martedì 12 novembre 2013

FAQ, mon amour

Nuovamente benvenuti ai nostri lettori, recenti o meno, e possibilmente anche a qualche mio collega non italiano che ha "scoperto" il posto dopo l'articolo di domenica sul Fatto Quotidiano con l'ausilio di Google Translate :P In questi giorni come potete immaginare abbiamo ricevuto innumerevoli messaggi su ogni lido immaginabile e non (addirittura sull'account YouTube a mio nome che credo non abbia neanche video XD A questo proposito, facciamo presente che abbiamo recentemente aggiunto in alto la sezione "Scrivici", che contiene i nostri contatti.) Abbiamo ancora da rispondere a diversi messaggi, abbiate pazienza ^^;

Fa piacere ricevere così tante lettere, ognuna corredata dalla storia di chi scrive: impiegati, ingegneri, programmatori, scrittori, ricercatori, studenti, architetti, o anche solamente sognatori :) Testimonianze di chi già ha in programma di andarsene e di chi ci sta pensando, di esploratori dei cinque continenti che ci hanno preceduto, di sognatori che vorrebbero andarsene ma per via di situazioni personali difficili non riescono.

Molto spesso le domande che ci vengono poste hanno punti in comune, come prevedibile, abbiamo quindi pensato che fosse opportuno fare uno o più post con le cosidette FAQ, ossia le domande frequenti. Da quel che ci scriverete d'ora in avanti potremmo trarre spunto per aggiungere o modificare qualche cosa a beneficio anche degli altri lettori, naturalmente mantenendo la riservatezza dei lettori ;)

Consigliate di andare via dall'Italia?
No. L'emigrazione è sempre una scelta difficile, per alcuni necessaria, per molti impossibile. Andiamo per ordine (conto di tornare più avanti su ogni punto che necessiti approfondimenti):
1. Soldi: Innanzi tutto serve la possibilità economica di spostare sé stessi, eventuali familiari diretti e beni materiali essenziali, trovare affitto mentre si cerca lavoro e altri soldi per ogni evenienza, diciamo almeno 10.000€. Tenete presente che dovreste convincere l'immigrazione di avere i mezzi per tenervi in piedi nel prossimo futuro finché non vi stabilirete e non essere a carico dello stato a breve.
2. Affetti: è innegabile la presa che ha la famiglia, specialmente nella cultura italiana. Moltissimi sono legati fortemente ai propri cari, dopotutto è proprio il motivo per cui li chiamiamo così :) Secondo la mia personale opinione però, se è per un cambiamento in meglio oggettivamente visibile, molti per il vostro bene vi daranno la loro benedizione e l'augurio del successo, anche se in altri casi sappiamo che non la prendano così allegra purtroppo. Ogni famiglia è diversa e pertanto a voi di valutare. Dall'altro canto, il mondo di oggi permette di mantenere i contatti facilmente in diversi modi, invece di lentissime lettere o costose chiamate intercontinentali, oggi abbiamo Facebook, Skype, e-mail, e ogni altra forma sociale che ci permette di parlare e vedere la famiglia a migliaia di chilometri di distanza, di vedere alcuni canali italiani o anche solo di tenerci aggiornati sulla situazione con i giornali con una facilità che vent'anni fa era pura fantascienza.
3. Clima: mentre scrivo fuori nevica! È una nevicata molto timida al momento e non ne rimarrà traccia entro l'ora ma la temperatura è sotto allo zero e d'ora in poi fino ad aprile diventerà comune il paesaggio innevato. Non potete star qui senza aspettarvi di passare 6 mesi l'anno con freddo, neve, ghiaccio e tormente ad accompagnare le vostre giornate in ogni spostamento. Questo vale in modo e misura diverse per ogni paese che valuterete.
4. Lingua: In Canada è necessario sapere parlare fluentemente inglese, in Québec anche francese. Non è necessario saperli parlare immediatamente, ma impegnarsi a farlo nei tempi più brevi possibili, il governo ha anche dei corsi appositi per agevolare i nuovi arrivati ad integrarsi. Mentre per aspetti sociali quel che si vede in giro è l'unione di diversi mondi portati qui dagli immigrati, sono molti protettivi, a mio avviso a ragione, della propria identità nazionale. Per stare qui bisogna parlare le lingue nazionali, conoscere la storia, aderire agli ideali e vivere produttivamente, e non è certo l'unico paese a insistere molto su questo fronte.
5. Vari ed eventuali: la situazione personale di ognuno può includere complicazioni, mutui, età, difficoltà nelle lingue straniere, differenze culturali e quant'altro.
In breve no, l'emigrazione non è affatto semplice e non è per tutti. Detto ciò, alcuni provano uno spostamento da una zona all'altra d'Italia ad esempio, oppure reinventandosi con un nuovo mestiere o titoli di studio, è davvero una decisione che deve prendere ognuno per sé, l'importante secondo me è non arrendersi mai.

