martedì 12 agosto 2014

[Parte prima] Importazione: come funziona?

Un tema ricorrente nelle domande che ci vengono poste riguarda l'importazione degli effetti personali. È comprensibile che sia difficile selezionare ciò a cui si tiene di più e si vuole portare con sé nella nuova vita all'estero, ma ci sono diversi aspetti funzionali, economici e legali per cui vi invito a non prendere sottogamba la questione.

Innanzi tutto, a livello puramente venale, il costo non è affatto trascurabile, un paio di scatole per via aerea non vi manderà alla canna del gas (anche perché le cucine sono quasi tutte elettriche) ma il lavoro di selezione va iniziato settimane e mesi prima della partenza. Ogni oggetto che portate con voi è un nuovo costo, in pratica dovete acquistarlo una seconda volta per averlo con voi ovunque andiate, e il suo prezzo dipende dall'ingombro e dal peso; inoltre sarà già usato e se non è di qualche marchio globale come Apple ad esempio la garanzia può considerarsi nulla, dato che rispedirlo in Italia per farlo riparare e successivamente rientrare pagando per giunta la dogana è di certo proibitivo.

Parlando di dogana, quando ottenete la vostra residenza permanente in Canada o altrimenti siete accetti a rimanere nel Paese, avete il diritto di portare i vostri effetti personali senza dover pagare la dogana, mentre per ogni spedizione di valore superiore a circa 20$ al di fuori da questo c'è da considerare il dazio aggiuntivo che mi dicono non sia mica da ridere, fortunatamente non abbiamo dovuto scoprire quanto fosse.

Nel trasporto aereo il peso è la componente maggiore del prezzo, è più veloce e facile da gestire per le piccole spedizioni, mentre la via marittima richiede più tempo (circa 3 settimane) ma è il volume l'aspetto più cruciale e conviene per spedizioni più grandi. C'è chi si porta la macchina, chi la mobilia, chi montagne di libri, o ancora phon, videoregistratori, tv, e ogni altro tipo di cose. Andiamo per gradi.

Prima di poter avere un preventivo del prezzo, dovete avere una buona stima di volume e peso di ciò che volete trasportare, non è affatto facile, anche perché molte cose dovrete probabilmente usarle fino a poco prima della partenza (in caso contrario pensate bene se vi serve veramente), ma il trasportatore ne ha davvero bisogno. Inoltre dovete sapere con precisione la data del trasporto, luogo di consegna e contenuto della spedizione perché il prezzo fluttua continuamente. Fate una lista man mano che preparate, vi aiuterà infinitamente in fase doganale. Ad esempio se stimate di portare un metro cubo di effetti personali per un peso di 200 kg, da quel che abbiamo ricevuto i preventivi possono tranquillamente superare i 1000€, se non lo fanno assicuratevi che si occuperanno anche dello sdoganamento alla destinazione e della consegna a domicilio. Solo ai fini di esempio, vorrebbe dire che state riacquistando i vostri effetti personali a 5€ al kg, o 1€ al litro. Può sembrare poco ma si sale in fretta. Molto spesso conviene vendere prima di partire e ricomprare una volta stabiliti, i vantaggi sono molteplici: minor ingombro, minor spesa per il trasporto, maggiore disponibilità monetaria, maggior durata media degli oggetti ricomprati, massima compatibilità dove applicabile.

Per quanto riguarda la natura della spedizione stessa, dovete rientrare nelle categorie permesse dal paese di destinazione, devono essere effetti personali non a scopo di lucro, e non essere soggetti ad pericoli per l'ambiente, per arginare il rischio tutte le spedizioni vengono fumigate prima della partenza.

In poche parole: il prezzo totale di quel che trasportate dipende da volume, peso e periodo di spedizione, ed è costituito da imballaggio, ritiro, trattamento, spedizione, eventuale dogana, pratiche di sdoganamento (servono comunque) e consegna.

Ora avete una stima del prezzo. Con ogni probabilità, preparatevi a fare la seconda selezione, e non sarà l'ultima. Se anche la stima rientra nel vostro budget, vi invito a leggere i nostri consigli su cosa portare e cosa lasciare. Certo qualsiasi argomentazione impallidisce contro il valore affettivo, ma anche i soldi non scherzano :P

Automobile
Iniziamo dal più grosso :P portare l'automobile è una soluzione estremamente costosa, ma non inaudita. Conviene quando la macchina ha un alto valore economico e affettivo, inoltre deve essere adatta alla guida nel nuovo paese. Al di là della posizione del volante, ricordiamoci che qui il diesel è molto meno diffuso della benzina, che l'inverno la neve è all'ordine del giorno e la temperatura arriva tranquillamente a -30°C. Ignoro quanto costi l'omologazione ma è certamente un altro componente al prezzo totale. Se proprio non potete farne a meno preparatevi a prendere un container esclusivo da almeno 20 piedi (6x2,5x2,5 metri circa).

