo e ci arrivo in un'oretta prendendo un autobus e la metropolitana (considerando anche una decina di minuti complessivi di camminata all'arrivo e alla partenza). La maggioranza del percorso me lo prende l'autobus perché mi porta fino alla fermata della Metro di Henri-Bourassa. Da lì, sono solo 5 fermate di metro fino a Beaubien.

Gli autobus passano ad orari stabiliti, e già questo di per se è MOLTO diverso da Roma.. soprattutto per il piccolo particolare che gli orari vengono rispettati. Non solo. In caso di maltempo (cosa che qui accade molto spesso..) gli orari vengono aggiornati tramite internet ed è possibile controllare dove si trova l'autobus che aspetti e sapere precisamente quando arriverà.


Diciamo che in situazioni "tranquille" (da quando sono qui ho trovato praticamente solo un giorno serio di neve) gli autobus funzionano alla grande: sono frequenti e mi è capitato di vedere l'autista (spesso donna) che invitava a non salire per non creare disagio agli altri passeggeri: dimenticatevi quindi gli autobus modello India dove la gente si attacca fuori dal finestrino. La frequenza degli autobus è impressionante e fino ad ora non mi è mai capitato di aspettare più di 10 minuti (ovviamente sulla tratta che faccio io da Montreal-Nord a Petite Italie dove si trova il mio corso). Questa mattina mi sono vista passare l'autobus davanti causa semaforo rosso e dopo 5 minuti ne sono arrivati 2. Nella stessa fermata ne arrivano complessivamente 3 di cui 2 utili al mio percorso.

Stesso discorso per la metropolitana: la prima cosa che mi ha colpito è l'odore. Chiunque ha messo piede nella metropolitana di Roma viene subito colpito da quella mistura di catrame, luogo chiuso e genere umano tipica della metro romana... Qui la metropolitana è pulita, come il resto della città. Funziona. Come il resto della città. E si invita OVUNQUE a rispettare questa cosa. Direi con ottimi risultati: cartacce e bibite abbandonate se ne trovano ma con una percentuale ridicola rispetto a Roma.

Direttamente dal sito in inglese della STM:
"Results of the cleanliness component of the awareness campaign
A survey conducted this past June via the Internet revealed that this campaign resonated with clients. It is very interesting to note that 91% of respondents saw at least one out of two posters, clients liked the campaign (86% liked it very much or somewhat) and the message was understood (97% mentioned one of the objectives of the campaign).
Impact of the campaign
According to the majority of respondents (88%), the campaign encouraged them to dispose of their newspapers or trash in the appropriate containers. Almost as many ( 83%) indicated that the campaign had a positive impact on their behaviour regarding cleanliness in the public transit network."



Mi è capitato di prenderla tardi la sera, dopo un concerto, e non trovi nessuno che ti infastidisce. Ci sono 4 linee metropolitane e la cosa che colpisce subito è che sono incrociate in diversi punti: a Roma, se vuoi cambiare metro, puoi solo passare per Termini con tutto il casino che ne consegue. Qui a Montreal ci sono diversi nodi di scambio.


Due sono i lati negativi: il primo è che la metropolitana non copre tutta l'isola ma una buona parte. Nella mia esperienza, per ora, non ho avuto motivo di andare in zone che non fossero comunque ben raggiungibili: io stessa, al momento, abito in una zona dove la metro non arriva direttamente... ma l'autobus (presente anche in versione express più veloce) è una soluzione ottima, pratica e comoda. Soprattutto per chi, come me, si faceva 3 ore e 30 per arrivare a lavoro a Roma Est da Torvajanica (ma erano pur sempre 43km.. con in mezzo Cotral, Metro, Treno e Autobus.)
Insomma: le zone esterne alla metropolitana sono comunque coperte da una rete di superficie ottima.
Tanto per darvi un'idea: questa è la mappa dei trasporti. Dove gli autobus sono segnalati anche con il numerillo... 

Il secondo lato negativo è il prezzo del biglietto: qui costa di più ma funziona bene. Una corsa viene circa 3$ ossia 2,30€... 70 centesimi di euro più che in Italia: ma vi assicuro che la qualità del servizio è nettamente superiore.

Sia per il trasporto sotterraneo che per quello terrestre si utilizza una carta chiamata OPUS, ricaricabile, ad un prezzo interessante: io sto usando la ricarica di 10 "passaggi" acquistata per 25$. La tessera mensile invece è estremamente conveniente per studenti ed anziani mentre quella per adulti viene 77$... un bel po' più costosa della nostra (ma continuo a pensare che la qualità giustifichi il prezzo) Fun fact: si può dedurre la tessera mensile dal pagamento delle tasse.

Per rendersi conto della differenza di qualità, comunque, direi che basta aprire il sito della STM (http://www.stm.info/) e l'ATAC (http://atac.roma.it) e provare a calcolare un percorso...

La metropolitana di Montreal è stata inaugurata il 14 Ottobre del 1966 ed aveva 26 delle 68 attuali fermate. Nel 2010 la metro ha trasportato oltre 7 biloni di passeggeri, ed è la terza metro più usata dopo New York e Mexico City. E' inspirata alla metro di Parigi (e si vede) ed alcune stazioni sono veramente dei capolavori.. ecco alcuni esempi:
Una delle vetrate alla stazione McGill
La metro di Place des Arts
La metro di Berri-UQAM


Forse non tutti sanno che

Direttamente dalla metropolitana è possibile entrare nella famosa Ville Souteraine di Montreal che è una grande invenzione per i giorni freddi e innevati e di cui parlerò più avanti :)

Esistono degli spazi dedicati ai musicisti messi a disposizione: sono contrassegnati da una lira bianca disegnata sul muro: esiste un vero e proprio regolamento per i musicisti ed addirittura una associazione per coordinarli tutti!

Alla partenza delle carrozze della metro, il suono di chiusura porte ha un suono caratteristico chiamato dou-dou-dou: questo suono è nato per un motivo fisico relativamente alla necessità di far partire più dolcemente la carrozza (tant'è che subito dopo lo fa anche il treno stesso XD) ed è diventato il "jingle" di chiusura delle porte della metro.

Qui di seguito un video molto interessante che non solo vi fa sentire il suono ma spiega anche come la società metropolitane di Montreal abbia chiesto ai propri clienti di SCEGLIERE il suono.





Niente da fare. Sta città mi fa innamorare ogni giorno di più.



venerdì 15 marzo 2013

Fun fact #1

 L'acqua fredda a marzo, 
quando apri il rubinetto, 
è veramente fredda.