venerdì 23 gennaio 2015

"And i say just stay cool, stay humble, stay beautiful and just do the work.": Considerazioni lavorative e invernali.

Halloween? Davvero l'ultima volta che abbiamo scritto è stato HALLOWEEN?
Cari amici di Nerd in Canada: ben ritrovati e scusateci tanto.
Sono stati due mesi impegnativi che dire impegnativi è dire poco: sia per me che per la dolce metà.
Abbiamo tante, tantissime cose da raccontarvi: alcune pratiche, molte "di pancia" per comunicarvi cosa vuol dire vivere qui davvero. Si perché almeno per quanto riguarda me (Ilaria) la vita in Canada è cominciata veramente da un paio di mesi. "Ma come" diranno i miei lettori "ma tu ci sei andata a vivere due anni fa in Canada!"
Beh: devo dire la verità. Due mesi a lavoro, due mesi di vita vissuta da canadese, sono la mia personale vera esperienza e per questo vorrei raccontarvi tutte le sfumature.
Verranno altri articoli dopo questo, lo promettiamo.
Vorremmo parlarvi dell'Express Entry che è cominciata con l'anno nuovo.. (a proposito: Buon Anno a chi non è passato nella nostra pagina Facebook e si è beccato gli auguri con la data giusta)
Vorremmo parlarvi dei dettagli burocratici relativi al ricongiungimento familiare e di come procede la pratica per raccontarvi cosa aspettarsi nel caso vogliate intraprendere un percorso simile al nostro.
Vorremmo anche raccogliere alcune risposte che abbiamo dato ad alcuni di voi in privato (magari una rubrica di "lettera ai nerd" in cui un minimo diffondiamo le informazioni... sai mai che può tornare utile a qualcuno)
Insomma: di cose da fare ce ne sono tante e promettiamo maggiore assiduità.
C'è una buona motivazione per il ritardo di due mesi: come accennavo all'inizio, ho cominciato il lavoro nuovo. Che poi tanto nuovo non è perché lavoro di nuovo per la stessa azienda per cui lavoravo in Italia (e chi ha visto il nostro video di Italianinfuga sa di cosa sto parlando :D) con la piccola differenza che lo faccio full-time parlando 2 lingue.
Diciamo che è come fare lo stesso livello di un videogioco ma a versione super hard: sai di cosa si tratta, ti ricordi di averci giocato, ci sono dinamiche nuove e parlano tutti francese ed inglese.
A volte insieme: e non è una battuta. La gente qui comincia a parlare inglese e nella stessa frase (!) cambia lingua. Estremamente divertente. Terrificante all'inizio ma ora che comincio a capire il meccanismo ci si diverte.
Ora: quelle che scrivo qui sono le mie personali considerazioni. Se c'è una cosa che mi ha insegnato l'essere expat è che ognuno di noi expat è diverso dall'altro. Ci sono paure più o meno condivise ma le reazioni a queste paure sono diversissime.
Un esempio tipicamente canadese: il freddo.
Il freddo è uno di quei motivi per cui la maggioranza della gente che conosco è andata via volentieri o pianifica di andarsene. Un giorno in negozio ho avuto a che fare con una cliente russa (!) che mi ha candidamente confessato che qui fa troppo freddo, lei ci vive da quasi 20 anni e preferisce tornare in Russia piuttosto che passare un altro inverno in Canada.
Ok: magari non viene proprio dalla Siberia ma è stata una interazione abbastanza inquietante.
Mentre vi scrivo fuori fanno -1 gradi: sono uscita poco fa e non ho nemmeno messo i guanti. Anzi ho proprio pensato "uhm che caldo oggi!" ma ho avuto esperienza, circa 3 settimane fa, di una attesa di 20 minuti per l'autobus, con -23 gradi. Per la temperatura si è spento il telefono (subito dopo aver chiesto alla mia assistente vocale "Quanti gradi fa? Ho un po' freschino") ed il risultato è stata quasi una settimana di malattia, nel mezzo dei due week end di corso che dovevo seguire per il lavoro.
Insomma: con il freddo qui non si scherza. Una mattina ci siamo trovati con tutta Montréal sotto il ghiaccio.. E non per dire. Queste sono le fotografie fatte durante la grande gelata:
Il marciapiede subito fuori la porta di casa con la neve ricoperta di ghiaccio: subito dopo il marciapiede completamente ghiacciato..


Particolare del ghiaccio subito sopra la neve: notare lo spessore. TUTTO era ricoperto da questo strato di ghiaccio..
Il nostro amato albero completamente ricoperto da uno strato di ghiaccio.
Molto bello. Molto affascinante. Molto pericoloso. E' durato un giorno intero in cui per fortuna non lavoravamo ma il giorno dopo era già praticabile. Si esce di casa un po' prima, si cammina con cautela, si prendono le dovute precauzioni e si vive: si potrebbe riassumere così il tutto.
E' da dire anche che per una persona come me, che la neve l'ha sempre frequentata poco, è uno spettacolo continuo. La città è bellissima e a volte io per prima rimango senza parole per quello che si vede.
Per darvi una idea...


