venerdì 27 giugno 2014

Estate [e-stiamo!] a Montréal: pensieri in libertà su cultura, italianità e sole!


I giorni continuano a passare qui nella - calda! - Montréal.
Si: fa abbastanza impressione parlare di caldo quando ci aspetterà di nuovo la neve: ma comincio ad apprezzare il tempo qui (incredibile, vero?) anche se questa estate è ancora più marcatamente caratterizzata da cambi climatici improvvisi e incredibili! [piove - fa caldo - piove - fa freddo - piove - polline ovunque - caldo di nuovo - condizionatore on - off - metto la copertina] Piove anche in Italia e soprattutto a Roma da quello che vedo dai miei contatti italiani, e anche da queste parti abbiamo avuto molta più pioggia della scorsa estate.
Eh si: sono già due estati che siamo a Montréal! Io non metto piede in Italia da un anno e tre mesi: il mio permesso è in lavorazione (ma dovremmo davvero esserci vicini), così mi preparo psicologicamente al mio ingresso nel mondo del lavoro. E magicamente mi sembra di aver perso i miei ultimi 10 anni: sono di nuovo una ventenne che comincia ad orientrasi nell'età adulta. A chi mandare il curriculum? Cosa sarò qui in Canada? In più c'è la variante lingue: riuscirò ad essere professionale parlando una lingua che non è la mia? Problematiche più o meno sensate nascono e muoiono nel giro di poche ore, portandomi a cambiare umore facilmente come il tempo canadese....!!
Ma ormai siamo in ballo e dobbiamo ballare: ho deciso di cominciare a vivere la mia vita da expat in maniera spensierata: dopotutto è un regalo!
Non smetterò mai di ringraziare la buona sorte, il karma, Dio, chiunque sia lontanamente responsabile della fortuna che ho avuto a venire qui, soprattutto ora che l'Immigrazione Canadese ha fatto un bel giro di vite per quanto riguarda i lavoratori esterni (a questo proposito vi rimando all'articolo di Italiansinfuga).... Insomma!
Oggi ho voglia di condividere con voi alcuni pensieri, in ordine sparso.

Qualche settimana fa ho avuto una piacevole domenica sera in compagnia di alcuni amici italiani, anche loro qui in Canada. Camminando per il centro, siamo finiti nel Quartiere degli Spettacoli (durante la celebrazione delle FrancoFolies) dove abbiamo assistito al concerto - gratuito - di Marco Calliari, nato da genitori italiani a Montréal, canta in italiano alternando francese e italiano in uno spettacolo veramente emozionante.
Siamo rimasti poco, ma in quelle due tre canzoni ho assistito ad una bella scena: la piazza con tante persone che ballavano e cantavano. Bambini, anziani, giovani: una ragazza davanti a noi ha cominciato a ballare al ritmo della tarantella ed era contenta e sorridente. E questa ventata di italianità, nel senso puro e bello del termine, mi ha fatto tornare alla mente tutte le cose stupende che l'Italia mi ha dato: le mie passeggiate culturali con nonna in giro per i musei, le mie vacanze in campagna in Toscana per 12 anni della mia vita insieme ai miei zii e ai miei genitori, la bellezza del mare delle mie vacanze da bambina in Abruzzo, le mie fotografie ad ogni angolo di Roma tornando da lavoro, le ore passate a Villa Torlonia, l'aria tipicamente romana di quando scendevo dal treno durante le mie trasferte in giro per l'Italia.
Da quando sono qui, mi sto rendendo conto che sono a contatto con una versione italiana ferma nel tempo: gli italiani che incontro qui a Montréal sono fondamentalmente di due tipi: quelli che vengono dalle famiglie italiani e sono quindi italiani nati e cresciuti in Quèbec e poi noi. Noi siamo una nuova tipologia di italiani: quelli della nuova generazione di immigrati. Quelli che "siete italiani? E' tanto che non si vedono gli italiani qui!" e anche "Ma che bell'italiano che parlate! Siete italiani veri!?" Gli italiani di seconda o terza generazione, invece, sono magari figli o nipoti di italiani immigrati anni fa: parlano un tipo di italiano caratterizzato da inflessioni dialettali (dopotutto sono sicura che i miei figli parleranno un italiano MOLTO romano...!) e sono rappresentanti di un tipo di Italia che ormai non esiste più. E' l'Italia di mia nonna, quella dove le cose le facevi a mano, dove si facevano lunghi pranzi domenicali e dove l'essere italiano aveva tante sfumature, valori, caratteristiche che ormai sono finite un po' in disuso nell'Italia d'origine. Però è buffo, guardando dal di fuori, come siano in realtà ancora cristallizzate e presenti negli italiani qui. Il che, stranamente, sta cambiando anche la mia prospettiva dell'essere italiana. E' una cosa molto difficile da spiegare e può suonare presuntuoso ma.. adoro essere italiana. E' come se tutto quello che sono, tutto quello che la mia famiglia è, tutte le mie tradizioni, i miei ricordi: come se tutto acquistasse valore.
Forse è solo ora che sono così lontana da tutto che mi rendo conto di quanti aspetti meravigliosi ho avuto la fortuna di vivere nascendo in Italia. E solo ora che sono così lontana mi rendo conto di quanto ci sia da morire dentro per come il nostro Paese (che è davvero un Bel Paese) è diventato. Per questo sono contenta di vivere qui: dove tutto è cristallizzato, dove l'Italia ha il profumo dei miei ricordi e dove nessuno potrà mai portare via quello che sono.