Sono convinto, il mio posto non è più qui, il Canada fa per me?
Mentre si mettono i soldi da parte se è un obiettivo raggiungibile, bisogna verificare di avere i requisiti per l'ingresso nel paese, il quale sia ben chiaro può benissimo non essere il Canada secondo le vostre personali opinioni, lingue conosciute, opportunità di lavoro e via discorrendo, ma capirete che noi dovendo parlare per esperienza lo portiamo come esempio :P Peraltro abbiamo ricevuto molte testimonianze da altri cosidetti expat, stabilitisi in Francia, Gran Bretagna, Messico, Norvegia, Australia, e altri ancora, quindi prendetevi il tempo di cercare il posto migliore per voi :)
Però mai e poi mai cercare di fare la furbata di arrivare qui in turismo, trovare un lavoretto da fare in nero e poi si vedrà. Se vi beccano potete iniziare a cercare un altro paese dove stare, il Canada ve lo siete bruciato. Non si arriva qui a sorpresa con un gommone urlando "aggiungi un posto a tavola che c'è un amico in più", anche i rifugiati hanno una trafila da fare e vengono esaminati.
La prima pagina da visitare sul sito dell'immigrazione canadese è certamente "Determina la tua eligibilità" (i link sono alla versione inglese, come tutti i siti canadesi è disponibile la versione francese se preferite). Come riportato, ci sono diversi controlli da fare prima di considerare la richiesta di immigrazione, che spaziano fra affiliazioni, sicurezza, criminalità, e parentela con individui cui è stata rifiutato l'ingresso nel paese per questi motivi, non escludendo altri vari ed eventuali che spuntino in fase di verifica. Insomma, i controlli si fanno all'ingresso. Spero non sia un problema per chi legge questo blog, ma preferiscono mettere le mani avanti.

Non ho problemi che mi impediscono di entrare in Canada, qual è il prossimo passo?
Supponendo di non aver intoppi per quanto sopra, ci sono varie strade possibili per entrare nel paese, attraverso le quali cerca di guidarvi il wizard "Venite in Canada" che spiega strada facendo in caso di necessità alcuni dei requisiti. Se invece preferite c'è l'elenco delle possibilità, ognuna con il suo kit di documenti da compilare accuratamente che potete scaricare online:
- Lavoratore in Canada nelle professioni ricercate (FSW), in cui si vedono i mestieri più richiesti al momento e per i quali si mira l'immigrazione principale, con un limite di 5000 richieste totali e 300 per categoria (eccetto medici che possono arrivare a 1000), limiti che in alcuni casi sono già stati raggiunti al momento in cui scrivo e salvo novità verranno reimpostati il 30 maggio 2014.
- Lavoratore in Québec nelle professioni ricercate (QSW), come sopra ma preapprovato dal Québec in particolare (CSQ), oppure Nominazioni provinciali, dove si chiede ad una provincia il permesso di stabilirsi in base alle sue richieste di lavoro. Il Québec spesso viene considerato caso a parte, questo è uno di quei casi.
- Canadian Experience Class (CEC), dove ci sono al momento 205 diversi mestieri richiesti in maniera minore rispetto al FSW, con un limite di 200 per specializzazione e 12000 in totale. Il limite di questa sezione è stato appena reimpostato il 09/11/2013 e pertanto aperto alle richieste. Si applica solamente a coloro che abbiano avuto esperienze di lavoro in Canada durante gli ultimi 3 anni.
- Imprenditori, investitori e lavoratori autonomi, di cui però per i primi due non vengono più accettate richieste fino a nuova comunicazione a causa del gran numero ancora in sospeso.
- Ricongiungimento familiare, soggetto a diversi inasprimenti negli ultimi anni per via dei furboni che cercavano di entrare nel paese con matrimoni di convenienza.
- Badanti a residenza fissa, che si occupano di bambini, anziani o persone che richiedono assistenza continua, vivendo assieme a loro.
- Rifugiati.