E insomma: il freddo c'è, inutile negarlo.
C'è una seconda cosa di cui vorrei parlarvi ed è la bellezza dell'essere italiani all'estero.
Non so se i miei compagni di avventura sparsi per il mondo hanno la stessa percezione quando parlano con gli autoctoni ma quando dico che sono italiana la gente è contenta di avere a che fare con me. Sono contenti che io sia italiana e mi rendo conto che porto molto "valore aggiunto" nelle mie conversazioni grazie al fatto di essere italiana. Anche la pronuncia del mio francese ringrazia perché il francese parlato da me a volte è più comprensibile di quello dei miei colleghi inglesi che si buttano a parlare francese (incredibile ma vero.)
E poi c'è tutto il bagaglio culturale: una mia collega appena ha saputo che ero di Roma mi ha abbracciata dicendo "e tu lo dici così? Veni da ROMA!!!"
A volte ci si dimentica di quanto sia figo essere italiani e viaggiare aiuta a ricordarlo.
Il Canada poi amplifica moltissimo questa sensazione: la gente viene da tutto il mondo, parla lingue diverse e si è convenuto di palare inglese e francese. Ma ognuno di noi (e vi ricordo che gli immigrati sono 3 su 5...) porta la sua esperienza, il suo vissuto, le sue tradizioni, la sua lingua, la sua cultura. E questo miscelare continuamente tutte le vite di tante persone è una delle cose più belle che la città mi sta regalando: ogni giorno imparo qualcosa di incredibile, ci si scambiano ricette, ci si scambiano racconti però lo si fa tutti parlando la stessa lingua e aiutandoci a vicenda perché può capitare che ad uno di noi non venga una parola ed ecco che si trova il modo di capirsi.
Questa comunicazione spontanea, multiculturale, viva e potente è probabilmente la benzina delle mie giornate: è divertente vivere qui. Sono molto fortunata perché per molti il Canada non è stata la risposta giusta mentre per me è stata subito quella perfetta: sono perfettamente affine al modo di vivere di qui, mi piace il fatto che le cose si facciano per bene. Ci sono cose che non funzionano, come in tutti i Paesi del mondo, ma ci si lavora sopra e questo fa ben sperare.
E' un Paese che funziona ed è la più grande risposta pratica a tutti gli estremismi del mondo: una società dove persone di etnìe, culture, religioni, orientamenti sessuali ed esperienze diverse vivono insieme e vivono bene. E non è che lo dico tanto per dire. Lo dicono loro stessi: basta leggere sul sito ufficiale, in italiano, cosa dicono a proposito della Società e Cultura.

"La popolazione etnica e culturale del Canada si è sempre più diversificata nel corso degli ultimi 40 anni. Nel 1971, il Canada è diventato il primo Paese al mondo a adottare una politica multiculturale. Il Canada riconosce e valorizza la sua ricca diversità etnica e razziale: oltre 200 gruppi etnici convivono in Canada; più di 40 culture sono rappresentate nella stampa etnica canadese; l'immigrazione rappresenta attualmente oltre il 50% della crescita demografica del Canada."


Terza cosa: quali sono le difficoltà che sto incontrando.
Vivere qui, lavorare qui, è diverso dal mio anno precedente in cui fondamentalmente limitavo le conversazioni al pagamento della cassa del supermercato quando dovevo proprio uscire.
Adesso le mie otto ore le passo senza parlare una parola di italiano (se non con qualche cliente) e la mia difficoltà principale sta nel reagire in maniera normale quando sono stanca. Le parole non vengono, si capisce poco di quello che gli altri dicono, ma quando succede in Italia qualcosa ci si inventa. Quando succede qui a volte sento di rallentare moltissimo a livello cerebrale: abbastanza inquietante.
Anche la comprensione della vita di tutti i giorni non è da sottovalutare. Sono andata oggi, che era il mio giorno off, alla banca vicino casa nostra dove abbiamo entrambi i conti con mio marito. Al momento dell'apertura del mio conto ci ha seguiti una gentilissima consulente finanziaria che oggi mi ha spiegato un po' come funziona la vita di tutti i giorni. Tanto per cominciare in Canada è obbligatorio avere una assicurazione con il proprio datore di lavoro. Questo fa si che a volte nelle famiglie se ne abbiano due, come nel nostro caso e si rischia di pagare di più per qualcosa di cui non si usufruisce realmente.
In uno dei prossimi articoli vi spiegheremo anche come funziona il credito qui in Canada: che cosa è Equifax? Come funzionano le carte di credito e di debito? La storia è più complessa del previsto (almeno lo era per me, che a malapena seguivo il tutto in Italia e ora me lo sono fatto spiegare in francese).
Tutte le cose che pensavi di sapere le devi rimettere un po' in discussione: personalmente sto vivendo questo periodo come un nuovo ingresso nell'età adulta.

Insomma! Un post un po' generale che rientra nella categoria "di pancia" ma che da giorni mi frulla in testa: penso che oltre alle informazioni materiali a volte serva anche sapere come ci si trova a livello emotivo in un nuovo Paese e spero di aver raccontato alcune sfumature di questi miei primi due mesi lavorativi :)

Come scritto sopra, promettiamo qualche approfondimento su alcuni temi specifici: se avete richieste particolari, non esitate a scriverci :) ci mettiamo un po' a volte a rispondere ma leggiamo tutto! Vi ricordiamo anche la pagina Facebook di Nerd In Canada che aggiorniamo decisamente più di frequente :)

A presto!


sabato 1 novembre 2014

Considerazioni sparse e Halloween!

Con l'arrivo dell'agognato permesso di lavoro di cui vi ho parlato nel precedente post sul blog, ho finalmente avuto la possibilità di fare un colloquio di lavoro e di mettere il naso fuori dalla porta per un primo assaggio di "vero" Canada. [si il colloquio è andato bene :)]
Vi abbiamo raccontato spesso di come la nostra situazione sia un po' particolare, perché viviamo nella parte francofona del Canada (se volete rinfrescarvi la memoria, parlavo del francese canadese qui) ma adesso che ho avuto due intensi giorni fuori dalla tana (sabato e domenica) mi sono cominciata a rendere finalmente un po' conto di come funziona veramente.