Mobili
Come accennato, portare mobili è problematico, per evitare ogni sorta di bestiole che si annidano nel legno tutto viene fumigato, e la dogana si riserva di controllare accuratamente la vostra spedizione. Francamente, non mi vengono in mente situazioni per le quali converrebbe portarsi i mobili piuttosto che venderli o regalarli.

Libri
I libri generalmente sono pesanti e voluminosi per il loro valore, eventuali collane sono quasi impossibili da completare senza spendere il doppio per farsi spedire i mancanti, e probabilmente sarà qualcosa di cui solo voi potrete fruire.

DVD e affini
La stragrande maggioranza dei film è vincolata ad una regione, i sistemi per aggirare esistono ma sono scomodi e costosi, anche se non illegali finché ve li tenete per voi (li avete comprati voi dopotutto), e anche stavolta pochi dei vostri nuovi amici indigeni potrà giovarne. Potreste riuscire a cavarvela portandovi una console in grado di leggerli, ma con le dovute precauzioni, torneremo sull'argomento in una seconda parte.

Vestiti
Dato il clima, molti di noi prima di finire nel Great White North non avevano tutto il guardaroba adatto, ed a maggior ragione conviene fornirsi una volta arrivati (e già che ci siamo, possibilmente evitare di trasferirsi fra ottobre e marzo ^^;) Ci sono infinite occasioni di vestirsi sia dal nuovo che dall'usato, quindi non c'è motivo di non viaggiare leggero.

Ricordi ed effetti personali
Possibilmente la categoria più difficile da cui separarsi, non esistono regole per foto, soprammobili, regali, e tutto il resto... posso solo augurarvi buon senso e buona fortuna ;)

Per quel che riguarda elettricità, elettronica, e soprattutto le console, riparlerò tra qualche giorno.

giovedì 24 luglio 2014

Bixi - il bike sharing di Montréal


Forse non tutti sanno che sono una inguaribile pigra.
Da brava nerd adoro passare gran parte del mio tempo al computer: lavorando in campo informatico, tra l'altro, spesso passo dal gioco al lavoro, aumentando considerevolmente le ore spese alla tastiera.
Mio marito, invece, ha preso un impegno interessante. Ha deciso di approfittare del bel tempo estivo e di andare a lavoro in bici. Ha così sottoscritto un abbonamento annuale al servizio pubblico di bike sharing di Montréal, che prende il nome di Bixi.



Bixi è nato nel 2008 proprio qui a Montréal e si è poi diffuso in tutto il mondo: servizi basati su Bixi si trovano infatti a Londra, Boston, Melbourne Minneapolis, Montreal, Ottawa, Toronto e Washington D.C.

Il sistema è interessante davvero e per quel poco che ho potuto vedere e che mi ha raccontato mio marito, funziona. Si basa su alcune ciclostazioni, presenti in tutta la città: si parla di 411 ciclostazioni e 5000 biciclette disponibili. Per usufruire del servizio si può sottoscrivere un abbonamento annuale, al costo di poco più di 80 dollari oppure un abbonamento occasionale: 15,00 $ per l'utilizzo di 72 ore, 7$ per 24 ore. Sul sito sono presenti anche alcune agevolazioni come uno sconto cumulativo che comprende l'abbonamento annuale dell'autobus o la possibilità di usufruire del car sharing cittadino.

Ebbene si alla fine
il marito ha convinto anche me..!
Una volta sottoscritto l'abbonamento annuale, in qualche giorno si riceve una chiavetta elettronica che va
attivata sul sito: dal momento dell'attivazione, l'abbonamento dura un anno solare. Se invece si vuole usare il servizio per un tempo limitato, occasionalmente, si paga con carta di credito direttamente alla ciclostazione.

Come funzionano i tempi di noleggio? Compresi nell'abbonamento ci sono 45 minuti per fare il proprio giro (30 per l'abbonamento occasionale). Dopo di che, se non si vuole pagare un surplus, bisogna riagganciare la bici in una delle altre ciclostazioni. La tariffa per l'utilizzo della bici oltre il tempo compreso nell'abbonamento (sia esso annuale o di 24/72 ore) è di 1,75$ dal 46esimo minuto al 60esimo, 3,50$ dal 61esimo al 90esimo. Superati i novanta minuti il costo è di 7 dollari in più ogni mezz'ora.