Non rientro nelle categorie richieste, c'è speranza?
Può darsi, se non ora magari più avanti, oppure cercate ancora altrove. Ad inizio 2013 ci fu l'International Experience Canada che permise a molti di richiedere un visto di 12 mesi per provare a vivere e lavorare in Canada. È il caso di far presente che abbiamo conosciuto persone di nazionalità diverse che hanno provato il Canada ma hanno deciso che non fa per loro ed hanno pertanto deciso di tornare indietro senza molti patemi per poi riprovare da un'altra parte magari. Il "ritorno a testa bassa" è un concetto molto, molto italiano, altri vedono l'uscita fuori porta come un'utile esperienza positiva. Quindi tenete d'occhio il sito dell'immigrazione ogni tanto, potrebbe esserci qualche novità da prendere al volo, o ancora fatevi un viaggio fuori stagione che costa meno (e vi fate un'idea dell'inverno così non dite che non vi avevamo avvertito :P)

Quali documenti sono necessari e come posso farmeli riconoscere?
Il passaporto fa le veci di ogni documento di identità locale senza bisogno di farlo tradurre, quindi visto che ad ogni modo è necessario per viaggiare risparmiate almeno su quello.
Saranno poi necessari i titoli di studio a disposizione, ma convertiti, una semplice traduzione è un "pezzo di carta" come un'altro che potete presentare come referenza ma non valido per posti di lavoro ambiziosi. Per maggiori informazioni sull'equiparazione del titolo di studio bisogna vedere la pagina dedicata della regione. In ambito di certificazioni, si consiglia in quelle pagine anche di contattare per informazioni specifiche l'ente o albo che regola il mestiere nel paese d'origine, che meglio saprà orientarvi.
Fra i documenti reperibili in comune, citiamo stato civile, estratto di nascita, certificato di matrimonio, e aggiungiamo dal commissariato il casellario giudiziale e certificato dei carichi pendenti. Per questi ed altri eventuali documenti sarà necessaria la traduzione giurata per la riconoscibilità all'estero.

Lavoro nel campo [xyz], mi serve una proposta di lavoro per ottenere il visto di lavoro, conoscete qualcuno nel settore?
Può accadere, ma molto probabilmente no ^^; Quello che consigliamo è sia di farsi un'idea del mercato del lavoro del campo in questione, tramite siti come Jobboom, Workopolis o Emploi Québec, sia di contattare direttamente le aziende che vi interessano. L'impegno ad assumervi in futuro quando avrete passato la selezione dell'immigrazione non è da sottovalutarsi e non si improvvisa, tra le altre cose il datore di lavoro deve dimostrare che non è in grado di trovare il personale giusto all'interno del paese e per questo deve assumere all'estero.

domenica 10 novembre 2013

Siamo su "Il Fatto Quotidiano" :)



E' con piacere che vi linkiamo l'articolo in cui si parla di noi nella rubrica de "Il Fatto Quotidiano" dedicata ai "Cervelli in Fuga".
Noi più che Cervelli siamo Sognatori ma pur sempre in fuga :) quindi vorremmo ringraziare Chiara Carbone per la gentilezza e la piacevole intervista via Skype!
Mi sarebbe piaciuto rispondere anche ai commenti su "Il Fatto", ma la qualità degli stessi parla da sola e non penso che mi vedrete mai scrivere lì (come invece abbiamo avuto il piacere di fare su altri siti): probabilmente molti commenti acidi si basano sul fatto che la gente non conosce la nostra storia e vi invitiamo a leggere il nostro blog e a conoscerci meglio, se siete interessati :)
Vi segnaliamo anche la nostra pagina Facebook dove spesso condividiamo informazioni che riteniamo utili!


giovedì 7 novembre 2013

[Forse non tutti sanno che] Di fiori rossi e cose che non ti aspetti



Qualche sera fa abbiamo avuto il piacere di uscire con il mitico Osloninja e mentre camminavamo per una Montréal notturna che poco conosciamo, mi è cascato l'occhio su un fiore rosso abbottonato sulla giacca di un signore. Poco più avanti, un altro fiore rosso su un altro signore. Lì per lì ho dato poca importanza alla cosa ma cercando le foto per l'articolo sull'immigrazione, ho notato diversi politici con lo stesso fiore.