Avevo notato la caratteristica dello switchare inglese e francese senza farci caso già durante il nostro viaggio di nozze: visitando uno dei negozi della catena Lush qui a Montréal {che io adoro <3} la commessa ci aveva approcciato chiedendo se preferissimo parlare inglese o francese. All'epoca abbiamo scelto il francese, buttandoci in una serie di botta e risposta con la ragazza. Fatalità ha voluto che venissimo interrotti (sempre molto garbatamente, in vero canadian style) da una collega che ha rivolto alla commessa una domanda in inglese. A quel punto lei, scusandosi, ha ricominciato a spiegare quello che aveva lasciato a metà ma senza rendersi conto aveva cambiato lingua e ora, in effetti, si stava parlando inglese.

Ammetto di aver un po' invidiato quella ragazza perché a me sembrava totalmente impossibile cambiare lingua così rapidamente.

Perché usare una lingua quando puoi usarne due?
Quella ragazza mi è tornata in mente domenica quando, durante il colloquio, si è accomodato un secondo responsabile del personale alla scrivania dove si svolgeva una conversazione in francese. Si è presentato chiedendomi in inglese alcune cose e da lì siamo passati a parlare in inglese. Solo che in quel momento la commessa di Lush ero io ed incredibilmente sono riuscita a swtichare la lingua con una non nonchalance che mi ha lasciato particolarmente perplessa.

Si perché io questo anno e mezzo che ho passato ad attendere l'arrivo del mio permesso di lavoro, sono rimasta chiusa in casa a giocare ai videogiochi insieme ad amici italiani fidati quasi tutto il giorno in cuffia oppure in compagnia di mia suocera o mio marito con cui parlo esclusivamente italiano. Non ho ben capito quando e come ho effettivamente migliorato sia il mio francese che il mio inglese e quando esattamente il mio cervello si sia reso conto della cosa.

Il lato positivo è che tutto questo è venuto fuori al momento giusto.. quindi forse, nelle prossime settimane, saprò qualcosa di più del mio lavoro (di cui potrò tuttavia parlare poco nel dettaglio) ma che mi permetterà di raccontarvi, finalmente, qualcosa di più concreto sulla vita quotidiana qui a Montréal :)

Tutta la premessa modello "storia del poro nonno" perché vi dico: se vi spaventa la lingua (cosa che oggi ancora spaventa molto anche me, visto che dovrò farlo quotidianamente) abbiate comunque fiducia del vostro cervello perché potrebbe fare come ha fatto il mio e farvi un regalo che proprio non vi aspettate.

Mentre vi sto scrivendo, tra l'altro, è appena passato il 31 sera ossia Halloween! Per la prima volta domani sera parteciperemo ad una festa in maschera (!) e questa cosa di Halloween, pur non essendo mia a livello culturale, è piacevolmente caratteristica e simpatica :) Questo, tecnicamente, sarebbe il nostro terzo Halloween qui: il primo in luna di miele (vale?), il secondo l'anno scorso nel pieno caos dell'organizzazione di tantissime cose (molte relative anche alla neve che è arrivata poco dopo!) e questo qui che invece fa da contorno ad un periodo molto propositivo e pieno di novità lungamente attese!

Si questo è un giardino di Montréal decorato per Halloween..
Direi che per il prossimo Halloween mi riprometto di comprare i dolcini per i bimbi e addobbare casa: lo sapevate che i bambini hanno un orario preciso per passare a prendere i dolcini (questo me l'ha detto la mia amica Fra, preziosa compagna di avventura qui in Canada e romana come me <3)? Dalle 6 alle 8 di sera! E di solito bussano solo alle case addobbate: in questo modo chi non vuole bambini alla porta, semplicemente, annuncia la cosa non addobbando l'esterno!

Oh beh prima o poi dovremo capire anche questa tra le tante cose nuove :) quindi l'anno prossimo bambini del vicinato sappiate che avrete anche dei dolcetti da parte nostra! :)

Concludo l'intervento con una cosa che mi fa piacere condividere con voi (e che c'entra poco con quanto detto fino ad ora..)
Come avrete saputo, il 22 ottobre c'è stato un incidente al Parlamento di Ottawa dove è stato ucciso un soldato canadese. Episodio analogo anche due giorni prima, proprio qui in Quèbec, dove un altro soldato è stato investito. Per entrambe le situazioni sono stati individuati come responsabili due canadesi convertiti all'Islam. Gli incidenti sono stati una cosa molto inaspettata qui in Canada e hanno scosso molto l'opinione pubblica.

In seguito al fatto, è stato condotto un "esperimento sociale" in cui tre ragazzi canadesi hanno provato a testare lo stato di allerta nei confronti dei mussulmani o delle persone arabe in genere organizzando una messa in scena dove due di loro fingevano di essere un mussulmano e un ragazzo razzista che dichiarava apertamente ad una fermata del bus il proprio fastidio nei confronti del primo.

Condivido con voi il video della cosa per farvi vedere le reazioni degli altri canadesi alla fermata dell'autobus dove si svolgeva la scena. Io l'ho trovato molto emblematico e affascinante (saranno i trascorsi da studentessa di psicologia sociale? :D) e devo dire che sono molto curiosa di conoscere meglio il Paese ed i miei concittadini: per ora continuo ad avere la buona impressione della mia luna di miele. Durerà?

Buona visione del video!

I.

giovedì 16 ottobre 2014

La prima cosa da mettere in valigia: la pazienza.


Come alcuni di voi avranno letto sulla nostra pagina Facebook (che ammettiamolo: è aggiornata più frequentemente del nostro blog...!) è arrivato finalmente il mio permesso di lavoro e relativa residenza temporanea. Come promesso, vi racconto con qualche dettaglio in più.

