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domenica 8 settembre 2019

Tester di videogiochi in Canada: a Keywords Studios' story :)



DISCLAIMER: Questo post non è sponsorizzato da Keywords, tuttavia se venite a lavorare con me e dite che vi mando io, potrei ricevere un bonus :) Grazie! - Ilaria
Ben ritrovati sulle pagine di Nerd in Canada! Dopo diversi mesi (anni?!) di silenzio, stamattina, complice la pioggia e i cartoni animati con i bambini, ho deciso di condividere con voi alcune informazioni relativamente a.. come diventare un tester linguistico di videogiochi, ed in particolare, come farlo in Canada.
Da Marzo ho la fortuna di lavorare come tester italiana di videogiochi presso Keywords Studios qui a Montreal ed in questo periodo la mia azienda è alla ricerca di italiani! :)

Quindi, se siete appassionati di videogiochi come noi e state cercando una opportunità all’estero, le due cose potrebbero andare a braccetto!




Lavorare nei videogiochi in Canada
Montreal è un eccellente punto di riferimento per il mondo video ludico, in particolare è il quinto game hub del mondo per l'ambito. La città è infatti diventata la sede di molte aziende di sviluppo di videogames (più di 170!): girando per il centro, è possibile trovare nomi famosi del settore quali Electronic Arts, Gameloft, Warner Bros Games, Square Enix, Eidos, Behaviour Interactive ed ovviamente Ubisoft, che qui a Montreal ha il suo quartiere generale per il Nord America (con tanto di università). Ma non solo: molte aziende indipendenti stanno andando incredibilmente bene ed il mercato dei videogiochi in generale offre molto lavoro. Una carriera nel mondo del testing, potrebbe essere il trampolino di lancio per poi spostarsi a lavorare presso uno sviluppatore!

Ma in cosa consiste nel dettaglio fare il tester linguistico? L'uso del termine 'linguistico' potrebbe far subito pensare ad un lavoro squisitamente grammaticale (errori di battitura, grammaticali e di sintassi). Tuttavia, il lavoro di controllo di qualità va oltre:
  • testi non tradotti (con conseguente blocco di testo in inglese o giapponese..!)
  • terminologia utilizzata in maniera incoerente nell'interfaccia (ad esempio: se una armatura, una volta equipaggiata, aumenta la 'mobilità' del personaggio ma nella descrizione si parla di 'velocità')
  • alcune lingue hanno problemi di caratteri non correttamente visualizzati (pensate al russo o al cinese): i loro tester devono quindi assicurarsi che tutto sia visualizzato bene.
  • Referenze culturali non appropriate
  • Informazioni specifiche del proprio Paese che sono localizzate male (pensate ai CAP o al modo in cui scriviamo gli indirizzi in generale)
  • Errori in date, orari, conversioni, numeri o simboli monetari
  • Caratteri tagliati, stringhe incomplete o mal visualizzate
  • Probemi di interfaccia utente o di esperienza di gioco legate alla localizzazione
  • Elementi grafici non correttamente localizzati
  • e la lista potrebbe continuare per un bel po'... :D
È quindi un lavoro veramente di controllo della qualità e di amore per la propria lingua e cultura: cosa che, personalmente, me ne ha fatto innamorare.
Avere una buona padronanza di grammatica e sintassi è essenziale: al momento dell'application, infatti, si deve superare un test di conoscenza per la lingua che si andrà a testare. Bisogna, ovviamente, avere una notevole attenzione al dettaglio e posso assicurarvi che, con la pratica, quest'ultima viene molto allenata! (fun fact: troverete errori ovunque..)

Amare i videogiochi poi è un plus: è davvero emozionante partecipare attivamente allo sviluppo di un videogioco, vederlo crescere ad ogni nuovo aggiornamento, avere a volte la fortuna di proporre delle modifiche e di vederle poi in gioco pensando:"Cavolo! Questa cosa è tutta mia! L'ho proposta io!". È una sensazione meravigliosa!



Pro e contro di questo lavoro Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare e parliamo di lati positivi e negativi di questo tipo di lavoro:
Lati positivi
  • non c'è bisogno di una specializzazione particolare per lavorare nel campo del testing linguistico oltre, ovviamente, alla padronanza della propria lingua madre.
  • è un ottimo modo per avvicinarsi all'industria del gaming se, come me, avete voglia di crescere in ambito video ludico.
  • se lavorate per una azienda grossa come Keywords (di cui parlerò brevemente nel dettaglio più avanti) avrete la possibilità di spostarvi, permessi di lavoro permettendo, il che porta ovviamente a moltissime opportunità interessanti.
  • è un lavoro estremamente dinamico: non sarete mai sullo stesso progetto per troppo tempo (tranne rarissime eccezioni) il che, a volte, è un bene perché potrete sperimentare giochi di ogni tipo, e magari trovare titoli che vi faranno giocare anche la sera!
  • la sede di Montreal penso abbia sinceramente una selezione umana incredibilmente fortunata: i miei colleghi sono in gamba e fino ad ora ho avuto una esperienza così positiva nel lavorare con loro che non ho voglia di guardarmi intorno. #kwsfamily <3
  • è possibile fare carriera sia all'interno (verticalmente) in ambito di LQA sia in linee di servizio parallele (FQA ossia il controllo di qualità funzionale, Player Support se volete lavorare con i giocatori e molto altro) il che potenzialmente permette di fare un sacco di cose!
  • è una occasione più unica che rara di vedere come funzionano i giochi "dietro le quinte" e capire moltissime cose relative al loro sviluppo.
  • ultimo ma non ultimo (anzi per me motivo numero uno!) la soddisfazione di vedere i vostri cambiamenti nel gioco e sapere che avete collaborato, nel vostro piccolo, alla qualità magari di un videogioco che amate <3
Lati negativi (ci sono anche nelle migliori famiglie)
  • lo stipendio all'inizio è basso (ma poi sale, dovete solo avere pazienza). Basso da fare la fame? No se siete da soli o in due. Ma comunque 'entry level'.
  • a volte si lavora su progetti che non piacciono. E questo succede un po' ovunque direi :D
  • gli orari sono ballerini perché variano in base ai progetti (ma è possibile dare una preferenza di disponibilità se ad esempio avete un visto di studio e dovete avere degli orari liberi dal lavoro)
  • i permessi di lavoro sono un mondo ampio e complicato e potrebbe essere impossibile rimanere nell'azienda in Canada *ma* nulla vieta, se siete bravi, di spostarvi ad esempio in una sede europea per poi trovare il modo di tornare!
  • il lavoro, se fatto bene, non viene notato dal giocatore e non se ne può parlare a causa della riservatezza (nemmeno a gioco rilasciato) il che lo rende un po' ingrato :D
  • siamo gli ultimi a mettere le mani sul gioco e spesso i tempi sono brevi. Alcuni difetti potrebbero arrivare alla versione finale anche se segnalati: può essere frustrante, ma voi avrete comunque fatto un buon lavoro!
Affrontiamo l'elefante nella stanza: il permesso di lavoro Per lavorare a Keywords avrete bisogno di un permesso di lavoro. L'azienda non può sponsorizzare per motivi legati alle regole dell'immigrazione canadese. Ho parlato un po' con il team di recruitement interno ed il consiglio ricevuto è quello di applicare per il Working Holidays Visa o meglio l'International Experience Canada. 



