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domenica 8 settembre 2019

Tester di videogiochi in Canada: a Keywords Studios' story :)



DISCLAIMER: Questo post non è sponsorizzato da Keywords, tuttavia se venite a lavorare con me e dite che vi mando io, potrei ricevere un bonus :) Grazie! - Ilaria
Ben ritrovati sulle pagine di Nerd in Canada! Dopo diversi mesi (anni?!) di silenzio, stamattina, complice la pioggia e i cartoni animati con i bambini, ho deciso di condividere con voi alcune informazioni relativamente a.. come diventare un tester linguistico di videogiochi, ed in particolare, come farlo in Canada.
Da Marzo ho la fortuna di lavorare come tester italiana di videogiochi presso Keywords Studios qui a Montreal ed in questo periodo la mia azienda è alla ricerca di italiani! :)

Quindi, se siete appassionati di videogiochi come noi e state cercando una opportunità all’estero, le due cose potrebbero andare a braccetto!




Lavorare nei videogiochi in Canada
Montreal è un eccellente punto di riferimento per il mondo video ludico, in particolare è il quinto game hub del mondo per l'ambito. La città è infatti diventata la sede di molte aziende di sviluppo di videogames (più di 170!): girando per il centro, è possibile trovare nomi famosi del settore quali Electronic Arts, Gameloft, Warner Bros Games, Square Enix, Eidos, Behaviour Interactive ed ovviamente Ubisoft, che qui a Montreal ha il suo quartiere generale per il Nord America (con tanto di università). Ma non solo: molte aziende indipendenti stanno andando incredibilmente bene ed il mercato dei videogiochi in generale offre molto lavoro. Una carriera nel mondo del testing, potrebbe essere il trampolino di lancio per poi spostarsi a lavorare presso uno sviluppatore!

Ma in cosa consiste nel dettaglio fare il tester linguistico? L'uso del termine 'linguistico' potrebbe far subito pensare ad un lavoro squisitamente grammaticale (errori di battitura, grammaticali e di sintassi). Tuttavia, il lavoro di controllo di qualità va oltre:
  • testi non tradotti (con conseguente blocco di testo in inglese o giapponese..!)
  • terminologia utilizzata in maniera incoerente nell'interfaccia (ad esempio: se una armatura, una volta equipaggiata, aumenta la 'mobilità' del personaggio ma nella descrizione si parla di 'velocità')
  • alcune lingue hanno problemi di caratteri non correttamente visualizzati (pensate al russo o al cinese): i loro tester devono quindi assicurarsi che tutto sia visualizzato bene.
  • Referenze culturali non appropriate
  • Informazioni specifiche del proprio Paese che sono localizzate male (pensate ai CAP o al modo in cui scriviamo gli indirizzi in generale)
  • Errori in date, orari, conversioni, numeri o simboli monetari
  • Caratteri tagliati, stringhe incomplete o mal visualizzate
  • Probemi di interfaccia utente o di esperienza di gioco legate alla localizzazione
  • Elementi grafici non correttamente localizzati
  • e la lista potrebbe continuare per un bel po'... :D
È quindi un lavoro veramente di controllo della qualità e di amore per la propria lingua e cultura: cosa che, personalmente, me ne ha fatto innamorare.
Avere una buona padronanza di grammatica e sintassi è essenziale: al momento dell'application, infatti, si deve superare un test di conoscenza per la lingua che si andrà a testare. Bisogna, ovviamente, avere una notevole attenzione al dettaglio e posso assicurarvi che, con la pratica, quest'ultima viene molto allenata! (fun fact: troverete errori ovunque..)

Amare i videogiochi poi è un plus: è davvero emozionante partecipare attivamente allo sviluppo di un videogioco, vederlo crescere ad ogni nuovo aggiornamento, avere a volte la fortuna di proporre delle modifiche e di vederle poi in gioco pensando:"Cavolo! Questa cosa è tutta mia! L'ho proposta io!". È una sensazione meravigliosa!



Pro e contro di questo lavoro Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare e parliamo di lati positivi e negativi di questo tipo di lavoro:
Lati positivi
  • non c'è bisogno di una specializzazione particolare per lavorare nel campo del testing linguistico oltre, ovviamente, alla padronanza della propria lingua madre.
  • è un ottimo modo per avvicinarsi all'industria del gaming se, come me, avete voglia di crescere in ambito video ludico.
  • se lavorate per una azienda grossa come Keywords (di cui parlerò brevemente nel dettaglio più avanti) avrete la possibilità di spostarvi, permessi di lavoro permettendo, il che porta ovviamente a moltissime opportunità interessanti.
  • è un lavoro estremamente dinamico: non sarete mai sullo stesso progetto per troppo tempo (tranne rarissime eccezioni) il che, a volte, è un bene perché potrete sperimentare giochi di ogni tipo, e magari trovare titoli che vi faranno giocare anche la sera!
  • la sede di Montreal penso abbia sinceramente una selezione umana incredibilmente fortunata: i miei colleghi sono in gamba e fino ad ora ho avuto una esperienza così positiva nel lavorare con loro che non ho voglia di guardarmi intorno. #kwsfamily <3
  • è possibile fare carriera sia all'interno (verticalmente) in ambito di LQA sia in linee di servizio parallele (FQA ossia il controllo di qualità funzionale, Player Support se volete lavorare con i giocatori e molto altro) il che potenzialmente permette di fare un sacco di cose!
  • è una occasione più unica che rara di vedere come funzionano i giochi "dietro le quinte" e capire moltissime cose relative al loro sviluppo.
  • ultimo ma non ultimo (anzi per me motivo numero uno!) la soddisfazione di vedere i vostri cambiamenti nel gioco e sapere che avete collaborato, nel vostro piccolo, alla qualità magari di un videogioco che amate <3
Lati negativi (ci sono anche nelle migliori famiglie)
  • lo stipendio all'inizio è basso (ma poi sale, dovete solo avere pazienza). Basso da fare la fame? No se siete da soli o in due. Ma comunque 'entry level'.
  • a volte si lavora su progetti che non piacciono. E questo succede un po' ovunque direi :D
  • gli orari sono ballerini perché variano in base ai progetti (ma è possibile dare una preferenza di disponibilità se ad esempio avete un visto di studio e dovete avere degli orari liberi dal lavoro)
  • i permessi di lavoro sono un mondo ampio e complicato e potrebbe essere impossibile rimanere nell'azienda in Canada *ma* nulla vieta, se siete bravi, di spostarvi ad esempio in una sede europea per poi trovare il modo di tornare!
  • il lavoro, se fatto bene, non viene notato dal giocatore e non se ne può parlare a causa della riservatezza (nemmeno a gioco rilasciato) il che lo rende un po' ingrato :D
  • siamo gli ultimi a mettere le mani sul gioco e spesso i tempi sono brevi. Alcuni difetti potrebbero arrivare alla versione finale anche se segnalati: può essere frustrante, ma voi avrete comunque fatto un buon lavoro!
Affrontiamo l'elefante nella stanza: il permesso di lavoro Per lavorare a Keywords avrete bisogno di un permesso di lavoro. L'azienda non può sponsorizzare per motivi legati alle regole dell'immigrazione canadese. Ho parlato un po' con il team di recruitement interno ed il consiglio ricevuto è quello di applicare per il Working Holidays Visa o meglio l'International Experience Canada. 