Il titolo di questo post, scritto quasi a mezzanotte di una anomala serata di ottobre {dico: fanno 22 gradi e c'è un notevole tasso di umidità.. fortuna che c'è chi si lamenta delle temperature!} è "La prima cosa da mettere in valigia: la pazienza". Si perché da expat, soprattutto se volete mettere radici in quei Paesi che funzionano bene, è fondamentale pazientare.

Sono entrata in questo Paese da turista due volte: la prima per il nostro viaggio di nozze (esattamente 2 anni fa, più o meno in questi giorni). Il Canada si è presentato con massicce quantità di cannella, un foliage straordinario, il giusto grado di freddo per una che odia il caldo come me e ovviamente il clima da luna di miele. Non ho saputo resistere, così siamo tornati 5 mesi dopo, con l'intenzione di restare. (e siamo ancora qui.)

Se seguite il nostro blog, saprete anche che mio marito ha la doppia cittadinanza italiana e canadese ma di quest'ultima si era totalmente scordato perché l'ha ottenuta da bambino e per 15 anni ha vissuto lontano dal Quebec (tant'è che in luna di miele lui è entrato da turista..!)

Questa fortuna inaspettata è la base della nostra attuale situazione: ritornando qui a marzo, abbiamo sistemato le faccende basilari per la sopravvivenza (lavoro, casa, assestamenti vari) e abbiamo spedito la documentazione per il ricongiungimento familiare.
Il ricongiungimento familiare, lo dice il nome stesso, è la pratica che permette ad un cittadino o residente permanente canadese di ricongiungersi con la famiglia, facendo diventare residenti anche eventuali moglie e figli (no, sposando un canadese non divento canadese in automatico :D)

Ora, da brava, vi racconterò un po' la parte pratica nel caso serva anche a qualcuno di voi fare il ricongiungimento. Ci tengo a precisare che questo è un iter che è andato così inviando le pratiche l'8 luglio del 2013 ma seguite sempre con attenzione il sito ufficiale per immigrare in Canada perché le pratiche e i tempi sono in continuo cambiamento!
La preparazione dei documenti in realtà è partita già in Italia perché alcune pratiche è meglio farle in loco prima di partire. Potete comunque sempre tenere come riferimento l'Ambasciata Italiana per eventuali documenti mancanti (io ci devo andare in settimana e spero vada tutto bene...)
I documenti principali che ho preparato sono stati


  • certificato di nascita
  • certificato di matrimonio
  • certificato generale del casellario giudiziale
  • certificato dei carichi pendenti


Ho anche fatto la visita medica per l'espatrio che consiste in una visita generica con esami del sangue e radiografia al torace.
Una volta arrivati in Canada, abbiamo seguito le indicazioni per il ricongiungimento sul sito ufficiale: nell'insieme dei documenti c'è anche un utilissimo riepilogo che vi permette di controllare se avete preparato tutto. La prima cosa da fare è sempre una traduzione ufficiale dei documenti relativi alla vostra pratica: esistono dei traduttori certificati come ufficiali: basta una rapida ricerca online a seconda della zona del Canada dove vi trovate ed è obbligatorio fornire eventuali documenti ufficiali con la traduzione in inglese o francese (se in Quebec)

Altra cosa molto importante: dovete ricostruire la vostra vita negli ultimi 10 anni perché nelle pratiche per l'immigrazione è necessario spiegare i vostri spostamenti, lavori, indirizzi, fino ai 18 anni o i precedenti 10 anni se siete più grandi di 28 anni. Sembra semplice se ci si pensa (soprattutto se non siete come me che ho girato parecchio..) ma vi assicuro che ricostruire tutto può essere impegnativo! Quindi armatevi di sana pazienza (di nuovo...) e scrivete su un foglio tutto quello che secondo voi è importante menzionare (cambi di casa, cambi di lavoro, periodi di disoccupazione)

Nel nostro caso abbiamo anche dovuto rispondere a molte domande sul nostro matrimonio, compresa quella che chiedeva "I vostri genitori sono a conoscenza che vi siete sposati?" o "Avete delle prove della vostra relazione?" Ammetto di essermi fatta una bella risata insieme a mio marito ma in realtà questo è un problema particolarmente sentito: proprio nel periodo del nostro viaggio di nozze (auguri..) è stata infatti modificata la legge sul ricongiungimento familiare proprio in seguito all'abuso e a volte anche alle truffe relative ai matrimoni con finalità di immigrazione.


Il ricongiungimento familiare in realtà è una specie di secondo matrimonio: lo sponsor si prende l'impegno di occuparsi della persona che entra in Canada anche dal punto di vista economico perché il nuovo arrivato non può pesare sullo Stato in nessun modo.

Una volta spedite le pratiche si sono susseguiti, con notevole distanza temporale, due step fondamentali: l'ok da parte della Provincia dove viviamo (il Quebec) e quello del Canada.
Il Quebec ha dato il suo ok 20 giorni dopo l'invio della pratica. Il Canada ci ha messo, complessivamente, un anno e tre mesi. 

Cosa fare durante un lasso di periodo così lungo? Niente. Aspettare. Per un anno e tre mesi io sono stata una turista in attesa: non potevo assolutamente lavorare, pena l'espulsione, ed in realtà ho sempre guardato un po' la vita canadese dalla finestra perché qui la "prova di residenza" (che di solito corrisponde a qualsiasi tipo di comunicazione da parte del Canada o della banca che abbia l'indirizzo ed il tuo nome) apre le porte a molte cose.. dalla tessera della biblioteca all'iscrizione in palestra fino alle università che applicano tariffe differenti per canadesi e stranieri. Insomma!! Abbiamo pazientemente atteso :) Lasciare il Paese era fuori discussione (la pratica si ferma) e così sono rimasta qui in attesa.