Il servizio è attivo da Aprile a Novembre: durante la stagione più fredda, le ciclostazioni vengono rimosse.
Si tratta di ciclostazioni molto tecnologiche: c'è una bicicletta difettosa? E' sufficiente premere un bottone apposito per mettere la bicicletta  "non disponibile" e  allertare in forma telematica l'assistenza clienti che provvederà alla sostituzione e riparazione. Stessa cosa quando una stazione raggiunge il massimo della capienza: vengono spostate le bici in stazioni meno affollate: le ciclostazioni comunicano tra di loro per avere sempre un numero di bici e di posti bilanciato.




Molto utile è anche il sistema di app relativo al servizio: grazie alla localizzazione è possibile vedere non solo le stazioni Bixi più vicine, ma anche se ci sono posti ed il numero preciso di bici disponibili, oltre ai percorsi ciclabili in zona.

Le regole per l'utilizzo della bici a Montréal sono basate in maggior parte sul buon senso: fa ridere come, nell'elenco stampato sulla mappa cartacea che si riceve insieme alla pennina, faccia capolino la regola "Riconoscete i gesti di cortesia. Un sorriso, un gesto o un saluto con la mano per ringraziare è sempre apprezzato!" Molto in stile canadese :)


venerdì 27 giugno 2014

Estate [e-stiamo!] a Montréal: pensieri in libertà su cultura, italianità e sole!


I giorni continuano a passare qui nella - calda! - Montréal.
Si: fa abbastanza impressione parlare di caldo quando ci aspetterà di nuovo la neve: ma comincio ad apprezzare il tempo qui (incredibile, vero?) anche se questa estate è ancora più marcatamente caratterizzata da cambi climatici improvvisi e incredibili! [piove - fa caldo - piove - fa freddo - piove - polline ovunque - caldo di nuovo - condizionatore on - off - metto la copertina] Piove anche in Italia e soprattutto a Roma da quello che vedo dai miei contatti italiani, e anche da queste parti abbiamo avuto molta più pioggia della scorsa estate.
Eh si: sono già due estati che siamo a Montréal! Io non metto piede in Italia da un anno e tre mesi: il mio permesso è in lavorazione (ma dovremmo davvero esserci vicini), così mi preparo psicologicamente al mio ingresso nel mondo del lavoro. E magicamente mi sembra di aver perso i miei ultimi 10 anni: sono di nuovo una ventenne che comincia ad orientrasi nell'età adulta. A chi mandare il curriculum? Cosa sarò qui in Canada? In più c'è la variante lingue: riuscirò ad essere professionale parlando una lingua che non è la mia? Problematiche più o meno sensate nascono e muoiono nel giro di poche ore, portandomi a cambiare umore facilmente come il tempo canadese....!!
Ma ormai siamo in ballo e dobbiamo ballare: ho deciso di cominciare a vivere la mia vita da expat in maniera spensierata: dopotutto è un regalo!
Non smetterò mai di ringraziare la buona sorte, il karma, Dio, chiunque sia lontanamente responsabile della fortuna che ho avuto a venire qui, soprattutto ora che l'Immigrazione Canadese ha fatto un bel giro di vite per quanto riguarda i lavoratori esterni (a questo proposito vi rimando all'articolo di Italiansinfuga).... Insomma!
Oggi ho voglia di condividere con voi alcuni pensieri, in ordine sparso.