E infine.. una breve parentesi su Keywords Studios! Keywords Studios è una azienda nata in Irlanda che nel corso dell'ultimo periodo si è sviluppata incredibilmente grazie all'acquisizione di moltissime aziende in giro per il mondo. La sede di Montreal è un po' il punto di riferimento per l'America, mentre la sede di Dublino copre il mercato europeo, ma comunque Keywords è presente ovunque come ad esempio in India e in Giappone. L'obiettivo dell'azienda è quello di coprire diverse esigenze del settore tramite le specializzazioni in:
  • Art Services (design 2D e 3D, animazione, effetti speciali, cinematics)
  • Engineering (sviluppo software, realtà virtuale)
  • Audio Services (doppiaggio, effetti audio, post produzione)
  • Functionality QA (controllo qualità in ambito funzionale)
  • Localization (traduzione)
  • Localization QA (controllo qualità in ambito linguistico)
  • Player Support (social media management, community, assistenza ai giocatori)
     
Come potete facilmente intuire... c'è l'imbarazzo della scelta!

Nel caso abbiate la possibilità di lavorare qui in Canada, anche per un breve periodo, e amate i videogiochi prendete in considerazione di lavorare con noi di Keywords :) avrete la possibilità di conoscere tantissima gente simpatica, vedere come funziona il mondo dei videogiochi, rinforzare il vostro inglese (e francese) e vivere una esperienza che .. chissà.. potrebbe portare belissime novità!

Per maggiori informazioni potete lasciare un commento mentre, se volete provare ad entrare nella famiglia Keywords la mail di riferimento è jobs@keywordsstudios.com!

Edit: In molti avete chiesto un link più specifico :) https://www.keywordsstudios.com/careers/italian-video-game-tester-proofreader/ Non garantisco che le informazioni economiche siano aggiornate, ma è un buon punto di partenza per sapere qualche dettaglio :) Potete anche applicare tramite il link! Prima di applicare, informatevi per il visto!!! Il link è nell'articolo! In bocca al lupo e grazie per la lettura!



venerdì 27 febbraio 2015

[Prima parte] Domande e risposte sull'Express Entry!


Cari amici di Nerd in Canada!
Come promesso, eccoci qui a mettere un po' le cose in chiaro riguardo alle ultime novità relative all'immigrazione in Canada. Oggi parliamo dell'Express Entry, la nuova modalità di selezione per accedere ai vari programmi di immigrazione.
Di cose da dire ce ne sono veramente tante: cominceremo con alcune domande frequenti e relative risposte per ampliare, nei prossimi giorni, alcuni aspetti se necessario.

Che cosa è l'Express Entry?
Cominciamo subito con il dire che l'Express Entry non è un nuovo programma di immigrazione ma una procedura che facilita l'accesso e la selezione ai tradizionali programmi d'immigrazione:
1) Il Federal Skiller Worker Program
2) Il Federal Skilled Trades Program
3) Il Canadian Experience Class
4) e una parte dei Provincial Nomination Programs
(qui sopra vi ho messo il link a tutti i programmi e alle cose che sono richieste per potervi accedere)

Coloro che sono interessati a venire qui, esprimono una "expression of interest" iscrivendosi al sistema e, nel caso siano eligibili per alcuni programmi particolari o siano appetibili per alcuni datori di lavoro, passano alla selezione successiva (Express Entry Pool) in cui il Canada invita ufficialmente la persona a mandare una richiesta completa di immigrazione che verrà valutata più a fondo.
Fondamentalmente il Canada passa da una gestione "chi prima arriva, meglio alloggia" ad un sistema ad inviti: un sistema già adottato da Australia e Nuova Zelanda e che si spera abbia successo anche in Canada.

E' una procedura totalmente online, senza costi da parte del potenziale immigrato e non è l'unico modo per entrare in Canada bensì una facilitazione per accedere ai programmi di immigrazione che ho linkato sopra. (prossimamente vi metteremo anche le alternative :) )

Vi ricordo infine che per coloro interessati a immigrare in Quebec, l'Express Entry non è la soluzione migliore perché il Quebec utilizza una selezione differente (potete fare riferimento direttamente al sito dell'Immigrazione del Quebec)

Perché si chiama Express?
L'immigrazione Canadese mira a processare la pratica in circa sei mesi dalla data di invio, da cui il nome Express. Sia ben chiaro che non si tratta di sei mesi da quando il candidato esprime l'interesse per l'immigrazione ma la data di invio di tutta la documentazione per richiedere il permesso di residenza permanente (quindi dopo l'invito ufficiale)

Expression of interest
Prima di tutto bisogna iscriversi sul sito dell'Immigrazione Canadese a questo indirizzo.
Questo profilo riassume le informazioni che determineranno la vostra "appetibilità" (suona inquietante, lo so) come immigrati.
  • Capacità e abilità personali e lavorative
  • Lingue (ricordatevi che in Canada le lingue ufficiali sono due, francese e inglese, anche fuori dal Quebec.)
  • Esperienze Lavorative
  • Educazione
E' estremamente importante che mettiate, in qualsiasi step del percorso di immigrazione, informazioni vere e confermabili. Questo perché in Canada le cose funzionano un po' diversamente da come siamo abituati e il fornire informazioni false ha conseguenze pesanti tra cui l'essere totalmente esclusi da qualsiasi procedura di immigrazione per i successivi 5 anni.
Il profilo che compilate online è valido per 12 mesi, scaduti i quali è possibile crearne uno nuovo.

Una volta dichiarato il vostro interesse, l'Immigrazione valuterà il vostro profilo e se soddisfatti i criteri principali, passerete all'interno dell'Express Entry Pool. 

Le informazioni che inserite in questo step, concorrono anche nella valutazione complessiva delle vostre capacità all'interno di un sistema chiamato Comprehensive Ranking System, una graduatoria che confronta le vostre abilità con altri e vi posiziona all'interno di una classifica di interesse.

Cosa è nel dettaglio il Comprehensive Ranking System? E' un meccanismo interno per la classificazione dei candidati sulla base del loro "capitale umano", determinato da fattori quali l'età, il livello di educazione e le capacità linguistiche. Aiuta l'immigrazione a decidere quale candidato può ricevere l'invito per l'applicazione come permanent resident. Ci sono complessivamente 600 punti disponibili nel sistema e altri 600 sono aggiunti se una persona ha un lavoro che aspetta in Canada.
E' possibile sapere il numero totale di punti (score) ma non il rank all'interno del pool. E' possibile anche sapere il numero di punti minimi da soddisfare per in modo che il candidato possa lavorare su alcuni aspetti della propria formazione e alzare il punteggio aumentando la possibilità di essere invitato in Canada (ad esempio: facendo un corso di lingua e prendendo punteggi più alti ai vari test necessari)

Express Pool: cosa è e come funziona? L'Express Pool è lo step successivo all'Expression of Interest: è il posto dove arrivano i candidati con i criteri necessari per passare la selezione.
Se siete stati accettati nel Pool, è necessario iscriversi alla Banca Dati Lavoro del Governo Canadese. Questo vi permette di avere un contatto anche con i datori di lavoro che possono attingere all'Express Pool per chiedere ad alcuni lavoratori specializzati di venire in Canada e lavorare con loro. Sulla base del Ranking System che abbiamo visto prima, gli applicanti con un ranking più alto verranno invitati ad iniziare la procedura per la residenza permanente.
Se si riceve un invito a fare l'applicazione, si hanno 60 giorni per preparare la pratica che verrà inviata in forma telematica: a quel punto l'immigrazione si impegna a fornire una risposta entro i successivi sei mesi.