Ammetto che questo è anche uno dei motivi principali dell'assenza di grosse novità pratiche relative al Canada da parte mia: non ho ancora lavorato nemmeno un giorno (e dopo un anno e mezzo mi sento anche particolarmente preoccupata all'idea :D) e quindi in realtà la mia esperienza expat *vera* comincia ora! (però ho giocato moltissimo a World of Warcraft ed i miei personaggi sono molto soddisfatti!)

Il 2 ottobre ho infatti ricevuto una email che mi informava che ero arrivata, finalmente, allo step successivo: residenza temporanea legata ad un permesso di lavoro (aperto) valido fino al 2017!
Vale la pena ricordare che qui il permesso di lavoro aperto è molto raro perché i permessi di lavoro, che autorizzano la persona a risiedere per l'appunto temporaneamente in Canada, sono di solito legati alle aziende che assumono l'immigrato. So many possibilities!!

Ora si apre la prossima "quest" ossia quella relativa al permesso di residenza permanente, il gradino inferiore a quello di cittadino canadese: ci vorranno almeno altri 9 mesi per la residenza permanente e 3 anni ancora per richiedere la cittadinanza ma il "grosso" è fatto perché ora, finalmente, posso provare a vivere veramente come una canadese :) Tra l'altro il permesso di residenza permanente prevede raccolta delle impronte digitali, una nuova visita medica (sigh.)  e di nuovo i documenti dei carichi pendenti perché, ovviamente, nel frattempo sono scaduti.


Un anno e tre mesi sono tanti, soprattutto quando da parte del Governo, per ovvi motivi, non arrivano comunicazioni e non c'è modo di verificare lo stato della pratica. Nel mio piccolo mi reputo fortunata: ieri ho letto questo articolo in cui si parla dei tempi di attesa di altre nazioni ed il mio annetto abbondante rispetto a tempi di attesa come 51 mesi per l'Algeria o anche i 31 dalla Germania (!) anche solo per guardare la pratica, mi hanno rincuorato.

In realtà in mano non ho ancora niente perché deve arrivare fisicamente il permesso da mettere nel passaporto... però il più è fatto ed il mio permesso è effettivamente attivo dal 2 ottobre :) Ora si attendono nuove per un colloquio che spero arrivi presto e prometto di raccontare un po' di più!

Come sempre: se volete venire in Canada (ma penso che la cosa si applichi a molti altri Paesei) siate pazienti e cominciate subito ad informarvi. E' un percorso lungo, bisogna rinunciare a molte cose ma l'importante è l'obiettivo finale :) Se siete veramente convinti che l'Italia non fa più per voi (come è successo a me e a mio marito) prendete davvero in considerazione l'idea di partire.

E mi raccomando la pazienza!


lunedì 8 settembre 2014

Nerd in Canada è Blog del Mese di Settembre su Expat-Blog.com :)

E' con somma soddisfazione che condividiamo una nostra nuova intervista :)
Grazie allo staff di Expat-Blog.com ed in particolare a Francesca per aver scelto come blog del mese il nostro angolino virtuale :D Ne siamo orgogliosissimi! Vi consiglio di visitare il sito: oltre ad ospitare i blog di altri italiani in Canada ha anche un forum dedicato a chi è interessato ad espatriare in Canada :) Vi invito ad iscrivervi alla community e a partecipare! Di domande a noi ne arrivano tante e di certo il forum rimane una delle opzioni più valide per avere buone informazioni in merito al trasferimento all'estero! :)

venerdì 15 agosto 2014

[Parte seconda] Importazione: Elettricità e dintorni

Parliamo nuovamente di importazione, stavolta puntando maggiormente all'aspetto "pratico" della compatibilità elettrica e simili. 

Elettricità 
Partiamo dalla più grande differenza, il voltaggio. Per semplicità useremo qui le approssimazioni "110V" e "220V" anche se caso per caso può essere 115, 230 e via dicendo, e se agli esperti in elettricità potrebbero sembrare inesatte queste e altre semplificazioni, ricordo che è una spiegazione molto informale per chi non ha idea di cosa fare :P
In Canada si usa la 110V alternata a 60 Hz mentre in Italia la 220V a 50 Hz, già questo significa che in linea di massima attaccando un apparecchio italiano qui direttamente probabilmente non si accende, nel caso contrario si sovraccarica, in entrambi c'è il rischio di danni e pericolo di incendio. Sembra esagerato ma non si scherza con l'elettricità. Va da sé che vi sconsiglio assolutamente di portarvi apparecchi che non siano stati progettati per la 110V. Ho sentito parlare di fare modifiche partendo dall'unica 220V della casa, situata in cucina per i fornelli, si tratta di un procedimento a mio parere poco affidabile, e che rientra nelle modifiche all'impianto elettrico di casa che vi porterebbe guai con il padrone di casa, l'assicurazione se è casa vostra, e speriamo di fermarci lì. Ripeto, se non è progettato per la rete elettrica del paese dove andate, non ve lo portate. Potete scoprire se l'apparecchio gestisce il doppio voltaggio dall'etichetta che deve avere apposta, non vi fidate del solo fatto che abbia un cavo amovibile. Se non ha un'etichetta, preparatevi a separarvene.

In secondo luogo, non mi vengono in mente apparecchiature necessariamente a 220V italiane che non potete ricomprare sul posto. Così facendo sareste sicuri del funzionamento, della garanzia, di potere usare qualunque cosa sia ovunque a casa e senza prolunghe sospette. 

Infine potreste usare un trasformatore in grado di farvi in qualche modo una 220V da una qualsiasi presa, ma sono comunque ingombranti e secondo me poco sicuri. Non proteggono dagli sbalzi e quanto più un'apparecchiatura è complessa tanto più è sensibili a questi ultimi.