Ho così scoperto, grazie al fido Google, che i fiori rossi all'occhiello non sono casuali ma fanno parte di un silenzioso ricordo che ho trovato molto delicato e vorrei condividere con voi.

Il fiore rosso si chiama Remembrance Poppy ed è stato usato sin dal 1920 in diversi Paesi del Mondo per commemorare i soldati che sono morti in guerra. La relazione tra i papaveri e il Remembrance Day deriva dalla poesia "Nei campi di Fiandra", dell'ufficiale medico canadese John McCrae. L'emblema del papavero venne scelto perché questi fiori sbocciavano in alcuni dei peggiori campi di battaglia delle Fiandre nella I guerra mondiale. Il loro colore rosso è un simbolo appropriato per lo spargimento di sangue della guerra di trincea.

In Canada, in particolare, il papavero è il simbolo ufficiale del Ricordo e viene indossato durante le due settimane che precedono l'11 Novembre (Remembrance Day) Il fiore deve essere indossato a sinistra, nel posto più vicino al cuore.

Il Canadian Poppy è formato da due parti di plastica con effetto velluto (floccatura) ed il centro di color nero. Dal 1980 al 2002 il centro era invece di colore verde. Oggi giorno si trova invece con la versione nera anche se non a tutti è piaciuto il cambiamento.

Nel 2000 ad Ottawa presso il National War Memorial è stata installata la tomba del Milite Ignoto che nel Remembrance Day è meta di numerose persone che lasciano fiori, fotografie o lettere ai cari morti in guerra.

domenica 3 novembre 2013

Il nuovo sistema di immigrazione del Canada: "Express of Interest System"



E' un po' che se ne parla (si trovano articoli anche di un anno fa) ma è notizia recente che il Canada stia ultimando i preparativi per il nuovo processo di immigrazione che prende il nome di "Express of Interest System".
Ne ha parlato pochi giorni fa il Ministro dell'Immigrazione Canadese Chris Alexander, annunciando anche che sono previsti per il prossimo anno almeno 250.000 nuovi permanent residents.

"Il Governo è convinto che il Canada possa e debba competere attivamente per attrarre i più brillanti e i migliori immigrati." dice il sito ufficiale dell'Immigrazione Canadese "E' per questo che sta nascendo un nuovo rivoluzionario modo per riuscire nell'intento. Avere un lavoro è il modo migliore per integrarsi economicamente e l'Express of Interest System sarà un sistema che selezionerà gli immigrati sulla base delle competenze richieste dal Canada."

Il lancio del nuovo sistema è previsto per Gennaio 2015 e permetterà di passare dall'attuale processo di richiesta di immigrazione passivo ad un sistema attivo in cui hanno priorità le persone in possesso dei requisiti principali di cui il Canada ha bisogno.

Come funzionerà in pratica? Il processo si baserà su due step:
i futuri immigranti dovranno spiegare il perché del loro interesse ad immigrare in Canada fornendo informazioni online sul loro background lavorativo, di competenze e altri dettagli.
Coloro che verranno ritenuti compatibili con i bisogni lavorativi del Canada, saranno invitati dal Governo Canadese ad effettuare una richiesta di Visa.
Chi non verrà scelto o comunque dopo un periodo di tempo ancora in fase di definizione, sarà rimosso dal bacino di utenti candidabile per evitare che le applications si accumulino e per far si che i tempi di gestione delle richieste di immigrazione siano ridotte al minimo.

Questo permetterà sicuramente di snellire le procedure creando una corsia preferenziale per i lavoratori di alto livello che sono molto richiesti in Canada e che potranno, in questo modo, considerare l'opportunità di venire a lavorare qui senza lunghe attese.

I dettagli sono ancora da definire e molti dubbi già sono in fase di dibattito ma è comunque una novità interessante che stiamo monitorando attivamente :)

lunedì 21 ottobre 2013

Di autunno, attese e saluti!