[continua nella seconda parte dove affronteremo in dettaglio cosa serve dal punto di vista linguistico, cosa fare se avete già una pratica in corso, come funziona spostarsi con la famiglia e altro ancora!]

venerdì 23 gennaio 2015

"And i say just stay cool, stay humble, stay beautiful and just do the work.": Considerazioni lavorative e invernali.

Halloween? Davvero l'ultima volta che abbiamo scritto è stato HALLOWEEN?
Cari amici di Nerd in Canada: ben ritrovati e scusateci tanto.
Sono stati due mesi impegnativi che dire impegnativi è dire poco: sia per me che per la dolce metà.
Abbiamo tante, tantissime cose da raccontarvi: alcune pratiche, molte "di pancia" per comunicarvi cosa vuol dire vivere qui davvero. Si perché almeno per quanto riguarda me (Ilaria) la vita in Canada è cominciata veramente da un paio di mesi. "Ma come" diranno i miei lettori "ma tu ci sei andata a vivere due anni fa in Canada!"
Beh: devo dire la verità. Due mesi a lavoro, due mesi di vita vissuta da canadese, sono la mia personale vera esperienza e per questo vorrei raccontarvi tutte le sfumature.
Verranno altri articoli dopo questo, lo promettiamo.
Vorremmo parlarvi dell'Express Entry che è cominciata con l'anno nuovo.. (a proposito: Buon Anno a chi non è passato nella nostra pagina Facebook e si è beccato gli auguri con la data giusta)
Vorremmo parlarvi dei dettagli burocratici relativi al ricongiungimento familiare e di come procede la pratica per raccontarvi cosa aspettarsi nel caso vogliate intraprendere un percorso simile al nostro.
Vorremmo anche raccogliere alcune risposte che abbiamo dato ad alcuni di voi in privato (magari una rubrica di "lettera ai nerd" in cui un minimo diffondiamo le informazioni... sai mai che può tornare utile a qualcuno)
Insomma: di cose da fare ce ne sono tante e promettiamo maggiore assiduità.
C'è una buona motivazione per il ritardo di due mesi: come accennavo all'inizio, ho cominciato il lavoro nuovo. Che poi tanto nuovo non è perché lavoro di nuovo per la stessa azienda per cui lavoravo in Italia (e chi ha visto il nostro video di Italianinfuga sa di cosa sto parlando :D) con la piccola differenza che lo faccio full-time parlando 2 lingue.
Diciamo che è come fare lo stesso livello di un videogioco ma a versione super hard: sai di cosa si tratta, ti ricordi di averci giocato, ci sono dinamiche nuove e parlano tutti francese ed inglese.
A volte insieme: e non è una battuta. La gente qui comincia a parlare inglese e nella stessa frase (!) cambia lingua. Estremamente divertente. Terrificante all'inizio ma ora che comincio a capire il meccanismo ci si diverte.
Ora: quelle che scrivo qui sono le mie personali considerazioni. Se c'è una cosa che mi ha insegnato l'essere expat è che ognuno di noi expat è diverso dall'altro. Ci sono paure più o meno condivise ma le reazioni a queste paure sono diversissime.
Un esempio tipicamente canadese: il freddo.
Il freddo è uno di quei motivi per cui la maggioranza della gente che conosco è andata via volentieri o pianifica di andarsene. Un giorno in negozio ho avuto a che fare con una cliente russa (!) che mi ha candidamente confessato che qui fa troppo freddo, lei ci vive da quasi 20 anni e preferisce tornare in Russia piuttosto che passare un altro inverno in Canada.
Ok: magari non viene proprio dalla Siberia ma è stata una interazione abbastanza inquietante.
Mentre vi scrivo fuori fanno -1 gradi: sono uscita poco fa e non ho nemmeno messo i guanti. Anzi ho proprio pensato "uhm che caldo oggi!" ma ho avuto esperienza, circa 3 settimane fa, di una attesa di 20 minuti per l'autobus, con -23 gradi. Per la temperatura si è spento il telefono (subito dopo aver chiesto alla mia assistente vocale "Quanti gradi fa? Ho un po' freschino") ed il risultato è stata quasi una settimana di malattia, nel mezzo dei due week end di corso che dovevo seguire per il lavoro.
Insomma: con il freddo qui non si scherza. Una mattina ci siamo trovati con tutta Montréal sotto il ghiaccio.. E non per dire. Queste sono le fotografie fatte durante la grande gelata:
Il marciapiede subito fuori la porta di casa con la neve ricoperta di ghiaccio: subito dopo il marciapiede completamente ghiacciato..


Particolare del ghiaccio subito sopra la neve: notare lo spessore. TUTTO era ricoperto da questo strato di ghiaccio..
Il nostro amato albero completamente ricoperto da uno strato di ghiaccio.
Molto bello. Molto affascinante. Molto pericoloso. E' durato un giorno intero in cui per fortuna non lavoravamo ma il giorno dopo era già praticabile. Si esce di casa un po' prima, si cammina con cautela, si prendono le dovute precauzioni e si vive: si potrebbe riassumere così il tutto.
E' da dire anche che per una persona come me, che la neve l'ha sempre frequentata poco, è uno spettacolo continuo. La città è bellissima e a volte io per prima rimango senza parole per quello che si vede.
Per darvi una idea...


E insomma: il freddo c'è, inutile negarlo.
C'è una seconda cosa di cui vorrei parlarvi ed è la bellezza dell'essere italiani all'estero.
Non so se i miei compagni di avventura sparsi per il mondo hanno la stessa percezione quando parlano con gli autoctoni ma quando dico che sono italiana la gente è contenta di avere a che fare con me. Sono contenti che io sia italiana e mi rendo conto che porto molto "valore aggiunto" nelle mie conversazioni grazie al fatto di essere italiana. Anche la pronuncia del mio francese ringrazia perché il francese parlato da me a volte è più comprensibile di quello dei miei colleghi inglesi che si buttano a parlare francese (incredibile ma vero.)
E poi c'è tutto il bagaglio culturale: una mia collega appena ha saputo che ero di Roma mi ha abbracciata dicendo "e tu lo dici così? Veni da ROMA!!!"
A volte ci si dimentica di quanto sia figo essere italiani e viaggiare aiuta a ricordarlo.
Il Canada poi amplifica moltissimo questa sensazione: la gente viene da tutto il mondo, parla lingue diverse e si è convenuto di palare inglese e francese. Ma ognuno di noi (e vi ricordo che gli immigrati sono 3 su 5...) porta la sua esperienza, il suo vissuto, le sue tradizioni, la sua lingua, la sua cultura. E questo miscelare continuamente tutte le vite di tante persone è una delle cose più belle che la città mi sta regalando: ogni giorno imparo qualcosa di incredibile, ci si scambiano ricette, ci si scambiano racconti però lo si fa tutti parlando la stessa lingua e aiutandoci a vicenda perché può capitare che ad uno di noi non venga una parola ed ecco che si trova il modo di capirsi.
Questa comunicazione spontanea, multiculturale, viva e potente è probabilmente la benzina delle mie giornate: è divertente vivere qui. Sono molto fortunata perché per molti il Canada non è stata la risposta giusta mentre per me è stata subito quella perfetta: sono perfettamente affine al modo di vivere di qui, mi piace il fatto che le cose si facciano per bene. Ci sono cose che non funzionano, come in tutti i Paesi del mondo, ma ci si lavora sopra e questo fa ben sperare.
E' un Paese che funziona ed è la più grande risposta pratica a tutti gli estremismi del mondo: una società dove persone di etnìe, culture, religioni, orientamenti sessuali ed esperienze diverse vivono insieme e vivono bene. E non è che lo dico tanto per dire. Lo dicono loro stessi: basta leggere sul sito ufficiale, in italiano, cosa dicono a proposito della Società e Cultura.