E infine.. una breve parentesi su Keywords Studios! Keywords Studios è una azienda nata in Irlanda che nel corso dell'ultimo periodo si è sviluppata incredibilmente grazie all'acquisizione di moltissime aziende in giro per il mondo. La sede di Montreal è un po' il punto di riferimento per l'America, mentre la sede di Dublino copre il mercato europeo, ma comunque Keywords è presente ovunque come ad esempio in India e in Giappone. L'obiettivo dell'azienda è quello di coprire diverse esigenze del settore tramite le specializzazioni in:
  • Art Services (design 2D e 3D, animazione, effetti speciali, cinematics)
  • Engineering (sviluppo software, realtà virtuale)
  • Audio Services (doppiaggio, effetti audio, post produzione)
  • Functionality QA (controllo qualità in ambito funzionale)
  • Localization (traduzione)
  • Localization QA (controllo qualità in ambito linguistico)
  • Player Support (social media management, community, assistenza ai giocatori)
     
Come potete facilmente intuire... c'è l'imbarazzo della scelta!

Nel caso abbiate la possibilità di lavorare qui in Canada, anche per un breve periodo, e amate i videogiochi prendete in considerazione di lavorare con noi di Keywords :) avrete la possibilità di conoscere tantissima gente simpatica, vedere come funziona il mondo dei videogiochi, rinforzare il vostro inglese (e francese) e vivere una esperienza che .. chissà.. potrebbe portare belissime novità!

Per maggiori informazioni potete lasciare un commento mentre, se volete provare ad entrare nella famiglia Keywords la mail di riferimento è jobs@keywordsstudios.com!

Edit: In molti avete chiesto un link più specifico :) https://www.keywordsstudios.com/careers/italian-video-game-tester-proofreader/ Non garantisco che le informazioni economiche siano aggiornate, ma è un buon punto di partenza per sapere qualche dettaglio :) Potete anche applicare tramite il link! Prima di applicare, informatevi per il visto!!! Il link è nell'articolo! In bocca al lupo e grazie per la lettura!



martedì 12 agosto 2014

[Parte prima] Importazione: come funziona?

Un tema ricorrente nelle domande che ci vengono poste riguarda l'importazione degli effetti personali. È comprensibile che sia difficile selezionare ciò a cui si tiene di più e si vuole portare con sé nella nuova vita all'estero, ma ci sono diversi aspetti funzionali, economici e legali per cui vi invito a non prendere sottogamba la questione.

Innanzi tutto, a livello puramente venale, il costo non è affatto trascurabile, un paio di scatole per via aerea non vi manderà alla canna del gas (anche perché le cucine sono quasi tutte elettriche) ma il lavoro di selezione va iniziato settimane e mesi prima della partenza. Ogni oggetto che portate con voi è un nuovo costo, in pratica dovete acquistarlo una seconda volta per averlo con voi ovunque andiate, e il suo prezzo dipende dall'ingombro e dal peso; inoltre sarà già usato e se non è di qualche marchio globale come Apple ad esempio la garanzia può considerarsi nulla, dato che rispedirlo in Italia per farlo riparare e successivamente rientrare pagando per giunta la dogana è di certo proibitivo.

Parlando di dogana, quando ottenete la vostra residenza permanente in Canada o altrimenti siete accetti a rimanere nel Paese, avete il diritto di portare i vostri effetti personali senza dover pagare la dogana, mentre per ogni spedizione di valore superiore a circa 20$ al di fuori da questo c'è da considerare il dazio aggiuntivo che mi dicono non sia mica da ridere, fortunatamente non abbiamo dovuto scoprire quanto fosse.

Nel trasporto aereo il peso è la componente maggiore del prezzo, è più veloce e facile da gestire per le piccole spedizioni, mentre la via marittima richiede più tempo (circa 3 settimane) ma è il volume l'aspetto più cruciale e conviene per spedizioni più grandi. C'è chi si porta la macchina, chi la mobilia, chi montagne di libri, o ancora phon, videoregistratori, tv, e ogni altro tipo di cose. Andiamo per gradi.

Prima di poter avere un preventivo del prezzo, dovete avere una buona stima di volume e peso di ciò che volete trasportare, non è affatto facile, anche perché molte cose dovrete probabilmente usarle fino a poco prima della partenza (in caso contrario pensate bene se vi serve veramente), ma il trasportatore ne ha davvero bisogno. Inoltre dovete sapere con precisione la data del trasporto, luogo di consegna e contenuto della spedizione perché il prezzo fluttua continuamente. Fate una lista man mano che preparate, vi aiuterà infinitamente in fase doganale. Ad esempio se stimate di portare un metro cubo di effetti personali per un peso di 200 kg, da quel che abbiamo ricevuto i preventivi possono tranquillamente superare i 1000€, se non lo fanno assicuratevi che si occuperanno anche dello sdoganamento alla destinazione e della consegna a domicilio. Solo ai fini di esempio, vorrebbe dire che state riacquistando i vostri effetti personali a 5€ al kg, o 1€ al litro. Può sembrare poco ma si sale in fretta. Molto spesso conviene vendere prima di partire e ricomprare una volta stabiliti, i vantaggi sono molteplici: minor ingombro, minor spesa per il trasporto, maggiore disponibilità monetaria, maggior durata media degli oggetti ricomprati, massima compatibilità dove applicabile.

Per quanto riguarda la natura della spedizione stessa, dovete rientrare nelle categorie permesse dal paese di destinazione, devono essere effetti personali non a scopo di lucro, e non essere soggetti ad pericoli per l'ambiente, per arginare il rischio tutte le spedizioni vengono fumigate prima della partenza.