Sempre per rimanere in tema di cultura: ieri sera mi sono fatta un giro per il portale del Turismo di Montréal e.. wow!! Ragazzi dateci un'occhiata perché oltre ad essere un bellissimo esempio di sito internet per la promozione del turismo, ha una quantità di eventi che fanno paura!!
Ecco alcune manifestazioni che ho trovato incredibili! Le condivido con voi per farvi anche rifare un po' gli occhi con i bellissimi video (alcuni sono stati fatti l'anno scorso ma sono comunque bellissimi e attuali!)!







Se invece siete amanti, come me, del cibo... perché non provare un pranzo in un Camion bouffe de rue? Io ancora devo sperimentarne uno.. A questo proposito vi linko questo bellissimo servizio di una televisione locale: è come sempre in francese ma l'ho trovato fatto molto bene :)!

E per finire, uno dei meravigliosi video di MTLMoments, sempre del Turisme Montréal... stavo considerando con un mio amico che il primo video di questo genere l'ho guardato mentre preparavamo il viaggio di nozze qui. Ed era pieno di cose incredibili, nuove, mai viste! Ora, ad ogni video che guardo, aumentano le cose che ho vissuto e visto .. e ogni giorno mi rendo conto che questa città è sempre più la MIA città <3

Grazie, come sempre, per seguire i nostri deliri e le nostre esperienze :)

giovedì 15 maggio 2014

Vita a Montréal: alla scoperta del mio lato sportivo (che ignoravo esistesse.), di un nuovo quartiere e di una Ilaria canadese che cresce prepotentemente.

E così le giornate si susseguono.
Oggi è il 15 Maggio e fanno 27 gradi a Montréal (33 percepiti): per rispondere a chi si lamentava del Grande Freddo, la città ha avuto la brillante idea di rispondere con il Grande Caldo e personalmente preferivo godermi ancora un po' di fresco visto che se ho scelto di venire qui è anche per il mio odio profondo per il caldo :p (della serie: se non vi piace il freddo cosa cavolo vi siete venuti a fare qui!?)

Fatto sta che ho poche scusanti ed ho cominciato a imparare a conoscere il quartiere dove abitiamo ora con un po' di uscite strategiche. (come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa, i primi di marzo abbiamo cambiato casa e non siamo più nella zona di Montréal Nord ma in quella Sud Ovest della città.)
Prima di tutto è pieno zeppo di negozietti dell'usato, cosa che sto imparando ad adorare di questo Paese. In Italia è ancora molto poco diffuso il concetto di usato ma qui in Canada è pieno di associazioni benefiche che sistemano e rivendono di tutto dai vestiti, alle cose per la casa, ai mobili agli oggetti più disparati (avevo parlato della cosa qui). E a volte capita di poter fare davvero degli affaroni, soprattutto se come me amate fare decorazione e restauro di materiale usato.