"La popolazione etnica e culturale del Canada si è sempre più diversificata nel corso degli ultimi 40 anni. Nel 1971, il Canada è diventato il primo Paese al mondo a adottare una politica multiculturale. Il Canada riconosce e valorizza la sua ricca diversità etnica e razziale: oltre 200 gruppi etnici convivono in Canada; più di 40 culture sono rappresentate nella stampa etnica canadese; l'immigrazione rappresenta attualmente oltre il 50% della crescita demografica del Canada."


Terza cosa: quali sono le difficoltà che sto incontrando.
Vivere qui, lavorare qui, è diverso dal mio anno precedente in cui fondamentalmente limitavo le conversazioni al pagamento della cassa del supermercato quando dovevo proprio uscire.
Adesso le mie otto ore le passo senza parlare una parola di italiano (se non con qualche cliente) e la mia difficoltà principale sta nel reagire in maniera normale quando sono stanca. Le parole non vengono, si capisce poco di quello che gli altri dicono, ma quando succede in Italia qualcosa ci si inventa. Quando succede qui a volte sento di rallentare moltissimo a livello cerebrale: abbastanza inquietante.
Anche la comprensione della vita di tutti i giorni non è da sottovalutare. Sono andata oggi, che era il mio giorno off, alla banca vicino casa nostra dove abbiamo entrambi i conti con mio marito. Al momento dell'apertura del mio conto ci ha seguiti una gentilissima consulente finanziaria che oggi mi ha spiegato un po' come funziona la vita di tutti i giorni. Tanto per cominciare in Canada è obbligatorio avere una assicurazione con il proprio datore di lavoro. Questo fa si che a volte nelle famiglie se ne abbiano due, come nel nostro caso e si rischia di pagare di più per qualcosa di cui non si usufruisce realmente.
In uno dei prossimi articoli vi spiegheremo anche come funziona il credito qui in Canada: che cosa è Equifax? Come funzionano le carte di credito e di debito? La storia è più complessa del previsto (almeno lo era per me, che a malapena seguivo il tutto in Italia e ora me lo sono fatto spiegare in francese).
Tutte le cose che pensavi di sapere le devi rimettere un po' in discussione: personalmente sto vivendo questo periodo come un nuovo ingresso nell'età adulta.

Insomma! Un post un po' generale che rientra nella categoria "di pancia" ma che da giorni mi frulla in testa: penso che oltre alle informazioni materiali a volte serva anche sapere come ci si trova a livello emotivo in un nuovo Paese e spero di aver raccontato alcune sfumature di questi miei primi due mesi lavorativi :)

Come scritto sopra, promettiamo qualche approfondimento su alcuni temi specifici: se avete richieste particolari, non esitate a scriverci :) ci mettiamo un po' a volte a rispondere ma leggiamo tutto! Vi ricordiamo anche la pagina Facebook di Nerd In Canada che aggiorniamo decisamente più di frequente :)

A presto!


giovedì 16 ottobre 2014

La prima cosa da mettere in valigia: la pazienza.


Come alcuni di voi avranno letto sulla nostra pagina Facebook (che ammettiamolo: è aggiornata più frequentemente del nostro blog...!) è arrivato finalmente il mio permesso di lavoro e relativa residenza temporanea. Come promesso, vi racconto con qualche dettaglio in più.

Il titolo di questo post, scritto quasi a mezzanotte di una anomala serata di ottobre {dico: fanno 22 gradi e c'è un notevole tasso di umidità.. fortuna che c'è chi si lamenta delle temperature!} è "La prima cosa da mettere in valigia: la pazienza". Si perché da expat, soprattutto se volete mettere radici in quei Paesi che funzionano bene, è fondamentale pazientare.

Sono entrata in questo Paese da turista due volte: la prima per il nostro viaggio di nozze (esattamente 2 anni fa, più o meno in questi giorni). Il Canada si è presentato con massicce quantità di cannella, un foliage straordinario, il giusto grado di freddo per una che odia il caldo come me e ovviamente il clima da luna di miele. Non ho saputo resistere, così siamo tornati 5 mesi dopo, con l'intenzione di restare. (e siamo ancora qui.)

Se seguite il nostro blog, saprete anche che mio marito ha la doppia cittadinanza italiana e canadese ma di quest'ultima si era totalmente scordato perché l'ha ottenuta da bambino e per 15 anni ha vissuto lontano dal Quebec (tant'è che in luna di miele lui è entrato da turista..!)

Questa fortuna inaspettata è la base della nostra attuale situazione: ritornando qui a marzo, abbiamo sistemato le faccende basilari per la sopravvivenza (lavoro, casa, assestamenti vari) e abbiamo spedito la documentazione per il ricongiungimento familiare.
Il ricongiungimento familiare, lo dice il nome stesso, è la pratica che permette ad un cittadino o residente permanente canadese di ricongiungersi con la famiglia, facendo diventare residenti anche eventuali moglie e figli (no, sposando un canadese non divento canadese in automatico :D)

Ora, da brava, vi racconterò un po' la parte pratica nel caso serva anche a qualcuno di voi fare il ricongiungimento. Ci tengo a precisare che questo è un iter che è andato così inviando le pratiche l'8 luglio del 2013 ma seguite sempre con attenzione il sito ufficiale per immigrare in Canada perché le pratiche e i tempi sono in continuo cambiamento!
La preparazione dei documenti in realtà è partita già in Italia perché alcune pratiche è meglio farle in loco prima di partire. Potete comunque sempre tenere come riferimento l'Ambasciata Italiana per eventuali documenti mancanti (io ci devo andare in settimana e spero vada tutto bene...)
I documenti principali che ho preparato sono stati


  • certificato di nascita
  • certificato di matrimonio
  • certificato generale del casellario giudiziale
  • certificato dei carichi pendenti


Ho anche fatto la visita medica per l'espatrio che consiste in una visita generica con esami del sangue e radiografia al torace.
Una volta arrivati in Canada, abbiamo seguito le indicazioni per il ricongiungimento sul sito ufficiale: nell'insieme dei documenti c'è anche un utilissimo riepilogo che vi permette di controllare se avete preparato tutto. La prima cosa da fare è sempre una traduzione ufficiale dei documenti relativi alla vostra pratica: esistono dei traduttori certificati come ufficiali: basta una rapida ricerca online a seconda della zona del Canada dove vi trovate ed è obbligatorio fornire eventuali documenti ufficiali con la traduzione in inglese o francese (se in Quebec)

Altra cosa molto importante: dovete ricostruire la vostra vita negli ultimi 10 anni perché nelle pratiche per l'immigrazione è necessario spiegare i vostri spostamenti, lavori, indirizzi, fino ai 18 anni o i precedenti 10 anni se siete più grandi di 28 anni. Sembra semplice se ci si pensa (soprattutto se non siete come me che ho girato parecchio..) ma vi assicuro che ricostruire tutto può essere impegnativo! Quindi armatevi di sana pazienza (di nuovo...) e scrivete su un foglio tutto quello che secondo voi è importante menzionare (cambi di casa, cambi di lavoro, periodi di disoccupazione)

Nel nostro caso abbiamo anche dovuto rispondere a molte domande sul nostro matrimonio, compresa quella che chiedeva "I vostri genitori sono a conoscenza che vi siete sposati?" o "Avete delle prove della vostra relazione?" Ammetto di essermi fatta una bella risata insieme a mio marito ma in realtà questo è un problema particolarmente sentito: proprio nel periodo del nostro viaggio di nozze (auguri..) è stata infatti modificata la legge sul ricongiungimento familiare proprio in seguito all'abuso e a volte anche alle truffe relative ai matrimoni con finalità di immigrazione.