Qualche settimana fa ho avuto una piacevole domenica sera in compagnia di alcuni amici italiani, anche loro qui in Canada. Camminando per il centro, siamo finiti nel Quartiere degli Spettacoli (durante la celebrazione delle FrancoFolies) dove abbiamo assistito al concerto - gratuito - di Marco Calliari, nato da genitori italiani a Montréal, canta in italiano alternando francese e italiano in uno spettacolo veramente emozionante.
Siamo rimasti poco, ma in quelle due tre canzoni ho assistito ad una bella scena: la piazza con tante persone che ballavano e cantavano. Bambini, anziani, giovani: una ragazza davanti a noi ha cominciato a ballare al ritmo della tarantella ed era contenta e sorridente. E questa ventata di italianità, nel senso puro e bello del termine, mi ha fatto tornare alla mente tutte le cose stupende che l'Italia mi ha dato: le mie passeggiate culturali con nonna in giro per i musei, le mie vacanze in campagna in Toscana per 12 anni della mia vita insieme ai miei zii e ai miei genitori, la bellezza del mare delle mie vacanze da bambina in Abruzzo, le mie fotografie ad ogni angolo di Roma tornando da lavoro, le ore passate a Villa Torlonia, l'aria tipicamente romana di quando scendevo dal treno durante le mie trasferte in giro per l'Italia.
Da quando sono qui, mi sto rendendo conto che sono a contatto con una versione italiana ferma nel tempo: gli italiani che incontro qui a Montréal sono fondamentalmente di due tipi: quelli che vengono dalle famiglie italiani e sono quindi italiani nati e cresciuti in Quèbec e poi noi. Noi siamo una nuova tipologia di italiani: quelli della nuova generazione di immigrati. Quelli che "siete italiani? E' tanto che non si vedono gli italiani qui!" e anche "Ma che bell'italiano che parlate! Siete italiani veri!?" Gli italiani di seconda o terza generazione, invece, sono magari figli o nipoti di italiani immigrati anni fa: parlano un tipo di italiano caratterizzato da inflessioni dialettali (dopotutto sono sicura che i miei figli parleranno un italiano MOLTO romano...!) e sono rappresentanti di un tipo di Italia che ormai non esiste più. E' l'Italia di mia nonna, quella dove le cose le facevi a mano, dove si facevano lunghi pranzi domenicali e dove l'essere italiano aveva tante sfumature, valori, caratteristiche che ormai sono finite un po' in disuso nell'Italia d'origine. Però è buffo, guardando dal di fuori, come siano in realtà ancora cristallizzate e presenti negli italiani qui. Il che, stranamente, sta cambiando anche la mia prospettiva dell'essere italiana. E' una cosa molto difficile da spiegare e può suonare presuntuoso ma.. adoro essere italiana. E' come se tutto quello che sono, tutto quello che la mia famiglia è, tutte le mie tradizioni, i miei ricordi: come se tutto acquistasse valore.
Forse è solo ora che sono così lontana da tutto che mi rendo conto di quanti aspetti meravigliosi ho avuto la fortuna di vivere nascendo in Italia. E solo ora che sono così lontana mi rendo conto di quanto ci sia da morire dentro per come il nostro Paese (che è davvero un Bel Paese) è diventato. Per questo sono contenta di vivere qui: dove tutto è cristallizzato, dove l'Italia ha il profumo dei miei ricordi e dove nessuno potrà mai portare via quello che sono.

Sempre per rimanere in tema di cultura: ieri sera mi sono fatta un giro per il portale del Turismo di Montréal e.. wow!! Ragazzi dateci un'occhiata perché oltre ad essere un bellissimo esempio di sito internet per la promozione del turismo, ha una quantità di eventi che fanno paura!!
Ecco alcune manifestazioni che ho trovato incredibili! Le condivido con voi per farvi anche rifare un po' gli occhi con i bellissimi video (alcuni sono stati fatti l'anno scorso ma sono comunque bellissimi e attuali!)!







Se invece siete amanti, come me, del cibo... perché non provare un pranzo in un Camion bouffe de rue? Io ancora devo sperimentarne uno.. A questo proposito vi linko questo bellissimo servizio di una televisione locale: è come sempre in francese ma l'ho trovato fatto molto bene :)!

E per finire, uno dei meravigliosi video di MTLMoments, sempre del Turisme Montréal... stavo considerando con un mio amico che il primo video di questo genere l'ho guardato mentre preparavamo il viaggio di nozze qui. Ed era pieno di cose incredibili, nuove, mai viste! Ora, ad ogni video che guardo, aumentano le cose che ho vissuto e visto .. e ogni giorno mi rendo conto che questa città è sempre più la MIA città <3

Grazie, come sempre, per seguire i nostri deliri e le nostre esperienze :)

giovedì 15 maggio 2014

Vita a Montréal: alla scoperta del mio lato sportivo (che ignoravo esistesse.), di un nuovo quartiere e di una Ilaria canadese che cresce prepotentemente.

E così le giornate si susseguono.
Oggi è il 15 Maggio e fanno 27 gradi a Montréal (33 percepiti): per rispondere a chi si lamentava del Grande Freddo, la città ha avuto la brillante idea di rispondere con il Grande Caldo e personalmente preferivo godermi ancora un po' di fresco visto che se ho scelto di venire qui è anche per il mio odio profondo per il caldo :p (della serie: se non vi piace il freddo cosa cavolo vi siete venuti a fare qui!?)

Fatto sta che ho poche scusanti ed ho cominciato a imparare a conoscere il quartiere dove abitiamo ora con un po' di uscite strategiche. (come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa, i primi di marzo abbiamo cambiato casa e non siamo più nella zona di Montréal Nord ma in quella Sud Ovest della città.)
Prima di tutto è pieno zeppo di negozietti dell'usato, cosa che sto imparando ad adorare di questo Paese. In Italia è ancora molto poco diffuso il concetto di usato ma qui in Canada è pieno di associazioni benefiche che sistemano e rivendono di tutto dai vestiti, alle cose per la casa, ai mobili agli oggetti più disparati (avevo parlato della cosa qui). E a volte capita di poter fare davvero degli affaroni, soprattutto se come me amate fare decorazione e restauro di materiale usato.