In poche parole: il prezzo totale di quel che trasportate dipende da volume, peso e periodo di spedizione, ed è costituito da imballaggio, ritiro, trattamento, spedizione, eventuale dogana, pratiche di sdoganamento (servono comunque) e consegna.

Ora avete una stima del prezzo. Con ogni probabilità, preparatevi a fare la seconda selezione, e non sarà l'ultima. Se anche la stima rientra nel vostro budget, vi invito a leggere i nostri consigli su cosa portare e cosa lasciare. Certo qualsiasi argomentazione impallidisce contro il valore affettivo, ma anche i soldi non scherzano :P

Automobile
Iniziamo dal più grosso :P portare l'automobile è una soluzione estremamente costosa, ma non inaudita. Conviene quando la macchina ha un alto valore economico e affettivo, inoltre deve essere adatta alla guida nel nuovo paese. Al di là della posizione del volante, ricordiamoci che qui il diesel è molto meno diffuso della benzina, che l'inverno la neve è all'ordine del giorno e la temperatura arriva tranquillamente a -30°C. Ignoro quanto costi l'omologazione ma è certamente un altro componente al prezzo totale. Se proprio non potete farne a meno preparatevi a prendere un container esclusivo da almeno 20 piedi (6x2,5x2,5 metri circa).

Mobili
Come accennato, portare mobili è problematico, per evitare ogni sorta di bestiole che si annidano nel legno tutto viene fumigato, e la dogana si riserva di controllare accuratamente la vostra spedizione. Francamente, non mi vengono in mente situazioni per le quali converrebbe portarsi i mobili piuttosto che venderli o regalarli.

Libri
I libri generalmente sono pesanti e voluminosi per il loro valore, eventuali collane sono quasi impossibili da completare senza spendere il doppio per farsi spedire i mancanti, e probabilmente sarà qualcosa di cui solo voi potrete fruire.

DVD e affini
La stragrande maggioranza dei film è vincolata ad una regione, i sistemi per aggirare esistono ma sono scomodi e costosi, anche se non illegali finché ve li tenete per voi (li avete comprati voi dopotutto), e anche stavolta pochi dei vostri nuovi amici indigeni potrà giovarne. Potreste riuscire a cavarvela portandovi una console in grado di leggerli, ma con le dovute precauzioni, torneremo sull'argomento in una seconda parte.

Vestiti
Dato il clima, molti di noi prima di finire nel Great White North non avevano tutto il guardaroba adatto, ed a maggior ragione conviene fornirsi una volta arrivati (e già che ci siamo, possibilmente evitare di trasferirsi fra ottobre e marzo ^^;) Ci sono infinite occasioni di vestirsi sia dal nuovo che dall'usato, quindi non c'è motivo di non viaggiare leggero.

Ricordi ed effetti personali
Possibilmente la categoria più difficile da cui separarsi, non esistono regole per foto, soprammobili, regali, e tutto il resto... posso solo augurarvi buon senso e buona fortuna ;)

Per quel che riguarda elettricità, elettronica, e soprattutto le console, riparlerò tra qualche giorno.

giovedì 15 maggio 2014

Vita a Montréal: alla scoperta del mio lato sportivo (che ignoravo esistesse.), di un nuovo quartiere e di una Ilaria canadese che cresce prepotentemente.

E così le giornate si susseguono.
Oggi è il 15 Maggio e fanno 27 gradi a Montréal (33 percepiti): per rispondere a chi si lamentava del Grande Freddo, la città ha avuto la brillante idea di rispondere con il Grande Caldo e personalmente preferivo godermi ancora un po' di fresco visto che se ho scelto di venire qui è anche per il mio odio profondo per il caldo :p (della serie: se non vi piace il freddo cosa cavolo vi siete venuti a fare qui!?)

Fatto sta che ho poche scusanti ed ho cominciato a imparare a conoscere il quartiere dove abitiamo ora con un po' di uscite strategiche. (come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa, i primi di marzo abbiamo cambiato casa e non siamo più nella zona di Montréal Nord ma in quella Sud Ovest della città.)
Prima di tutto è pieno zeppo di negozietti dell'usato, cosa che sto imparando ad adorare di questo Paese. In Italia è ancora molto poco diffuso il concetto di usato ma qui in Canada è pieno di associazioni benefiche che sistemano e rivendono di tutto dai vestiti, alle cose per la casa, ai mobili agli oggetti più disparati (avevo parlato della cosa qui). E a volte capita di poter fare davvero degli affaroni, soprattutto se come me amate fare decorazione e restauro di materiale usato.

Nell'attesa del mio permesso di lavoro e di residenza permanente, infatti, ho cominciato diversi lavoretti di riciclo e decorazione e mi sto divertento veramente molto: cambiare Paese è sempre difficile ma mi ritengo fortunata di essere finita in un Paese molto più affine ai miei gusti e alle mie esigenze di quanto sperato.
(Giusto per fare un po' di pubblicità, comunque, questo è il mio nuovo sito personale, questa è la pagina Facebook di alcuni miei lavori di decorazione e questo il negozio di Etsy con cui sto cominciando a testare il tutto)

Abbiamo anche in progetto, il plurale è d'obbligo visto che sono stata ancora più fortunata ad avere una suocera creativa ed energica al mio fianco!, di cominciare a vendere in qualche mercatino della zona... vi racconterò!

Insomma: stamattina sono andata a correre lungo il canale di Lachine: 14.5 chilometri di area pedonale che partono dal Vecchio Porto fino ad arrivare al Lake Saint-Louis. E' veramente un posto bellissimo, pieno di verde ed un paradiso per gli amanti della corsa e della bicicletta. Vi allego un video che rende bene il percorso visto con gli occhi di un ciclista.



Ho anche avuto la piacevole sorpresa di fare la tessera della biblioteca sempre con la mia super suocera e di trovare alcuni libri interessantissimi.. prima di scoprire che la piscina che si trova di fronte alla biblioteca è gratuita e senza registrazione.. della serie "Questi sono gli orari, vieni, comportati bene e nuota."

Ecco si. E' tutto riconducibile a questo il vivere che sto sperimentando.. una versione più complessa del "Ama e fai quello che ti pare." in una città dove fino a quando ti comporti bene sei più che benvenuto.