Il ricongiungimento familiare in realtà è una specie di secondo matrimonio: lo sponsor si prende l'impegno di occuparsi della persona che entra in Canada anche dal punto di vista economico perché il nuovo arrivato non può pesare sullo Stato in nessun modo.

Una volta spedite le pratiche si sono susseguiti, con notevole distanza temporale, due step fondamentali: l'ok da parte della Provincia dove viviamo (il Quebec) e quello del Canada.
Il Quebec ha dato il suo ok 20 giorni dopo l'invio della pratica. Il Canada ci ha messo, complessivamente, un anno e tre mesi. 

Cosa fare durante un lasso di periodo così lungo? Niente. Aspettare. Per un anno e tre mesi io sono stata una turista in attesa: non potevo assolutamente lavorare, pena l'espulsione, ed in realtà ho sempre guardato un po' la vita canadese dalla finestra perché qui la "prova di residenza" (che di solito corrisponde a qualsiasi tipo di comunicazione da parte del Canada o della banca che abbia l'indirizzo ed il tuo nome) apre le porte a molte cose.. dalla tessera della biblioteca all'iscrizione in palestra fino alle università che applicano tariffe differenti per canadesi e stranieri. Insomma!! Abbiamo pazientemente atteso :) Lasciare il Paese era fuori discussione (la pratica si ferma) e così sono rimasta qui in attesa.

Ammetto che questo è anche uno dei motivi principali dell'assenza di grosse novità pratiche relative al Canada da parte mia: non ho ancora lavorato nemmeno un giorno (e dopo un anno e mezzo mi sento anche particolarmente preoccupata all'idea :D) e quindi in realtà la mia esperienza expat *vera* comincia ora! (però ho giocato moltissimo a World of Warcraft ed i miei personaggi sono molto soddisfatti!)

Il 2 ottobre ho infatti ricevuto una email che mi informava che ero arrivata, finalmente, allo step successivo: residenza temporanea legata ad un permesso di lavoro (aperto) valido fino al 2017!
Vale la pena ricordare che qui il permesso di lavoro aperto è molto raro perché i permessi di lavoro, che autorizzano la persona a risiedere per l'appunto temporaneamente in Canada, sono di solito legati alle aziende che assumono l'immigrato. So many possibilities!!

Ora si apre la prossima "quest" ossia quella relativa al permesso di residenza permanente, il gradino inferiore a quello di cittadino canadese: ci vorranno almeno altri 9 mesi per la residenza permanente e 3 anni ancora per richiedere la cittadinanza ma il "grosso" è fatto perché ora, finalmente, posso provare a vivere veramente come una canadese :) Tra l'altro il permesso di residenza permanente prevede raccolta delle impronte digitali, una nuova visita medica (sigh.)  e di nuovo i documenti dei carichi pendenti perché, ovviamente, nel frattempo sono scaduti.


Un anno e tre mesi sono tanti, soprattutto quando da parte del Governo, per ovvi motivi, non arrivano comunicazioni e non c'è modo di verificare lo stato della pratica. Nel mio piccolo mi reputo fortunata: ieri ho letto questo articolo in cui si parla dei tempi di attesa di altre nazioni ed il mio annetto abbondante rispetto a tempi di attesa come 51 mesi per l'Algeria o anche i 31 dalla Germania (!) anche solo per guardare la pratica, mi hanno rincuorato.

In realtà in mano non ho ancora niente perché deve arrivare fisicamente il permesso da mettere nel passaporto... però il più è fatto ed il mio permesso è effettivamente attivo dal 2 ottobre :) Ora si attendono nuove per un colloquio che spero arrivi presto e prometto di raccontare un po' di più!

Come sempre: se volete venire in Canada (ma penso che la cosa si applichi a molti altri Paesei) siate pazienti e cominciate subito ad informarvi. E' un percorso lungo, bisogna rinunciare a molte cose ma l'importante è l'obiettivo finale :) Se siete veramente convinti che l'Italia non fa più per voi (come è successo a me e a mio marito) prendete davvero in considerazione l'idea di partire.

E mi raccomando la pazienza!


giovedì 27 marzo 2014

E' primavera a -12!! Tempo di bilanci!

E' passato il nostro "anniversario" canadese e non ho scritto niente!!
A mia giustificazione c'è che abbiamo cambiato casa! Come ogni marzo che si rispetti da 4 anni a questa parte, non posso non fare un trasloco! Questo ce lo siamo fatti con la neve .. e di certo è un tipo di esperienza che mi mancava.. ma che non vorrei ripetere: inoltre questa casa mi piace molto e spero di non dover cambiare a marzo prossimo :)

Domenica scorsa siamo usciti a fare due passi e ho sentito la primavera: tralasciamo che sabato ha fatto così tanta neve che una mia amica mi ha scritto "Buon Natale!" ..! Ma non importa! Domenica c'era il sole ed era una giornata bellissima, tipicamente canadese: cielo limpido e freddo..! Si sentiva la primavera nell'aria ed io ero felice e ho detto a mio marito "Non senti che caldo!?" .. Peccato che faceva -12 e a Roma +12 .. ed ho capito che qualcosa era cambiato: in 32 anni non ho mai avuto -12 a Marzo vivendo in una città dove le margherite inondano i giardinetti ben prima. Ma un anno qui ha già intaccato molto il mio modo di pensare e sento di essere cambiata.
Storie di vita vera!!
Ho superato indenne il primo lungo temibile inverno canadese: quello che chiunque ho incontrato non perdeva occasione di citare, quello che tutti pensavano "vedrai come scappa!", quello che ancora adesso viene citato come motivo principale per non mettere piede qui. In realtà l'inverno è alla fine ed io sono ancora qui, intenzionata a rimanerci a lungo. Che l'inverno canadese sia roba seria, soprattutto per chi come me viene da un posto dove la neve non cade mai e quando cade chiudono le scuole, è fuori dubbio. Ma io l'ho trovato anche affascinante e tutto da capire. L'anno scorso al nostro arrivo c'era ancora la neve ed io andavo in giro con un paio di scarpe da ginnastica perché, venendo da Roma, scarpe per la neve non erano proprio qualcosa che uno tiene nell'armadio. Così a settembre ci siamo presi degli scarponcini ottimi che mi hanno notevolmente aiutato a superare il tutto.

 Quest'anno, invece, ho scoperto il ghiaccio: roba seria, di livello successivo. Quando c'è un abbassamento della temperatura dopo un disgelo, i marciapiedi
diventano lastroni di ghiaccio ben poco user-friendly che mettono paura: l'unico momento che vorrei dimenticare dell'inverno. In realtà ho scoperto dell'esistenza di rampini da mettere sotto le scarpe: si applicano con degli elastici e aiutano la stabilità. Sarà il mio prossimo acquisto per l'inverno che verrà. E così: avanti di inverno in inverno! Auspico di raggiungere anche il traguardo "prendi la patente (che non ho) e guida in mezzo alla neve" ma con calma: per ora aver portato a casa il mio primo inverno canadese è già un gran bel punto :)

Adoro questi paesaggi :)
Abbiamo finalmente trovato un giapponese no-stop di nostro interesse! Ok: sembra una cosa stupida. Ma noi a Roma avevamo un ristorantino giapponese di fiducia e ammetto senza vergogna che era una cosa che mi mancava parecchio. Abbiamo risolto anche quella. Questo per dire che, ad un anno di distanza, stiamo ricreando una nostra quotidianità! I nostri locali, i nostri amici (anche se ci mancano tanto quelli in Italia: insostituibili!) le nostre serate. Comincia a cambiare anche il mio modo di cucinare: non molto, per fortuna, ma mi rendo conto di aver inserito nel mio "repertorio" piatti diversi da quelli che ero abituata a preparare in Italia.