Nell'attesa del mio permesso di lavoro e di residenza permanente, infatti, ho cominciato diversi lavoretti di riciclo e decorazione e mi sto divertento veramente molto: cambiare Paese è sempre difficile ma mi ritengo fortunata di essere finita in un Paese molto più affine ai miei gusti e alle mie esigenze di quanto sperato.
(Giusto per fare un po' di pubblicità, comunque, questo è il mio nuovo sito personale, questa è la pagina Facebook di alcuni miei lavori di decorazione e questo il negozio di Etsy con cui sto cominciando a testare il tutto)

Abbiamo anche in progetto, il plurale è d'obbligo visto che sono stata ancora più fortunata ad avere una suocera creativa ed energica al mio fianco!, di cominciare a vendere in qualche mercatino della zona... vi racconterò!

Insomma: stamattina sono andata a correre lungo il canale di Lachine: 14.5 chilometri di area pedonale che partono dal Vecchio Porto fino ad arrivare al Lake Saint-Louis. E' veramente un posto bellissimo, pieno di verde ed un paradiso per gli amanti della corsa e della bicicletta. Vi allego un video che rende bene il percorso visto con gli occhi di un ciclista.



Ho anche avuto la piacevole sorpresa di fare la tessera della biblioteca sempre con la mia super suocera e di trovare alcuni libri interessantissimi.. prima di scoprire che la piscina che si trova di fronte alla biblioteca è gratuita e senza registrazione.. della serie "Questi sono gli orari, vieni, comportati bene e nuota."

Ecco si. E' tutto riconducibile a questo il vivere che sto sperimentando.. una versione più complessa del "Ama e fai quello che ti pare." in una città dove fino a quando ti comporti bene sei più che benvenuto.

Continuo a ripetere spesso e volentieri che la mia esperienza di vita in Italia è sicuramente molto influenzata dal fatto di essere cresciuta in una grande città come Roma e che molto probabilmente alcune cose possono sembrare strane a chi ha avuto la possibilità di avere un rapporto più umano e vicino con il suo paese perché nato e cresciuto in realtà più piccole.. probabilmente la mia prospettiva su affitti, parcheggi, vita sociale, città a misura d'uomo è ben diversa da quella degli altri.. proprio perché Roma, nel bene e nel male, è una città che fa un po' Paese a sé e pur avendo vissuto a Genova e Torino sicuramente la mia sensazione può differire dagli altri italiani. Ma continuo a stupirmi ogni giorno di come vanno le cose qui, di come le persone si fidino sinceramente del prossimo (al punto tale di dubitare ancora di più.. una sorta di "ma .. davvero?"), di come le cose funzionino e di come, purtroppo, per molti versi siano davvero tanto, troppo diverse dall'Italia.

Mi piacerebbe poter dire di voler tornare per cambiare le cose in un Paese che dovrebbe guardarsi di più intorno per capire veramente cosa non va e invece, molto egoisticamente, mi rendo conto che adoro essere lontano dall'Italia e di essere una delle poche, pochissime italiane che non ha nostalgia del Paese. Ho nostalgia delle persone, anzi delle Persone, che ho lasciato in Italia e vorrei poterle portare via tutte e farle vivere qui insieme a me, per rimanere nel tema dell'egoismo ma del Paese proprio no. In Italia non ho voglia di tornare, nemmeno in vacanza: mi terrorizza l'idea di scendere dall'aereo e avere da discutere già con il primo che incontro all'aereoporto. Se non direttamente sull'aereo. E nonostante io continui ad essere FIERA di essere italiana e felice delle cose che un domani potrò far vedere e vivere ai miei figli, sono anche incredibilmente grata di avere avuto l'opportunità e la fortuna di fare questa esperienza in Canada perché Montrèal, fino ad ora, è una città fatta su misura per me e per le mie esigenze e per la prima volta in vita mia controllo ogni ora se ci sono sviluppi per il mio permesso di lavoro perché ho una gran voglia di buttarmi fuori di casa (!) e scoprire il più possibile di questa meravigliosa e sfaccettata città :)

giovedì 27 marzo 2014

E' primavera a -12!! Tempo di bilanci!