Nell'attesa del mio permesso di lavoro e di residenza permanente, infatti, ho cominciato diversi lavoretti di riciclo e decorazione e mi sto divertento veramente molto: cambiare Paese è sempre difficile ma mi ritengo fortunata di essere finita in un Paese molto più affine ai miei gusti e alle mie esigenze di quanto sperato.
(Giusto per fare un po' di pubblicità, comunque, questo è il mio nuovo sito personale, questa è la pagina Facebook di alcuni miei lavori di decorazione e questo il negozio di Etsy con cui sto cominciando a testare il tutto)

Abbiamo anche in progetto, il plurale è d'obbligo visto che sono stata ancora più fortunata ad avere una suocera creativa ed energica al mio fianco!, di cominciare a vendere in qualche mercatino della zona... vi racconterò!

Insomma: stamattina sono andata a correre lungo il canale di Lachine: 14.5 chilometri di area pedonale che partono dal Vecchio Porto fino ad arrivare al Lake Saint-Louis. E' veramente un posto bellissimo, pieno di verde ed un paradiso per gli amanti della corsa e della bicicletta. Vi allego un video che rende bene il percorso visto con gli occhi di un ciclista.



Ho anche avuto la piacevole sorpresa di fare la tessera della biblioteca sempre con la mia super suocera e di trovare alcuni libri interessantissimi.. prima di scoprire che la piscina che si trova di fronte alla biblioteca è gratuita e senza registrazione.. della serie "Questi sono gli orari, vieni, comportati bene e nuota."

Ecco si. E' tutto riconducibile a questo il vivere che sto sperimentando.. una versione più complessa del "Ama e fai quello che ti pare." in una città dove fino a quando ti comporti bene sei più che benvenuto.

Continuo a ripetere spesso e volentieri che la mia esperienza di vita in Italia è sicuramente molto influenzata dal fatto di essere cresciuta in una grande città come Roma e che molto probabilmente alcune cose possono sembrare strane a chi ha avuto la possibilità di avere un rapporto più umano e vicino con il suo paese perché nato e cresciuto in realtà più piccole.. probabilmente la mia prospettiva su affitti, parcheggi, vita sociale, città a misura d'uomo è ben diversa da quella degli altri.. proprio perché Roma, nel bene e nel male, è una città che fa un po' Paese a sé e pur avendo vissuto a Genova e Torino sicuramente la mia sensazione può differire dagli altri italiani. Ma continuo a stupirmi ogni giorno di come vanno le cose qui, di come le persone si fidino sinceramente del prossimo (al punto tale di dubitare ancora di più.. una sorta di "ma .. davvero?"), di come le cose funzionino e di come, purtroppo, per molti versi siano davvero tanto, troppo diverse dall'Italia.

Mi piacerebbe poter dire di voler tornare per cambiare le cose in un Paese che dovrebbe guardarsi di più intorno per capire veramente cosa non va e invece, molto egoisticamente, mi rendo conto che adoro essere lontano dall'Italia e di essere una delle poche, pochissime italiane che non ha nostalgia del Paese. Ho nostalgia delle persone, anzi delle Persone, che ho lasciato in Italia e vorrei poterle portare via tutte e farle vivere qui insieme a me, per rimanere nel tema dell'egoismo ma del Paese proprio no. In Italia non ho voglia di tornare, nemmeno in vacanza: mi terrorizza l'idea di scendere dall'aereo e avere da discutere già con il primo che incontro all'aereoporto. Se non direttamente sull'aereo. E nonostante io continui ad essere FIERA di essere italiana e felice delle cose che un domani potrò far vedere e vivere ai miei figli, sono anche incredibilmente grata di avere avuto l'opportunità e la fortuna di fare questa esperienza in Canada perché Montrèal, fino ad ora, è una città fatta su misura per me e per le mie esigenze e per la prima volta in vita mia controllo ogni ora se ci sono sviluppi per il mio permesso di lavoro perché ho una gran voglia di buttarmi fuori di casa (!) e scoprire il più possibile di questa meravigliosa e sfaccettata città :)

giovedì 27 marzo 2014

E' primavera a -12!! Tempo di bilanci!