La nostra prima cena a casa nuova :)
Il mio inglese e francese sono in corso d'opera: in compenso sto dimenticando l'italiano corretto! Niente di gravissimo ma mi rendo conto che il mio cervello sta facendo più fatica ad esempio a scrivere questo post. In compenso a volte leggo o ascolto cose in inglese e francese e non mi rendo conto che si tratta di una lingua diversa dalla mia. Non sono ancora in grado di arrabbiarmi in inglese (devo sembrare molto buffa..) ma il francese mi sta piacendo molto: se la mia povera professoressa di francese del liceo sapesse che sono finita a vivere in Quebec .... Ho voglia di usare altre lingue e questo penso sia un bene per la mia futura carriera professionale..!

Insomma questo primo anno in Canada è stato come me lo aspettavo: ricco di novità ma anche "soft" perché il non poter (ancora) lavorare mi ha sicuramente permesso di capire con calma cosa mi circondava... il che per alcuni aspetti è una fortuna, per altri un po' meno (c'è pur sempre uno stipendio in meno in casa!)
A livello umano è un posto meraviglioso, molto affine a me. La gente è educata, gentile, discreta, la vita è gestibile, ottimizzata. Il mio "mal di pancia da burocrazia" si fa sentire, purtroppo, solo quando interagisco a distanza con l'Italia e si, lo so, è brutto dirlo.

Con l'arrivo del bel tempo ho in mente piani di conquista del Canada armata di macchina fotografica!

Stay tuned!!

Neve a Marzo in giro per Montréal :) 






sabato 22 febbraio 2014

Lontani da Ancona, Bologna e Como

Abbiamo parlato qualche volta di come nello sforzo necessario in Canada (come altrove nel mondo) per integrarsi siano importanti le lingue "straniere". Per renderci conto della complessità effettiva, vorrei fare una distinzione fra alcuni aspetti che bisogna imparare:
- conoscenza della lingua a livello scolastico: qualsiasi corso può aiutarvi, l'obiettivo è padroneggiare lessico, regole grammaticali, ortografia, pronuncia delle parole indigene. 
- cultura locale: partecipare alla discussioni, guardare la tv, leggere i giornali, aiuta a entrare nel discorso, capire cosa ci accade intorno e ridere alle barzellette :P
- gestire la vostra italianità: imparare a fare delle vostre origini un punto di forza, adattare e assimilare conoscenze e abitudini per il nuovo stile di vita. 

Oggi voglio dire la mia sul terzo punto. Diventa più importante man mano che i primi due vengono assimilati, e rappresenta la differenza fra "cavarsela" e "padroneggiare". Una volta che si inizia a fare conversazione ci sorprenderemo spesso a preferire parole derivate dal latino di uso più frequente in italiano, rispetto alla nostra nuova seconda lingua che potrebbe avere altre preferenze, e a fare attenzione ai termini che sembrano comuni ad entrambe le lingue ma in realtà dai significati diversi. A patto di non lavorare nel campo linguistico questo non è un problema il più delle volte, e finisce per diventare un vostro particolare riconoscibile che personalmente trovo bello avere. Trovo bisogni fare attenzione però ad utilizzare la pronuncia locale del termine piuttosto che l'italiana. La pronuncia mista crea confusione in chi vi ascolta, il che è comprensibile dato che non la riconoscono e non se la aspettano. 

C'è tutta una serie di parole con cui convivere tutta la vita e particolari per la pronuncia: nomi e cognomi. Sebbene per i nomi storici vi troverete a sorridere per Cristophe Colomb, Jules César, Michel-Ange, Léonard de Vinci, Raphaël, Splinter, ricordate sempre che anche l'italiano è ricco di traduzioni nei nomi stranieri di nomicosecittàanimali. No, Donatello lo lasciano come l'originale, non mi chiedete perché. Solo buona volontà e preparazione ridurranno lo stress della pronuncia del proprio nome. Innanzi tutto, consiglio di mantenere la pronuncia italiana e aiutare i nuovi colleghi, amici e conoscenti a imparare, d'altra parte voi vi impegnate a pronunciare bene il loro, e ho sempre trovato persone ben disposte al riguardo. Se mantenete la pazienza e dedicate un po' di tempo alla questione con le persone che vedrete spesso potrà solo giovarvi e spesso divertire gli altri, pensate che solo a voi piaccia conoscere nuove parole? :P Periodicamente qualcuno vi farà una sorpresa e vi saluterà in italiano e il vostro nome in ottima pronuncia, studiato appositamente il giorno prima, ringraziate mi raccomando :D


Un momento di poca pazienza nella vita di Leonardo.


Potete scegliere anche di avere un soprannome o lo stesso nome proprio localizzato con cui presentarvi rapidamente alle persone, cui spiegherete per bene come scrivere "Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare" o "Guidobaldo Maria Riccardelli" all'occorrenza. È qualcosa che vediamo spesso anche in Italia negli immigrati ed è bene realizzare che non c'è niente di male nel farlo. 

Laddove sia spiegazioni che soprannome non possono aiutare è nella burocrazia. 
Ogni volta che dovete fornire le vostre generalità chiaramente dovrete fornirle reale ed esatte, e finché si va di persona ce la si cava facendo vedere un documento, ma al telefono?

Episodio di vita vera, per allacciare l'elettricità nel nuovo appartenento:
"Ho bisogno del suo nome completo, signore"
"Edoardo Facchinelli" rispondo facendo del mio meglio per scandire. 
"Mi scusi, potrebbe ripeterlo lettera per lettera?" 
Prevedibile, sempre meglio essere sicuri, d'altra parte capita molto spesso anche per i locali con una lingua piena di omofoni come il francese. Come quando fuori la mère du maire va à la mer chercher sa tante qui l'attend dans sa tente, insomma.
"Ef, a, se, se, ash..." Tento di pronunciare ogni lettera il meglio possibile ma in questi casi la mia pronuncia ancora lascia a desiderare. È come se un romano cercasse di imitare un milanese che parla napoletano :V
"Es, à?" Chiede infatti il mio interlocutore incerto. E provate voi a dirgli "F di Firenze"!
Temendo che abbia il mio stesso livello di Storia dell'Arte internazionale, ripiego con un doppio carpiato su un "F de... France!" per il quale si sarà fatto quattro risate meritate coi colleghi alla macchinetta del caffè, e mi metto a riflettere su come prepararmi meglio alla prossima volta. 

Mentre in Italia è di uso comune usare le città come riferimento per le iniziali, qui direi che il sistema più diffuso sia l'alfabeto fonetico NATO, derivato da quello radiotelefonico e che sentiamo nei telefilm per il gergo militare. In cui per la Q c'è Québec. Mica cotiche, parola di Eduardó Fascinellí :V




martedì 12 novembre 2013

FAQ, mon amour

Nuovamente benvenuti ai nostri lettori, recenti o meno, e possibilmente anche a qualche mio collega non italiano che ha "scoperto" il posto dopo l'articolo di domenica sul Fatto Quotidiano con l'ausilio di Google Translate :P In questi giorni come potete immaginare abbiamo ricevuto innumerevoli messaggi su ogni lido immaginabile e non (addirittura sull'account YouTube a mio nome che credo non abbia neanche video XD A questo proposito, facciamo presente che abbiamo recentemente aggiunto in alto la sezione "Scrivici", che contiene i nostri contatti.) Abbiamo ancora da rispondere a diversi messaggi, abbiate pazienza ^^;

Fa piacere ricevere così tante lettere, ognuna corredata dalla storia di chi scrive: impiegati, ingegneri, programmatori, scrittori, ricercatori, studenti, architetti, o anche solamente sognatori :) Testimonianze di chi già ha in programma di andarsene e di chi ci sta pensando, di esploratori dei cinque continenti che ci hanno preceduto, di sognatori che vorrebbero andarsene ma per via di situazioni personali difficili non riescono.