E' decisamente un po' di tempo che non ci facciamo sentire.
Il 5 novembre saranno 8 mesi che siamo arrivati e, nel bene e nel male, le cose si stanno "quotidianizzando" e non abbiamo grosse nuove da raccontare :D
Tuttavia volevamo informarvi che siamo vivi e che l'autunno (bellissimo) di questi giorni ci ricorda che presto arriveranno enormi novità che non potremo evitare di condividere con voi come Halloween, il Black Friday e il primo temuto inverno! Inoltre personalmente (è Ilaria che scrive) confido nello sviluppo rapido del mio permesso di soggiorno che sicuramente sbloccherà la scoperta di tutto un mondo nuovo!(oltre ad alcuni post più dettagliati sull'immigrazione che aspetto a scrivere fino a quando non sarà andato tutto in porto...)
Volevamo anche cogliere l'occasione per ringraziarvi: siete davvero tanti a seguirci e a scriverci e la cosa ci riempie di gioia :)

Quindi che dire? À bientôt! Vi lascio con una foto che spiega perché mi sono innamorata di questa città venendoci un anno fa per il viaggio di nozze! :D

Mount-Royal turns to Autumn

Se poi volete farvi un'idea di cosa c'è a portata d'occhio in questi giorni, cliccate qui!

domenica 15 settembre 2013

ComicCon di Montréal

Dopo parecchio tempo riusciamo finalmente a dedicarci come desideriamo al nostro amato blog.
Vi siamo mancati? Ci scusiamo per l'assenza anomala ma la vita di tutti i giorni ci ha rapiti: abbiamo finito i documenti per l'immigrazione della signora Nerd (appena le cose si svilupperanno, dedicheremo alcuni post all'argomento!) ed i giorni si sono susseguiti rapidamente.
Per farci perdonare dell'assenza torniamo con un post lungo e bello ricco di novità soprattutto molto nerd e molto canadesi, perché oggi siamo andati al ComicCon di Montréal.

Siamo entrambi appassionati di fiere del fumetto da tempo: correvano gli anni 90equalcosa quando, ancora ignari della reciproca esistenza, sia io che Edo ci si avventurava alla volta dell'Expocartoon, la tanto amata e mai dimenticata vera fiera del fumetto di Roma quando ancora si trovava alla vecchia Fiera di Roma, su via Marconi.

Per tutti gli appassionati di fumetti poi, il grande appuntamento era ed è tutt'ora la fiera del fumetto di Lucca Comics, alla quale ho avuto la fortuna di partecipare anche se in frangenti decisamente umidi e poco felici.

Ultimo, ma non ultimo, siamo andati anche alla nuova Fiera di Roma proprio l'anno scorso per partecipare al Romics.

Ci siamo quindi recati al ComicCon di Montréal carichi di aspettative e curiosità perché qui si parla di cose che conosciamo bene e che amiamo e che soprattutto possiamo confrontare con Vera Esperienza Italica sull'argomento... esperienza che, per il momento, si era soliti confrontare solo in ambito culinario (sigh.)

Ecco quindi una bella analisi comparativa che speriamo riesca a dare una buona idea di quello che abbiamo visto e provato!

Complice anche l'avanzata tecnologica degli ultimi anni, la prenotazione dell'evento è stata fatta comodamente da casa tramite il mio iMac. Anche il pagamento. E anche la scelta della tipologia di biglietti. Questo perché era possibile non solo comprare i classici "una giornata" o "tutti e tre i giorni" ma anche dei biglietti particolari chiamati VIP e De Luxe per i tre giorni, che avevano alcuni bonus quali
  • l'entrata anticipata all'evento (9.30 per VIP e De Luxe e 10 per noi comuni mortali)
  • una fila "rapida" sia per l'accesso che per incontrare gli special guest dell'evento
  • alcuni gadget interessanti come una borsa dell'evento, comic book esclusivi, posti riservati per gli eventi principali e agevolazioni varie.

La differenza di prezzi per i biglietti di 3 giorni con le varie agevolazioni

Immagino sia disponibile l'acquisto online anche per il Romics ma stento a credere che sia possibile entrare con la semplicità e l'organizzazione che ho visto oggi al Palazzo dei Congressi.

Erano infatti presenti 4 file al momento del nostro arrivo (una mezz'ora prima dell'apertura): una per i detentori di un biglietto da 1 giorni "normale", una per i vip, una per i de luxe ed una per chi non era in possesso del biglietto acquistato online e doveva comprarlo alla biglietteria.

Tempo di entrata: 10 minuti. Il controllo avviene tramite codice a barre del biglietto o - e questa è epica - tramite lo smartphone. Non serve nemmeno stampare niente (noi l'avevamo fatto ma siamo dei nostalgici): ci hanno scansionato il codice e siamo entrati. Easy.