E' passato il nostro "anniversario" canadese e non ho scritto niente!!
A mia giustificazione c'è che abbiamo cambiato casa! Come ogni marzo che si rispetti da 4 anni a questa parte, non posso non fare un trasloco! Questo ce lo siamo fatti con la neve .. e di certo è un tipo di esperienza che mi mancava.. ma che non vorrei ripetere: inoltre questa casa mi piace molto e spero di non dover cambiare a marzo prossimo :)

Domenica scorsa siamo usciti a fare due passi e ho sentito la primavera: tralasciamo che sabato ha fatto così tanta neve che una mia amica mi ha scritto "Buon Natale!" ..! Ma non importa! Domenica c'era il sole ed era una giornata bellissima, tipicamente canadese: cielo limpido e freddo..! Si sentiva la primavera nell'aria ed io ero felice e ho detto a mio marito "Non senti che caldo!?" .. Peccato che faceva -12 e a Roma +12 .. ed ho capito che qualcosa era cambiato: in 32 anni non ho mai avuto -12 a Marzo vivendo in una città dove le margherite inondano i giardinetti ben prima. Ma un anno qui ha già intaccato molto il mio modo di pensare e sento di essere cambiata.
Storie di vita vera!!
Ho superato indenne il primo lungo temibile inverno canadese: quello che chiunque ho incontrato non perdeva occasione di citare, quello che tutti pensavano "vedrai come scappa!", quello che ancora adesso viene citato come motivo principale per non mettere piede qui. In realtà l'inverno è alla fine ed io sono ancora qui, intenzionata a rimanerci a lungo. Che l'inverno canadese sia roba seria, soprattutto per chi come me viene da un posto dove la neve non cade mai e quando cade chiudono le scuole, è fuori dubbio. Ma io l'ho trovato anche affascinante e tutto da capire. L'anno scorso al nostro arrivo c'era ancora la neve ed io andavo in giro con un paio di scarpe da ginnastica perché, venendo da Roma, scarpe per la neve non erano proprio qualcosa che uno tiene nell'armadio. Così a settembre ci siamo presi degli scarponcini ottimi che mi hanno notevolmente aiutato a superare il tutto.

 Quest'anno, invece, ho scoperto il ghiaccio: roba seria, di livello successivo. Quando c'è un abbassamento della temperatura dopo un disgelo, i marciapiedi
diventano lastroni di ghiaccio ben poco user-friendly che mettono paura: l'unico momento che vorrei dimenticare dell'inverno. In realtà ho scoperto dell'esistenza di rampini da mettere sotto le scarpe: si applicano con degli elastici e aiutano la stabilità. Sarà il mio prossimo acquisto per l'inverno che verrà. E così: avanti di inverno in inverno! Auspico di raggiungere anche il traguardo "prendi la patente (che non ho) e guida in mezzo alla neve" ma con calma: per ora aver portato a casa il mio primo inverno canadese è già un gran bel punto :)

Adoro questi paesaggi :)
Abbiamo finalmente trovato un giapponese no-stop di nostro interesse! Ok: sembra una cosa stupida. Ma noi a Roma avevamo un ristorantino giapponese di fiducia e ammetto senza vergogna che era una cosa che mi mancava parecchio. Abbiamo risolto anche quella. Questo per dire che, ad un anno di distanza, stiamo ricreando una nostra quotidianità! I nostri locali, i nostri amici (anche se ci mancano tanto quelli in Italia: insostituibili!) le nostre serate. Comincia a cambiare anche il mio modo di cucinare: non molto, per fortuna, ma mi rendo conto di aver inserito nel mio "repertorio" piatti diversi da quelli che ero abituata a preparare in Italia.

La nostra prima cena a casa nuova :)
Il mio inglese e francese sono in corso d'opera: in compenso sto dimenticando l'italiano corretto! Niente di gravissimo ma mi rendo conto che il mio cervello sta facendo più fatica ad esempio a scrivere questo post. In compenso a volte leggo o ascolto cose in inglese e francese e non mi rendo conto che si tratta di una lingua diversa dalla mia. Non sono ancora in grado di arrabbiarmi in inglese (devo sembrare molto buffa..) ma il francese mi sta piacendo molto: se la mia povera professoressa di francese del liceo sapesse che sono finita a vivere in Quebec .... Ho voglia di usare altre lingue e questo penso sia un bene per la mia futura carriera professionale..!

Insomma questo primo anno in Canada è stato come me lo aspettavo: ricco di novità ma anche "soft" perché il non poter (ancora) lavorare mi ha sicuramente permesso di capire con calma cosa mi circondava... il che per alcuni aspetti è una fortuna, per altri un po' meno (c'è pur sempre uno stipendio in meno in casa!)
A livello umano è un posto meraviglioso, molto affine a me. La gente è educata, gentile, discreta, la vita è gestibile, ottimizzata. Il mio "mal di pancia da burocrazia" si fa sentire, purtroppo, solo quando interagisco a distanza con l'Italia e si, lo so, è brutto dirlo.