Molto spesso le domande che ci vengono poste hanno punti in comune, come prevedibile, abbiamo quindi pensato che fosse opportuno fare uno o più post con le cosidette FAQ, ossia le domande frequenti. Da quel che ci scriverete d'ora in avanti potremmo trarre spunto per aggiungere o modificare qualche cosa a beneficio anche degli altri lettori, naturalmente mantenendo la riservatezza dei lettori ;)

Consigliate di andare via dall'Italia?
No. L'emigrazione è sempre una scelta difficile, per alcuni necessaria, per molti impossibile. Andiamo per ordine (conto di tornare più avanti su ogni punto che necessiti approfondimenti):
1. Soldi: Innanzi tutto serve la possibilità economica di spostare sé stessi, eventuali familiari diretti e beni materiali essenziali, trovare affitto mentre si cerca lavoro e altri soldi per ogni evenienza, diciamo almeno 10.000€. Tenete presente che dovreste convincere l'immigrazione di avere i mezzi per tenervi in piedi nel prossimo futuro finché non vi stabilirete e non essere a carico dello stato a breve.
2. Affetti: è innegabile la presa che ha la famiglia, specialmente nella cultura italiana. Moltissimi sono legati fortemente ai propri cari, dopotutto è proprio il motivo per cui li chiamiamo così :) Secondo la mia personale opinione però, se è per un cambiamento in meglio oggettivamente visibile, molti per il vostro bene vi daranno la loro benedizione e l'augurio del successo, anche se in altri casi sappiamo che non la prendano così allegra purtroppo. Ogni famiglia è diversa e pertanto a voi di valutare. Dall'altro canto, il mondo di oggi permette di mantenere i contatti facilmente in diversi modi, invece di lentissime lettere o costose chiamate intercontinentali, oggi abbiamo Facebook, Skype, e-mail, e ogni altra forma sociale che ci permette di parlare e vedere la famiglia a migliaia di chilometri di distanza, di vedere alcuni canali italiani o anche solo di tenerci aggiornati sulla situazione con i giornali con una facilità che vent'anni fa era pura fantascienza.
3. Clima: mentre scrivo fuori nevica! È una nevicata molto timida al momento e non ne rimarrà traccia entro l'ora ma la temperatura è sotto allo zero e d'ora in poi fino ad aprile diventerà comune il paesaggio innevato. Non potete star qui senza aspettarvi di passare 6 mesi l'anno con freddo, neve, ghiaccio e tormente ad accompagnare le vostre giornate in ogni spostamento. Questo vale in modo e misura diverse per ogni paese che valuterete.
4. Lingua: In Canada è necessario sapere parlare fluentemente inglese, in Québec anche francese. Non è necessario saperli parlare immediatamente, ma impegnarsi a farlo nei tempi più brevi possibili, il governo ha anche dei corsi appositi per agevolare i nuovi arrivati ad integrarsi. Mentre per aspetti sociali quel che si vede in giro è l'unione di diversi mondi portati qui dagli immigrati, sono molti protettivi, a mio avviso a ragione, della propria identità nazionale. Per stare qui bisogna parlare le lingue nazionali, conoscere la storia, aderire agli ideali e vivere produttivamente, e non è certo l'unico paese a insistere molto su questo fronte.
5. Vari ed eventuali: la situazione personale di ognuno può includere complicazioni, mutui, età, difficoltà nelle lingue straniere, differenze culturali e quant'altro.
In breve no, l'emigrazione non è affatto semplice e non è per tutti. Detto ciò, alcuni provano uno spostamento da una zona all'altra d'Italia ad esempio, oppure reinventandosi con un nuovo mestiere o titoli di studio, è davvero una decisione che deve prendere ognuno per sé, l'importante secondo me è non arrendersi mai.

Sono convinto, il mio posto non è più qui, il Canada fa per me?
Mentre si mettono i soldi da parte se è un obiettivo raggiungibile, bisogna verificare di avere i requisiti per l'ingresso nel paese, il quale sia ben chiaro può benissimo non essere il Canada secondo le vostre personali opinioni, lingue conosciute, opportunità di lavoro e via discorrendo, ma capirete che noi dovendo parlare per esperienza lo portiamo come esempio :P Peraltro abbiamo ricevuto molte testimonianze da altri cosidetti expat, stabilitisi in Francia, Gran Bretagna, Messico, Norvegia, Australia, e altri ancora, quindi prendetevi il tempo di cercare il posto migliore per voi :)
Però mai e poi mai cercare di fare la furbata di arrivare qui in turismo, trovare un lavoretto da fare in nero e poi si vedrà. Se vi beccano potete iniziare a cercare un altro paese dove stare, il Canada ve lo siete bruciato. Non si arriva qui a sorpresa con un gommone urlando "aggiungi un posto a tavola che c'è un amico in più", anche i rifugiati hanno una trafila da fare e vengono esaminati.
La prima pagina da visitare sul sito dell'immigrazione canadese è certamente "Determina la tua eligibilità" (i link sono alla versione inglese, come tutti i siti canadesi è disponibile la versione francese se preferite). Come riportato, ci sono diversi controlli da fare prima di considerare la richiesta di immigrazione, che spaziano fra affiliazioni, sicurezza, criminalità, e parentela con individui cui è stata rifiutato l'ingresso nel paese per questi motivi, non escludendo altri vari ed eventuali che spuntino in fase di verifica. Insomma, i controlli si fanno all'ingresso. Spero non sia un problema per chi legge questo blog, ma preferiscono mettere le mani avanti.

Non ho problemi che mi impediscono di entrare in Canada, qual è il prossimo passo?
Supponendo di non aver intoppi per quanto sopra, ci sono varie strade possibili per entrare nel paese, attraverso le quali cerca di guidarvi il wizard "Venite in Canada" che spiega strada facendo in caso di necessità alcuni dei requisiti. Se invece preferite c'è l'elenco delle possibilità, ognuna con il suo kit di documenti da compilare accuratamente che potete scaricare online:
- Lavoratore in Canada nelle professioni ricercate (FSW), in cui si vedono i mestieri più richiesti al momento e per i quali si mira l'immigrazione principale, con un limite di 5000 richieste totali e 300 per categoria (eccetto medici che possono arrivare a 1000), limiti che in alcuni casi sono già stati raggiunti al momento in cui scrivo e salvo novità verranno reimpostati il 30 maggio 2014.
- Lavoratore in Québec nelle professioni ricercate (QSW), come sopra ma preapprovato dal Québec in particolare (CSQ), oppure Nominazioni provinciali, dove si chiede ad una provincia il permesso di stabilirsi in base alle sue richieste di lavoro. Il Québec spesso viene considerato caso a parte, questo è uno di quei casi.
- Canadian Experience Class (CEC), dove ci sono al momento 205 diversi mestieri richiesti in maniera minore rispetto al FSW, con un limite di 200 per specializzazione e 12000 in totale. Il limite di questa sezione è stato appena reimpostato il 09/11/2013 e pertanto aperto alle richieste. Si applica solamente a coloro che abbiano avuto esperienze di lavoro in Canada durante gli ultimi 3 anni.
- Imprenditori, investitori e lavoratori autonomi, di cui però per i primi due non vengono più accettate richieste fino a nuova comunicazione a causa del gran numero ancora in sospeso.
- Ricongiungimento familiare, soggetto a diversi inasprimenti negli ultimi anni per via dei furboni che cercavano di entrare nel paese con matrimoni di convenienza.
- Badanti a residenza fissa, che si occupano di bambini, anziani o persone che richiedono assistenza continua, vivendo assieme a loro.
- Rifugiati.