Continuo a ripetere spesso e volentieri che la mia esperienza di vita in Italia è sicuramente molto influenzata dal fatto di essere cresciuta in una grande città come Roma e che molto probabilmente alcune cose possono sembrare strane a chi ha avuto la possibilità di avere un rapporto più umano e vicino con il suo paese perché nato e cresciuto in realtà più piccole.. probabilmente la mia prospettiva su affitti, parcheggi, vita sociale, città a misura d'uomo è ben diversa da quella degli altri.. proprio perché Roma, nel bene e nel male, è una città che fa un po' Paese a sé e pur avendo vissuto a Genova e Torino sicuramente la mia sensazione può differire dagli altri italiani. Ma continuo a stupirmi ogni giorno di come vanno le cose qui, di come le persone si fidino sinceramente del prossimo (al punto tale di dubitare ancora di più.. una sorta di "ma .. davvero?"), di come le cose funzionino e di come, purtroppo, per molti versi siano davvero tanto, troppo diverse dall'Italia.

Mi piacerebbe poter dire di voler tornare per cambiare le cose in un Paese che dovrebbe guardarsi di più intorno per capire veramente cosa non va e invece, molto egoisticamente, mi rendo conto che adoro essere lontano dall'Italia e di essere una delle poche, pochissime italiane che non ha nostalgia del Paese. Ho nostalgia delle persone, anzi delle Persone, che ho lasciato in Italia e vorrei poterle portare via tutte e farle vivere qui insieme a me, per rimanere nel tema dell'egoismo ma del Paese proprio no. In Italia non ho voglia di tornare, nemmeno in vacanza: mi terrorizza l'idea di scendere dall'aereo e avere da discutere già con il primo che incontro all'aereoporto. Se non direttamente sull'aereo. E nonostante io continui ad essere FIERA di essere italiana e felice delle cose che un domani potrò far vedere e vivere ai miei figli, sono anche incredibilmente grata di avere avuto l'opportunità e la fortuna di fare questa esperienza in Canada perché Montrèal, fino ad ora, è una città fatta su misura per me e per le mie esigenze e per la prima volta in vita mia controllo ogni ora se ci sono sviluppi per il mio permesso di lavoro perché ho una gran voglia di buttarmi fuori di casa (!) e scoprire il più possibile di questa meravigliosa e sfaccettata città :)

lunedì 10 marzo 2014

La mamma è pur sempre la mamma

Una cosa che continua a spiazzarci ogni tanto è la differenza di mentalità nei riguardi della sicurezza, informatica o reale. Per citare alcuni esempi, parliamo della macchina lasciata aperta mentre si va a ritirare al bancomat, dei contratti di locazione verbali, porte e finestre al piano terra spesso non rinforzate o inferriate e chiuse da serrature a cilindro comuni... quando sono chiuse. Il nostri precedenti padroni di casa lasciavano sbloccato lo scantinato, quelli prima non chiudevano a chiave direttamente la casa. E ad oggi è ancora lì.

 Trivia dal contesto palesemente limitato: La pagina wikipedia sulle serrature a cilindro in francese contiene spiegazioni sul funzionamento, in italiano su quanto siano vulnerabili; le tecniche di apertura delle serrature sono inquietantemente informative in italiano come quella sul key bumping con pagina dedicata, mentre in francese c'è il compitino delle medie.

Key bumping? Bitch please.

Come accennato tempo fa nei post sui documenti, il codice NAS (o SIN) è legato ad ognuno, necessario per ogni utenza o servizio importante, pertanto tutti si raccomandano di proteggerlo dato che è una sorta di fermata unica per fedina penale, stato di residenza, affidabilità creditizia e via dicendo. Il codice viene però chiesto per esempio da alcuni padroni di casa per poter fare controlli sugli aspiranti affittuari (previa autorizzazione firmata da voi ad ogni modo), quindi bisogna dar fiducia al prossimo in questi casi, ma sembrano tutti tranquilli che nessuno neanche pensi di approfittarsene, rimangono anzi sorpresi dei racconti di vita ordinaria italiana alla "Pacco, doppio pacco e contropaccotto" :P In particolare sembrano mettere la mano sul fuoco per i contratti verbali, e bisogna riconoscere che finora gli accordi con entrambi i padroni di casa sono stati di una precisione ineccepibile.

I token a chiave numerica variabile bancari qui sembrano non esistere, piuttosto è il sito della banca a raccomandarsi di controllare l'immagine e la frase corrispondano a quelle scelte per assicurarsi di non essere vittime di phishing.

Tanto per dimostrare che l'altro giorno spelling NATO e tutto il resto hanno ancora bisogno di un po' di lavoro, oggi ho deciso di aggiustare il nome sulla bolletta di internet, scritto per confusione "Edouardo", complice la somiglianza al nome in francese. Decido di usare la chat per evitare nuovi alfabeti improvvisati al telefono.

Product : Customer centre / videotron.com
Subject : My name is spelled incorrectly 
Hello and welcome to Videotron online customer service, my name is ***** and it will be my pleasure to help you.
Hello and good morning 
If I understand properly, your name is wrongly written, is that correct?
yes, it should be "Edoardo" instead of "Edouardo" 
No problem, I will change it for you. May I have your full name please?
Edoardo Facchinelli 
Thank you. To access your account, may I have your complete address or your telephone number, please?
[indirizzo] 
Thank you. I must also validate your identity. Can you please confirm your date of birth and your mother's maiden name?
[data di nascita e cognome da nubile di mia madre]

Ed il professore può aiutarmi con l'altra metà
Le mie prove di riconoscimento sono la mia data di nascita e il cognome da nubile di mia madre. Seriamente. E non sono io ad averlo scelto, è procedura standard, quindi è così per tutti. Roba che posso scoprire facilmente di buona metà dei miei contatti Facebook. Parola d'ordine: famose a fidà :D

lunedì 6 gennaio 2014

Montrèal: il 2013 in immagini

Un altro video BELLISSIMO realizzato 
dall'ente del Turismo di Montrèal che riassume il 2013 in immagini.

Lo trovo stupendo! Se non vivessi già qui ci verrei a vivere :D


domenica 5 gennaio 2014

Ma dove vai in Canada che fa freddo?



Cari utenti di Nerd In Canada: Buon Anno! 
Vi auguriamo di cuore un 2014 Bellissimo e ricco di novità positive!



Tra una cosa e l'altra oggi è il 5 Gennaio :) sono 10 mesi che siamo in Canada!
Il sembra ieri è d'obbligo perché davvero non sembra passato tutto questo tempo: gran parte della mia esperienza canadese è ancora in stand by visto che si attende ancora il permesso di lavoro e tutto quello che ne deriverà, ma comunque questa nuova vita ci piace e soprattutto tra un po' potremo dire di aver visto il Canada in tutte le sue stagioni.