Con l'arrivo del bel tempo ho in mente piani di conquista del Canada armata di macchina fotografica!

Stay tuned!!

Neve a Marzo in giro per Montréal :) 






lunedì 10 marzo 2014

La mamma è pur sempre la mamma

Una cosa che continua a spiazzarci ogni tanto è la differenza di mentalità nei riguardi della sicurezza, informatica o reale. Per citare alcuni esempi, parliamo della macchina lasciata aperta mentre si va a ritirare al bancomat, dei contratti di locazione verbali, porte e finestre al piano terra spesso non rinforzate o inferriate e chiuse da serrature a cilindro comuni... quando sono chiuse. Il nostri precedenti padroni di casa lasciavano sbloccato lo scantinato, quelli prima non chiudevano a chiave direttamente la casa. E ad oggi è ancora lì.

 Trivia dal contesto palesemente limitato: La pagina wikipedia sulle serrature a cilindro in francese contiene spiegazioni sul funzionamento, in italiano su quanto siano vulnerabili; le tecniche di apertura delle serrature sono inquietantemente informative in italiano come quella sul key bumping con pagina dedicata, mentre in francese c'è il compitino delle medie.

Key bumping? Bitch please.

Come accennato tempo fa nei post sui documenti, il codice NAS (o SIN) è legato ad ognuno, necessario per ogni utenza o servizio importante, pertanto tutti si raccomandano di proteggerlo dato che è una sorta di fermata unica per fedina penale, stato di residenza, affidabilità creditizia e via dicendo. Il codice viene però chiesto per esempio da alcuni padroni di casa per poter fare controlli sugli aspiranti affittuari (previa autorizzazione firmata da voi ad ogni modo), quindi bisogna dar fiducia al prossimo in questi casi, ma sembrano tutti tranquilli che nessuno neanche pensi di approfittarsene, rimangono anzi sorpresi dei racconti di vita ordinaria italiana alla "Pacco, doppio pacco e contropaccotto" :P In particolare sembrano mettere la mano sul fuoco per i contratti verbali, e bisogna riconoscere che finora gli accordi con entrambi i padroni di casa sono stati di una precisione ineccepibile.

I token a chiave numerica variabile bancari qui sembrano non esistere, piuttosto è il sito della banca a raccomandarsi di controllare l'immagine e la frase corrispondano a quelle scelte per assicurarsi di non essere vittime di phishing.

Tanto per dimostrare che l'altro giorno spelling NATO e tutto il resto hanno ancora bisogno di un po' di lavoro, oggi ho deciso di aggiustare il nome sulla bolletta di internet, scritto per confusione "Edouardo", complice la somiglianza al nome in francese. Decido di usare la chat per evitare nuovi alfabeti improvvisati al telefono.

Product : Customer centre / videotron.com
Subject : My name is spelled incorrectly 
Hello and welcome to Videotron online customer service, my name is ***** and it will be my pleasure to help you.
Hello and good morning 
If I understand properly, your name is wrongly written, is that correct?
yes, it should be "Edoardo" instead of "Edouardo" 
No problem, I will change it for you. May I have your full name please?
Edoardo Facchinelli 
Thank you. To access your account, may I have your complete address or your telephone number, please?
[indirizzo] 
Thank you. I must also validate your identity. Can you please confirm your date of birth and your mother's maiden name?
[data di nascita e cognome da nubile di mia madre]

Ed il professore può aiutarmi con l'altra metà
Le mie prove di riconoscimento sono la mia data di nascita e il cognome da nubile di mia madre. Seriamente. E non sono io ad averlo scelto, è procedura standard, quindi è così per tutti. Roba che posso scoprire facilmente di buona metà dei miei contatti Facebook. Parola d'ordine: famose a fidà :D

sabato 22 febbraio 2014

Lontani da Ancona, Bologna e Como

Abbiamo parlato qualche volta di come nello sforzo necessario in Canada (come altrove nel mondo) per integrarsi siano importanti le lingue "straniere". Per renderci conto della complessità effettiva, vorrei fare una distinzione fra alcuni aspetti che bisogna imparare:
- conoscenza della lingua a livello scolastico: qualsiasi corso può aiutarvi, l'obiettivo è padroneggiare lessico, regole grammaticali, ortografia, pronuncia delle parole indigene. 
- cultura locale: partecipare alla discussioni, guardare la tv, leggere i giornali, aiuta a entrare nel discorso, capire cosa ci accade intorno e ridere alle barzellette :P
- gestire la vostra italianità: imparare a fare delle vostre origini un punto di forza, adattare e assimilare conoscenze e abitudini per il nuovo stile di vita. 