Qualcuno di voi forse ricorderà un Lucca Comics di qualche anno fa dove, sotto una pioggia esagerata, c'è stato il panico organizzativo dei maledetti braccialetti per riconoscere la tipologia di biglietto acquistata. Ore di fila, isterismi collettivi, malanni e maledizioni che nemmeno gli Egizi.

Ecco. Qui no.

Memorabile all'ingresso un tizio in cosplay al quale venivano controllate le spade (vere) sulla schiena perché c'era un posto di blocco dedicato al "controllo armi". Si. Proprio così.

Una cosa in cui però l'Italia vince è il prezzo del biglietto: 35$ per entrare il sabato contro i 9€ (circa 12$) del Romics. Certo però che la fiera dentro poi. Ma procediamo con calma.

Dopo l'entrata, abbiamo atteso pazientemente l'apertura dell'evento per i non VIP notando un leggero ritardo di circa 15 minuti. La cosa che ci ha colpito tantissimo è stato l'impatto con la gente. Non solo la ricchezza e la bellezza di cosplay ma soprattutto il numero di gente vestita con cura! E di tutte le età e dimensioni. Abbiamo visto intere famiglie vestite da supereroi. E ancora armature, zombies, lenti a contatto, trucchi, parrucche, gruppi tematici, cosplay bellissimi per la loro complessità, originali e geniali anche se semplici. Cosplay di tutte le età: non solo i bambini ma anche signore e signori di una certa età e soprattutto una bellissima atmosfera di accettazione.

È da molto che dico che di Montréal mi colpisce la tolleranza: è una città piena di Mondo questa, con persone che vengono da tutte le parti del Pianeta e parlano tutte le lingue conosciute. Ho visto persone in metropolitana con i capelli più assurdi e colorati anche al di fuori degli eventi di cosplay e mai uno sguardo storto che purtroppo spesso ho visto fare in Italia per le cose più semplici. Qui si è liberi di essere come si è. E se vuoi prendere la metro a torso nudo perché il tuo cosplay è così, sei libero di farlo.

Una cosa che mi è sempre piaciuta dell'essere nerd durante le fiere, poi, è quel senso di appartenenza che pervade l'ambiente: come se per 3 giorni le nostre passioni un po' strambe fossero totalmente accettate e anzi esaltate. E allora non diventa normale comprarsi un cappello a gatto e tornarci a casa contenti? Si lo è. Ma nessuno ce l'aveva mai dimostrato.

La fiera all'interno si sviluppa principalmente in due aree: la sala principale (veramente molto grande) situata al secondo piano e l'insieme di teatro forum e stanze per gli eventi (conferenze, incontri per appassionati di argomenti che andavano dal "come faccio a lavorare nei videogiochi" a "il trucco nei film horror" passando per "il character design degli eroi dei videogiochi: come creare un protagonista figo") al quinto piano.

Gran parte del tempo l'abbiamo speso a girare nell'area principale: la qualità del merchandising in vendita è notevole. L'Ilaria adolescente che andava alla Fiera di Roma con i soldi messi da parte e tornava carica di buste piene di roba manga è un po' delusa: qui ci sono però grandi pezzi da collezionismo anche un po' rari ma a prezzi decisamente fuori budget per l'Ilaria di allora ed in parte anche per quella di adesso XD

Un esempio? Lo scudo e la spada di Link in Ocarina of Time (in combo) da collezione a 300$.
Ci abbiamo lasciato il cuore ma per fortuna non il portafoglio.




Di certo però una fiera di gran qualità con anche grandi ospiti speciali.
Sul sito nei giorni scorsi ci sono state grandi defezioni: per l'evento erano previsti nientepopòdimenoche Carrie Fisher (si: la principessa Leila di Star Wars) e Dave Prowse (si: Darth Vader originale) ma poi hanno annullato (sic.) e così ci siamo "solo" ritrovati personaggi del calibro di Sean Astin (si: Sam del Signore degli Anelli nonché Mikey dei Goonies) Lou Ferrigno (Hulk), Gillian Anderson (X-Files) e tanti altri che potete trovare qui..  ma soprattutto.. GRANDE GIOVE! Proprio lui! 