E' passato il nostro "anniversario" canadese e non ho scritto niente!!
A mia giustificazione c'è che abbiamo cambiato casa! Come ogni marzo che si rispetti da 4 anni a questa parte, non posso non fare un trasloco! Questo ce lo siamo fatti con la neve .. e di certo è un tipo di esperienza che mi mancava.. ma che non vorrei ripetere: inoltre questa casa mi piace molto e spero di non dover cambiare a marzo prossimo :)

Domenica scorsa siamo usciti a fare due passi e ho sentito la primavera: tralasciamo che sabato ha fatto così tanta neve che una mia amica mi ha scritto "Buon Natale!" ..! Ma non importa! Domenica c'era il sole ed era una giornata bellissima, tipicamente canadese: cielo limpido e freddo..! Si sentiva la primavera nell'aria ed io ero felice e ho detto a mio marito "Non senti che caldo!?" .. Peccato che faceva -12 e a Roma +12 .. ed ho capito che qualcosa era cambiato: in 32 anni non ho mai avuto -12 a Marzo vivendo in una città dove le margherite inondano i giardinetti ben prima. Ma un anno qui ha già intaccato molto il mio modo di pensare e sento di essere cambiata.
Storie di vita vera!!
Ho superato indenne il primo lungo temibile inverno canadese: quello che chiunque ho incontrato non perdeva occasione di citare, quello che tutti pensavano "vedrai come scappa!", quello che ancora adesso viene citato come motivo principale per non mettere piede qui. In realtà l'inverno è alla fine ed io sono ancora qui, intenzionata a rimanerci a lungo. Che l'inverno canadese sia roba seria, soprattutto per chi come me viene da un posto dove la neve non cade mai e quando cade chiudono le scuole, è fuori dubbio. Ma io l'ho trovato anche affascinante e tutto da capire. L'anno scorso al nostro arrivo c'era ancora la neve ed io andavo in giro con un paio di scarpe da ginnastica perché, venendo da Roma, scarpe per la neve non erano proprio qualcosa che uno tiene nell'armadio. Così a settembre ci siamo presi degli scarponcini ottimi che mi hanno notevolmente aiutato a superare il tutto.

 Quest'anno, invece, ho scoperto il ghiaccio: roba seria, di livello successivo. Quando c'è un abbassamento della temperatura dopo un disgelo, i marciapiedi
diventano lastroni di ghiaccio ben poco user-friendly che mettono paura: l'unico momento che vorrei dimenticare dell'inverno. In realtà ho scoperto dell'esistenza di rampini da mettere sotto le scarpe: si applicano con degli elastici e aiutano la stabilità. Sarà il mio prossimo acquisto per l'inverno che verrà. E così: avanti di inverno in inverno! Auspico di raggiungere anche il traguardo "prendi la patente (che non ho) e guida in mezzo alla neve" ma con calma: per ora aver portato a casa il mio primo inverno canadese è già un gran bel punto :)

Adoro questi paesaggi :)
Abbiamo finalmente trovato un giapponese no-stop di nostro interesse! Ok: sembra una cosa stupida. Ma noi a Roma avevamo un ristorantino giapponese di fiducia e ammetto senza vergogna che era una cosa che mi mancava parecchio. Abbiamo risolto anche quella. Questo per dire che, ad un anno di distanza, stiamo ricreando una nostra quotidianità! I nostri locali, i nostri amici (anche se ci mancano tanto quelli in Italia: insostituibili!) le nostre serate. Comincia a cambiare anche il mio modo di cucinare: non molto, per fortuna, ma mi rendo conto di aver inserito nel mio "repertorio" piatti diversi da quelli che ero abituata a preparare in Italia.

La nostra prima cena a casa nuova :)
Il mio inglese e francese sono in corso d'opera: in compenso sto dimenticando l'italiano corretto! Niente di gravissimo ma mi rendo conto che il mio cervello sta facendo più fatica ad esempio a scrivere questo post. In compenso a volte leggo o ascolto cose in inglese e francese e non mi rendo conto che si tratta di una lingua diversa dalla mia. Non sono ancora in grado di arrabbiarmi in inglese (devo sembrare molto buffa..) ma il francese mi sta piacendo molto: se la mia povera professoressa di francese del liceo sapesse che sono finita a vivere in Quebec .... Ho voglia di usare altre lingue e questo penso sia un bene per la mia futura carriera professionale..!

Insomma questo primo anno in Canada è stato come me lo aspettavo: ricco di novità ma anche "soft" perché il non poter (ancora) lavorare mi ha sicuramente permesso di capire con calma cosa mi circondava... il che per alcuni aspetti è una fortuna, per altri un po' meno (c'è pur sempre uno stipendio in meno in casa!)
A livello umano è un posto meraviglioso, molto affine a me. La gente è educata, gentile, discreta, la vita è gestibile, ottimizzata. Il mio "mal di pancia da burocrazia" si fa sentire, purtroppo, solo quando interagisco a distanza con l'Italia e si, lo so, è brutto dirlo.