E tutti una volta o l'altra ci abbiamo visto una faccina.
Inoltre tutte le spine hanno forma diversa, cioè "a lama" piuttosto che "tonde", quindi anche quello diventa una complicazione. State cambiando casa, paese, lingua e lavoro, potete certamente abituarvi ad un'altra TV, o videoregistratore o phon :P

A proposito di phon, mi ha sorpreso quanti se lo siano portati, per poi scoprire che anche se quando adattato pare si accenda, non ha le condizioni elettriche per scaldare come si deve e quindi è inutile portarlo. È solo uno degli esempi di cose che si accendono ma non funzionano. Per il videoregistratore poi subentra anche il problema degli standard. 

Standard diversi
La cosa si fa meno sentita di recente con l'avvento dell'HDMI, ma qui vige lo standard NTSC (60Hz come l'elettricità) mentre in Europa il PAL (50Hz). Per chiunque sia passato dalla PlayStation® questo dovrebbe istantaneamente richiamare dagli anni 90 le immancabili schermate in bianco e nero per i giochi stranieri se la TV era sprovvista di SCART. Questi standard infatti per lungo tempo hanno causato problemi di compatibilità tra i vari continenti, l'RCA per i più testardi funzionava quasi sempre, ma in bianco e nero con pessima qualità e perdendo una parte dello schermo, la famosa presa invece sistemava abbastanza bene, a patto di avere un televisore per i tempi "ben fornito". Peccato che qui non sappiano neanche come si scriva "SCART".

EasyCAP: Il vostro passaporto per
la bassa definizione a basso costo
Syndicat des Constructeurs d'Appareils Radiorécepteurs et Téléviseurs, per gli amici SCART, è uno standard tutto europeo di origine francese, che si vede ancora spesso in Italia, qui non è mai stato applicato e se per qualche motivo doveste aver bisogno di collegare una periferica che lo usa, dovreste procurarvi un adattatore per "EIA Multiport", avreste maggiori possibilità di farvi capire.

Anche se l'apparecchio si interfaccia con l'HDMI, deve essere anche configurato a 60Hz o il vostro televisore potrebbe semplicemente non mostrare nulla a video. Ma non tutto è "perduto". Esistono (rari) televisori in grado di adattarsi a formati insoliti per il luogo, ma rischiate di faticare nella ricerca e pagare troppo per questa funzionalità. Conviene piuttosto prendere un adattatore o una scheda di acquisizione, che a seconda delle pretese ha costi molto contenuti, si attacca al computer e legge quasi ogni standard. In particolare ci è molto utile un piccolo adattatore USB per RCA ("giallo-rosso-bianco") e S-Video, si trova a meno di 10$ su Amazon. Una l'ora sul PC impegnandosi si può riversare sulla TV, non a massima qualità forse ma stiamo recuperando una situazione fuori dal comune :P


Uno sguardo ai videogiochi

Brutto ma funzionale anche sul
trasformatore del Macbook
Iniziamo dal PC, un buon alimentatore possiede un interruttore per il cambio 220V/110V per cui dovreste cambiare solo il cavo C14, l'USB è universale, così anche i monitor, e le periferiche esterne quali dischi esterni necessitano al massimo di un nuovo trasformatore, ma tutti i miei sono a doppio voltaggio ed è bastato cambiare il cavo C8. Consiglio di non portarsi il monitor per fragilità, ma non dovrebbero esserci particolari problemi a meno che non sia un monitor/TV, in tal caso valgono le raccomandazioni sugli standard video. Il PC sarà in grado di leggere i DVD europei fintanto che non cambierete lettore.

Per chiarezza specifichiamo anche che tutte le periferiche a pile convenzionali non hanno problemi dato che le pile AA/AAA/C/D/9V sono identiche anche qui. Le periferiche di memorizzazione digitali non hanno problemi sistematici salvo protezione dei dati per i DVD ad esempio.

Al momento di trasferirci l'ottava generazione di videogiochi era composta dalla sola Wii U, che non avevamo, e quindi l'esperienza di importazione si ferma alla settima. 

Wii: Necessario nuovo trasformatore (10$ su eBay), possedevamo già il cavo Component YPbPr ma la console era impostata a 50 Hz e la TV si rifiutava di cooperare, tramite l'adattatore USB di cui sopra siamo riusciti (in bianco e nero) a impostare i parametri corretti ed ora si vede come in origine. Il Wii Shop Channel sembra essere accessibile anche da qui ma non ho effettuato acquisti per controllare se accetterebbe la mia carta di credito canadese (Sony non ne voleva sapere ad esempio). Nintendo storicamente è molto scass restrittiva riguardo l'utilizzo di giochi di regioni diverse, pertanto normalmente non è possibile usare sulla Wii europea giochi comprati qui.

Xbox 360: Stavolta siamo muniti di un cavo HDMI e ha capito subito la frequenza migliore per il televisore, anche per lei è stato necessario acquistare un altro trasformatore (sempre 10$). Xbox Live è diviso per regioni e alla fine abbiamo dovuto aprire un nuovo profilo per semplicità di pagamento. I giochi sono vincolati alla regione di caso in caso e senza una tabella di compatibilità è una lotteria sapere se funzionerà o meno. Ha di molto utile che potete vedere i DVD europei essendo nato per quel mercato. La PS3 sarebbe un altro ottimo candidato se non fosse per un piccolissimo difetto.

PS3™: Il trasformatore di ogni singola PlayStation® è interno alla console, e sul modello che avevamo noi quanto meno è solo a 220V. L'abbiamo portata perché ci siamo affezionati ma non verrà più accesa e abbiamo preso un modello più recente NTSC. Purtroppo l'unico modo sarebbe un trasformatore per avere la 220V ma come già detto non mi fido ed è macchinoso. Con una sola eccezione (Persona 4 Arena) i giochi dovrebbero essere tutti liberi da restrizioni di regione, però le lingue supportate dipendono dal disco e non dal sistema, quindi i giochi comprati in Canada non potranno essere fruiti in italiano. Il PlayStation®Store è come prevedibile anche lui separato dalla sua controparte europea e la carta di credito deve essere della regione giusta, anche qui abbiamo iniziato un nuovo profilo SEN.