Christopher Lloyd. Si. Ebbene si.
Inutile dire l'entusiasmo che ci ha pervasi all'idea. State parlando con due che hanno deciso di portarsi via come souvenir del viaggio di nozze una riproduzione della De Lorean con gli effetti sonori.
(tralasciamo che ce la siamo portata in Italia per poi riportarcela in Canada prossimamente.. ma è per inquadrare la situazione)

È per questo che, molto pazientemente, decidiamo subito di metterci in fila per una foto e un autografo. Per incontrare gli special guests è stata adibita un'area apposita con una fila di tavoli, e due file per ognuno di loro, uno per la fila normale e una per i fan VIP che ovviamente, avendo pagato di più, hanno l'accesso preferenziale.

Mentre le altre file scorrono e la nostra no (si perché Lloyd è in ritardo) pianifichiamo cosa far firmare, sbirciamo le file vicino, commentiamo i tanti cosplay che arrivano fino a quando non cominciamo a porci due domande. Alcuni vanno via con delle belle foto autografate. Decidiamo quindi di prendere, eventualmente, una foto direttamente da lui per farcela firmare.

È solo dopo il suo arrivo (e 40 minuti buoni fermi) e con l'avvicinarsi ad un microscopico cartello che scopriamo l'amara verità e probabilmente l'unico motivo di vero disappunto della giornata: autografi e fotografie sono a pagamento. Ma non a pagamento abbordabile (chi non accetterebbe di spendere anche 20$ per una foto autografata di un attore che adora?) bensì 60$ ad autografo semplice (ossia con un proprio supporto), 65$ con la fotografia offerta da loro e 95$ per una fotografia con la De Lorean.
Dico. Stiamo scherzando??
Concordiamo che la cosa non vale davvero il prezzo, rubiamo una foto al caro Doc e ce ne andiamo.
Un po' delusi ma convinti di aver fatto la scelta giusta. Pur comprendendo la correttezza per l'introito, pagare una cifra del genere per una firma ci sembra un furto.

Perdonaci Doc. Ma anche no.
È girando per gli stand più piccini che riusciamo a rifarci un po' il sorriso (e a spendere i dollari come riteniamo sia stato giusto) ossia quando incappiamo nei disegni fatti da un bravissimo artista di nome Justin Currie (aka ChasingArtwork. Qui potete vedere il suo DeviantArt) che ci incanta con disegni a china veramente fuori di testa. Decidiamo quindi di acquistare un bellissimo disegno di Final Fantasy, uno di Metal Gear Solid e l'immancabile Arthas di World of Warcraft che ormai abbiamo in ogni foggia e dimensione.

Come potevamo non innamorarci? 
In realtà siamo stati molto bravi: pensavo di uscire con un rene in meno invece abbiamo comprato i 3 disegni ed un cappellino per l'Ilaria SailorMoonFan che è in me (e che sempre ci sarà) di Artemis. Questo perché ritengo che Artemis sia cosa rara. E quando si trova qualcosa di Artemis, non si può dire di no. #foreveryoung.

Gh!


Insomma. Per concludere. Una fiera del fumetto d'élite. Non si può definire in altro modo. Diversa da quella a cui siamo abituati noi, molto americana (ma dai?) ma anche di un livello superiore come contenuti, merchandising e ambiente. Una fiera matura, insomma, fatta per adulti eterni bambini nerd. E dopotutto lo siamo quindi non possiamo che ritenerci soddisfatti.

L'anno prossimo ci vestiamo pure noi. Oggi ci sentivamo quasi "banali" con le nostre magliette geek.

Vi lascio con alcune fotografie della giornata :) se avete domande, i commenti sono a vostra disposizione!




























giovedì 15 agosto 2013

Roma è bella... ma non ci vivrei (più)

Che il nostro posto non fosse più in Italia lo sapevamo almeno dal viaggio di nozze, quando Ilaria vide per la prima volta il Canada e io invece ebbi l'occasione di riscoprirlo con occhi diversi. Non per questo durante la mia breve visita il "bel Paese" si è risparmiata di metterci la briscola in modo da evitarmi ripensamenti al ritorno.

Premetto subito che tutti coloro cui ho chiesto informazioni, sia tra i cittadini che impiegati, sono stati cortesi con me, credo i ritmi rallentati della settimana di ferragosto abbiano calmato un po' tutti, ed è stata una bella impressione. Purtroppo ci fermiamo lì con gli aspetti positivi.