Non rientro nelle categorie richieste, c'è speranza?
Può darsi, se non ora magari più avanti, oppure cercate ancora altrove. Ad inizio 2013 ci fu l'International Experience Canada che permise a molti di richiedere un visto di 12 mesi per provare a vivere e lavorare in Canada. È il caso di far presente che abbiamo conosciuto persone di nazionalità diverse che hanno provato il Canada ma hanno deciso che non fa per loro ed hanno pertanto deciso di tornare indietro senza molti patemi per poi riprovare da un'altra parte magari. Il "ritorno a testa bassa" è un concetto molto, molto italiano, altri vedono l'uscita fuori porta come un'utile esperienza positiva. Quindi tenete d'occhio il sito dell'immigrazione ogni tanto, potrebbe esserci qualche novità da prendere al volo, o ancora fatevi un viaggio fuori stagione che costa meno (e vi fate un'idea dell'inverno così non dite che non vi avevamo avvertito :P)

Quali documenti sono necessari e come posso farmeli riconoscere?
Il passaporto fa le veci di ogni documento di identità locale senza bisogno di farlo tradurre, quindi visto che ad ogni modo è necessario per viaggiare risparmiate almeno su quello.
Saranno poi necessari i titoli di studio a disposizione, ma convertiti, una semplice traduzione è un "pezzo di carta" come un'altro che potete presentare come referenza ma non valido per posti di lavoro ambiziosi. Per maggiori informazioni sull'equiparazione del titolo di studio bisogna vedere la pagina dedicata della regione. In ambito di certificazioni, si consiglia in quelle pagine anche di contattare per informazioni specifiche l'ente o albo che regola il mestiere nel paese d'origine, che meglio saprà orientarvi.
Fra i documenti reperibili in comune, citiamo stato civile, estratto di nascita, certificato di matrimonio, e aggiungiamo dal commissariato il casellario giudiziale e certificato dei carichi pendenti. Per questi ed altri eventuali documenti sarà necessaria la traduzione giurata per la riconoscibilità all'estero.

Lavoro nel campo [xyz], mi serve una proposta di lavoro per ottenere il visto di lavoro, conoscete qualcuno nel settore?
Può accadere, ma molto probabilmente no ^^; Quello che consigliamo è sia di farsi un'idea del mercato del lavoro del campo in questione, tramite siti come Jobboom, Workopolis o Emploi Québec, sia di contattare direttamente le aziende che vi interessano. L'impegno ad assumervi in futuro quando avrete passato la selezione dell'immigrazione non è da sottovalutarsi e non si improvvisa, tra le altre cose il datore di lavoro deve dimostrare che non è in grado di trovare il personale giusto all'interno del paese e per questo deve assumere all'estero.

domenica 3 novembre 2013

Il nuovo sistema di immigrazione del Canada: "Express of Interest System"



E' un po' che se ne parla (si trovano articoli anche di un anno fa) ma è notizia recente che il Canada stia ultimando i preparativi per il nuovo processo di immigrazione che prende il nome di "Express of Interest System".
Ne ha parlato pochi giorni fa il Ministro dell'Immigrazione Canadese Chris Alexander, annunciando anche che sono previsti per il prossimo anno almeno 250.000 nuovi permanent residents.

"Il Governo è convinto che il Canada possa e debba competere attivamente per attrarre i più brillanti e i migliori immigrati." dice il sito ufficiale dell'Immigrazione Canadese "E' per questo che sta nascendo un nuovo rivoluzionario modo per riuscire nell'intento. Avere un lavoro è il modo migliore per integrarsi economicamente e l'Express of Interest System sarà un sistema che selezionerà gli immigrati sulla base delle competenze richieste dal Canada."

Il lancio del nuovo sistema è previsto per Gennaio 2015 e permetterà di passare dall'attuale processo di richiesta di immigrazione passivo ad un sistema attivo in cui hanno priorità le persone in possesso dei requisiti principali di cui il Canada ha bisogno.

Come funzionerà in pratica? Il processo si baserà su due step:
i futuri immigranti dovranno spiegare il perché del loro interesse ad immigrare in Canada fornendo informazioni online sul loro background lavorativo, di competenze e altri dettagli.
Coloro che verranno ritenuti compatibili con i bisogni lavorativi del Canada, saranno invitati dal Governo Canadese ad effettuare una richiesta di Visa.
Chi non verrà scelto o comunque dopo un periodo di tempo ancora in fase di definizione, sarà rimosso dal bacino di utenti candidabile per evitare che le applications si accumulino e per far si che i tempi di gestione delle richieste di immigrazione siano ridotte al minimo.

Questo permetterà sicuramente di snellire le procedure creando una corsia preferenziale per i lavoratori di alto livello che sono molto richiesti in Canada e che potranno, in questo modo, considerare l'opportunità di venire a lavorare qui senza lunghe attese.

I dettagli sono ancora da definire e molti dubbi già sono in fase di dibattito ma è comunque una novità interessante che stiamo monitorando attivamente :)

mercoledì 5 giugno 2013

Immigrare in Canada: un rapido punto della situazione.



L'immigrazione canadese ricorda molto da vicino quella americana: entrare in questo Paese è relativamente rapido per noi italiani ma rimanere a viverci e soprattutto trovare lavoro se non si ha un piano concreto è orrendamente difficile.

Fondamentalmente per entrare in Canada ora come ora potete seguire queste strade (vi metto anche direttamente i link alle varie sezioni del sito ufficiale dell'immigrazione)



Il sito di riferimento per il Quebec relativo all'immigrazione è http://www.immigration-quebec.gouv.qc.ca/ dove trovate praticamente tutte le informazioni a riguardo.
Mettetevi subito l'anima in pace se pensate di trovare qualcuno a cui scrivere: non é possibile. E' tutto scritto sul sito: è vero ma è anche molto difficile trovare le risposte se avete una situazione non standard.


Se siete cittadini italiani potete entrare nel Paese con un visto turistico che ha durata sei mesi e può essere rinnovato per altri sei mesi a patto che venga chiesto almeno un mese prima della partenza. (la mia attuale situazione) Come turista non potete lavorare ed è molto importante che non ci proviate nemmeno perché qui il lavoro in nero equivale all'espulsione dal Paese senza possibilità di rimetterci piede. Idem se restate qui oltre i sei mesi come turista.

Esiste una sezione del sito dell'immigrazione dedicata alle ricerche di impiego: sono un paio di giorni che butto un occhio ma personalmente non so se mi sento pronta per andare a lavorare visto il mio attuale livello di francese ed inglese.

Personalmente sto seguendo la strada dell'immigrazione tramite ricongiungimento familiare perché mio marito, per fortuna nostra, ha la cittadinanza canadese. Prossimamente cercherò di spiegare più nel dettaglio questa strada :)