Oggi voglio dire la mia sul terzo punto. Diventa più importante man mano che i primi due vengono assimilati, e rappresenta la differenza fra "cavarsela" e "padroneggiare". Una volta che si inizia a fare conversazione ci sorprenderemo spesso a preferire parole derivate dal latino di uso più frequente in italiano, rispetto alla nostra nuova seconda lingua che potrebbe avere altre preferenze, e a fare attenzione ai termini che sembrano comuni ad entrambe le lingue ma in realtà dai significati diversi. A patto di non lavorare nel campo linguistico questo non è un problema il più delle volte, e finisce per diventare un vostro particolare riconoscibile che personalmente trovo bello avere. Trovo bisogni fare attenzione però ad utilizzare la pronuncia locale del termine piuttosto che l'italiana. La pronuncia mista crea confusione in chi vi ascolta, il che è comprensibile dato che non la riconoscono e non se la aspettano. 

C'è tutta una serie di parole con cui convivere tutta la vita e particolari per la pronuncia: nomi e cognomi. Sebbene per i nomi storici vi troverete a sorridere per Cristophe Colomb, Jules César, Michel-Ange, Léonard de Vinci, Raphaël, Splinter, ricordate sempre che anche l'italiano è ricco di traduzioni nei nomi stranieri di nomicosecittàanimali. No, Donatello lo lasciano come l'originale, non mi chiedete perché. Solo buona volontà e preparazione ridurranno lo stress della pronuncia del proprio nome. Innanzi tutto, consiglio di mantenere la pronuncia italiana e aiutare i nuovi colleghi, amici e conoscenti a imparare, d'altra parte voi vi impegnate a pronunciare bene il loro, e ho sempre trovato persone ben disposte al riguardo. Se mantenete la pazienza e dedicate un po' di tempo alla questione con le persone che vedrete spesso potrà solo giovarvi e spesso divertire gli altri, pensate che solo a voi piaccia conoscere nuove parole? :P Periodicamente qualcuno vi farà una sorpresa e vi saluterà in italiano e il vostro nome in ottima pronuncia, studiato appositamente il giorno prima, ringraziate mi raccomando :D


Un momento di poca pazienza nella vita di Leonardo.


Potete scegliere anche di avere un soprannome o lo stesso nome proprio localizzato con cui presentarvi rapidamente alle persone, cui spiegherete per bene come scrivere "Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare" o "Guidobaldo Maria Riccardelli" all'occorrenza. È qualcosa che vediamo spesso anche in Italia negli immigrati ed è bene realizzare che non c'è niente di male nel farlo. 

Laddove sia spiegazioni che soprannome non possono aiutare è nella burocrazia
Ogni volta che dovete fornire le vostre generalità chiaramente dovrete fornirle reale ed esatte, e finché si va di persona ce la si cava facendo vedere un documento, ma al telefono?

Episodio di vita vera, per allacciare l'elettricità nel nuovo appartenento:
"Ho bisogno del suo nome completo, signore"
"Edoardo Facchinelli" rispondo facendo del mio meglio per scandire. 
"Mi scusi, potrebbe ripeterlo lettera per lettera?" 
Prevedibile, sempre meglio essere sicuri, d'altra parte capita molto spesso anche per i locali con una lingua piena di omofoni come il francese. Come quando fuori la mère du maire va à la mer chercher sa tante qui l'attend dans sa tente, insomma.
"Ef, a, se, se, ash..." Tento di pronunciare ogni lettera il meglio possibile ma in questi casi la mia pronuncia ancora lascia a desiderare. È come se un romano cercasse di imitare un milanese che parla napoletano :V
"Es, à?" Chiede infatti il mio interlocutore incerto. E provate voi a dirgli "F di Firenze"!
Temendo che abbia il mio stesso livello di Storia dell'Arte internazionale, ripiego con un doppio carpiato su un "F de... France!" per il quale si sarà fatto quattro risate meritate coi colleghi alla macchinetta del caffè, e mi metto a riflettere su come prepararmi meglio alla prossima volta. 