Ogni rapporto con le istituzioni pubbliche o private è lento e macchinoso, il migliore è stato decisamente quello con la motorizzazione. Mi sono recato nell'ufficio di via Salaria per ottenere il Permesso Internazionale di Guida (Ginevra 1949, Paesi aderenti), che consiglio a tutti coloro si vogliano trasferire per facilitare l'ottenimento della patente canadese.
Ha durata di un anno e non va confuso con la Patente Internazionale di Guida anche se hanno nomi simili. Quest'ultima infatti dura 3 anni e non ha valore in Canada dato che non ha aderito alla convenzione di Vienna 1968 (Paesi aderenti). Allo sportello vi verrà proposta una delle due, e almeno nel mio caso non mi è stato detto in che maniera differiscano oltre alla durata, informatevi quindi bene su quale sia giusto per il paese di destinazione. Entrambi sono documenti integrativi che devono accompagnare la patente originale italiana, la quale ovviamente non deve scadere nel frattempo. 
Dovrete poi fornire i seguenti documenti:
- Patente + fotocopia
- Marca da bollo da 16€
- 2 bollettini postali da 9€ e 16€ rispettivamente
- libretto scelto con pagina finale compilata
- 2 foto tessera formato patente
Una pura questione economica, risolta la quale in pochi minuti si ha subito il documento (se non c'è fila come in questi giorni), eccetto che non ci sono nelle vicinanze, tabaccai, poste, macchine per fototessere o fotocopie. L'autobus spesso e volentieri non passa e ad ogni modo senza tabaccaio bisognerebbe aver pronto il biglietto. Insomma per andare alla motorizzazione bisogna avere già la macchina pare.

Facciamo una parentesi per questo "fantastico" sito: http://www.patenteinternazionale.com/it.html
Si trova in cima ai risultati di google facendo ricerche sulla vera patente internazionale, ma si tratta di un documento non ufficiale che in realtà non è altro che una chiave di lettura in altre lingue della vostra patente e un'app riconosciuta nella provincia di Topolinia che tiene una copia digitale nello smartphone. Credo sia chiaro che tutto ciò ha la stessa valenza di una traduzione fatta da voi stessi, cioè prossima allo zero per i controlli stradali, dipende se il "vigile" è di buon umore e decide di crederci, ma non è tenuto a comprendere documenti in lingue diverse dal francese o inglese, né a credere a documenti non ufficiali. Raccomando, se non si viaggia con il permesso o la patente internazionale di cui sopra, di fare una traduzione giurata, con 20$ ve la cavate, dura 6 mesi come la vostra patente (a meno che scada) e siete sicuri che la capiscano, mentre i furboni per una traduzione valida 3 anni (??) chiedono 70$... 

Lui se la ride, ma non ve lo dico il perché...


Meno positivi entrambi i discorsi con società private cui avevamo mandato raccomandate, entrambe con ricevuta di ritorno, di cui una sostiene di non averla mai ricevuta, la seconda che i documenti erano incompleti, e che piuttosto che contattarci loro spiegando cosa non andava, io da cliente dovrei informarmi periodicamente piuttosto. Come dire che hanno di meglio da fare che tutelarci. Trovo che questo sistema di conferme di raccomandate non tuteli minimamente il cittadino, tutto quel che si ha è la conferma che dall'altra parte qualcuno ha ricevuto un plico, poi dentro potrebbe esserci la documentazione giusta, una busta vuota, i disegni del nipotino, foto osé o ritagli di giornale, non c'è modo di dimostrarlo, così quando la società ricevente vuole truffarvi... beh ci sono gli esempi molto reali di prima. Non so spiegarlo razionalmente ma qui chissà perché c'è sempre qualche cosa che non funziona, sembra la legge di Murphy inserita nella costituzione, mentre in Canada abbiamo l'impressione che facendo le cose per bene la maggior parte delle volte troverai qualcuno dall'altra parte che ha voglia di lavorar bene. E gli impiegati del call center italiani non hanno colpa, hanno anche loro cortesemente risposto alle domande, ma le regole sono bacate dall'alto...

Nelle notizie belle invece, ho ripreso un gatto che definire coccolone è un eufemismo, nonostante il caldo afoso di questo "bel tempo" italiano, mi si avvinghia specialmente mentre dormo... però è tanto carino :P