Mentre vi scrivo è l'una di notte e fuori fanno -13 gradi: nemmeno tanti se si pensa che nei giorni scorsi siamo arrivati tranquillamente a -27 (ok erano le 7.30 di mattina) e a -21 mentre andavo a fare la spesa a piedi l'altro ieri pomeriggio :)
Brrrr...!!!

Eppure vi dirò una cosa: a me questo freddo incredibile non sta creando il minimo problema. Ed io vengo da Roma, città famosa per molte cose ma non certo per le temperature glaciali. In 32 anni ho visto la neve 5 volte, di cui due durante le mie trasferte nel nord Italia, una durante una gita scolastica in montagna e 2 in situazioni eccezionali a Roma (addirittura una volta dovettero chiudere le scuole e ricordo di essere rimasta a casa a giocare con il mio Commodore 128.. insomma.. non stiamo parlando certo dell'altro ieri)

Sarà la novità, sarà la capacità di questa città di affrontare gran parte delle cose con una organizzazione che francamente nella Capitale ci sogniamo, sarà il fatto che questo è un freddo secco e quindi basta coprirsi, sarà che io personalmente odio il caldo ed il freddo è qualcosa che riesco ad affrontare psicologicamente meglio, sarà che affronto queste cose con mio marito e mi piace ancora di più ma sinceramente io tutto questo grande problema del Temibile Freddo Canadese non lo sto provando.

Personalmente sembro l'Omino Michelin quando esco di casa e guardo con stupore alcuni autoctoni che escono dai negozi senza nemmeno mettere il cappellino, ma dopotutto sono turista e sono giustificata! :D

Insomma si: fa freddo, soprattutto quando tira vento (e quel -21 diventa "feels like -31" sul tuo telefono) ma le strade sono sgombre, i marciapiedi accessibili e con le dovute precauzioni si va senza grossi problemi.
Di certo non mi sono ancora trovata nella situazione imbarazzante di non poter entrare in metropolitana perché tutti i tombini del circondario erano tappati dalle foglie durante un temporale particolarmente potente.. cosa che invece mi è successa spesso e volentieri a Roma.

Capita di dover spalare la neve, ovviamente, per liberare la macchina e dover magari cambiare lato della strada a causa del passaggio della spalaneve ma è qualcosa che si mette in conto.
Op! Op! Lavorare!

Come scrivevo qualche riga più su, l'organizzazione della città non manca di stupirmi ogni volta: di nevicate veramente serie ce ne sono state un paio, e subito si è mossa la macchina per la pulizia delle strade. Qualche giorno fa mio marito mi ha raccontato che ogni volta che c'è una nevicata particolarmente corposa, la città di Montréal spende milioni di dollari per pulire la neve. Sono andata a cercare nel dettaglio ed oggi vorrei condividere con voi questo speciale di TVA Nouvelles che spiega nel dettaglio i costi ed il motivo per cui la città di Montréal spende più di altre città nel Quebec per le operazioni di pulizia della neve. (È ovviamente in francese ma l'ho trovato molto comprensibile :) )

Come buon proposito dell'Anno Nuovo, promettiamo un po' più di aggiornamenti e di fotografie affinché possiate vedere sempre di più com'è la vita a Montréal tramite i nostri nerdosissimi occhi :)

Ancora tanti auguri da parte nostra! <3

martedì 12 novembre 2013

FAQ, mon amour

Nuovamente benvenuti ai nostri lettori, recenti o meno, e possibilmente anche a qualche mio collega non italiano che ha "scoperto" il posto dopo l'articolo di domenica sul Fatto Quotidiano con l'ausilio di Google Translate :P In questi giorni come potete immaginare abbiamo ricevuto innumerevoli messaggi su ogni lido immaginabile e non (addirittura sull'account YouTube a mio nome che credo non abbia neanche video XD A questo proposito, facciamo presente che abbiamo recentemente aggiunto in alto la sezione "Scrivici", che contiene i nostri contatti.) Abbiamo ancora da rispondere a diversi messaggi, abbiate pazienza ^^;

Fa piacere ricevere così tante lettere, ognuna corredata dalla storia di chi scrive: impiegati, ingegneri, programmatori, scrittori, ricercatori, studenti, architetti, o anche solamente sognatori :) Testimonianze di chi già ha in programma di andarsene e di chi ci sta pensando, di esploratori dei cinque continenti che ci hanno preceduto, di sognatori che vorrebbero andarsene ma per via di situazioni personali difficili non riescono.

Molto spesso le domande che ci vengono poste hanno punti in comune, come prevedibile, abbiamo quindi pensato che fosse opportuno fare uno o più post con le cosidette FAQ, ossia le domande frequenti. Da quel che ci scriverete d'ora in avanti potremmo trarre spunto per aggiungere o modificare qualche cosa a beneficio anche degli altri lettori, naturalmente mantenendo la riservatezza dei lettori ;)