Mentre in Italia è di uso comune usare le città come riferimento per le iniziali, qui direi che il sistema più diffuso sia l'alfabeto fonetico NATO, derivato da quello radiotelefonico e che sentiamo nei telefilm per il gergo militare. In cui per la Q c'è Québec. Mica cotiche, parola di Eduardó Fascinellí :V




venerdì 31 gennaio 2014

Liberiamo una ricetta!

E' con molto piacere che quest'anno il nostro blog partecipa all'evento del #liberiamounaricetta, una idea veramente molto carina, anche se non direttamente collegata con il Canada! Ringrazio Alessandra per avermi invitata :)
L'idea è quella di condividere una propria ricetta rendendola "libera" di girare per la rete: come italiana e come appartenente ad una famiglia che ama mangiare ma ancora di più cucinare, mi sono subito messa a pensare a quale ricetta avrei potuto condividere. E tante me ne sono venute in mente: di quando ero bambina e cucinavo con la mia nonna :D di quando sono cresciuta e ho cominciato ad appassionarmi alla cucina, di quando mio padre mi racconta i piatti che prepara.. alla fine ho scelto questa ricetta.
Mi è stata mostrata e tramandata dalla mamma di una delle mie più care amiche del liceo, di origine peruviana. Mi è sempre piaciuta moltissimo e l'ho preparata spesso per occasioni "speciali". E' un piatto profumato, saporito, coloratissimo che bene rappresenta la vita che ho vissuto fino ad ora :) e che quindi vorrei condividere con voi nel nome dell'Amicizia che rappresenta.

=[Pollo in agrodolce]=

Ingredienti:
Pollo [petto circa 300g x 2]
una latta di ananas
ketchup [non piccante]
1 peperone
un mazzetto di cipollotti
Riso bianco [1 tazza] preferibilmente arborio o carnaroli
1 dado
zenzero in polvere
curcuma in polvere
aglio

Prima di tutto bisogna preparare il riso:
Bagnare il fondo di un pentolino con un po' di olio di semi (1 cucchiaio) e metterci l'aglio sbucciato.
In un pentolino forato mettere il riso, lavarlo per bene (per fare andare via l'amido) e metterlo nel pentolino con l'olio.
Per una tazza di riso, mettere due tazze di acqua e 1/2 cucchiaino di sale.
Mettere 1/2 cucchiaio abbondante di curcuma e coprire il tutto lasciando cuocere a fiamma media.
Attenzione! Il riso ovviamente tende ad asciugarsi, ogni tanto va controllato aggiungendo dell'acqua.

Preparazione del pollo.
Tagliare i cipollotti eliminando la parte verde ma non buttatela! Servirà alla fine della ricetta.
Lavare bene i cipollotti, tagliare il bulbo in 4 parti.
Lavare il peperone, tagliarlo a strisce levando la parte bianca interna.
Lavare il pollo e farlo a tocchetti. Aggiungere del succo di limone e lo zenzero.
Prendere la latta di ananas togliendo le fette ma senza buttare il succo: le fette vanno fatte a cubetti mentre nella latta con il succo bisogna aggiungere 3 cucchiai di ketchup.
Infarinare il pollo, scaldare l'olio di semi e quando l'olio è ben caldo friggerlo.

Dopo aver fritto tutto il pollo, svuotate la padella dall'olio di semi, aggiungere olio d'oliva e mettere a cuocere gli ingredienti in questo ordine:
dado, perperoni, cipollotti, pollo, ananas e succo.

Far cuocere tutto, aggiungete zenzero e all'ultimo minuto mettete come guarnizione il verde dei cipollotti.