Sesta generazione e precedenti: la situazione della sesta è estremamente simile alle controparti della settima, con l'aggiunta del formato video pre-HDMI. Per tutte le console dotate di trasformatore, è necessario munirsi di uno adatto e per il formato video l'adattatore USB o altri simili, in particolare il connettore dell'antenna ha caratteristiche e forma diverse da una regione all'altra.
US EU

Speriamo che queste informazioni vi siano state utili :)
Saremmo curiosi di sapere quali apparecchiature vorreste portarvi oppure vi hanno già accompagnato per il mondo, e se avete domande non esitate a usare i commenti!

martedì 12 agosto 2014

[Parte prima] Importazione: come funziona?

Un tema ricorrente nelle domande che ci vengono poste riguarda l'importazione degli effetti personali. È comprensibile che sia difficile selezionare ciò a cui si tiene di più e si vuole portare con sé nella nuova vita all'estero, ma ci sono diversi aspetti funzionali, economici e legali per cui vi invito a non prendere sottogamba la questione.

Innanzi tutto, a livello puramente venale, il costo non è affatto trascurabile, un paio di scatole per via aerea non vi manderà alla canna del gas (anche perché le cucine sono quasi tutte elettriche) ma il lavoro di selezione va iniziato settimane e mesi prima della partenza. Ogni oggetto che portate con voi è un nuovo costo, in pratica dovete acquistarlo una seconda volta per averlo con voi ovunque andiate, e il suo prezzo dipende dall'ingombro e dal peso; inoltre sarà già usato e se non è di qualche marchio globale come Apple ad esempio la garanzia può considerarsi nulla, dato che rispedirlo in Italia per farlo riparare e successivamente rientrare pagando per giunta la dogana è di certo proibitivo.

Parlando di dogana, quando ottenete la vostra residenza permanente in Canada o altrimenti siete accetti a rimanere nel Paese, avete il diritto di portare i vostri effetti personali senza dover pagare la dogana, mentre per ogni spedizione di valore superiore a circa 20$ al di fuori da questo c'è da considerare il dazio aggiuntivo che mi dicono non sia mica da ridere, fortunatamente non abbiamo dovuto scoprire quanto fosse.

Nel trasporto aereo il peso è la componente maggiore del prezzo, è più veloce e facile da gestire per le piccole spedizioni, mentre la via marittima richiede più tempo (circa 3 settimane) ma è il volume l'aspetto più cruciale e conviene per spedizioni più grandi. C'è chi si porta la macchina, chi la mobilia, chi montagne di libri, o ancora phon, videoregistratori, tv, e ogni altro tipo di cose. Andiamo per gradi.

Prima di poter avere un preventivo del prezzo, dovete avere una buona stima di volume e peso di ciò che volete trasportare, non è affatto facile, anche perché molte cose dovrete probabilmente usarle fino a poco prima della partenza (in caso contrario pensate bene se vi serve veramente), ma il trasportatore ne ha davvero bisogno. Inoltre dovete sapere con precisione la data del trasporto, luogo di consegna e contenuto della spedizione perché il prezzo fluttua continuamente. Fate una lista man mano che preparate, vi aiuterà infinitamente in fase doganale. Ad esempio se stimate di portare un metro cubo di effetti personali per un peso di 200 kg, da quel che abbiamo ricevuto i preventivi possono tranquillamente superare i 1000€, se non lo fanno assicuratevi che si occuperanno anche dello sdoganamento alla destinazione e della consegna a domicilio. Solo ai fini di esempio, vorrebbe dire che state riacquistando i vostri effetti personali a 5€ al kg, o 1€ al litro. Può sembrare poco ma si sale in fretta. Molto spesso conviene vendere prima di partire e ricomprare una volta stabiliti, i vantaggi sono molteplici: minor ingombro, minor spesa per il trasporto, maggiore disponibilità monetaria, maggior durata media degli oggetti ricomprati, massima compatibilità dove applicabile.

Per quanto riguarda la natura della spedizione stessa, dovete rientrare nelle categorie permesse dal paese di destinazione, devono essere effetti personali non a scopo di lucro, e non essere soggetti ad pericoli per l'ambiente, per arginare il rischio tutte le spedizioni vengono fumigate prima della partenza.

In poche parole: il prezzo totale di quel che trasportate dipende da volume, peso e periodo di spedizione, ed è costituito da imballaggio, ritiro, trattamento, spedizione, eventuale dogana, pratiche di sdoganamento (servono comunque) e consegna.

Ora avete una stima del prezzo. Con ogni probabilità, preparatevi a fare la seconda selezione, e non sarà l'ultima. Se anche la stima rientra nel vostro budget, vi invito a leggere i nostri consigli su cosa portare e cosa lasciare. Certo qualsiasi argomentazione impallidisce contro il valore affettivo, ma anche i soldi non scherzano :P

Automobile
Iniziamo dal più grosso :P portare l'automobile è una soluzione estremamente costosa, ma non inaudita. Conviene quando la macchina ha un alto valore economico e affettivo, inoltre deve essere adatta alla guida nel nuovo paese. Al di là della posizione del volante, ricordiamoci che qui il diesel è molto meno diffuso della benzina, che l'inverno la neve è all'ordine del giorno e la temperatura arriva tranquillamente a -30°C. Ignoro quanto costi l'omologazione ma è certamente un altro componente al prezzo totale. Se proprio non potete farne a meno preparatevi a prendere un container esclusivo da almeno 20 piedi (6x2,5x2,5 metri circa).