Consigliate di andare via dall'Italia?
No. L'emigrazione è sempre una scelta difficile, per alcuni necessaria, per molti impossibile. Andiamo per ordine (conto di tornare più avanti su ogni punto che necessiti approfondimenti):
1. Soldi: Innanzi tutto serve la possibilità economica di spostare sé stessi, eventuali familiari diretti e beni materiali essenziali, trovare affitto mentre si cerca lavoro e altri soldi per ogni evenienza, diciamo almeno 10.000€. Tenete presente che dovreste convincere l'immigrazione di avere i mezzi per tenervi in piedi nel prossimo futuro finché non vi stabilirete e non essere a carico dello stato a breve.
2. Affetti: è innegabile la presa che ha la famiglia, specialmente nella cultura italiana. Moltissimi sono legati fortemente ai propri cari, dopotutto è proprio il motivo per cui li chiamiamo così :) Secondo la mia personale opinione però, se è per un cambiamento in meglio oggettivamente visibile, molti per il vostro bene vi daranno la loro benedizione e l'augurio del successo, anche se in altri casi sappiamo che non la prendano così allegra purtroppo. Ogni famiglia è diversa e pertanto a voi di valutare. Dall'altro canto, il mondo di oggi permette di mantenere i contatti facilmente in diversi modi, invece di lentissime lettere o costose chiamate intercontinentali, oggi abbiamo Facebook, Skype, e-mail, e ogni altra forma sociale che ci permette di parlare e vedere la famiglia a migliaia di chilometri di distanza, di vedere alcuni canali italiani o anche solo di tenerci aggiornati sulla situazione con i giornali con una facilità che vent'anni fa era pura fantascienza.
3. Clima: mentre scrivo fuori nevica! È una nevicata molto timida al momento e non ne rimarrà traccia entro l'ora ma la temperatura è sotto allo zero e d'ora in poi fino ad aprile diventerà comune il paesaggio innevato. Non potete star qui senza aspettarvi di passare 6 mesi l'anno con freddo, neve, ghiaccio e tormente ad accompagnare le vostre giornate in ogni spostamento. Questo vale in modo e misura diverse per ogni paese che valuterete.
4. Lingua: In Canada è necessario sapere parlare fluentemente inglese, in Québec anche francese. Non è necessario saperli parlare immediatamente, ma impegnarsi a farlo nei tempi più brevi possibili, il governo ha anche dei corsi appositi per agevolare i nuovi arrivati ad integrarsi. Mentre per aspetti sociali quel che si vede in giro è l'unione di diversi mondi portati qui dagli immigrati, sono molti protettivi, a mio avviso a ragione, della propria identità nazionale. Per stare qui bisogna parlare le lingue nazionali, conoscere la storia, aderire agli ideali e vivere produttivamente, e non è certo l'unico paese a insistere molto su questo fronte.
5. Vari ed eventuali: la situazione personale di ognuno può includere complicazioni, mutui, età, difficoltà nelle lingue straniere, differenze culturali e quant'altro.
In breve no, l'emigrazione non è affatto semplice e non è per tutti. Detto ciò, alcuni provano uno spostamento da una zona all'altra d'Italia ad esempio, oppure reinventandosi con un nuovo mestiere o titoli di studio, è davvero una decisione che deve prendere ognuno per sé, l'importante secondo me è non arrendersi mai.

Sono convinto, il mio posto non è più qui, il Canada fa per me?
Mentre si mettono i soldi da parte se è un obiettivo raggiungibile, bisogna verificare di avere i requisiti per l'ingresso nel paese, il quale sia ben chiaro può benissimo non essere il Canada secondo le vostre personali opinioni, lingue conosciute, opportunità di lavoro e via discorrendo, ma capirete che noi dovendo parlare per esperienza lo portiamo come esempio :P Peraltro abbiamo ricevuto molte testimonianze da altri cosidetti expat, stabilitisi in Francia, Gran Bretagna, Messico, Norvegia, Australia, e altri ancora, quindi prendetevi il tempo di cercare il posto migliore per voi :)
Però mai e poi mai cercare di fare la furbata di arrivare qui in turismo, trovare un lavoretto da fare in nero e poi si vedrà. Se vi beccano potete iniziare a cercare un altro paese dove stare, il Canada ve lo siete bruciato. Non si arriva qui a sorpresa con un gommone urlando "aggiungi un posto a tavola che c'è un amico in più", anche i rifugiati hanno una trafila da fare e vengono esaminati.
La prima pagina da visitare sul sito dell'immigrazione canadese è certamente "Determina la tua eligibilità" (i link sono alla versione inglese, come tutti i siti canadesi è disponibile la versione francese se preferite). Come riportato, ci sono diversi controlli da fare prima di considerare la richiesta di immigrazione, che spaziano fra affiliazioni, sicurezza, criminalità, e parentela con individui cui è stata rifiutato l'ingresso nel paese per questi motivi, non escludendo altri vari ed eventuali che spuntino in fase di verifica. Insomma, i controlli si fanno all'ingresso. Spero non sia un problema per chi legge questo blog, ma preferiscono mettere le mani avanti.

Non ho problemi che mi impediscono di entrare in Canada, qual è il prossimo passo?
Supponendo di non aver intoppi per quanto sopra, ci sono varie strade possibili per entrare nel paese, attraverso le quali cerca di guidarvi il wizard "Venite in Canada" che spiega strada facendo in caso di necessità alcuni dei requisiti. Se invece preferite c'è l'elenco delle possibilità, ognuna con il suo kit di documenti da compilare accuratamente che potete scaricare online:
- Lavoratore in Canada nelle professioni ricercate (FSW), in cui si vedono i mestieri più richiesti al momento e per i quali si mira l'immigrazione principale, con un limite di 5000 richieste totali e 300 per categoria (eccetto medici che possono arrivare a 1000), limiti che in alcuni casi sono già stati raggiunti al momento in cui scrivo e salvo novità verranno reimpostati il 30 maggio 2014.
- Lavoratore in Québec nelle professioni ricercate (QSW), come sopra ma preapprovato dal Québec in particolare (CSQ), oppure Nominazioni provinciali, dove si chiede ad una provincia il permesso di stabilirsi in base alle sue richieste di lavoro. Il Québec spesso viene considerato caso a parte, questo è uno di quei casi.
- Canadian Experience Class (CEC), dove ci sono al momento 205 diversi mestieri richiesti in maniera minore rispetto al FSW, con un limite di 200 per specializzazione e 12000 in totale. Il limite di questa sezione è stato appena reimpostato il 09/11/2013 e pertanto aperto alle richieste. Si applica solamente a coloro che abbiano avuto esperienze di lavoro in Canada durante gli ultimi 3 anni.
- Imprenditori, investitori e lavoratori autonomi, di cui però per i primi due non vengono più accettate richieste fino a nuova comunicazione a causa del gran numero ancora in sospeso.
- Ricongiungimento familiare, soggetto a diversi inasprimenti negli ultimi anni per via dei furboni che cercavano di entrare nel paese con matrimoni di convenienza.
- Badanti a residenza fissa, che si occupano di bambini, anziani o persone che richiedono assistenza continua, vivendo assieme a loro.
- Rifugiati.