Spero che questa ricetta possa accompagnare tanti bellissimi momenti, come ha fatto con me :)

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.
Questa ricetta la regalo a chi legge.
Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità:
per questo la lascio liberamente andare per il web.


mercoledì 15 gennaio 2014

Montréal sotterranea

Essendo nata nella Capitale, mi è capitato spesso di sentire parlare di Roma Sotterranea ossia di quell'intricato sistema di catacombe, cunicoli e reperti che è possibile visitare e che spesso sono state meta di gite scolastiche durante la mia infanzia.
Esiste tuttavia una Montréal sotto terra che sto imparando a conoscere anche ora e ben diversa da quella romana che ho avuto modo di scoprire da bambina.
Sto parlando del famoso souterrain di Montréal o ville intérieure o ancora Réso: oltre 30 km di città sotterranea che permette agli abitanti di Montréal di godersi shopping e intrattenimento anche quando al di fuori ci sono -40 gradi.
Prima di tutto un chiarimento: per città sotterranea non si deve pensare ad una città completamente sotto terra (anche se il nome, effettivamente, fa pensare a quello!) bensì ad una serie di edifici in superficie e nel sottosuolo connessi tra di loro. Una rete multi livello di servizi che vanno dalle scuole alle palestre agli hotel agli uffici e ovviamente passando per i negozi. Il tutto connesso con tunnel e metropolitane che permettono di usufruire del downtown senza obbligo di uscita all'esterno.
E' importante anche distaccarsi subito dall'idea del grosso centro commerciale tipico italiano: il souterrain non è solo shopping ospita infatti anche uffici, unità abitative, 5 università, alberghi ed è attraversata da 11 stazioni della metropolitana. Ha ben 160 punti d'accesso sparsi per la città e più di 500.000 persone la attraversano ogni giorno anche solo per spostarsi durante il tragitto per andare a lavoro.
Il progetto è effettivamente bellissimo: l'iniziale idea claustrofobica di una parte di città interamente sottoterra viene letteralmente spazzata via appena ci si entra. Il tutto è studiato in maniera incredibile. E ancora più incredibile è pensare che si tratta di un progetto nato negli anni 60 ma con una carica di modernità ben percepibile.
L'ideatore della città sotterranea di Montréal è l'urbanista Vincent Ponte che nel 1962 lavora sulla costruzione del primo grattacielo di Montréal (Place-Ville Marie) che viene collegato con un tunnel fino alla Stazione Centrale. Quando poi la metropolitana di Montréal ha cominciato la sua attività nel 1966, lo sviluppo parallelo della città sotterranea con la metro ha fatto il resto ed ora questo capolavoro di urbanistica si sviluppa per km!  Per darvi una idea di quanto il Réso si sia evoluto nel corso degli anni, ecco una cartina.

Non sono riuscita a trovare una mappa più grande ma questa rende bene quanto il sotterraneo occupi rispetto alle varie fermate della metropolitana di Montréal
E ora alcune curiosità!
Una delle zone del Réso si chiama Les Cours Mont-Royal ed è attualmente uno dei punti di shopping più famoso ma in realtà, nei primi anni 20, era un albergo di lusso del centro di Montrèal. Gli antichi fasti sono ancora osservabili da alcuni bellissimi dettagli come uno dei lampadari dell'area.

Grazie al sito An Untapped Guide to Montréal's Underground City
Questa foto permette di vedere molto bene la struttura originaria dell'albergo :)
Girando per il sottosuolo, poche persone realizzano quello che accade a livello stradale. Per esempio l'area che prende il nome di Promenades Cathédrale è costruita sotto una chiesa. La storia ci racconta che la cattedrale stava affondando tempo fa e la diocesi non aveva i fondi necessari per sistemare i problemi strutturali. Un consorzio di costruttori ha deciso di provvedere alle spese di ristrutturazione della chiesa chiedendo la possibilità di realizzare al di sotto una serie di negozi. In questa foto potete vedere come i pilastri che ora danno stabilità alla cattedrale siano ormai parte integrante del negozio sottostante.


Come molte fermate della metropolitana, anche il sotterraneo di Montréal è ricco di opere d'arte. Ecco alcune fotografie che mostrano alcune installazioni permanenti che è possibile ammirare durante la lunga passeggiata!






L'area di Place des Arts ospita anche un museo di arte moderna con installazioni temporanee e permanenti.

Pierre Granche, Comme si le temps… de la rue, Place des arts

Film projections a l'Espace Culturel Georges-Émile Lapalme
E per finire alcuni video per farvi vedere dal "vivo" cosa è la città sotterranea di Montréal :)


Video in francese (francese di Quebec! Se volete divertirvi a sentire le differenze) che ben illustra il progetto della città sotterranea. Divertente anche vedere il ragazzetto che esce di casa in maglietta perché in realtà non uscirà mai all'aperto...!



Altro video che trovo fatto veramente bene che fa anche un bel giro per la metropolitana :)