Con l'arrivo del bel tempo ho in mente piani di conquista del Canada armata di macchina fotografica!

Stay tuned!!

Neve a Marzo in giro per Montréal :) 






lunedì 10 marzo 2014

La mamma è pur sempre la mamma

Una cosa che continua a spiazzarci ogni tanto è la differenza di mentalità nei riguardi della sicurezza, informatica o reale. Per citare alcuni esempi, parliamo della macchina lasciata aperta mentre si va a ritirare al bancomat, dei contratti di locazione verbali, porte e finestre al piano terra spesso non rinforzate o inferriate e chiuse da serrature a cilindro comuni... quando sono chiuse. Il nostri precedenti padroni di casa lasciavano sbloccato lo scantinato, quelli prima non chiudevano a chiave direttamente la casa. E ad oggi è ancora lì.

 Trivia dal contesto palesemente limitato: La pagina wikipedia sulle serrature a cilindro in francese contiene spiegazioni sul funzionamento, in italiano su quanto siano vulnerabili; le tecniche di apertura delle serrature sono inquietantemente informative in italiano come quella sul key bumping con pagina dedicata, mentre in francese c'è il compitino delle medie.

Key bumping? Bitch please.

Come accennato tempo fa nei post sui documenti, il codice NAS (o SIN) è legato ad ognuno, necessario per ogni utenza o servizio importante, pertanto tutti si raccomandano di proteggerlo dato che è una sorta di fermata unica per fedina penale, stato di residenza, affidabilità creditizia e via dicendo. Il codice viene però chiesto per esempio da alcuni padroni di casa per poter fare controlli sugli aspiranti affittuari (previa autorizzazione firmata da voi ad ogni modo), quindi bisogna dar fiducia al prossimo in questi casi, ma sembrano tutti tranquilli che nessuno neanche pensi di approfittarsene, rimangono anzi sorpresi dei racconti di vita ordinaria italiana alla "Pacco, doppio pacco e contropaccotto" :P In particolare sembrano mettere la mano sul fuoco per i contratti verbali, e bisogna riconoscere che finora gli accordi con entrambi i padroni di casa sono stati di una precisione ineccepibile.

I token a chiave numerica variabile bancari qui sembrano non esistere, piuttosto è il sito della banca a raccomandarsi di controllare l'immagine e la frase corrispondano a quelle scelte per assicurarsi di non essere vittime di phishing.

Tanto per dimostrare che l'altro giorno spelling NATO e tutto il resto hanno ancora bisogno di un po' di lavoro, oggi ho deciso di aggiustare il nome sulla bolletta di internet, scritto per confusione "Edouardo", complice la somiglianza al nome in francese. Decido di usare la chat per evitare nuovi alfabeti improvvisati al telefono.

Product : Customer centre / videotron.com
Subject : My name is spelled incorrectly 
Hello and welcome to Videotron online customer service, my name is ***** and it will be my pleasure to help you.
Hello and good morning 
If I understand properly, your name is wrongly written, is that correct?
yes, it should be "Edoardo" instead of "Edouardo" 
No problem, I will change it for you. May I have your full name please?
Edoardo Facchinelli 
Thank you. To access your account, may I have your complete address or your telephone number, please?
[indirizzo] 
Thank you. I must also validate your identity. Can you please confirm your date of birth and your mother's maiden name?
[data di nascita e cognome da nubile di mia madre]

Ed il professore può aiutarmi con l'altra metà
Le mie prove di riconoscimento sono la mia data di nascita e il cognome da nubile di mia madre. Seriamente. E non sono io ad averlo scelto, è procedura standard, quindi è così per tutti. Roba che posso scoprire facilmente di buona metà dei miei contatti Facebook. Parola d'ordine: famose a fidà :D

sabato 22 febbraio 2014

Lontani da Ancona, Bologna e Como

Abbiamo parlato qualche volta di come nello sforzo necessario in Canada (come altrove nel mondo) per integrarsi siano importanti le lingue "straniere". Per renderci conto della complessità effettiva, vorrei fare una distinzione fra alcuni aspetti che bisogna imparare:
- conoscenza della lingua a livello scolastico: qualsiasi corso può aiutarvi, l'obiettivo è padroneggiare lessico, regole grammaticali, ortografia, pronuncia delle parole indigene. 
- cultura locale: partecipare alla discussioni, guardare la tv, leggere i giornali, aiuta a entrare nel discorso, capire cosa ci accade intorno e ridere alle barzellette :P
- gestire la vostra italianità: imparare a fare delle vostre origini un punto di forza, adattare e assimilare conoscenze e abitudini per il nuovo stile di vita. 