Mobili
Come accennato, portare mobili è problematico, per evitare ogni sorta di bestiole che si annidano nel legno tutto viene fumigato, e la dogana si riserva di controllare accuratamente la vostra spedizione. Francamente, non mi vengono in mente situazioni per le quali converrebbe portarsi i mobili piuttosto che venderli o regalarli.

Libri
I libri generalmente sono pesanti e voluminosi per il loro valore, eventuali collane sono quasi impossibili da completare senza spendere il doppio per farsi spedire i mancanti, e probabilmente sarà qualcosa di cui solo voi potrete fruire.

DVD e affini
La stragrande maggioranza dei film è vincolata ad una regione, i sistemi per aggirare esistono ma sono scomodi e costosi, anche se non illegali finché ve li tenete per voi (li avete comprati voi dopotutto), e anche stavolta pochi dei vostri nuovi amici indigeni potrà giovarne. Potreste riuscire a cavarvela portandovi una console in grado di leggerli, ma con le dovute precauzioni, torneremo sull'argomento in una seconda parte.

Vestiti
Dato il clima, molti di noi prima di finire nel Great White North non avevano tutto il guardaroba adatto, ed a maggior ragione conviene fornirsi una volta arrivati (e già che ci siamo, possibilmente evitare di trasferirsi fra ottobre e marzo ^^;) Ci sono infinite occasioni di vestirsi sia dal nuovo che dall'usato, quindi non c'è motivo di non viaggiare leggero.

Ricordi ed effetti personali
Possibilmente la categoria più difficile da cui separarsi, non esistono regole per foto, soprammobili, regali, e tutto il resto... posso solo augurarvi buon senso e buona fortuna ;)

Per quel che riguarda elettricità, elettronica, e soprattutto le console, riparlerò tra qualche giorno.

giovedì 24 luglio 2014

Bixi - il bike sharing di Montréal


Forse non tutti sanno che sono una inguaribile pigra.
Da brava nerd adoro passare gran parte del mio tempo al computer: lavorando in campo informatico, tra l'altro, spesso passo dal gioco al lavoro, aumentando considerevolmente le ore spese alla tastiera.
Mio marito, invece, ha preso un impegno interessante. Ha deciso di approfittare del bel tempo estivo e di andare a lavoro in bici. Ha così sottoscritto un abbonamento annuale al servizio pubblico di bike sharing di Montréal, che prende il nome di Bixi.



Bixi è nato nel 2008 proprio qui a Montréal e si è poi diffuso in tutto il mondo: servizi basati su Bixi si trovano infatti a Londra, Boston, Melbourne Minneapolis, Montreal, Ottawa, Toronto e Washington D.C.

Il sistema è interessante davvero e per quel poco che ho potuto vedere e che mi ha raccontato mio marito, funziona. Si basa su alcune ciclostazioni, presenti in tutta la città: si parla di 411 ciclostazioni e 5000 biciclette disponibili. Per usufruire del servizio si può sottoscrivere un abbonamento annuale, al costo di poco più di 80 dollari oppure un abbonamento occasionale: 15,00 $ per l'utilizzo di 72 ore, 7$ per 24 ore. Sul sito sono presenti anche alcune agevolazioni come uno sconto cumulativo che comprende l'abbonamento annuale dell'autobus o la possibilità di usufruire del car sharing cittadino.

Ebbene si alla fine
il marito ha convinto anche me..!
Una volta sottoscritto l'abbonamento annuale, in qualche giorno si riceve una chiavetta elettronica che va
attivata sul sito: dal momento dell'attivazione, l'abbonamento dura un anno solare. Se invece si vuole usare il servizio per un tempo limitato, occasionalmente, si paga con carta di credito direttamente alla ciclostazione.

Come funzionano i tempi di noleggio? Compresi nell'abbonamento ci sono 45 minuti per fare il proprio giro (30 per l'abbonamento occasionale). Dopo di che, se non si vuole pagare un surplus, bisogna riagganciare la bici in una delle altre ciclostazioni. La tariffa per l'utilizzo della bici oltre il tempo compreso nell'abbonamento (sia esso annuale o di 24/72 ore) è di 1,75$ dal 46esimo minuto al 60esimo, 3,50$ dal 61esimo al 90esimo. Superati i novanta minuti il costo è di 7 dollari in più ogni mezz'ora.

Il servizio è attivo da Aprile a Novembre: durante la stagione più fredda, le ciclostazioni vengono rimosse.
Si tratta di ciclostazioni molto tecnologiche: c'è una bicicletta difettosa? E' sufficiente premere un bottone apposito per mettere la bicicletta  "non disponibile" e  allertare in forma telematica l'assistenza clienti che provvederà alla sostituzione e riparazione. Stessa cosa quando una stazione raggiunge il massimo della capienza: vengono spostate le bici in stazioni meno affollate: le ciclostazioni comunicano tra di loro per avere sempre un numero di bici e di posti bilanciato.




Molto utile è anche il sistema di app relativo al servizio: grazie alla localizzazione è possibile vedere non solo le stazioni Bixi più vicine, ma anche se ci sono posti ed il numero preciso di bici disponibili, oltre ai percorsi ciclabili in zona.

Le regole per l'utilizzo della bici a Montréal sono basate in maggior parte sul buon senso: fa ridere come, nell'elenco stampato sulla mappa cartacea che si riceve insieme alla pennina, faccia capolino la regola "Riconoscete i gesti di cortesia. Un sorriso, un gesto o un saluto con la mano per ringraziare è sempre apprezzato!" Molto in stile canadese :)