Non rientro nelle categorie richieste, c'è speranza?
Può darsi, se non ora magari più avanti, oppure cercate ancora altrove. Ad inizio 2013 ci fu l'International Experience Canada che permise a molti di richiedere un visto di 12 mesi per provare a vivere e lavorare in Canada. È il caso di far presente che abbiamo conosciuto persone di nazionalità diverse che hanno provato il Canada ma hanno deciso che non fa per loro ed hanno pertanto deciso di tornare indietro senza molti patemi per poi riprovare da un'altra parte magari. Il "ritorno a testa bassa" è un concetto molto, molto italiano, altri vedono l'uscita fuori porta come un'utile esperienza positiva. Quindi tenete d'occhio il sito dell'immigrazione ogni tanto, potrebbe esserci qualche novità da prendere al volo, o ancora fatevi un viaggio fuori stagione che costa meno (e vi fate un'idea dell'inverno così non dite che non vi avevamo avvertito :P)

Quali documenti sono necessari e come posso farmeli riconoscere?
Il passaporto fa le veci di ogni documento di identità locale senza bisogno di farlo tradurre, quindi visto che ad ogni modo è necessario per viaggiare risparmiate almeno su quello.
Saranno poi necessari i titoli di studio a disposizione, ma convertiti, una semplice traduzione è un "pezzo di carta" come un'altro che potete presentare come referenza ma non valido per posti di lavoro ambiziosi. Per maggiori informazioni sull'equiparazione del titolo di studio bisogna vedere la pagina dedicata della regione. In ambito di certificazioni, si consiglia in quelle pagine anche di contattare per informazioni specifiche l'ente o albo che regola il mestiere nel paese d'origine, che meglio saprà orientarvi.
Fra i documenti reperibili in comune, citiamo stato civile, estratto di nascita, certificato di matrimonio, e aggiungiamo dal commissariato il casellario giudiziale e certificato dei carichi pendenti. Per questi ed altri eventuali documenti sarà necessaria la traduzione giurata per la riconoscibilità all'estero.

Lavoro nel campo [xyz], mi serve una proposta di lavoro per ottenere il visto di lavoro, conoscete qualcuno nel settore?
Può accadere, ma molto probabilmente no ^^; Quello che consigliamo è sia di farsi un'idea del mercato del lavoro del campo in questione, tramite siti come Jobboom, Workopolis o Emploi Québec, sia di contattare direttamente le aziende che vi interessano. L'impegno ad assumervi in futuro quando avrete passato la selezione dell'immigrazione non è da sottovalutarsi e non si improvvisa, tra le altre cose il datore di lavoro deve dimostrare che non è in grado di trovare il personale giusto all'interno del paese e per questo deve assumere all'estero.

domenica 15 settembre 2013

ComicCon di Montréal

Dopo parecchio tempo riusciamo finalmente a dedicarci come desideriamo al nostro amato blog.
Vi siamo mancati? Ci scusiamo per l'assenza anomala ma la vita di tutti i giorni ci ha rapiti: abbiamo finito i documenti per l'immigrazione della signora Nerd (appena le cose si svilupperanno, dedicheremo alcuni post all'argomento!) ed i giorni si sono susseguiti rapidamente.
Per farci perdonare dell'assenza torniamo con un post lungo e bello ricco di novità soprattutto molto nerd e molto canadesi, perché oggi siamo andati al ComicCon di Montréal.

Siamo entrambi appassionati di fiere del fumetto da tempo: correvano gli anni 90equalcosa quando, ancora ignari della reciproca esistenza, sia io che Edo ci si avventurava alla volta dell'Expocartoon, la tanto amata e mai dimenticata vera fiera del fumetto di Roma quando ancora si trovava alla vecchia Fiera di Roma, su via Marconi.

Per tutti gli appassionati di fumetti poi, il grande appuntamento era ed è tutt'ora la fiera del fumetto di Lucca Comics, alla quale ho avuto la fortuna di partecipare anche se in frangenti decisamente umidi e poco felici.

Ultimo, ma non ultimo, siamo andati anche alla nuova Fiera di Roma proprio l'anno scorso per partecipare al Romics.

Ci siamo quindi recati al ComicCon di Montréal carichi di aspettative e curiosità perché qui si parla di cose che conosciamo bene e che amiamo e che soprattutto possiamo confrontare con Vera Esperienza Italica sull'argomento... esperienza che, per il momento, si era soliti confrontare solo in ambito culinario (sigh.)

Ecco quindi una bella analisi comparativa che speriamo riesca a dare una buona idea di quello che abbiamo visto e provato!

Complice anche l'avanzata tecnologica degli ultimi anni, la prenotazione dell'evento è stata fatta comodamente da casa tramite il mio iMac. Anche il pagamento. E anche la scelta della tipologia di biglietti. Questo perché era possibile non solo comprare i classici "una giornata" o "tutti e tre i giorni" ma anche dei biglietti particolari chiamati VIP e De Luxe per i tre giorni, che avevano alcuni bonus quali
  • l'entrata anticipata all'evento (9.30 per VIP e De Luxe e 10 per noi comuni mortali)
  • una fila "rapida" sia per l'accesso che per incontrare gli special guest dell'evento
  • alcuni gadget interessanti come una borsa dell'evento, comic book esclusivi, posti riservati per gli eventi principali e agevolazioni varie.

La differenza di prezzi per i biglietti di 3 giorni con le varie agevolazioni

Immagino sia disponibile l'acquisto online anche per il Romics ma stento a credere che sia possibile entrare con la semplicità e l'organizzazione che ho visto oggi al Palazzo dei Congressi.

Erano infatti presenti 4 file al momento del nostro arrivo (una mezz'ora prima dell'apertura): una per i detentori di un biglietto da 1 giorni "normale", una per i vip, una per i de luxe ed una per chi non era in possesso del biglietto acquistato online e doveva comprarlo alla biglietteria.

Tempo di entrata: 10 minuti. Il controllo avviene tramite codice a barre del biglietto o - e questa è epica - tramite lo smartphone. Non serve nemmeno stampare niente (noi l'avevamo fatto ma siamo dei nostalgici): ci hanno scansionato il codice e siamo entrati. Easy.

Qualcuno di voi forse ricorderà un Lucca Comics di qualche anno fa dove, sotto una pioggia esagerata, c'è stato il panico organizzativo dei maledetti braccialetti per riconoscere la tipologia di biglietto acquistata. Ore di fila, isterismi collettivi, malanni e maledizioni che nemmeno gli Egizi.

Ecco. Qui no.

Memorabile all'ingresso un tizio in cosplay al quale venivano controllate le spade (vere) sulla schiena perché c'era un posto di blocco dedicato al "controllo armi". Si. Proprio così.

Una cosa in cui però l'Italia vince è il prezzo del biglietto: 35$ per entrare il sabato contro i 9€ (circa 12$) del Romics. Certo però che la fiera dentro poi. Ma procediamo con calma.

Dopo l'entrata, abbiamo atteso pazientemente l'apertura dell'evento per i non VIP notando un leggero ritardo di circa 15 minuti. La cosa che ci ha colpito tantissimo è stato l'impatto con la gente. Non solo la ricchezza e la bellezza di cosplay ma soprattutto il numero di gente vestita con cura! E di tutte le età e dimensioni. Abbiamo visto intere famiglie vestite da supereroi. E ancora armature, zombies, lenti a contatto, trucchi, parrucche, gruppi tematici, cosplay bellissimi per la loro complessità, originali e geniali anche se semplici. Cosplay di tutte le età: non solo i bambini ma anche signore e signori di una certa età e soprattutto una bellissima atmosfera di accettazione.