Oggi voglio dire la mia sul terzo punto. Diventa più importante man mano che i primi due vengono assimilati, e rappresenta la differenza fra "cavarsela" e "padroneggiare". Una volta che si inizia a fare conversazione ci sorprenderemo spesso a preferire parole derivate dal latino di uso più frequente in italiano, rispetto alla nostra nuova seconda lingua che potrebbe avere altre preferenze, e a fare attenzione ai termini che sembrano comuni ad entrambe le lingue ma in realtà dai significati diversi. A patto di non lavorare nel campo linguistico questo non è un problema il più delle volte, e finisce per diventare un vostro particolare riconoscibile che personalmente trovo bello avere. Trovo bisogni fare attenzione però ad utilizzare la pronuncia locale del termine piuttosto che l'italiana. La pronuncia mista crea confusione in chi vi ascolta, il che è comprensibile dato che non la riconoscono e non se la aspettano. 

C'è tutta una serie di parole con cui convivere tutta la vita e particolari per la pronuncia: nomi e cognomi. Sebbene per i nomi storici vi troverete a sorridere per Cristophe Colomb, Jules César, Michel-Ange, Léonard de Vinci, Raphaël, Splinter, ricordate sempre che anche l'italiano è ricco di traduzioni nei nomi stranieri di nomicosecittàanimali. No, Donatello lo lasciano come l'originale, non mi chiedete perché. Solo buona volontà e preparazione ridurranno lo stress della pronuncia del proprio nome. Innanzi tutto, consiglio di mantenere la pronuncia italiana e aiutare i nuovi colleghi, amici e conoscenti a imparare, d'altra parte voi vi impegnate a pronunciare bene il loro, e ho sempre trovato persone ben disposte al riguardo. Se mantenete la pazienza e dedicate un po' di tempo alla questione con le persone che vedrete spesso potrà solo giovarvi e spesso divertire gli altri, pensate che solo a voi piaccia conoscere nuove parole? :P Periodicamente qualcuno vi farà una sorpresa e vi saluterà in italiano e il vostro nome in ottima pronuncia, studiato appositamente il giorno prima, ringraziate mi raccomando :D


Un momento di poca pazienza nella vita di Leonardo.


Potete scegliere anche di avere un soprannome o lo stesso nome proprio localizzato con cui presentarvi rapidamente alle persone, cui spiegherete per bene come scrivere "Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare" o "Guidobaldo Maria Riccardelli" all'occorrenza. È qualcosa che vediamo spesso anche in Italia negli immigrati ed è bene realizzare che non c'è niente di male nel farlo. 

Laddove sia spiegazioni che soprannome non possono aiutare è nella burocrazia
Ogni volta che dovete fornire le vostre generalità chiaramente dovrete fornirle reale ed esatte, e finché si va di persona ce la si cava facendo vedere un documento, ma al telefono?

Episodio di vita vera, per allacciare l'elettricità nel nuovo appartenento:
"Ho bisogno del suo nome completo, signore"
"Edoardo Facchinelli" rispondo facendo del mio meglio per scandire. 
"Mi scusi, potrebbe ripeterlo lettera per lettera?" 
Prevedibile, sempre meglio essere sicuri, d'altra parte capita molto spesso anche per i locali con una lingua piena di omofoni come il francese. Come quando fuori la mère du maire va à la mer chercher sa tante qui l'attend dans sa tente, insomma.
"Ef, a, se, se, ash..." Tento di pronunciare ogni lettera il meglio possibile ma in questi casi la mia pronuncia ancora lascia a desiderare. È come se un romano cercasse di imitare un milanese che parla napoletano :V
"Es, à?" Chiede infatti il mio interlocutore incerto. E provate voi a dirgli "F di Firenze"!
Temendo che abbia il mio stesso livello di Storia dell'Arte internazionale, ripiego con un doppio carpiato su un "F de... France!" per il quale si sarà fatto quattro risate meritate coi colleghi alla macchinetta del caffè, e mi metto a riflettere su come prepararmi meglio alla prossima volta. 

Mentre in Italia è di uso comune usare le città come riferimento per le iniziali, qui direi che il sistema più diffuso sia l'alfabeto fonetico NATO, derivato da quello radiotelefonico e che sentiamo nei telefilm per il gergo militare. In cui per la Q c'è Québec. Mica cotiche, parola di Eduardó Fascinellí :V