È da molto che dico che di Montréal mi colpisce la tolleranza: è una città piena di Mondo questa, con persone che vengono da tutte le parti del Pianeta e parlano tutte le lingue conosciute. Ho visto persone in metropolitana con i capelli più assurdi e colorati anche al di fuori degli eventi di cosplay e mai uno sguardo storto che purtroppo spesso ho visto fare in Italia per le cose più semplici. Qui si è liberi di essere come si è. E se vuoi prendere la metro a torso nudo perché il tuo cosplay è così, sei libero di farlo.

Una cosa che mi è sempre piaciuta dell'essere nerd durante le fiere, poi, è quel senso di appartenenza che pervade l'ambiente: come se per 3 giorni le nostre passioni un po' strambe fossero totalmente accettate e anzi esaltate. E allora non diventa normale comprarsi un cappello a gatto e tornarci a casa contenti? Si lo è. Ma nessuno ce l'aveva mai dimostrato.

La fiera all'interno si sviluppa principalmente in due aree: la sala principale (veramente molto grande) situata al secondo piano e l'insieme di teatro forum e stanze per gli eventi (conferenze, incontri per appassionati di argomenti che andavano dal "come faccio a lavorare nei videogiochi" a "il trucco nei film horror" passando per "il character design degli eroi dei videogiochi: come creare un protagonista figo") al quinto piano.

Gran parte del tempo l'abbiamo speso a girare nell'area principale: la qualità del merchandising in vendita è notevole. L'Ilaria adolescente che andava alla Fiera di Roma con i soldi messi da parte e tornava carica di buste piene di roba manga è un po' delusa: qui ci sono però grandi pezzi da collezionismo anche un po' rari ma a prezzi decisamente fuori budget per l'Ilaria di allora ed in parte anche per quella di adesso XD

Un esempio? Lo scudo e la spada di Link in Ocarina of Time (in combo) da collezione a 300$.
Ci abbiamo lasciato il cuore ma per fortuna non il portafoglio.




Di certo però una fiera di gran qualità con anche grandi ospiti speciali.
Sul sito nei giorni scorsi ci sono state grandi defezioni: per l'evento erano previsti nientepopòdimenoche Carrie Fisher (si: la principessa Leila di Star Wars) e Dave Prowse (si: Darth Vader originale) ma poi hanno annullato (sic.) e così ci siamo "solo" ritrovati personaggi del calibro di Sean Astin (si: Sam del Signore degli Anelli nonché Mikey dei Goonies) Lou Ferrigno (Hulk), Gillian Anderson (X-Files) e tanti altri che potete trovare qui..  ma soprattutto.. GRANDE GIOVE! Proprio lui! 



Christopher Lloyd. Si. Ebbene si.
Inutile dire l'entusiasmo che ci ha pervasi all'idea. State parlando con due che hanno deciso di portarsi via come souvenir del viaggio di nozze una riproduzione della De Lorean con gli effetti sonori.
(tralasciamo che ce la siamo portata in Italia per poi riportarcela in Canada prossimamente.. ma è per inquadrare la situazione)

È per questo che, molto pazientemente, decidiamo subito di metterci in fila per una foto e un autografo. Per incontrare gli special guests è stata adibita un'area apposita con una fila di tavoli, e due file per ognuno di loro, uno per la fila normale e una per i fan VIP che ovviamente, avendo pagato di più, hanno l'accesso preferenziale.

Mentre le altre file scorrono e la nostra no (si perché Lloyd è in ritardo) pianifichiamo cosa far firmare, sbirciamo le file vicino, commentiamo i tanti cosplay che arrivano fino a quando non cominciamo a porci due domande. Alcuni vanno via con delle belle foto autografate. Decidiamo quindi di prendere, eventualmente, una foto direttamente da lui per farcela firmare.

È solo dopo il suo arrivo (e 40 minuti buoni fermi) e con l'avvicinarsi ad un microscopico cartello che scopriamo l'amara verità e probabilmente l'unico motivo di vero disappunto della giornata: autografi e fotografie sono a pagamento. Ma non a pagamento abbordabile (chi non accetterebbe di spendere anche 20$ per una foto autografata di un attore che adora?) bensì 60$ ad autografo semplice (ossia con un proprio supporto), 65$ con la fotografia offerta da loro e 95$ per una fotografia con la De Lorean.
Dico. Stiamo scherzando??
Concordiamo che la cosa non vale davvero il prezzo, rubiamo una foto al caro Doc e ce ne andiamo.
Un po' delusi ma convinti di aver fatto la scelta giusta. Pur comprendendo la correttezza per l'introito, pagare una cifra del genere per una firma ci sembra un furto.

Perdonaci Doc. Ma anche no.
È girando per gli stand più piccini che riusciamo a rifarci un po' il sorriso (e a spendere i dollari come riteniamo sia stato giusto) ossia quando incappiamo nei disegni fatti da un bravissimo artista di nome Justin Currie (aka ChasingArtwork. Qui potete vedere il suo DeviantArt) che ci incanta con disegni a china veramente fuori di testa. Decidiamo quindi di acquistare un bellissimo disegno di Final Fantasy, uno di Metal Gear Solid e l'immancabile Arthas di World of Warcraft che ormai abbiamo in ogni foggia e dimensione.

Come potevamo non innamorarci? 
In realtà siamo stati molto bravi: pensavo di uscire con un rene in meno invece abbiamo comprato i 3 disegni ed un cappellino per l'Ilaria SailorMoonFan che è in me (e che sempre ci sarà) di Artemis. Questo perché ritengo che Artemis sia cosa rara. E quando si trova qualcosa di Artemis, non si può dire di no. #foreveryoung.

Gh!


Insomma. Per concludere. Una fiera del fumetto d'élite. Non si può definire in altro modo. Diversa da quella a cui siamo abituati noi, molto americana (ma dai?) ma anche di un livello superiore come contenuti, merchandising e ambiente. Una fiera matura, insomma, fatta per adulti eterni bambini nerd. E dopotutto lo siamo quindi non possiamo che ritenerci soddisfatti.

L'anno prossimo ci vestiamo pure noi. Oggi ci sentivamo quasi "banali" con le nostre magliette geek.

Vi lascio con alcune fotografie della giornata :) se avete domande, i commenti sono a vostra disposizione!